Kanamara Matsuri

Il Kanamara Matsuri è una delle feste più curiose del Giappone. Ogni anno, la prima domenica di aprile, il santuario Kanayama di Kawasaki si riempie di statue, caramelle e decorazioni a forma di pene: il nome significa letteralmente festival del pene di ferro e la festa attira migliaia di visitatori.
Dietro l’aspetto goliardico c’è però una celebrazione che affonda le sue radici nella storia del paese, legata a fertilità e salute, che oggi serve anche a raccogliere fondi per la ricerca sull’AIDS: non c’è periodo migliore della fioritura dei ciliegi e del risveglio della natura per festeggiare tutto questo.

Le origini

Dietro al nome del festival si cela un’antica leggenda risalente al ‘600 che narra di una giovane ragazza che, colpita da una maledizione, nascondeva nella sua vagina un demone dai denti aguzzi che castrava i poveri malcapitati che avevano dei rapporti intimi con la giovane. La stessa dolorosa sorte toccò allo sposo della ragazza durante la prima notte di nozze e così la giovane affranta decise di chiedere aiuto ad un fabbro, il quale realizzò un pene di ferro in grado di rompere i denti del demone. Da questa leggenda nasce il legame del santuario di Kanayama con il pene di ferro; il santuario, che sorge nel recinto del Wakamiya Hachimangu, è in realtà dedicato a Kanayamahiko e Kanayamahime, le divinità dei fabbri e della lavorazione dei metalli. Durante il periodo Edo questo luogo sacro divenne meta di pellegrinaggio per le prostitute della città di Kawasaki, le quali pregavano e chiedevano protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili; a questo santuario si rivolgevano anche gli uomini d’affari in cerca di una benedizione per le proprie attività commerciali e i giovani sposi che auspicavano in un matrimonio lungo e fertile. Il legame tra divinità dei metalli e fertilità arriva da lontano: secondo il mito Kanayamahiko e Kanayamahime nacquero mentre Izanami veniva ustionata dando alla luce il dio del fuoco, e da allora vengono invocate per la guarigione del basso ventre, per il parto e contro le malattie. Anche il nome della festa è cambiato nel tempo: prima di diventare Kanamara Matsuri era la jibeta matsuri, la festa della terra, quella delle donne che lavoravano nelle locande di Kawasaki-juku, la stazione di posta sulla Tokaido.

La prima edizione del festival si tenne nel 1977 e, con il passare degli anni, questo evento divenne sempre più grande e popolare; oggi sono tantissimi i visitatori che accorrono in massa ad assistere a questo evento: tra loro giapponesi desiderosi di celebrare un’antica tradizione e turisti curiosi. Oltre ad un’occasione di divertimento, questa festa è diventata anche un momento molto importante per promuovere una maggiore consapevolezza sulle malattie sessualmente trasmissibili e per raccogliere fondi per la ricerca sull’AIDS.

Una festa per tutti

Anche se si è portati a pensare che a un festival del genere partecipino solo giovani, in realtà è una festa che coinvolge tutti: vedrete tanti travestiti, coppie sposate, gay e anziani. È un momento in cui le persone si ritrovano per pregare per i motivi più svariati: ci sono coppie che pregano per un bimbo, donne incinte che sperano in un parto dolce, chi invoca la protezione dalle malattie e chi desidera mantenere l’armonia familiare.
Non dovete scandalizzarvi né tanto meno essere imbarazzati: se può sembrare strano che persone così chiuse e riservate come i giapponesi vadano in giro con lecca-lecca e peluche a forma di pene, la loro cultura è meno rigida di quanto si pensi. Per i giapponesi la sessualità e gli organi sessuali non sono considerati una fonte di imbarazzo o qualcosa di cui vergognarsi, ed è con questo spirito che vanno guardate anche le decorazioni, le caramelle e i cappelli a forma di pene che invadono le strade.

Eventi e cerimonie

L’importanza del festival Kanamara Matsuri si avverte già la sera che precede l’inizio del festival, quando l’atmosfera comincia ad animarsi e si festeggia la vigilia con dei dolcetti di riso che ripropongono la forma dello yin, simbolo dell’energia femminile, e dello yang, simbolo di quella maschile. Alle undici della domenica mattina viene acceso un grande falò che segna ufficialmente l’inizio del festival. Da questo momento si susseguono cerimonie e parate per tutta la giornata. Si comincia con una cerimonia shintoista di apertura che si tiene presso il santuario di Kanayama; poi si fa una piccola pausa in cui viene distribuito del sake e del pesce fritto a tutti i visitatori come augurio di buona fortuna. Poco prima della parata un altare su cui è collocato un gigantesco pene rosa viene trasportato fino al santuario. La parata, che si svolge nel pomeriggio, è il momento più atteso di questo festival: durante la sfilata, la gente si riversa nelle strade, cantando e rallegrando le vie della città; le grida e i canti accompagnano i tre enormi altari shintoisti che sfilano attraverso le vie di Kawasaki sorretti dai partecipanti, i quali, uomini e donne, indossano tutti dei kimono rosa. Sugli altari sono collocate delle grandi statue dalla forma fallica, realizzate in legno e ferro. La festa prosegue con una serie di gare divertenti che intrattengono gli spettatori: una di queste vede i concorrenti impegnati a scolpire i ravanelli e alla fine viene premiato chi realizza la migliore scultura (raffigurante un pene ovviamente); un’altra gara vede invece i partecipanti sfidarsi in una sorta di rodeo rivisitato, in cui al posto del toro meccanico c’è un tronco di legno dalla forma…beh ormai lo avrete capito!

Accanto al santuario di Kanayama si trova anche un edificio, un piccolo museo in cui sono custoditi tutti gli oggetti e le fotografie delle passate edizioni del festival: qui potrete curiosare tra piccole sculture in legno, dipinti e statue di Buddha tutte ricollegate al tema del festival.

L’atmosfera che regna durante il festival di Kanamara Matsuri è carica di divertimento e permette ai visitatori stranieri di abbandonare almeno per un giorno i propri preconcetti e di rilassarsi e ironizzare su temi che spesso creano imbarazzo.
Durante il festival Kanamara Matsuri le vie della città si riempiono di bancarelle dove avrete  l’occasione di acquistare souvenir e gadget divertenti da regalare agli amici! La bancarella più presa d’assalto è sempre quella dei lecca-lecca colorati a forma di pene, il souvenir simbolo della giornata, ma tra i banchi trovate anche portachiavi, magliette e ravanelli intagliati. È il momento in cui anche i più imbarazzati si sciolgono e finiscono per portarsi a casa qualcosa.
Tutti i proventi ricavati dal festival vengono devoluti alla ricerca sull’AIDS.

I tre altari della parata

Gli altari che sfilano sono tre e ognuno ha una storia sua. Il Kanamara Omikoshi è quello che porta il fallo di legno, il più legato alla tradizione del santuario; il Kanayama Fune Mikoshi monta invece un fallo di ferro nero su una barca ed è il richiamo diretto al pene di ferro della leggenda.
Il terzo è di gran lunga il più fotografato: si chiama Elizabeth, è un enorme fallo rosa donato da un locale di drag queen di Tokyo e viene portato a spalla dalle donne trans. È l’altare che vedete in tutte le foto del festival ed è ormai l’immagine simbolo della giornata.

Galleria Foto

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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