Monte Daisen

Con il suo profilo imponente, che domina all’interno del Parco Nazionale Daisen-Oki, non sorprende come il grande vulcano Daisen sia da sempre non solo la meta preferita per gli amanti di escursioni e sci, ma anche un’icona spirituale e un luogo in cui da millenni si praticano antichi culti legati alla venerazione della montagna. Inserito nella lista delle 100 vette più famose e belle del paese, il Monte Daisen sfiora i 1.729 metri, una misura che lo rende la cima più alta della Regione di Chukogu. Facilmente raggiungibile con i mezzi, potrebbe essere una tappa ideale per un’escursione fuori città, dedicandosi a trekking, visita di templi e contemplazione di panorami mozzafiato tra fiori alpini e foreste incontaminate.

Un piccolo Monte Fuji

Sebbene l’importanza culturale e religiosa del Monte Fuji, simbolo del Giappone, sia indiscutibile, il Monte Daisen non è da meno in quanto a bellezza e sacralità, e proprio per questo viene considerato un “piccolo Monte Fuji”, del quale ne evoca la forma e i paesaggi. Essendo meno visitato rispetto al vulcano più famoso, il Monte Daisen offre inoltre un’esperienza più tranquilla e solitaria, a contatto con la natura incontaminata.

Un luogo sacro

Essendo una delle montagne più prominenti della regione, il vulcano Daisen è da sempre considerato un monte sacro, meta di pellegrini e monaci che lungo i suoi pendii si incamminavano in un percorso spirituale verso la vetta, facendo tappa nei vari edifici del Tempio Daisenji un luogo di culto dalla storia millenaria. Ai piedi del monte si trova il complesso principale del tempio, mentre altre strutture sono posizionate in vari punti della montagna, collegati tra loro da una rete di sentieri. Per lungo tempo il vulcano è stato esclusivamente un luogo di pratiche religiose e addestramento di monaci e poiché fino alla fine del 1800 l’accesso alla montagna era riservato a pochi, questo isolamento ha permesso di conservare una natura incontaminata. Una curiosità legata al Monte Daisen riguarda il nome: un tempo era chiamato Ogamiyama, che tradotto significa “montagna del grande Dio”: la divinità in questione si pensa fosse Kagutsuchi-no-mikoto, il Dio del Fuoco. A conservare le origini del vulcano c’è il Santuario Ogamiyama, che si trova lungo i pendii della montagna.

I sentieri di trekking

Il Tempio Daisenji rappresenta anche il punto di partenza del percorso più popolare di trekking che raggiunge la cima della montagna. Sono numerosi i sentieri che attraversano i pendii del vulcano e ciascuno ha una diversa lunghezza e grado di difficoltà: per maggiori informazioni e mappe potete visitare il Centro di Informazione Turistica Daisen, dove è possibile anche richiedere l’accompagnamento di una guida locale.

In realtà il vulcano è composto da diverse cime, tra cui la più alta è la vetta Kengamine che però al momento non è accessibile per via di problemi di stabilità dopo che una parte del sentiero è collassato in seguito al terremoto del 2000. In alternativa è possibile raggiungere la vicina vetta Misen, la seconda più alta, dalla quale si hanno viste mozzafiato che spaziano dal Mare del Giappone e dalla Baia Miho su un lato, mentre sull’altro si possono ammirare le cime della catena montuosa Chugoku.

Il percorso verso la vetta Misen

Il percorso Natsuyama, che conduce alla vetta Misen, è tra i più gettonati in quanto idoneo anche ai meno sportivi, sebbene sia naturalmente un po’ faticoso: lungo circa 4 km, richiede circa 3 ore per la salita lungo la quale ci sono diverse serie di scalini ripidi. La prima parte del sentiero passa attraverso una rigogliosa foresta di faggi che permette di respirare i profumi della vegetazione e camminare all’ombra in estate; superata la foresta, il percorso si apre regalando viste emozionanti sul paesaggio circostante. Se visitate il monte in estate, nell’ultimo tratto vi ritroverete a passeggiare su passerelle in legno che passano sopra piante alpine e bellissimi fiori selvatici. Anche l’autunno riserva sorprese magiche con le foglie degli aceri e la vegetazione che sfumano sui toni del rosso e del dorato; il boom del foliage autunnale è tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre. Al ritorno potete scegliere se percorrere nuovamente lo stesso sentiero oppure scendere su un percorso leggermente più lungo che passa accanto al santuario Ogamiyama per poi ritornare al tempio Daisenji.

Altri sentieri

Una rete di altri sentieri collega il Tempio Daisenji alle altre cime più basse che si trovano sulla parte settentrionale del monte. Alcuni sono più impegnativi di altri come il percorso Utopia, che però offre un contesto molto più tranquillo e conduce al rifugio di montagna Utopia. Molto popolare e tra i più semplici è il sentiero che conduce alla cascata Daisendaki, nascosta tra la vegetazione.

Il Monte Daisen in inverno

La montagna è generalmente ricoperta dalla neve da fine novembre a fine aprile, periodo in cui dunque i percorsi di trekking sono chiusi. In inverno i pendii del vulcano diventano però la meta di tanti appassionati di sport sulla neve: diverse stazioni sciistiche, tra cui il Daisen White Resort, aprono le loro piste offrendo percorsi per principianti ed esperti e per chi non ama lo sci sono disponibili tour a piedi nella foresta e altre attività. L’abbondanza di neve e le spettacolari viste sul mare rendono il Monte Daisen un vero e proprio paradiso invernale.

Come arrivare

La città di accesso al Monte Daisen è Yonago, situata vicino a Matsue. Dalla stazione di Yonago potete prendere un autobus diretto al monte che ferma dinanzi al Centro di Informazione Turistica, ad una breve passeggiata dal Tempio Daisenji. Ci sono circa 5 corse giornaliere, ma nelle festività, nei weekend e in alta stagione il servizio si intensifica e vengono aggiunte diverse fermate di fronte alle attrattive principali.

Dormire al Monte Daisen

Durante tutto l’anno gli hotel e le locande tradizionali della cittadina di Daisen, posta alla base del monte, e alcune guesthouse situate lungo i percorsi di trekking offrono alloggi confortevoli ed economici. Nella bella stagione aprono anche le aree di campeggio attrezzate del parco nazionale, offrendo un’altra alternativa low cost.

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