A 7085 metriYakushimaA 7085 metri
Un isola sub-tropicale, nel sud del Paese.

Rocce ricoperte da muschio, cedri antichissimi e un’ambientazione suggestiva e lussureggiante che ha ispirato il film d’animazione dello Studio Ghibli, la “Principessa Mononoke”. Un dedalo di sentieri escursionistici attraversa lo splendido e incontaminato Shiratani Unsuikyo, uno dei parchi naturali più facilmente accessibili di Yakushima, che occupa una valle dal fascino misterioso richiamando appassionati di trekking e tutti coloro che desiderano trascorrere un pomeriggio a contatto con la natura senza dover affrontare lunghi percorsi faticosi.
Una delle attrazioni principali di Shiratani Unsuikyo è una parte della foresta che è servita come ispirazione per il film d’animazione Studio Ghibli Mononoke Hime (Principessa Mononoke) e visitando questo luogo coglierete sicuramente le sue atmosfere incantate e fiabesche: gli antichi e imponenti cedri che sembrano sfiorare il cielo e le rocce ricoperte di muschio brillante danno la sensazione che qui l’orologio si sia fermato da secoli e la natura regni praticamente indisturbata. Oga Kazuo, l’artista principale del film d’animazione, ha trascorso molto tempo qui a lavorare sugli schizzi per ritrarre le foreste che hanno fatto da sfondo a numerose scene. Anche se non siete appassionati di film d’animazione, vale la pena guardare quest’opera prima di visitare la Shiratani Unsuikyo anche solo per constatare la somiglianza e l’estrema cura al dettaglio dell’artista. Il punto preciso che ha ispirato i fondali è il Kokemusu no Mori, il bosco di muschio che si raggiunge in circa un’ora e mezza di cammino dall’ingresso, poco prima del passo Tsuji Toge. È una conca di massi verdi e cedri contorti dove conviene fermarsi in silenzio qualche minuto: quando la nebbia sale dal torrente la somiglianza con il film diventa quasi imbarazzante.
Il parco è attraversato da una rete di sentieri che si presentano in ottime condizioni e offrono percorsi di varia lunghezza e durata, con circuiti che vanno da una a cinque ore, ma siete liberi di avventurarvi e cambiare rotta durante la passeggiata, grazie anche alla segnaletica in inglese presente in ogni area della foresta che vi faciliterà nell’orientamento. Alcuni sentieri risalgono al periodo Edo e conservano il loro aspetto “vintage” mentre quelli più recenti sono pavimentati in pietra o ricoperti da passerelle in legno, perciò potete immergervi anche in diversi tipi di atmosfere e contesti. È possibile ottenere una mappa dei sentieri al centro visitatori posto all’ingresso.
Il percorso più breve e popolare parte nei pressi del parcheggio e della fermata dell’autobus del parco, dove vedrete un piccolo edificio che ospita il centro visitatori e la segnaletica che introduce alla passeggiata. Seguite il sentiero che si snoda per un primo tratto sul lato del fiume fino a raggiungere il bivio per il cedro Yayoisugi (contrassegnato sulla mappa in rosso come “Sentiero escursionistico Yayoi”), uno dei cedri millenari dell’isola.
Il sentiero Yayoi vi condurrà su una passeggiata di circa un’ora tra andata e ritorno attraverso la rigogliosa foresta di cedri, passando accanto al Yayoi-sugi a circa metà percorso, il cedro millenario che un tifone ha spezzato alla base e che oggi si osserva a terra, dietro una recinzione; poco prima del ponte sospeso Satsuki-tsurihashi il sentiero torna indietro verso l’ingresso principale, ma ci sono deviazioni che vi consentono di esplorare altre zone del parco.
Se avete tempo vi consiglio di trascorrere qualche istante in più in questa foresta, la cui bellezza è difficile da descrivere a parole. La sensazione che proverete a camminare sotto i maestosi cedri verdi è pura emozione, così come vedere il muschio verdeggiante che drappeggia ogni superficie e le goccioline di umidità che scendono da rami rintoccando nel silenzio della foresta. Fasci di luce del sole filtrano occasionalmente tra le fronde degli alberi e illuminano i massicci tronchi rossi e la superficie di piccoli ruscelli e cascate che si fanno strada tra le rocce. Semplicemente sensazionale.
Lungo i sentieri incontrate alberi e ceppi che hanno ciascuno il proprio nome, e non è un vezzo: nel periodo Edo questa valle era una zona di taglio, i cedri venivano abbattuti per ricavarne tegole di legno da consegnare come tributo al feudo, e i grandi ceppi rimasti sono la firma di quel lavoro.
Il più curioso è il Kuguri-sugi, un tronco svuotato alla base sotto il quale si passa a piedi, mentre altrove vedrete cedri di seconda generazione cresciuti dritti sopra un vecchio ceppo, con le radici che lo avvolgono come dita. Più in alto vi aspetta il Bugyo-sugi, così chiamato perché segnava il punto in cui il magistrato del feudo ispezionava la foresta.
Sono dettagli piccoli che però cambiano la passeggiata: la foresta smette di essere solo scenografia e diventa un posto abitato da secoli.
Se vi è possibile seguite il percorso per arrivare al belvedere Taiko Iwa, un grande sperone roccioso che regala viste sublimi su tutta la foresta e sulle montagne di Yakushima.
Il percorso è in questo caso più indicato per coloro che hanno un discreto livello di forma fisica, in quanto è il più lungo e molti tratti sono in salita. L’ultimo strappo parte dal passo Tsuji Toge e vi chiede una mezz’ora di salita ripida tra radici e gradini di roccia. In cima lo sperone è liscio, senza parapetto e quasi sempre bagnato, quindi avvicinatevi al bordo con calma. Da lassù lo sguardo corre sulla conca di foresta fino al Miyanoura-dake, la vetta più alta del Kyushu.
All’estremità del parco si trova un sentiero che conduce al Passo Tsuji Toge e che vi porterà al leggendario Jomon Sugi, il più grande cedro di Yakushima, un gigante che si stima abbia tra i 2.000 e i 7.000 anni. La camminata è piuttosto lunga e richiede dalle 5 alle 6 ore a tratta.
Si parte dal porto di Miyanoura, sulla costa nord: da lì una stretta strada di montagna sale fino all'ingresso del parco in circa mezz'ora di auto, con parcheggio gratuito davanti al centro visitatori.
In autobus servono circa 35 minuti fino al capolinea dentro il parco, ma le corse sono poche ogni giorno: guardate l'orario dell'ultima corsa di rientro prima di incamminarvi, altrimenti resta solo il taxi.
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Shiratani Unsuikyo
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).