Perché i giapponesi vivono tanto?

In base ai dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il Giappone è il paese con la più alta aspettativa di vita al mondo: per le donne sono 87 anni e 80 per gli uomini, molti di più rispetto alle altre nazioni.  In particolare nell’isola di Okinawa, che nelle antiche leggende cinesi era soprannominata la “terra degli immortali”, si trova la popolazione più longeva del pianeta, con tanti centenari e ultracentenari. Ma non è solo una questione di numeri, perché la cosa più sorprendente è che i giapponesi arrivano a questa età in perfetta salute, sia fisica che mentale.

Qual è il segreto che li rende così longevi? Ci sono tanti fattori, vediamoli nel dettaglio.

La dieta: il cibo è la migliore medicina

L’alimentazione è uno dei primi fattori che incide sul benessere e sulla longevità dei giapponesi: la dieta nipponica si basa principalmente su cibo a basso contenuto calorico e tanti nutrienti, come pesce, verdure, prodotti a base di soia, frutta e riso. Tutti questi alimenti apportano benefici all’organismo: frutta e verdure sono ricche di fibre e vitamine, mentre il pesce è un’ottima fonte di grassi Omega 3. Il riso, che si accompagna praticamente a quasi tutti i piatti, ha pochi grassi e fa sentire più sazi. Tra i prodotti più consumati ci sono anche le alghe, in particolare l’alga konbu, ricca di minerali e con tanti benefici per la salute. Dall’altro lato i giapponesi mangiano poca carne rossa, che contiene più colesterolo rispetto al pesce e, nel corso degli anni, un consumo eccessivo di carne favorisce lo sviluppo malattie al cuore. Gli alimenti si combinano ad uno stile di alimentazione che prevede tante piccole porzioni, senza strafare mangiate lentamente con le bacchette. Il segreto è dunque mangiare poco e bene: i giapponesi infatti non si alzano mai da tavola completamente sazi.

C’è da dire però che negli ultimi anni l’aumento delle catene di fast food e ristoranti internazionali, in particolare nelle grandi città, ha portato ad un cambiamento delle abitudini alimentari soprattutto tra i giovani e ad un aumento del tasso di diabete tra la popolazione, che però resta ancora molto basso se paragonato alle altre nazioni. Non dimentichiamo poi le bevande: i giapponesi bevono tanto tè, soprattutto tè verde, che è ricco di antiossidanti.

Lo stile di vita ed attività fisica

Il cibo non è naturalmente l’unica spiegazione: lo stile di vita e l’attività fisica influenzano notevolmente sulla longevità dei giapponesi. In questo caso bisogna fare una distinzione però, tra coloro che vivono e lavorano in città caotiche e superaffollate, con un maggiore stress e uno stile di vita più frenetico e i giapponesi che invece si godono ritmi più rilassati nelle cittadine, nelle zone rurali o nelle piccole isole come Okinawa. Dagli anni ’70 infatti è stato introdotto anche un nuovo termine, “karoshi” che significa proprio “morte per troppo lavoro” una parola nata per identificare tutte quelle morti dovute ad un’alta pressione sanguigna, allo stress o ad attacchi o malattie al cuore causati dalle tante ore di lavoro. C’è poi da considerare un elevato tasso di suicidi, in particolare tra i giovani ragazzi, spesso correlato alla troppa pressione derivante dal contesto lavorativo o scolastico o dall’isolamento sociale. Ma al di là di questi casi, la maggior parte dei giapponesi vive in maniera rilassata, basti pensare anche ai tanti onsen termali in cui rigenerarsi che sono una tradizione irrinunciabile per ogni giapponese. L’amore per la natura, che li spinge a trascorrere tante ore all’aperto è un altro fattore che sembrerebbe giovare non solo al corpo ma anche allo spirito.

L’attività fisica incide in maniera notevole: uno stile di vita dinamico sicuramente apporta più benefici rispetto ad uno sedentario. Gran parte dei giapponesi, anche chi non pratica un’attività fisica costante, cammina, va in bicicletta o si serve dei mezzi pubblici per andare al lavoro e anche questo piccolo esercizio quotidiano aiuta molto.

Il movimento non cessa con l’avanzare dell’età: molti anziani continuano a lavorare o a praticare vari hobby, fanno arti marziali e passano molto tempo impegnati e all’aria aperta.

La pulizia

Probabilmente il Giappone è uno dei paesi più puliti al mondo: c’è una sorta di “ossessione” per la pulizia e l’igiene, tanto che non si vedono rifiuti in giro, le toilette pubbliche sono pulitissime così come stazioni e treni. Ogni volta che si mangia in un bar o in un ristorante viene fornita una salvietta per pulirsi le mani, si indossa la mascherina per evitare di  contagiare gli altri in caso di raffreddore o influenza, e farsi il bagno è un rito quotidiano. Di certo una maggiore pulizia è anche sinonimo di una maggiore salute, tenendo lontani germi e batteri ed evitando il rischio di infezioni. 

Rapporti sociali e familiari

Un altro aspetto che spesso non viene tanto considerato sono i rapporti sociali, con la famiglia o la comunità, un aspetto rilevante soprattutto in età anziana. In Giappone, un paese a gran maggioranza buddista, c’è il “culto degli antenati”, quindi si porta un grande rispetto per i più anziani e nelle famiglie ci si aspetta solitamente che i figli si prendano cura dei genitori. Questo aiuta gli anziani a soffrire meno la solitudine e li fa sentire ancora “parte di qualcosa”. Al tempo stesso gli anziani si mantengono attivi, aiutano in casa, si occupano di varie faccende e questo li fa sentire utili.

La socializzazione anche tra giovani è molto importante: nonostante alcuni fenomeni di isolamento sociale come l’hikikomori, buona parte dei giovani giapponesi e degli impiegati spesso si ritrovano dopo il lavoro o la scuola per bere o mangiare qualcosa e divertirsi. Si usa uscire di più piuttosto che invitare gli amici a casa innanzitutto per motivi di spazio, poi perché i ristoranti sono piuttosto economici.

Merito dei geni?

Non possiamo poi tralasciare il fattore genetico: esistono alcuni studi che dimostrano che i giapponesi vivono a lungo anche grazie a due geni in particolare, DNA 5178 e ND2-237, che proteggono in particolare da alcune malattie legate all’avanzamento dell’età.

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