Munakata Taisha

Città costiera della prefettura di Fukuoka, Munakata è famosa per ospitare i tre santuari Munakata Taisha, dichiarati nel 2017 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si tratta infatti dei principali santuari a capo dei numerosi santuari “Munakata” presenti in tutto il Giappone e mentre due di essi si trovano nella città di Munakata, il terzo e più antico dei tre si colloca sulla remota e sacra isola di Okinoshima, che è vietata al pubblico. Situata nel tratto di oceano che separa l’arcipelago giapponese dalla penisola coreana, l’isola nei tempi antichi era visitata da tutti coloro che si accingevano ad affrontare un viaggio in nave, per richiedere l’aiuto delle divinità e assicurarsi un passaggio sicuro attraverso quei mari.

Ricchezza e religione

Grazie alla sua vicinanza al continente asiatico, l’area di Munakata visse un lungo periodo di prosperità e potere fino al nono secolo quando lo scambio economico e culturale con la terraferma era al suo apice. Il clan governante Munakata, da cui prendono il nome i santuari, controllava le rotte commerciali e governava i luoghi di culto, prendendo parte ai riti religiosi praticati nella zona. In quel periodo anche i santuari Munakata erano all’apice del loro splendore e importanza religiosa, ma l’influenza della regione raggiunse presto il culmine a causa dell’instabilità politica in Asia che portò ad un calo dei commerci marittimi.

L’isola proibita

L’isola di Okinoshima rappresenta la culla da cui sono fioriti i santuari Munakata Taisha ed è il sito più importante. Questa isola considerata sacra si trova nel Mar del Giappone, a circa 60 chilometri dalla costa di Kyushu, dalla quale si può scorgere nei giorni di maggiore visibilità. Tuttavia, il passaggio su Okinoshima è severamente proibito a tutti tranne ai monaci del santuario, gli unici abitanti di Okinoshima. L’unica possibilità per il pubblico di visitare questo luogo solenne era un festival annuale in cui 200 visitatori selezionati, tutti esclusivamente uomini, dovevano spogliarsi e purificarsi completamente in mare prima di entrare sull’isola. Tuttavia si è attualmente intenzionati ad interrompere questo evento annuale.

Il santuario Nakatsumiya

Il secondo santuario, Nakatsumiya, si trova sull’isola di Oshima, appena al largo della costa di Kyushu. Oshima è l’isola più grande della prefettura di Fukuoka, distante 7 km dal porto di Konominato, nella città di Munakata, e con una popolazione di circa 700 persone. Le porte torii che segnano l’ingresso al santuario Nakatsu-miya si ergono vicino al porto di Oshima, di fronte al mare. L’isola è da sempre considerata un luogo di profonda spiritualità e, prima della nascita del santuario, i rituali religiosi erano praticati in cima al Monte Mitake: per questo gli edifici del complesso furono costruiti ai piedi della montagna. Il santuario si trova a pochi minuti a piedi dal porto dei traghetti e la sua posizione appartata regala un’esperienza di visita unica, in cui si può contemplare la natura che avvolge il luogo, fare un’offerta circondati dal silenzio e dal profumo di incenso, mentre da lontano soffia la brezza del mare. Dietro il santuario inizia il sentiero che conduce alla cima del Monte Mitake, dal quale avrete meravigliose viste sul mare e sull’isola stessa. Una delle particolarità di questo luogo è che da qui si può ammirare sia l’isola sacra di Okinoshima che il santuario di Hetsumiya, sulla terraferma, un elemento che sancisce ancora una volta il legame indissolubile tra i tre santuari.

Il Santuario Hetsumiya

Ultimo, ma non meno importante, il Santuario Hetsumiya che si trova invece sulla terraferma ed è il complesso più grande dei tre, nonché quello visitabile più facilmente: per questo è spesso il santuario più affollato e visitato da turisti e fedeli. Gli edifici del santuario sono stati costruiti intorno al dodicesimo secolo, ma le origini di questo luogo sacro risalgono a ben prima: nella foresta che sorge dietro al complesso è stato ritrovato un antico sito in cui venivano praticati rituali e cerimonie. Tuttavia gran parte delle strutture attuali risalgono al 1500, come si nota dalla forma elegante del tetto in legno della sala principale, che era una caratteristica distintiva dell’architettura dell’epoca e rende la sala particolarmente bella. Fa parte di questo complesso anche il Museo Shinpokan, una sala dei tesori a tre piani che contiene migliaia di reperti rinvenuti a Okinoshima e tanti doni lasciati dai fedeli negli altri due santuari della zona. Tra gli oggetti esposti vedrete bellissimi gioielli, ceramiche, articoli in vetro, strumenti equestri e altro ancora, alcuni provenienti anche da molto lontano.

Come arrivare a Munakata e ai santuari

Munakata è servita dalla stazione di Togo che la collega alle vicine città di Fukuoka e Kitakyushu con la linea principale JR Kagoshima. Da Fukuoka il viaggio dura 30-40 minuti, mentre leggermente più distante è Kitakyushu e in entrambe le tratte potete sfruttare il Japan Rail Pass o il Kyushu Rail Pass. Dalla stazione di Togo gli autobus partono una o due volte all’ora facendo tappa dopo circa una decina di minuti al Santuario Hetsumiya (fermata dell’autobus Munakata Taisha-mae) e al porto di Konominato, da dove partono i traghetti per l’isola di Oshima ogni 1-2 ore. La traversata dura 15-25 minuti e una volta arrivati al porto, il santuario Nakatsu-miya si trova a cinque minuti di passeggiata.

Se partite da Fukuoka potete optare anche per un autobus diretto che collega Tenjin, nel centro di Fukuoka, con il Santuario Hetsumiya; il tragitto dura circa un’ora.

Informazioni generali per la visita

I santuari sono aperti per la visita dalle 6:00 alle 17:00 e si possono esplorare i due complessi gratuitamente, fatta eccezione per il museo del Santuario Hetsumiya, dove è richiesto invece un biglietto di ingresso di 500 yen.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore del libro Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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