A 6739 metriUrakuen GardenA 6739 metri
Vicino al castello di Inuyama.

A metà tra parco tematico e museo a cielo aperto, il Meiji Mura è un luogo dove riassaporare le atmosfere del Periodo Meiji (1868-1912), l’epoca che pose fine al mondo feudale dei samurai e diede il via alla modernizzazione del paese e all’apertura verso l’estero.
Quell’apertura si legge ancora nell’architettura, che mescola tradizione giapponese e dettagli occidentali: qui sono stati rimontati edifici storici arrivati da tutto il Giappone e ricomposti come una città del passato, appena fuori Inuyama e davanti al lago Iruka. Un autentico viaggio nel passato, in un’epoca sospesa tra il mondo dei samurai e il Giappone moderno.
Il museo è suddiviso in 5 aree tematiche, ciascuna delle quali presenta edifici storici importanti del periodo Meiji. Infatti molte strutture di questa epoca o precedenti sono andate distrutte a causa della guerra o come parte del progetto di modernizzazione del paese, e questo ne spiega l’enorme valore culturale. Il museo nacque proprio da questa corsa contro le ruspe: fu l’architetto Taniguchi Yoshiro, insieme all’amico Tsuchikawa Motoo, dirigente delle ferrovie Meitetsu, a decidere di salvare ciò che restava dell’era Meiji comprando gli edifici destinati alla demolizione. Le costruzioni vennero smontate pezzo per pezzo, numerate e rimontate su questa collina di circa un milione di metri quadrati, dove il museo aprì nel 1965.
In totale sono circa 60 gli edifici del museo e tra quelli che maggiormente spiccano e catturano lo sguardo dei visitatori ci sono senza dubbio la magnifica entrata e lobby dell’antico Imperial Hotel di Tokyo, con il suo profilo in tufo riccamente decorato con motivi geometrici, progettato dal famoso Frank Lloyd Wright: fu una delle poche strutture ad uscire indenne dal Grande Terremoto del Kanto del 1923, quasi un miracolo che indubbiamente ne ha accresciuto la fama. Da non perdere anche la Cattedrale St. Francis Xavier di Kyoto, con il suo magnifico stile gotico e un’imponente facciata dominata da un grande rosone centrale.
Altre strutture significative sono i resti della Prigione Kanazawa risalente ai primi anni del ‘900, il Sapporo Telephone Exchange, un antico edificio in mattoni in cui si possono osservare i primi modelli di telefoni pubblici utilizzati, e l’ufficio della Prefettura di Mie.
Passeggiando lungo i sentieri che si snodano tra le strutture avrete modo di osservare anche vecchie scuole, ospedali, residenze nobili, distillerie di sakè, fari, uffici postali, teatri e tanti altri luoghi di vita comune; ogni edificio presenta un pannello informativo che ne illustra la storia e le caratteristiche e sebbene alcuni siano visibili solo dall’esterno, altri sono accessibili e consentono di ammirare le sale interne, con arredi e decori dell’epoca.
Alcune strutture sono state convertite in punti di ristoro, caffetterie e negozietti che vendono souvenir e snack. Vale la pena mettersi a tavola almeno una volta, perché anche il cibo fa parte della scenografia: da Oi Gyunikuten, in un negozio di carne dell’epoca, si mangia il gyunabe, la pentola di manzo e verdure che per i giapponesi di allora era il simbolo dell’apertura all’Occidente. Se invece volete solo una pausa, il caffè dell’Imperial Hotel vi permette di sedervi dentro la lobby di Frank Lloyd Wright con una tazza in mano: il modo migliore per guardarsi intorno con calma.
Poiché il museo occupa una superficie molto vasta, è presente anche un servizio di trasporto in autobus, tram e locomotiva a vapore che permette di spostarsi facilmente e rapidamente da un punto all’altro del museo.
I mezzi che attraversano il villaggio non sono ricostruzioni per turisti: sono veicoli originali rimessi in funzione. La locomotiva a vapore numero 12 arrivò dall’Inghilterra nel 1874, appena due anni dopo l’apertura della prima ferrovia giapponese, e correva sulla linea tra Shimbashi e Yokohama: oggi è la più vecchia del Giappone ancora in servizio e vi trascina su carrozze di terza classe in legno.
Sui binari del museo circolano anche due vetture del tram di Kyoto, la città dove nel 1895 entrò in funzione il primo tram elettrico del paese. Fateci almeno un giro: il fischio, l’odore di carbone e le panche di legno sono un pezzo di visita a sé, e ricordate che con la pioggia o per manutenzione qualche corsa può saltare.
Il museo è fuori città, immerso nel verde davanti al lago Iruka, e ci si arriva in due tappe. Da Nagoya servono poco meno di mezz'ora di treno fino a Inuyama, poi si prosegue in autobus per una ventina di minuti tra le colline.
Le corse del bus sono una o due all'ora: prima di perdervi tra gli edifici, segnatevi l'orario di quello per il ritorno.
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Meiji Mura
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).