A 27594 metriTempio ShofukujiA 27594 metri
Complesso zen.

Città costiera della prefettura di Fukuoka, Munakata è famosa per ospitare i tre santuari Munakata Taisha, dichiarati nel 2017 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si tratta infatti dei principali santuari a capo dei numerosi santuari “Munakata” presenti in tutto il Giappone e mentre due di essi si trovano nella città di Munakata, il terzo e più antico dei tre si colloca sulla remota e sacra isola di Okinoshima, che è vietata al pubblico. Situata nel tratto di oceano che separa l’arcipelago giapponese dalla penisola coreana, l’isola nei tempi antichi era visitata da tutti coloro che si accingevano ad affrontare un viaggio in nave, per richiedere l’aiuto delle divinità e assicurarsi un passaggio sicuro attraverso quei mari.
Grazie alla sua vicinanza al continente asiatico, l’area di Munakata visse un lungo periodo di prosperità e potere fino al nono secolo quando lo scambio economico e culturale con la terraferma era al suo apice. Il clan governante Munakata, da cui prendono il nome i santuari, controllava le rotte commerciali e governava i luoghi di culto, prendendo parte ai riti religiosi praticati nella zona. In quel periodo anche i santuari Munakata erano all’apice del loro splendore e importanza religiosa, ma l’influenza della regione andò presto incontro a un declino a causa dell’instabilità politica in Asia che portò ad un calo dei commerci marittimi.
Ogni santuario custodisce una delle tre dee di Munakata, nate secondo il mito dal confronto tra Amaterasu e il fratello Susanoo: Tagorihime a Okinoshima, Tagitsuhime a Oshima e Ichikishimahime sulla terraferma. Sono le divinità che proteggono chi viaggia per mare, e con il tempo la loro protezione si è allargata a tutte le strade: ancora oggi moltissimi giapponesi vengono fin qui per far benedire la propria auto e chiedere sicurezza negli spostamenti.
Munakata Taisha è il capostipite di circa settemila santuari sparsi per il Giappone, compresi quelli in cui Ichikishimahime è venerata con il nome di Benzaiten: se vi suona familiare, è la stessa dea del celebre torii rosso di Miyajima.
L’isola di Okinoshima rappresenta la culla da cui sono fioriti i santuari Munakata Taisha ed è il sito più importante. Questa isola considerata sacra si trova nel Mar del Giappone, a circa 60 chilometri dalla costa di Kyushu, dalla quale si può scorgere nei giorni di maggiore visibilità. Tuttavia, il passaggio su Okinoshima è severamente proibito a tutti tranne ai sacerdoti del santuario, gli unici abitanti di Okinoshima. Fino al 2017 l’unica possibilità per il pubblico di visitare questo luogo solenne era un festival annuale in cui 200 visitatori selezionati, tutti esclusivamente uomini, dovevano spogliarsi e purificarsi completamente in mare prima di entrare sull’isola. Dopo l’iscrizione al patrimonio UNESCO anche quell’appuntamento è stato cancellato: oggi lo sbarco è vietato a chiunque, sacerdoti e studiosi a parte.
Il secondo santuario, Nakatsumiya, si trova sull’isola di Oshima, appena al largo della costa di Kyushu. Oshima è l’isola più grande della prefettura di Fukuoka, distante 7 km dal porto di Konominato, nella città di Munakata, e con una popolazione di circa 700 persone. Le porte torii che segnano l’ingresso al santuario Nakatsu-miya si ergono vicino al porto di Oshima, di fronte al mare. L’isola è da sempre considerata un luogo di profonda spiritualità e, prima della nascita del santuario, i rituali religiosi erano praticati in cima al Monte Mitake: per questo gli edifici del complesso furono costruiti ai piedi della montagna. Il santuario si trova a pochi minuti a piedi dal porto dei traghetti e la sua posizione appartata regala un’esperienza di visita unica, in cui si può contemplare la natura che avvolge il luogo, fare un’offerta circondati dal silenzio e dal profumo di incenso, mentre da lontano soffia la brezza del mare. Dietro il santuario inizia il sentiero che conduce alla cima del Monte Mitake, dal quale avrete meravigliose viste sul mare e sull’isola stessa. Una delle particolarità di questo luogo è che da qui si può ammirare sia l’isola sacra di Okinoshima che il santuario di Hetsumiya, sulla terraferma, un elemento che sancisce ancora una volta il legame indissolubile tra i tre santuari.
Sulla costa nord di Oshima, a qualche chilometro dal Nakatsumiya, si trova l’Okitsumiya Yohaisho, anch’esso parte del sito UNESCO: un piccolo edificio aperto verso il mare, costruito per pregare a distanza l’isola che non si può raggiungere. Una lapide davanti alla scalinata porta la data del 1749, segno che qui ci si inchinava già da secoli, mentre la struttura che vedete oggi è del 1933.
Dalla finestra lo sguardo corre per quasi cinquanta chilometri di mare aperto: Okinoshima si stacca dall’orizzonte solo quando l’aria è davvero limpida, in media una settantina di giorni all’anno, e riuscire a scorgerla è una piccola soddisfazione che vale la deviazione.
Ultimo, ma non meno importante, il Santuario Hetsumiya che si trova invece sulla terraferma ed è il complesso più grande dei tre, nonché quello visitabile più facilmente: per questo è spesso il santuario più affollato e visitato da turisti e fedeli. Gli edifici del santuario sono stati costruiti intorno al dodicesimo secolo, ma le origini di questo luogo sacro risalgono a ben prima: nella foresta che sorge dietro al complesso è stato ritrovato un antico sito in cui venivano praticati rituali e cerimonie. Tuttavia gran parte delle strutture attuali risalgono al 1500, come si nota dalla forma elegante del tetto in legno della sala principale, che era una caratteristica distintiva dell’architettura dell’epoca e rende la sala particolarmente bella. Fa parte di questo complesso anche il Museo Shinpokan, una sala dei tesori a tre piani che contiene migliaia di reperti rinvenuti a Okinoshima e tanti doni lasciati dai fedeli negli altri due santuari della zona. Tra gli oggetti esposti vedrete bellissimi gioielli, ceramiche, articoli in vetro, strumenti equestri e altro ancora, alcuni provenienti anche da molto lontano. Non è un dettaglio da poco: dall’isola per secoli non è stato portato via nulla, nemmeno un sassolino, e i circa ottantamila oggetti recuperati negli scavi sono stati dichiarati Tesoro Nazionale in blocco. Per questo Okinoshima si è guadagnata il soprannome di Shosoin del mare, dal nome del leggendario magazzino imperiale di Nara.
Il complesso principale di Hetsumiya si raggiunge dalla stazione di Togo, sulla linea JR Kagoshima: da Hakata sono circa 40 minuti di treno, poi davanti alla stazione si prende il bus Nishitetsu e si scende alla fermata Munakata Taisha-mae, a un minuto a piedi dal grande torii.
Per il santuario Nakatsumiya, sull'isola di Oshima, dalla stessa stazione partono i bus per il porto di Konominato: la traversata dura dai 15 ai 25 minuti a seconda che prendiate il traghetto o l'aliscafo, e una volta sbarcati il santuario è a cinque minuti di passeggiata.
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Santuario Munakata Taisha
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Se capitate da queste parti il primo di ottobre, non perdetevi la Miare-sai, che apre il grande festival d’autunno. È l’unico momento dell’anno in cui le tre dee si ritrovano insieme a Hetsumiya: gli spiriti di Okinoshima e di Oshima vengono imbarcati su una nave sacra e scortati fino alla terraferma.
A fare da corteo sono centinaia di pescherecci con le bandiere colorate della pesca abbondante, che attraversano in fila il braccio di mare tra l’isola e il porto in un colpo d’occhio spettacolare. I riti proseguono poi al santuario principale per altri due giorni, tra danze e cerimonie.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).