A 655 metriTempio RurikojiA 655 metri
A Yamaguchi.
A chi ha visitato Ise, il complesso del santuario Yamaguchi Daijingu sembrerà un luogo familiare: si tratta della versione più piccola e semplice del famoso Santuario di Ise, tanto che viene spesso soprannominato il “santuario Ise del Giappone dell’ovest”.
E non si tratta affatto di una casualità: durante un viaggio a Ise il signore feudale della regione di Yamaguchi rimase talmente colpito e affascinato dal santuario che nel 1520 decise di costruirne uno simile a Yamaguchi per venerare le medesime divinità. In questo modo, anche gli abitanti che non potevano viaggiare fino ad Ise avrebbero avuto la possibilità di pregare presso il Santuario Yamaguchi Daijingu.
Per portare qui lo spirito di Amaterasu, Ouchi Yoshioki dovette ottenere un permesso imperiale: fino all’epoca Meiji questo restò l’unico santuario del Giappone, oltre a Ise, autorizzato a custodire ufficialmente quella divinità.
Un privilegio enorme, che dice molto sulla ricchezza del clan Ouchi, all’epoca una delle famiglie più potenti del paese e artefice di quella Yamaguchi che ancora oggi sentirete chiamare la Kyoto dell’ovest.
Nei secoli successivi il santuario diventò una meta di pellegrinaggio vera e propria: dal Kyushu e da tutta la regione del Chugoku arrivavano fedeli che il lungo viaggio fino a Ise non se lo potevano permettere. È da qui che nasce il soprannome con cui i giapponesi lo chiamano ancora oggi, Nishi no Oise-sama, la venerata Ise dell’ovest.
Come il Santuario di Ise, anche Yamaguchi Daijingu è dedicato alla dea del sole Amaterasu, la figura più importante della religione shintoista. Immerso nella foresta, fuori dal centro di Yamaguchi, il santuario offre un angolo di pace e serenità tra i colori e i profumi della natura ed è particolarmente suggestivo in autunno quando le foglie si tingono di gradazioni calde.
Le porte torii rosse aggiungono un tocco di colore sgargiante al paesaggio e al complesso e segnalano l’ingresso alla scalinata che conduce all’area sacra. Ai piedi dei gradini si trova il kagura-den, il padiglione dove ancora oggi vengono celebrate le preghiere richieste dai fedeli. Sempre in questa zona un monumento in pietra ricorda i devoti che qui erano arrivati a pregare diecimila volte: rende bene l’idea di quanto fosse frequentato questo posto quando raggiungere Ise era un’impresa di settimane.
Il complesso è composto da varie strutture tutte caratterizzate da uno stile semplice puramente giapponese e una dominanza del legno; i tre edifici più centrali e importanti sono protetti da una recinzione ma potete comunque dare una sbirciatina all’interno.
Come per il santuario di Ise, anche Yamaguchi Daijingu è composto da una sezione interna ed una esterna che, seguendo la tradizione shintoista, in origine venivano ricostruite ogni 20 anni; qui però il ciclo si è fatto irregolare nei secoli e l’ultima ricostruzione completa risale al 2000.
Dopo aver visionato gli edifici vi consiglio di fare una passeggiata nei giardini del santuario, dove potrete ammirare un laghetto e varie lanterne in pietra e statue che punteggiano il complesso.
A Ise la sede interna e quella esterna distano diversi chilometri l’una dall’altra e il pellegrinaggio richiede mezza giornata; qui invece le trovate una accanto all’altra, a pochi metri di distanza. Nel naiku, la sede interna, è custodito lo spirito di Amaterasu, mentre nel geku, quello esterno, si venera Toyouke, la divinità del cibo e dei raccolti che anche a Ise accompagna la dea del sole.
Accanto ai due edifici noterete uno spiazzo vuoto coperto di ghiaia: non è un terreno abbandonato, ma il kodenchi, il lotto che ospitava le strutture precedenti e che aspetta la ricostruzione successiva. È lo stesso meccanismo di Ise, in scala ridotta.
A pochi passi dal santuario sorge il Museo d’Arte della Prefettura di Yamaguchi, la maggiore galleria artistica della regione. Qui potrete scoprire mostre interessanti con opere classiche e moderne di artisti giapponesi.
Attorno ai due edifici principali si nascondono altre piccole strutture che quasi tutti superano senza fermarsi. Il santuario di Taga è dedicato a Izanagi e Izanami, la coppia divina che secondo il mito diede origine alle isole giapponesi, ed è il posto dove i giapponesi vengono a chiedere lunga vita.
Poco più in là c’è il Takamine Inari, a cui i fedeli si rivolgono da secoli per la protezione dei raccolti, per la prosperità degli affari e contro le cosiddette tre disgrazie: incendi, furti e malattie.
Il santuario si trova circa 2 km a nord-ovest della stazione di Yamaguchi, sulle prime pendici collinari alle spalle degli uffici della prefettura: a piedi ci vogliono all'incirca 30 minuti su strada pianeggiante, molti meno se noleggiate una bicicletta davanti alla stazione.
Se preferite non camminare, dal piazzale della stazione partono un paio di autobus all'ora in direzione Yamaguchi Daigaku o Nakaoguchi: scendete alla fermata Kenchomae e in cinque minuti a piedi siete all'ingresso, dove parte la scalinata verso i santuari.
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Yamaguchi Daijingu
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Yamaguchi Daijingu - lì vicino trovate:
A 655 metriA Yamaguchi.
A 24427 metriLegato al potente clan Mori.
Ad Hagi.
A 41680 metriCon un tunnel di torii rossi.
I torii rossi sulla scogliera.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).