Ristorante Porporoya a Milano

Nome: Poporoya
Indirizzo: via Eustachi 17
Telefono: 02.29406797
Metro: LIMA M1 / PORTA VENEZIA M1, fermata bus n.60 (attaccato al locale)
Orario: 11.30-14 / 18-21
Chiusura: domenica e al pranzo del lunedì
Coperti: ai tavolini n.10(4+4+2), al banco 4
Sito internet: http://www.poporoyamilano.com/
Prenotazione: non si accetta
Parcheggio: abbastanza facile
Disabili: non accessibile (ambiente minuscolo!)

Servizio di asporto con o senza prenotazione
Servizio catering


Recensione inviata da Ruffina

Come definire il Poporoya? Per particolarità di orari di esercizio, per lo spazio ridotto, e l’impossibilità di prenotare non lo definirei un ristorante in senso tradizionale occidentale.
Consigliatissimo agli appassionati questa cucina,e chi come Marco e sua moglie avranno desiderio di trovare un angolo di Giappone a Milano. Sconsigliato a chi si avvicina la prima volta a questa cucina, a chi cerca la cena romantica “tradizionale”, a chi coniuga sushi con ambiente fashion o cool.
Se volete un trattamento piu da “ristorante” consiglio di andare al “Shiro”, via Eustachi 20, in pratica di fronte al Poporoya che è sempre della stessa famiglia Hirasawa, gestito dal figlio di Shiro (ma Shiro ovviamente non c’è!).

ATMOSFERA da Sushiya ”, orari e personale

Per poter “gustare” l’atmosfera “sushiya” vi consiglio di andare poco dopo l’apertura, quindi alle 12 a pranzo, entro le 19 a cena, prima arrivate meglio è!. So che sono orari decisamente fuori dal nostro solito, ma quando ne assaggerete le bontà, farete come tutti i clienti abituali come me, che all’idea di quello che mangeranno, piuttosto mangiano meno il pasto prima per potersi dedicare al 100% alla mangiata. Avrete modo di scambiare due parole col sushiya san Shiro e sua figlia, e se ordinate sushi o sashimi, aspettatevi che Shiro vi chiederà come lo trovate. Importante se ordinerete sushi o sashimi, specificare se normale o piccante, perché se vi capita come a me la prima volta lì, Shiro intendendo che fossi un’appassionata, ha preparato il mio sushi con la quantita solita di wasabi a cui i giapponesi sono abituati…da allora non mi dimentico mai!.
Se invece andrete negli orari canonici per le nostre abitudini, pazienterete in piedi da un minimo di 10/15min ad un massimo di…chiusura del locale! Non avrete modo di parlare con Shiro perché sarà immerso, anzi sommerso dalle ordinazioni.
Poporoya è un suhiya per chi vi cucina, per lo spazio del locale con i 10 posti ai tavolini e 4 al banco, nell’arredamento, nella disponibilità del servizio del personale compatibilmente alla ressa, ma non vi aspettate di fermarvi a parlare, bevicchiare, temporeggiare ecc., perché appena terminato il pasto come da istruzioni ricevute, il personale attento in tutti i sensi vi chiederà se siete a posto e porterà via tutto e se non fosse sufficiente questo a mandarvi via, saranno sufficienti gli sguardi dei clienti in piedi nell’attesa.

Angolo alimentari e ordinazioni

Appena entrati entrerete nell’angolo del mini-mini-negozio alimentare dove si trovano in vendita ingredienti sia freschi che confezionati e bevande importati direttamente dal Giappone. Spesso, se non sempre vi verrà chiesto cosa volete ordinare, e mentre i clienti soliti hanno già le idee chiare, i “nuovi” rimangono spaesati e da qui verranno invitati a guardare la lista appesa sulla piccola parete a sinistra dell’entrata e poi fatti sedere nella saletta subito dopo la cassa a sinistra dell’entrata. Questo è un sistema che con sala occupata permette una volta seduti di avere subito il pasto servito. Se la poca clientela lo permette, vi siederete e vi verrà portate il menu.

Cibo

All’80% le ordinazioni del Poporoya tratteranno di sushi e sashimi in tutte le sue declinazioni poiché è la sua specialità visto la presenza dietro al banco dell’ormai notissimo a Milano e nell’ambiente della ristorazione giapponese in Italia del sushiya san/Maestro Hirasawa Minoru, chiamato Shiro dagli avventori che lo conoscono. Nighiri, maki, uramaki, temaki, chirashi, sashimi hanno tutti un denominatore in comune: la freschezza!! Difficilmente mangerete a Milano un pesce così buono, vario, fresco e abbondante!

Il menu non si limita comunque a sushi e sashimi, ma troverete anche se non una ricca lista come da altre parti, antipastini, udon, tenpura, piatti di carne come yakitori e tonkatsu, piatti per vegetariani, insalate alla maniera giapponese, rarita come le kakifurai, ossia le ostriche fritte e non in ultimo, ma non frequente a Milano, i dolci giapponesi come mochi, dorayaki, daikufu. I piatti possono essere ordinati singoli o a menu (antipastino+riso gohan+piatto principale+frutto).

Prezzi

Lasciando perdere chi di cucina giapponese non sa nemmeno che forma ha (come scritto inizialmente nella presentazione del locale lo sconsiglio ai novellini), dai “clienti-addetti ai lavori” gira la voce che il Poporoya abbia tra i migliori rapporti tra qualità-prezzo a Milano. Con questo non lo si puo considerare economico, ma con un ottimo chirashi da 16euro non solo “sepolto” di pesce, e con varietà+qualità non sempre presenti in altri posti, ma con pezzettini di pesce e avocado e frittatina giapponese ed altro “nascosto” nel riso da sushi stesso, dimenticherete il chirashi da 12euro mangiato altrove dove vi avranno spiattellato dentro la ciotola solo riso gohan, e non riso da sushi, e 8 fettine di pesce(solito salmone, tonno, branzino, se siete fortunati un pezzo di tako>polipo)che piu che sashimi sembra usuzukiri (…). Mentre con un Chirashi ed una bevanda uscirete da lì sazi, non posso dire altrettanto da altre parti.

L’ultima volta che mi sono recata al Poporoya è stato per la cena di sabato 13/11/2010 col mio fidanzato, erano le 18.30 quando abbiamo varcato la soglia e c’erano già 4 persone sedute a mangiare: per me ho ordinato un Chirashi misto abbondante non piccante (bisogna specificare se normale o abbondante, piccante o no), e per lui il menu Tonkatsu, accompagnati da un te verde caldo ed un’acqua naturale per un totale di 31,50euro.

Questa è la prima volta che mangio di sera al Poporoya, solitamente le molte volte che mi sono recata lì, è stato a pranzo. Sono rimasta impressionata dalla folla che si è creata verso le 19, alle 19.15 abbiamo faticato ad uscire dal locale (ricordo comunque che è minuscolo!).

Il maestro Hirasawa Minoru

Storia

Il Poporoya è il maestro Hirasawa Minorou chiamato anche Shiro, che né è il fondatore, ed il proprietario, insieme a sua figlia Mami (la signora Hirasawa, Mariko, è mancata 01/09/2009). Nato in Giappone, nella prefettura di Nagano nel 1946, già in gioventù lavora per diversi ristoranti, e frequenta la scuola di di cucina giapponese del professor Sizuo Tsuji, una pietra miliare nella cultura culinaria giapponese. Tsuiji intuisce le capacità e potenzialità dello studente e gli lancia la sfida di esportare la loro cucina in un paese come l’Italia così legato alle sue tradizioni culinarie, e riuscendo quindi a far conoscere ed innamorare della cucina del sol levante il popolo italiano. Shiro venendo quindi a lavorare a Roma nel 1972, a soli 26 anni nel primo ristorante giapponese (Tokyo) in Italia, non solo riuscirà nell’impresa ma sarà tra i primi molti anni dopo ad aprire nel 1989 il Poporoya, uno dei primi locali di questo genere di cucina a Milano.

L’italiano di Shiro

Nonostante quasi 40 anni nel nostro paese, Shiro alle orecchie di noi avventori del locale è rimasto decisamente legato con amore ad un italiano nipponico, fortuna che la figlia Mami si offre da ponte tra lui e noi: ragione in piu che mi spinge a studiare il giapponese nella speranza di avere una comunicazione lineare con Shiro.

AIRG

Il maestro inoltre è fondatore e presidente dell’A.I.R.G.: associazione italiana ristoratori giapponesi. L’associazone ha come obbiettivo di proteggere la cultura gastronomica del sol levante a Milano ed in Italia e far si che nei ristoranti iscritti(per ora solo ristoratori di Milano) vi sia un rispetto per la scelta delle materie prime, attenzione nelle tradizionali tecniche di lavorazione e cottura tradizionali giapponesi.

Licenza per il fugu

In ultimo, come se servisse un’ultima prova per sottolineare l’eccellenza del maestro, Shiro ha ottenuto in Giappone la “patente/licenza” rilasciato dal ministero della salute giapponese, per poter cucinare il fugu, ovvero il pesce palla, che se non estratte correttamente le ghiandole velenose puo risultare un pasto mortale uccidendo fino a 30 adulti!!.

Per comprendere il valore dell’ottenimento della licenza si deve sapere che un aspirante fugu-chef ha bisogno fino a 2-3 anni di apprendistato, poi dovrà sostenere l’esame stabilito dal Ministero della Salute: tale esame consiste in una parte scritta, poi un test per l’identificazione dei vari tipi di fugu (ce ne sono c.ca 20 tipi diversi commestibili), ed infine una parte pratica nel taglio del pesce con relativa degustazione. Solitamente il 30% dei aspiranti-chef ottiene tale licenza!. Ecco il motivo del perché tale licenza è esibita all’interno del locale insieme ad altri mille riconoscimenti ottenuti dal maestro in questi anni.

Premessa su di me (Ruffina)

(ritengo sia interessante conoscere il background di chi recensisce, a comprendere meglio lo “spessore” col quale verranno rilasciati dei pareri!)

Sono un’appassionata del buon cibo e sono profondamente convinta che un’ottima via per conoscere il nostro “vicino”, che sia di regione italiana, di un paese europeo, o dell’altra parte del mondo, sia assaggiarne i sapori della sua terra.

Essendo di Milano, ho per mia fortuna la possibilità di avvicinarmi ai sapori di molte cucine, e spesso mi viene da dire <mediate con gusti italiani, figurati riuscire a mangiare quelli “veri” sul posto d’origine!!>>
Milano mi ha permesso, anche grazie al fatto che mangiare sushi e sashimi è diventato di gran moda, di recarmi in molte posti per “sperimentare” e trasformarmi in una appassionata di cucina del Sol Levante. Sono talmente presa dalla cucina nipponica che sto acquisendo piu informazioni possibili, ed ingredienti, per cucinare a casa!.
Grazie proprio alle mie informazioni e consapevole che è riduttivo limitare la cucina giapponese a sushi e sashimi, come per noi italiani è riduttivo identificare il nostro cibo solamente a pasta e pizza, è nata la curiosità di trovare ristoranti a Milano che proponessero alternative.
La mia ricerca di ristoranti con proposte alternative non è stata semplice. Ecco i miei parametri:

OTTIMO CIBO

– dell’ottimo cibo è la chiave base della mia ricerca al di là di presentazioni nel piatto, locali alla moda, ecc.

LOCALI “TESTATI “DALLE PERSONE COME ME

– Concordo con Marco che le recensioni stilate da libri o articoli di giornali non sai mai quanto vengano “influenzate”.

PREZZI

– Sperimentare equivale a spendere, quindi visto che i soldi non nascono sugli alberi, ho compiuto una scelta il piu possibile compatibile col mio borsellino.

La concorrenza sempre piu spietata a Milano in questo tipo di cucina ha permesso una rosa maggiore di offerta in termini di qualità, proposte, e prezzi e l’ultima voce va sicuramente a vantaggio di noi clienti!!. Per Milano posso aggiungere che i ristoranti solitamente considerati come prezzi di fascia medio-alta sono “frequentabili” nell’orario di pranzo. Per un pranzo prevedo di spendere un minimo di 10euro, ad un massimo di 17euro ma deve in quel caso valerli tutti! Per una cena invece da un minimo di 20 euro, ad un massimo di 35euro ed anche in questo caso deve valerli tutti!!. A Milano stà spopolando la proposta “All You Can Eat”a cena ma anche a pranzo, per chi non la conoscesse è la formula che permette di mangiare tutto quello che vuoi ma a prezzo fisso, senza però avanzare altrimenti verrà applicato un prezzo per gli “avanzi”. Non si tratta di un buffet come all’aperitivo milanese dove ci si continua ad alzare fino a sazietà, ma si sceglie dal menù e le pietanze verranno servite direttamente al tavolo. Ho trovato posti “all you can eat” a 12/15/18euro (→ con questo prezzi, spesso sono a gestione cinese) a 20, a 23, 25, ed anche 30.

GESTIONE CINESE O GIAPPONESE?

– Gestione cinese o giapponese? Quando trovo nel piatto cose buonissime, personalmente trovo difficile rimanere una “purista”, e questo non mi accade solo con questa cucina ma anche se la mia pizza preferita a Milano, in una pizzeria a gestione napoletana è fatta dalle mani di un pizzaiolo egiziano. Altro è il discorso di farsi credere per forza quelli che non si è (provate a parlare con terminologia culinaria giapponese e scoprirete i “falsi”), lavorare senza rispettare innanzitutto le norme sanitarie (→soprattutto di pesce stiamo parlando), proporre pietanze che nulla hanno a che fare la cultura culinaria del paese del sol levante, ignorare del tutto i valori millenari della cultura che stanno cercando di scopiazzare e farli pagare come se lo fossero al 100%!!.

Recensione inviata da  Rosario Sannino, che trovate su Facebook e su Youtube

Shiro è un ristorante giapponese presente a Milano. Il locale è molto ampio ed accogliente, molto curato nell’arredamento e anche nei piccoli particolari (ad esempio, la targhetta della toilette è in giapponese).
Appena ci si accomoda si viene accolti da delle camerieri giapponesi, vestite alla maniera tradizionale, che salutano nella loro lingua e che molto gentilmente invitano ad ordinare. Dopo qualche minuto, le stesse preparano il coperto sul momento, posizionando le indispensabili bacchette e tutto l’occorrente davanti al cliente in un modo davvero originale e suggestivo.
Il servizio è discretamente veloce, con il locale pieno i piatti vengono serviti dopo circa 20 minuti. La varietà degli stessi è considerevole ed è molto facile avere l’imbarazzo della scelta.
I piatti sono inoltre serviti nel modo tradizionale in tutto e per tutto (ad esempio, il sushi viene servito sul geta, il tradizionale “vassoio” di legno), gestualità comprese.
Al termine del pasto, le stesse cameriere vi chiederanno se volete ordinare ancora oppure se va bene così, sempre con la solita gentilezza.
I piatti sono ottimi, nonostante il ristorante è spesso affollato, non ci sono difetti evidenti, freschezza e bontà sono garantiti. I prezzi sono nella media.
Anche al momento di pagare, le onnipresenti cameriere vi ringrazieranno in un modo che solo loro sanno fare e che di sicuro ricorderete, facendovi venire voglia di tornare presto.
Un ristorante completo, che oltre all’accuratezza e alla bontà dei piatti è attenta anche al servizio e all’accoglienza del cliente, vero e proprio punto di forza.
Consigliatissimo.

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