Gola di ObokeA 15883 metri
Giro in battello e pareti rocciose.

La Valle Iya è il Giappone più nascosto. Racchiusa tra le montagne del cuore dell’isola di Shikoku, la sua posizione remota l’ha tenuta per lungo tempo lontana dai classici itinerari turistici, e ancora oggi regala uno scenario naturale incontaminato fatto di gole strette scavate dai fiumi, ponti dall’aspetto rustico e sorgenti termali dove rilassarsi.
A farla conoscere è stato lo scrittore Alex Kerr, autore di “Lost Japan”, che qui comprò e ristrutturò un’antica fattoria, Chiiori: oggi si può visitare o ci si può persino dormire, sperimentando uno stile di vita tradizionale.
La Valle Iya si può dividere in due aree: Nishi Iya e Oku Iya. Nishi Iya (Iya occidentale) si sviluppa attorno all’ingresso della valle ed è leggermente più sviluppata a livello turistico e meglio servita dai trasporti pubblici. Oku Iya (Iya interna, chiamata anche Higashi Iya o Iya orientale) è un po’ più remota e quindi più difficile da raggiungere senza un mezzo privato.
Essendo uno dei luoghi più remoti del Giappone, la Valle Iya è stata il rifugio dei membri del clan Taira durante il dodicesimo secolo, dopo la sconfitta subita nella Guerra di Genpei che aprì la strada al primo governo di samurai a Kamakura. Ancora oggi alcuni discendenti del clan popolano la regione.
Il sinuoso fiume Yoshino è il fiume più grande della prefettura di Tokushima, di cui attraversa gran parte del territorio, da ovest a est. Seguendo il corso del fiume si raggiungono le gole Oboke e Koboke, all’ingresso della Valle Iya. Nella gola Oboke è possibile attraversare il fiume a bordo di imbarcazioni che offrono piacevoli gite turistiche, permettendo di ammirare le acque color smeraldo del fiume e meravigliarsi dinanzi alle imponenti pareti rocciose che affiancano il fiume. Nei mesi più caldi, la zona è anche una meta popolare per adrenalinici tour di rafting.
Una delle immagini più pittoresche di valle Iya sono i suoi caratteristici ponti in legno di vite, chiamati kazura-bashi: un tempo se ne contavano 13 in totale e rappresentavano un’importante via di collegamento e di passaggio per le persone che vivevano in questa regione montuosa. Grazie ai ponti si poteva attraversare il fiume e trasportare merci da una parte all’altra. Oggi ne sono rimasti solo tre che donano ancora un tocco unico al paesaggio, permettendo di ammirare scorci suggestivi sul fiume e sulla valle.
Il più grande dei tre ponti, e quello più facilmente raggiungibile, è Iya Kazurabashi, lungo 45 metri e sospeso ad un’altezza di 14 metri sopra il fiume.
Il più grande degli altri due ponti, chiamato “Ponte Marito” (Otto no Hashi) si estende per 44 metri sopra il fiume nei pressi di una piccola cascata, mentre il “Ponte Moglie” (Tsuma no Hashi), leggermente più in basso, è lungo 22. All’interno del legno è presente un sostegno in acciaio che rende i ponti più resistenti e sicuri: potete quindi attraversarli in totale tranquillità, scattare foto vertiginose dall’alto e passare da un ponte all’altro grazie ad una rete di percorsi di trekking. Questi ponti, però, non sono eterni: ogni tre anni le liane vengono sostituite da zero, intrecciando a mano tonnellate di shirakuchikazura raccolte sulle montagne intorno. È un lavoro che impegna gli artigiani locali per settimane ed è il motivo per cui una struttura così antica come idea è in realtà sempre nuova.
Un’altra attrattiva popolare è il “ponte” Wild Monkey che in realtà è una sorta di ascensore in legno sospeso, appeso ad una rete di corde sopra il fiume. Questo sistema di trasporto era stato pensato sia per il passaggio di merci che di persone e oggi è possibile provare l’emozione adrenalinica di spingersi da una parte all’altra del fiume.
Un simbolo curioso e simpatico dell’area è la statua del Peeing Boy, che raffigura un giovane ragazzo mentre fa pipì dall’alto di un precipizio di 200 metri, a pochi metri dall’Iya Onsen Hotel. Questo luogo, conosciuto come Nana Magari è considerato uno dei più pericolosi della Valle di Iya e secondo una leggenda locale la statua rende omaggio proprio ai viaggiatori più coraggiosi che talvolta sono arrivati fin qui e facevano pipì da questo punto per vantarsi del loro coraggio.
Nello storico villaggio Ochiai, nell’area di Higashi-Iya, molte residenze e fattorie venivano costruite sui pendii ripidi delle montagne accanto a terrazzamenti di riso e verdure. L’area oggi è diventata un distretto storico protetto per il suo grande valore: racchiude alcune fattorie dal tetto in paglia e case di samurai antichissime. Tra queste una casa di samurai è stata ristrutturata e aperta al pubblico come museo: al suo interno hanno vissuto i leader del villaggio ed è possibile osservare una collezione di armature, armi e utensili utili per la vita di tutti i giorni in questa località remota. Ochiai è un villaggio tutto in verticale: tra la casa più in basso e quella più in alto ci sono quasi 400 metri di dislivello, superati da viottoli e muretti a secco costruiti pietra su pietra. La vista migliore su questo presepe di tetti si ha dal versante opposto della valle, da cui si abbraccia il paese intero. Alcune delle case dal tetto di paglia sono state restaurate e oggi si possono affittare per la notte, con cucine e bagni moderni nascosti dentro le mura antiche.
Un altro luogo interessante è il Museo di Storia e Folclore di Higashi Iya posizionato all’entrata dell’area Oku Iya. La visita passa in rassegna una miriade di oggetti, tra cui trovate articoli casalinghi e utensili, abiti e oggetti artigianali della regione.
Salendo verso il Monte Tsurugi si attraversa Nagoro, un pugno di case dove le bambole a grandezza naturale sono ormai dieci volte più numerose degli abitanti. Le ha cucite una a una Tsukimi Ayano, tornata al paese natale e decisa a ripopolarlo almeno di stoffa: ci sono i contadini chinati nei campi, i vecchi seduti alla fermata del bus, un’intera classe di bambini dentro la scuola chiusa.
Passeggiare tra queste figure è un’esperienza dolce e inquietante insieme, e racconta lo spopolamento di queste montagne meglio di qualsiasi statistica.
La Valle Iya è un luogo da esplorare a ritmo lento, dove entrare a contatto con la natura e respirarne i profumi e ammirarne gli scorci più suggestivi. Soggiornare sul posto in una residenza tradizionale, in un campeggio o in hotel è il modo migliore per vivere al meglio l’esperienza di viaggio nella Valle Iya, ma anche se non avete tempo a disposizione potete approfittare degli onsen disponibili nell’area per concedervi un po’ di relax con vista sulla valle. L’Iya Onsen Hotel è uno dei luoghi più gettonati per un bagno termale: arroccato sulla cima di un ripido pendio, offre vasche coperte e all’aperto con panorama incredibile sul fiume e sulla valle. Le vasche più belle, però, non sono lassù: per raggiungerle si prende una funicolare privata che scende per 170 metri lungo la parete della gola fino al greto del fiume. Ci si immerge a filo d’acqua, con il rumore della corrente a un passo, e la discesa dondolante tra gli alberi è già metà dell’esperienza.
Il Shin-Iya Onsen Hotel Kazurabashi è un’altra opzione accattivante, con le sue tre vasche all’aperto e separate per generi che si trovano lungo la montagna, sopra la struttura, e sono accessibili con un breve tragitto in funivia.
Su questi pendii ripidi ha sempre attecchito meglio il grano saraceno del riso, ed è per questo che il piatto simbolo è la soba di Iya: noodle corti e rustici, che si spezzano in bocca, serviti in un brodo leggero.
L’altra specialità che vedrete ovunque è il dekomawashi, spiedini di patate piccole, tofu e konnyaku spennellati di miso e girati sulla brace del focolare: il nome viene dalle marionette del teatro tradizionale locale, che si fanno ruotare allo stesso modo. Nei locali lungo il fiume si assaggia anche l’amego, una trota di montagna infilzata su uno spiedino e cotta nel sale.
Con i suoi 1.955 metri di altezza, il Monte Tsurugi è la seconda vetta più alta dell’isola di Shikoku e una delle 100 più famose montagne giapponesi. Sorge nella parte orientale della Valle Iya e sin dall’antichità è considerata una montagna sacra, venerata dalle popolazioni di questi luoghi, e negli anni è divenuta una meta popolare per gli appassionati di trekking. Per chi non ama camminare, è possibile salire in seggiovia, arrivando vicino alla vetta: una volta scesi è sufficiente passeggiare per 30 minuti per raggiungere la cima, dove ci sono rifugi e punti panoramici da cui godersi viste mozzafiato sul paesaggio.
La porta d'ingresso della valle è la stazione di Oboke, sulla linea JR Dosan: da qui parte un autobus ogni una o due ore che risale la gola e arriva all'Iya Kazurabashi in mezz'ora scarsa. Gli stessi bus si prendono anche ad Awa-Ikeda, ma passano molto più di rado.
Per Oku Iya la faccenda si complica: bisogna arrivare a Kubo e cambiare, e le coincidenze per i ponti gemelli e per il Monte Tsurugi ci sono solo nei weekend e in alta stagione, da aprile a novembre.
Se potete, noleggiate un'auto a Oboke o ad Awa-Ikeda: qui è di gran lunga il mezzo più comodo, mettendo però in conto strade strettissime e curve cieche che rallentano parecchio.
Questo posto è su MarcoMaps
Valle Iya
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Valle Iya - lì vicino trovate:
Giro in battello e pareti rocciose.
A 35180 metriAntico teatro di kabuki.
A 46453 metriNell'omonima città.
Brodo di pesce e riso saltato.
A 50968 metriNella città di Takamatsu.
A 51217 metriStruttura antica.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).