Cosa vedere a Siem Reap

Siem Reap è una fiorente destinazione turistica grazie principalmente al suo sito archeologico che racchiude i grandi templi dell’era antica della Cambogia.  Tuttavia la crescente popolarità della città con i viaggiatori ha portato alla scoperta di altre attrazioni e attività e sebbene Siem Reap non sia probabilmente una delle città più attraenti della Cambogia, ha una vivace scena di caffè, locali serali e ristoranti che sta iniziando a competere con Phnom Penh per il suo tocco cosmopolita. Se avete intenzione di trascorrere qualche giorno in questa città, eccovi qualche consiglio su cosa fare e cosa vedere a Siem Reap.

Angkor Wat e il Parco archeologico di Angkor

La popolarità di Siem Reap dipende essenzialmente dal suo vasto sito archeologico che prende il nome da uno dei suoi principali templi, Angkor Wat. Il complesso, costruito da una serie di re tra il IX e il XV secolo, contiene centinaia di templi ed è così vasto che lo si esplora meglio in bicicletta o con un tuk-tuk. Durante l’epoca medievale, questa era la città più grande del mondo, anche se oggi ciò che resta sono solo le rovine dei templi. Anche se non riuscirete a vederlo tutto in una sola visita, non perdetevi il tempio Angkor Wat, simbolo del paese nonché il tempio meglio conservato. È apprezzato per la sua architettura Khmer e per gli stupendi bassorilievi scolpiti con scene tradizionali indù.

Preah Khan

Il tempio di Preah Khan è uno dei più grandi complessi di Angkor, un labirinto di corridoi a volta, raffinate incisioni e rovine rivestite di vegetazione. Circondato da un fossato, la sua superficie si estende su un pezzo di terra di 800 metri per 700 metri, che racchiude un’area di 56 ettari. Per il suo connubio di architettura e vegetazione, la quale sembra quasi “inghiottire” le strutture, è simile al tempio Ta Prohm sebbene generalmente registri un leggermente inferiore di visitatori e per questo è un’ottima alternativa per chi ama atmosfere più tranquille. Preah Khan fu costruito da Jayavarman VII e probabilmente fu la sua residenza temporanea durante la costruzione di Angkor Thom. Una grande stele di pietra svela il ruolo di Preah Khan come centro di venerazione e apprendimento.

Tempio Bayon

Al centro dell’antica città di Angkor Thom si trova il tempio Bayon del XII secolo, famoso per le sue 216 facce in pietra di Avalokiteśvara scolpite nelle 54 torri del tempio, costruite dal re Jayavarman VII: per questo Bayon viene chiamato anche il “tempio dei volti”. La struttura è decorata anche con oltre 1 km di bassorilievi che incorporano più di 11.000 figure e raffigurano scene vivide della vita quotidiana nella Cambogia del XII secolo e alcune battaglie importanti dell’epoca. C’è ancora molto mistero sulla storia di Bayon e sulla sua esatta funzione e simbolismo; ad esempio alcuni sostengono che l’impero khmer fosse diviso in 54 province al momento della costruzione di Bayon e da qui il motivo delle 54 torri. 

Angkor Thom

Spesso molti visitatori credono che Angkor Thom sia un altro tempio del parco archeologico di Angkor, ma in realtà si tratta di un’intera città. “Angkor” significa “città” e “Thom” significa “grande” quindi il nome si riferisce a quella che una volta era una grande città khmer e comprende tutta una serie di templi e siti di interesse storico. Il sito di Angkor Thom misura 10 km quadrati e comprende il già citato tempio Bayon e il famoso tempio Ta Prohm, uno dei luoghi più fotogenici per via delle sue rovine che si intrecciano alle radici e alla vegetezione degli alberi.

Museo nazionale di Angkor

Questo moderno svela le vicende del periodo angkoriano attraverso presentazioni audiovisive, eccellenti schede informative e una raccolta ben organizzata di tesori Khmer provenienti dai templi del sito archeologico, insieme a reperti provenienti da altri siti archeologici cambogiani. Partire con una visita in questo museo è uno dei modi migliori per saperne di più sulle varie epoche del periodo angkoriano e sulla successione di re che hanno piano piano dato vita ai templi di Angkor Wat.

Pub Street

Per una serata rilassante con cibo occidentale o locale e un bicchiere di birra locale alla spina, dirigetevi verso Pub Street. Questa lunga strada pedonale illuminata da insegne al neon e resa vivace dai numerosi bar frequentati da giovani e turisti, è diventata il centro della vita notturna di Siem Reap. Club e locali sono aperti fino a tardi e in questa zona troverete inoltre molti ostelli economici.

Cambodia Landmine Museum (Museo delle mine antiuomo)

I lunghi anni di guerra alla fine del 1900 continuano a spaventare la Cambogia con il terribile bilancio delle mine antiuomo: si pensa che ci siano circa cinque milioni di mine antiuomo ancora sepolte nelle campagne cambogiane. Ancora oggi si contano 15 persone in media ferite dalle mine antiuomo ogni mese. Il Museo delle mine antiuomo, 25 km a nord di Siem Reap, svolge un lavoro eccellente e altamente informativo per evidenziare questo problema ed informare sul lavoro svolto dal paese per cercare di risolverlo.

Banteay Srei

Banteay Srei è la più grande casa delle farfalle del Sud-est asiatico e ospita migliaia di specie di farfalle endemiche che volano liberamente in un enorme giardino tropicale lussureggiante con una grande varietà di fiori tropicali. Oltre ad ammirare lo spettacolare caleidoscopio di colori delle diverse farfalle del giardino, potete anche apprendere qualcosa in più sull’intero ciclo di vita di una farfalla grazie ad un piccolo museo allestito in loco. Banteay Srei si trova a circa 25 km a nord di Siem Reap.

Psar Chaa

Costruito negli anni ’20, Psar Chaa è lo storico mercato di Siem Reap, frequentato quotidianamente dai residenti per acquistare prodotti freschi. Il mercato è diviso in piccole sezioni che vendono merci diverse, che spaziano dalla frutta alla carne fino ai frutti di mare. Troverete anche bancarelle che vendono vestiti, artigianato e condimenti, che sono tutti fantastici regali da portare a casa. 

Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore del libro Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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