Come diventare un mangaka
Il sogno di molti appassionati di manga è quello di poter riuscire a vivere disegnando e in questo articolo vi voglio spiegare come diventare mangaka.
Non è affatto una strada riservata ai soli giapponesi, ma serve tantissimo lavoro: anni passati a disegnare, lo studio della lingua giapponese, quasi sempre una gavetta come assistenti e infine il coraggio di proporre le vostre storie alle case editrici.
Vi racconto tutti i passaggi di questo percorso, compreso quello che mi ha spiegato chi ce l’ha fatta davvero e oggi lavora a Tokyo.
Indice
Mangaka stranieri
Molti sono convinti che questo lavoro in Giappone sia riservato solamente ai giapponesi ma non è assolutamente vero. Sono centinaia gli stranieri che lavorano ed hanno lavorato come assistenti mangaka ed alcuni hanno pubblicato con le case editrici più importanti del Sol Levante. Uno dei più famosi è certamente Felipe Smith, di cui potete trovare molti video ed interviste su internet.
Disegnare
Il disegno deve diventare l’aspetto più importante della vostra vita. Dovete padroneggiare alla perfezione l’uso di tutti gli strumenti, sapendo disegnare praticamente qualunque cosa. Se disegnate 2-3 ore al giorno e pensate sia tanto, immaginate che ci sono giapponesi che per imparare disegnano per mesi (o anni) anche 16 ore al giorno. Capite bene che i risultati che può avere chi si impegna così tanto sono enormi rispetto a quelli che potreste raggiungere con un numero molto inferiore di ore. Sugli strumenti conviene abituarsi a entrambi i mondi. Le redazioni giapponesi lavorano ormai quasi tutte in digitale, con Clip Studio Paint diventato lo standard degli studi, e da assistenti vi verrà chiesto di consegnare file già pronti per la stampa. Allo stesso tempo, in una scuola di manga vi faranno partire dal pennino e dall’inchiostro, che resta il modo migliore per capire il tratto, lo spessore delle linee e l’uso dei retini.
Esercitatevi soprattutto a disegnare sempre le stesse facce da qualunque angolazione: è esattamente quello che vi chiederà il mangaka per cui lavorate.
Lingua giapponese
Vi consiglio di utilizzare il servizio gratuito GiappoLife e magari iniziare con un percorso di 1-3 mesi per iniziare con le basi di giapponese e comprendere al meglio le dinamiche di questo Paese. Se siete già molto motivati iscrivetevi ad una scuola per 6 mesi o 1 anno. Per lavorare in Giappone l’inglese non è necessario ma è fondamentale saper parlare il giapponese. E’ di solito richiesto il superamento di un esame con il quale avrete un diploma chiamato N2 che certifica la vostra buona padronanza della lingua.
Scuole di manga in Giappone
Ci sono varie scuole di manga in Giappone, come per esempio la Kudan, che tiene brevi corsi anche in lingua inglese. Potrebbe essere una buona idea per iniziare il vostro percorso per diventare mangaka.
Il visto per restare in Giappone
C’è un aspetto pratico che quasi nessuno considera e che invece decide tutto: con che visto restate in Giappone. Con il visto turistico non potete lavorare, nemmeno come assistenti, quindi la strada più battuta resta quella dello studente di lingua, che con l’autorizzazione apposita permette anche un part time fino a 28 ore a settimana mentre studiate e vi costruite i contatti.
Se avete tra i 18 e i 30 anni potete valutare il visto vacanza-lavoro tra Italia e Giappone, che vi lascia stare fino a dodici mesi con la libertà di lavorare: è la finestra migliore per provare sul serio l’esperienza dello studio di un mangaka.
Il passo successivo, cioè un vero visto di lavoro, arriva solo quando c’è qualcuno disposto a sponsorizzarvi, e per un assistente non è affatto scontato: mettete in conto tempo e pazienza.
Viaggio in Giappone
Le parti di un manga
Come mi è stato spiegato in un’intervista che ho fatto ad un mangaka italiano che vive a Tokyo, una delle cose più importanti da capire è che non basta semplicemente fare un disegno carino o una storia interessante, ma è fondamentale comprendere al meglio tutte le parti che compongono un manga. Prima delle tavole finite c’è lo storyboard, che in Giappone chiamano name: è lì che si decidono inquadrature, ritmo e dialoghi ed è la parte su cui l’editor vi farà lavorare più a lungo, facendovela rifare anche decine di volte.
Poi vengono la costruzione dei personaggi, la gestione delle vignette e degli spazi bianchi, i retini, gli sfondi e le onomatopee, che in un manga sono parte del disegno e non semplice testo. Un bel disegno senza un buono storyboard non porta da nessuna parte: è la cosa che spiazza di più chi arriva dall’Europa.
Diventare assistenti
Per diventare assistenti di un mangaka in Giappone non basta impegnarsi tanto, dovete impegnarvi tantissimo! Dovrete dedicare la vostra vita a lui, dimenticatevi i giorni di ferie, le lunghe pause all’italiana, e cose del genere. Se siete sicuri di aver compreso che sarà molto dura, provate a contattare alcuni mangaka mandando qualche vostra storia con una breve lettera di presentazione. Se siete fortunati e potete incontrare la persona per cui vorreste lavorare spiegate chiaramente che siete disposti a lavorare incessantemente, e poi mantenete questa vostra promessa.
Inviare alle case editrici
Dopo aver lavorato come assistenti per un po’ di tempo ed essere sicuri di aver raggiunto un buon livello sia nel disegno che nell’ideazione delle storie, inviate i vostri lavori a qualche casa editrice. Su questo ci sono due scuole di pensiero. C’è chi dice sia meglio inviare a case editrici piccole perché potrebbero avere più spazio per i nuovi arrivati, ma io sono dell’idea che sia meglio inviare a case editrici medio-grandi perché hanno budget più elevati e possono permettersi anche di produrre materiale con nuovi artisti.
I concorsi per esordienti
Oltre all’invio diretto c’è la strada che in Giappone usano quasi tutti gli esordienti: i concorsi per nuovi autori che le riviste organizzano ogni mese o ogni stagione. Si partecipa con una storia autoconclusiva e anche chi non vince, ma finisce tra i segnalati, riceve un commento della redazione e a volte un editor assegnato: è così che nascono la gran parte delle carriere.
La cosa interessante è che diversi di questi premi sono aperti agli stranieri. Shueisha, per esempio, raccoglie tavole da tutto il mondo sulla piattaforma Manga Plus Creators, dove si carica il proprio lavoro in inglese e si partecipa ai premi mensili senza dover essere in Giappone. Non è una scorciatoia, ma è il modo più concreto per farvi leggere davvero da un editor giapponese.
Internet
In particolare su Youtube trovate molti tutorial su come migliorare le vostre doti di disegno. Vi consiglio di vedere anche interviste a mangaka, come per esempio quelle del già citato Felipe Smith.
Un mangaka italiano
Guardate il video con l’intervista che ho fatto a Nicola Savà, mangaka italiano. In bocca al lupo!
Video: Diventare mangaka in Giappone – guida completa!!
Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).