Durata volo per il Giappone

La prima cosa che spaventa chi sogna il Giappone è il numero di ore in aereo. “Ma quanto dura il volo per il Giappone?” è una delle domande che mi sento fare di più, subito dopo “quando conviene andare”. In realtà la risposta non è solo un numero: dipende da volo diretto o con scalo, dalla compagnia aerea e da come organizzate il viaggio attorno a quelle ore in aria.

Ve lo dico subito: non è una corsa a chi sta meno tempo in volo. A volte un volo diretto è la scelta più semplice, altre volte uno scalo con una compagnia ottima diventa parte bellissima del viaggio. In questo articolo vi aiuto a capire quante ore mettere in conto e come scegliere la combinazione che ha più senso per voi, senza demonizzare gli scali ma capendo bene pro e contro delle varie opzioni.

Voli diretti

I voli diretti dall’Europa al Giappone sono la soluzione più lineare. Da città come Roma o Milano si parla di circa 12–13 ore di volo reale verso Tokyo, a seconda dell’aeroporto e della rotta. Un Roma–Tokyo diretto si aggira intorno alle 12 ore e 20–30 minuti, mentre da Milano spesso si arriva a circa 13 ore.

La sensazione, quando sali su un volo diretto, è: “mi siedo qui e mi rialzo in Giappone”. Niente cambi di aeromobile, niente corse tra i gate, meno margine di imprevisti. Con GiappoTour, ad esempio, a volte usiamo voli diretti di compagnie come ANA, che sono una garanzia sia come servizio sia come puntualità. Io onestamente, quando il budget lo permette, tendo a consigliare il diretto a chi non ama complicazioni e viaggia magari con bambini o con poca esperienza di lunghi viaggi.

Detto questo, il diretto non è l’unica scelta “giusta”: è semplicemente quella più semplice da gestire, soprattutto mentalmente. Se per voi la serenità viene prima di tutto, il diretto resta difficile da battere.

Scali europei

Molte persone partono da città dove il diretto non c’è. In quel caso si fa un primo volo corto verso un hub europeo, e da lì il lungo raggio verso Tokyo. Il primo tratto dura spesso 1–3 ore, il secondo torna sui classici 11–13 ore.

Qui la vera differenza la fa il tempo di scalo. Un cambio di 2–3 ore è abbastanza per muoversi con calma, magari mangiare qualcosa e ricaricare i dispositivi. Se però iniziamo a parlare di 5–6 ore di attesa, la durata totale del viaggio sale facilmente a 16–18 ore da decollo a atterraggio finale.

Secondo me ha senso vedere lo scalo europeo come un passaggio tecnico necessario, non per forza come un nemico. Se scegliete una buona compagnia e un hub organizzato, lo scalo diventa:

  • il momento in cui vi allungate un po’ le gambe
  • l’occasione per cambiare aria rispetto alla cabina
  • il momento giusto per resettare la testa prima del tratto più lungo

Il problema nasce quando, nel tentativo di risparmiare, si accettano combinazioni con scali assurdi da 7–8 ore, spesso su compagnie molto economiche. Si sopravvive, ovviamente, ma la sensazione di “viaggio infinito” si sente parecchio.

Aereo ANA parcheggiato al gate dell'aeroporto di Haneda visto attraverso una vetrata.
Al gate di Haneda l’ANA sembra ferma, ma intorno si muove tutto: carrelli, mezzi di servizio, procedure. È il momento in cui capisci che manca poco al decollo.
Vista aerea della costa giapponese con motore d'aereo visibile.
Guardando la costa dall’oblò, con il motore in primo piano, la distanza smette di essere un numero: è lì che capisci davvero quanto è lungo un volo per il Giappone.

Scali in Medio Oriente

Gli scali in Medio Oriente meritano un discorso a parte, perché spesso non sono un male necessario ma parte dell’esperienza. Con GiappoTour, ad esempio, capita di usare Emirates con scalo a Dubai: una delle compagnie considerate tra le migliori al mondo e un aeroporto enorme, pieno di negozi, ristoranti, lounge e servizi.

La struttura tipica è:

  • primo volo Europa–Medio Oriente di circa 5–6 ore
  • scalo di 2–3 ore (o più, a seconda dell’orario)
  • secondo volo Medio Oriente–Giappone di 8–10 ore

In totale si arriva facilmente a 16–20 ore di viaggio, ma il livello di comfort cambia tanto la percezione. Se viaggiate con una compagnia come Emirates, con intrattenimento di bordo curato, sedili comodi e un aeroporto come Dubai in mezzo, lo scalo non è più solo un peso: è un modo per spezzare il viaggio, fare una doccia in lounge se ne avete accesso, camminare un po’ e magari fare qualche acquisto.

Io vi direi che questa opzione ha molto senso quando:

  • trovate una tariffa competitiva rispetto al diretto
  • vi attira l’idea di due tratte un po’ più brevi invece di una lunghissima
  • apprezzate un certo livello di servizio a bordo

È diverso, ovviamente, dall’accettare uno scalo lunghissimo con una compagnia low-cost o semi-sconosciuta solo per risparmiare qualche decina di euro. Lì si “porta pazienza”, qui invece lo scalo diventa davvero parte del viaggio.

Scali in Asia

Alcuni preferiscono volare prima in altri Paesi asiatici – come Corea, Thailandia, Hong Kong, Taiwan – e poi da lì entrare in Giappone. Il primo volo Europa–Asia di solito dura 11–12 ore, poi si aggiungono altre 2–4 ore di volo verso Tokyo, Osaka o altre città giapponesi.

Questa combinazione ha senso soprattutto se:

  • volete abbinare due destinazioni nello stesso viaggio
  • avete intenzione di fermarvi più giorni nella città di scalo
  • trovate una tariffa molto vantaggiosa che vi permette di aggiungere una tappa senza spendere troppo

Se lo fate solo perché “costava meno” ma restate quasi sempre in aeroporto, la fatica sale parecchio: si parla facilmente di 17–20 ore totali tra aria e attese. Io onestamente consiglio di optare per uno scalo asiatico solo quando fa davvero parte del progetto di viaggio, non solo come escamotage per limare il prezzo.

Differenza di fuso

Quando si parla di durata del volo per il Giappone, non conta solo l’orologio dell’aereo ma anche il fuso orario. Tra Italia e Giappone ci sono 8 ore di differenza, con il Giappone avanti.

Tradotto: quando arrivate a Tokyo al mattino, in Italia è ancora notte; se arrivate nel tardo pomeriggio, in Italia è ancora la mattina dello stesso giorno. Il risultato è che la giornata vi sembra lunghissima: siete stati seduti in aereo 12–13 ore, ma a livello mentale è come se aveste attraversato due giornate in una.

Secondo me ha senso guardare la durata del volo insieme all’orario di arrivo:

  • un arrivo a metà pomeriggio vi permette una passeggiata, una cena leggera e nanna presto
  • un arrivo tardissimo la sera, dopo una giornata di scali, vi lascia spesso stanchissimi e un po’ storditi

Io vi consiglio di scegliere, quando possibile, combinazioni che vi facciano atterrare a Tokyo in orari “vivibili”, non troppo a ridosso della notte. Aiuta tantissimo a partire con il piede giusto.

Porta a porta

La vera domanda, alla fine, non è solo “quante ore sto in volo”, ma quante ore passano da casa vostra alla camera d’hotel in Giappone.

Se facciamo un conto realistico per un volo diretto:

  • 2–3 ore per raggiungere l’aeroporto, fare check-in e controlli
  • 12–13 ore di volo diretto verso Tokyo
  • 1–2 ore tra sbarco, controllo passaporti e ritiro bagagli
  • 1–2 ore di trasferimento dall’aeroporto (Haneda o Narita) al vostro hotel

Siamo già intorno alle 18–20 ore di viaggio “porta a porta” in uno scenario semplice, senza ritardi. Con uno scalo europeo o mediorientale, e qualche attesa in più, si arriva senza problemi a 22–24 ore complessive.

Io onestamente suggerisco di considerare il giorno del volo come giornata dedicata solo allo spostamento. Non programmate musei, ristoranti impegnativi o giri infiniti per la sera di arrivo. Molto meglio:

  • sistemarvi in hotel
  • fare una passeggiata tranquilla nel quartiere
  • mangiare qualcosa di leggero
  • andare a dormire presto

Se ci si dà il permesso di “sprecare” quel giorno, tutta la fatica del volo pesa molto meno.

Scegliere orari

Gli orari incidono tantissimo sulla percezione della durata. Un volo può avere le stesse ore di un altro, ma sembrarvi il doppio più lungo solo per come è incastrato nella vostra giornata.

Ci sono due strategie principali:

  • partire di giorno, restare svegli, guardare film, leggere, e poi crollare in hotel la sera a Tokyo
  • partire con un volo notturno, cercare di dormire a bordo e atterrare al mattino o verso l’ora di pranzo in Giappone

Non esiste una soluzione giusta per tutti. Se sapete già che non riuscite a dormire in aereo, puntare su un volo notturno può trasformarsi in una veglia forzata di 12 ore. In quel caso, secondo me ha più senso considerare un volo diurno e organizzarsi mentalmente per restare attivi, magari con un buon set di film, musica, ebook e un minimo di movimento in cabina.

Io vi consiglio di guardare sempre questi tre elementi insieme:

  • orario di arrivo a Tokyo
  • durata totale, scali compresi
  • vostra capacità reale di dormire in volo

Se riuscite a far combaciare queste tre cose, la sensazione di “viaggio infinito” si riduce di parecchio.

Quanto è troppo

A che punto la durata del volo per il Giappone diventa “troppo”? Qui entra in gioco il discorso compagnia usata e qualità dell’esperienza.

Un diretto da 12–13 ore con una buona compagnia è lungo ma lineare. Un itinerario da 16–18 ore totali con uno scalo curato, una compagnia eccellente e un aeroporto pieno di servizi (come nel caso di Emirates via Dubai) resta comunque impegnativo, ma molto più sopportabile. Il servizio, l’intrattenimento di bordo, i sedili e l’atmosfera di un grande hub fanno davvero la differenza.

Diventa pesante quando:

  • si superano le 20 ore complessive
  • con scali lunghissimi in aeroporti poco attrezzati
  • su compagnie dove il comfort è minimo e l’intrattenimento scarso

In quei casi spesso si “porta pazienza” solo per il prezzo. Io vi dico come la vedo: se il risparmio è piccolo, non ha molto senso sacrificare così tanto comfort e tempo. Se invece il prezzo è davvero molto più basso e il budget è stretto, allora si accetta l’idea che lo scalo lungo non sia il male assoluto, ma un compromesso consapevole.

Consigli pratici

Al di là dei numeri, ci sono alcune cose che io consiglio sempre per rendere la durata del volo per il Giappone più umana:

  • Scegliete il posto con criterio: corridoio se volete muovervi spesso, finestrino se cercate appoggio per dormire e non vi dà fastidio restare “bloccati”.
  • Portate una piccola trousse da volo con mascherina, tappi, crema per il viso, burrocacao, spazzolino. Sono dettagli, ma cambiano la percezione di quelle ore.
  • Bevete molta acqua ed evitate di esagerare con alcol e caffè: disidratano e peggiorano la stanchezza.
  • Programmate il tempo a blocchi: un film, un pasto, un po’ di musica, un pisolino. Spezzare mentalmente le 12 ore le rende molto più leggere.
  • Non caricate il primo giorno in Giappone: poche cose semplici, meglio se all’aria aperta, e poi letto presto.

Io vi giuro che, con un minimo di organizzazione e senza aspettarsi di “uscire dall’aereo come nuovi”, la maggior parte delle persone gestisce benissimo anche le tratte più lunghe.

Vale la pena?

Arriviamo alla domanda finale: con tutte queste ore tra voli, scali, controlli e trasferimenti, vale la pena venire fino in Giappone?

Per me la risposta è sì, senza dubbi. La durata del volo è impegnativa, ma è una fatica chiara, prevedibile, che potete organizzare e gestire. Se scegliete con attenzione compagnia, orari e tipo di itinerario, gli scali non diventano un incubo: a volte sono perfino un pezzo interessante del viaggio, soprattutto quando volate con compagnie di alto livello e attraversate hub enormi e pieni di vita.

Io vi direi di pensarla così: quelle 12, 15 o 18 ore non sono solo “tempo buttato”, ma il corridoio che vi porta da casa vostra a una realtà completamente diversa. Quando vi ritroverete a guardare le luci di Tokyo dal finestrino del treno o a mangiare il primo ramen fumante, credetemi, il pensiero non sarà più “quanto è durato il volo”, ma “meno male che ho deciso di farlo”.

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).