Vulcani in Giappone

Il Giappone con i suoi 108 vulcani dei 1500 attivi nel mondo è definita la patria dei vulcani. Detiene infatti il 10% dei vulcani più pericolosi al mondo. Vengono classificati in Giappone secondo le categorie che vanno da A a C a seconda del grado di pericolosità e dell’attività vulcanica. La categoria A è quella più pericolosa e soprattutto rappresenta la categoria più attiva. Ad esempio alcuni vulcani eruttano anche più di 400 volte all’anno, ovvero più di una volta al giorno. Anche il monte Fuji è considerato un vulcano attivo, anche se fortunatamente non erutta più dal 1707.

Eruzioni recenti

In Giappone sono eruzioni molto spesso, talvolta però non sono “spettacolari”.
Nel settembre 2014 c’è stata un eruzione presso il vulcano Ontake. Qua sotto potete vedere una ripresa aerea.

Eruzioni più devastanti nel mondo

Ecco un piccolo elenco delle peggiori eruzioni vulcaniche di tutti i tempi (stabilite in base al numero di morti).

  • Il vulcano Unzen in Giappone il 21 maggio del 1792 causa la morte di ben 14.500 persone.
  • Nel 1815 vi fu l’eruzione del Tambora in Sumbawa, Indonesia, tra il 10 e il 12 aprile morirono circa 92.000 persone.
  • Nel 1883 vi fu l’eruzione del Krakatoa in Indonesia dal 26 al 28 agosto, i morti furono 36.000.
  • Il vulcano Pelée in Marinica eruttò l’8 maggio del 1902 causando la morte di 28.000 persone.
  • Il Nevado del Ruiz, in Columbia, provocò la morte di 23,000 persone eruttando il 13 novembre 1985.
  • Il Vesuvio, in Italia, il 24 agosto del 79 d.C provoca la morte di ben 16.000 facendo sparire le città di Pompei ed Ercolano, che grazie alla solidificazione della lava sono state ritrovate intatte.

I vulcani più pericolosi al mondo

Dopo aver descritto le eruzioni che hanno provocato più morti, ecco un elenco dei vulcani più pericolosi al mondo: Merapi (Indonesia), Unzen (Giappone), Taal (Filippine), Sakurajima (Giappone); Mauna Loa (Stati Uniti), Ulawun (Papua Nuova Guinea), Ranieri (Stati Uniti), Santa Maria / Santiaguito (Guatemala), Colima (Messico), Galeras (Colombia ), Teide (Isole Canarie), Vesuvio ed Etna (Italia), Santorini (Grecia), Niragongo (Zaire).

Eruzioni in Giappone

In Giappone si ricordano alcune esplosioni molto spaventose. Il Bandai, un vulcano situato nel nord-est dell’Honshu vicino a Fukushima, eruttò nel 1888, provocando un’esplosione gigantesca. Si stima che quasi 1,6 miliardi di metri cubi di cenere e materiale piroclastico crollarono dalla cima del vulcano provocando un cratere di 1,5 km di larghezza. L’enorme valanga di cenere e materiale vulcanico raggiunse i villaggi distanti anche sette chilometri. I morti furono 461 e l’eruzione coprì con i suoi detriti il corso di torrenti e fiumi. Un’eruzione simile si ebbe nel 1981 a St. Helens. Alcuni escursionisti sono morti a causa dei gas sprigionati dal vulcano, avevano preso un sentiero sbagliato. Nel 2009 si è verificato forse un altro episodio simile, un poeta americano, Craig Arnold, è scomparso dopo aver intrapreso un escursione sull’isola vulcanica di Kuchinoerabujima, distante 50 km dall’isola di Kyushu.

Nei distretti di Kagoshima e Miyazaki si possono notare gli altipiani shirasu, creati proprio dai flussi di cenere e lapilli di circa 25,000 anni di attività vulcanica. Questi altipiani pur essendo molto antichi possono trattenere le piogge e quindi provocare frane e smottamenti.

Nel video che vedete qua sotto non c’è una forte esplosione, ma potete vedere quello che alcuni escursionisti hanno trovato durante un loro tranquillo viaggio in montagna, alle pendici di un vulcano in Giappone.

By: gnuckx

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Le eruzioni del vulcano Unzen

Il vulcano Unzen, nel distretto di Kyushu eruttò in maniera molto catastrofica nel 1792. Ci fu prima un terremoto e poi un’eruzione. Un intero lato della montagna crollò nell’oceano. I villaggi della costa furono completamente distrutti e l’onda che si formò provocò la distruzione di zone vicine causando in tutto la morte di 15.000 persone. Lo tsunami provocò l’inghiottimento della città di Shimabara, più di 43 km della penisola omonima furono ricoperti d’acqua. Le onde spazzano via 75 miglia di costa inghiottendo imbarcazioni e villaggi e distruggendo l’economia della penisola. Si stima che le case distrutte dal singolo Tsunami furono 6.000 e che le imbarcazioni inghiottite 1.600.

Dopo quest’eruzione il vulcano Unzen si fermò per circa due secoli, ma il 17 novembre 1990 torna di nuovo ad eruttare provocando 44 morti e distruggendo 2.500 case. L’attività legata all’eruzione terminò solo nel maggio del 1996! I problemi legati a questa eruzione iniziano nel 1991 quando il vulcano iniziò a raggruppare tonnellate di cenere nel camino producendo una sorta di bomba a orologeria che, se scoppiata, avrebbe causato la morte di migliaia di persone. Sono infatti 40.000 gli abitanti della penisola di Shimabara, a cui però le sorti del vulcano non sembravano preoccupare più di tanto. Non a caso qualcuno dichiarò che il vulcano era una bella attrazione turistica.

Il 3 giugno del 1991 una violenta eruzione produsse un flusso di materiale piroclastico e gas che quasi formava una parete incandescente. Questi gas uccisero 43 persone, tra cui una coppia di famosi vulcanologi, i coniugi Krafft: Maurice e Katia.
I coniugi Krafft erano due vulcanologi. Hanno prodotto per l’UNESCO tantissimi filmati sull’attività dei vulcani. Spesso si accampavano proprio alle pendici dei vulcani, nelle zone più pericolose, per cercare di studiarli da vicino. Nonostante gli avvisi di evacuazione e lo schieramento di vigili, polizia, scienziati e giornalisti i Krafft decisero lo stesso di salire sulla montagna e lo scioglimento di un flusso di materia piroclastica ne decretò la morte.
I testimoni di quest’eruzione dell’Unzen hanno raccontato di aver visto diventare il cielo completamente nero intorno alle 16.00. Le case sulle pendici del vulcano sono state completamente inghiottite da una nuvola nera. Si è udito una sorta di boato provenire dalla montagna: era il flusso piroclastico che si era staccato. Gli agricoltori hanno parlato di “pioggia di fuoco” e che era difficile respirare visto che l’aria odorava di bruciato.

Sul National Geographic, il giornalista Noel Grove descrisse per bene la scena parlando di calore che uccideva e di nuvole grigie provenire dalla vetta della montagna. Il flusso piroclastico è descritto da Grove come una palla grigia che rotolava giù per il pendio infiammando case a abbrustolendo il verde della montagna. Uno scenario apocalittico. La lava che è fuoriuscita dal vulcano ne ha aumentato l’altezza. Infatti 4 anni dopo l’esplosione l’altezza del monte Fugendake, cima più alta del vulcano, è passata da 1359 a 1486 metri.

Le eruzioni del vulcano Sakurajima

Il Sakurajima, nel sud-Kyushu, è considerato uno dei vulcani più attivi al mondo. Si stima infatti che produca cenere e lava ininterrottamente dal 1955. Le più grandi eruzioni di questo vulcano si sono avute nel 1914, 1915, 1946, 1955 e 1960. Questo vulcano è anche molto imprevedibile. Le sue eruzioni sono difficile da prevedere. L’eruzione del 1914 è stata una delle più dannose del Giappone. L’eruzione non fu una sorpresa in quanto era già da giorni che la zona intorno al vulcano rombava, vi erano piccoli terremoti che avvisavano l’imminenza dell’eruzione. A Kagoshima furono registrati ben 417 terremoti nelle 30 ore che precedevano l’eruzione. Si è calcolato che quella del 1914 ha prodotto ben 3 miliardi di tonnellate di lava e soprattutto questo materiale è stato capace di trasformare Sakurajima da isola a penisola riempiendo lo stretto che la divideva dalla terra ferma.

Nel 1987 Sakurajima erutta lava fluida ben 400 volte. Tant’è vero che un noto geologo della rivista Discover definì il vulcano come “una bottiglia di soda senza tappo”. La lava viene rilasciata in maniera molto costante in piccole quantità piuttosto che esplodere in eruzioni violente. Questo vulcano ha la tipica eruzione effusiva. Annualmente però i residenti vengono preparati per un eventuale evacuazione.

Il vulcano Sakurajima è formato da tre cime: il Kita-dake (1117 metri di altezza), il Naka-dake (1060 metri di altezza) e il Minami-dake (1.040 metri di altezza). Ma è il Minami-dake a contenere il cratere dove si svolge l’attività vulcanica. L’attività del vulcano rende il terreno talmente fertile che in questa zona vengono coltivati ravanelli bianchi del peso di 80 libbre!

Le eruzioni del monte Usu

Il monte Usu, nel sud-ovest di Hokkaido, è un vulcano alto soli 732 metri. Anche se basso il vulcano erutta di frequente ed è raggiungibile tramite una funivia. Un eruzione più o meno significativa c’è stata nel 1977. Nel marzo del 2000 il monte inizia una nuova eruzione. Grandi quantità di vapore e gas sono state scagliate a ben 3.200 metri di altezza dalle pendici del vulcano. Fortunatamente nessun morto e ferito anche se più di 17.000 persone sono state evacuate. Il monte Usu è collocato a sud del lago di Toya ed erutta ogni 30 o 50 anni. Quella del 1977 è stata un’eruzione a sorpresa. Ci fu un evacuazione lampo e tre persone nel 1978 tornarono a casa sicuri che il peggio era passato ma purtroppo trovarono la morte a causa di una colata di lava. L’eruzione è finita solo nel 1982 e dalla base del cratere ha creato 667 metri di altezza di materiale che hanno costituito il nuovo picco della montagna.
Il monte Usu è emerso tra i 15.000 e i 20.000 anni fa. La cima si è staccata a causa di un’esplosione circa 7.000 o 8.000 anni fa. Nel 1822 una colata di fango nero ha ucciso circa 59 persone. Mentre nel 1769, 1822 e 1853 l’eruzione è stata a carattere piroclastico.

Alcune eruzioni di questo monte sono state previste dagli scienziati. Di conseguenza le morti sono state evitate grazie all’evacuazione preventiva. Fortunatamente prima delle eruzioni imminenti si verificano sempre terremoti, avvisaglie che preparano gli esperti e la popolazione. È stato così nel 2000 quando una serie di terremoti ha scosso la montagna favorendo l’evacuazione della popolazione e nessuna vittima. In quattro giorni furono evacuate ben 17.300 persone. Di queste, 13.039 hanno avuto un’evacuazione a lungo termine, ovvero di oltre un mese.

Le eruzioni dell’isola vulcanica Miyakejima

L’isola vulcanica di Miyakejima Island (120 km a sud di Tokyo) ha un’estensione di soli 36 chilometri, ma è dominata da ben due vulcani: Hyotan e Oyama. Lo Hyotan ha avuto l’ultima eruzione nel 1983, e distrusse ben 400 abitazioni. L’eruzione di Oyoma è iniziata invece nel 2000 con una coltre di fumo che si è irradiata fino a 15.000 km. I 3.800 abitanti dell’isola sono stati evacuati nella provincia di Tokyo.
Nel 2005 molti degli abitanti sono tornati nelle proprie case nonostante il fatto che l’isola fosse ancora pericolosa per la presenza di gas nocivi. Si stima che ci sono stati danni per 4.500.000 yen.
Soltanto nell’aprile del 2005 le scuole sono state riaperte. Gli studenti però erano costretti ad andare a scuola con maschere antigas. Poco a poco le attività della pesca, dell’industria, del turismo sono state riprese.

Solo nel 2007 però la fauna dell’isola si è ripopolata. Di fatti si è registrata la presenza di molti uccelli selvatici.

Le eruzioni del monte Asama

Il monte Asama che è collocato tra i distretti di Gunma e Nagano è una montagna di 2.568 metri d’altezza, molto attiva. Infatti ha eruttato circa 50 volte in 5 secoli. La media di un’eruzione ogni 10 anni. Di seguito le principali eruzioni.

  • Nel 1783 la lava ha ucciso 1.151 persone.
  • Nel 1911 ci sono state eruzioni molto isolate ma con numerosi morti.
  • Nel 1930 ci furono pochi episodi di attività vulcanica che causò la morte di sei persone. L’anno dopo ci furono 3 morti.
  • Nel 1947 11 alpinisti morirono dopo essere stati colpiti da ceneri e lapilli.
  • Nel 1721 un episodio simile accade a 15 alpinisti.
  • Nel 1973, il monte Asama eruttò dopo un riposo durato 11 anni. Si sono succedute circa 4.000 piccole esplosioni in soli 4 mesi.
  • Eruzioni anche nel 1982 e nel 1983.
  • Nel 1990 e nell’aprile 2003 ci sono stati episodi di eruzione di ceneri.
  • Una piccola eruzione c’è stata anche nel 2009.

Oggi i turisti possono ammirare i blocchi di pietra formati dalla lava dei vulcani solidificata durante il periodo Edo. Attualmente è alta l’attenzione verso questo vulcano, è chiuso il raggio di 4 km dalle pendici del vulcano e spesso si monitorano i sentieri per evitare che gli escursionisti si spingano oltre il limite consentito. Gli scienziati infatti parlano di una probabile futura eruzione.
L’eruzione più spettacolare è stata quella del 2004 quando il fumo raggiunse più di un miglio dal cratere e arrivò fino a 90 miglia da Tokyo. Molte colture furono danneggiate e ci furono numerosi incendi nei boschi. Molte case furono evacuate e si è verificata una vera e propria pioggia di rocce che per fortuna non ha danneggiato nessuno. Si è calcolato che dal 2004 il vulcano abbia rilasciato dalle 2.000 alle 4.000 tonnellate di gas al giorno.

L’eruzione del Shinmoedake nel 2011

Il vulcano Shinmoedake si trova a confine tra Kagoshima e Miyazaki nella zona del Kyushu. È alto ben 1421 metri e il 26 gennaio del 2011 ha iniziato la sua eruzione dopo 52 anni di riposo. Le ceneri del vulcano sono arrivate fino a 3.000 metri di altezza e ha devastato case e villaggi con la sua lava. Grazie ai piani di evacuazione nessuno è rimasto ferito. Il vulcano aveva avuto un periodo prolungato di attività durante il periodo Edo. Infatti eruttò violentemente tra il 1716 e 1717. nel 2011 in tutto vi sono state circa 12 eruzioni. La lava ha coperto più di 7.000 ettari di terreno agricolo causando gravissimi danni all’economia. A causa delle cadute di rocce incandescenti durante le eruzioni è stata istituita una zona protetta di ben 4 km. I danni alle infrastrutture sono stati ingenti. La cenere venuta fuori dall’eruzione ha coperto i binari dei treni e i tetti delle case. La cenere riversata lungo le autostrade ha provocato moltissimi incidenti. Le squadre di baseball, Yomiuri Giants, Seibu Lions e Softbank Hawks, hanno dovuto allenarsi al chiuso a causa della cenere riversata sul campo.
L’eruzione attirò un gran numero di turisti. Alcuni hanno superato la zona di protezione solo per poter scattare foto.
Prima dell’eruzione ci sono state alcune attività pre-eruttive. Da marzo a maggio del 2010 infatti vi furono delle piccole esplosioni, bollori e fuoriuscita di vapore. Ciò accade quando il magma che si prepara per l’eruzione risale e riscalda le falde acquifere. Gli scienziati che hanno studiato il vulcano hanno riferito che la camera magmatica aveva iniziato la sua attività di riempimento già a partire dal 2009. In un periodo di circa nove mesi circa 6 milioni di metri cubi di magma si sono accumulati per l’eruzione.

Le eruzioni del monte Aso

Il monte Aso è classificato come uno dei vulcani più attivi del mondo, si trova sulla strada che sta tra Kumamoto e Beppu su Kyushu, parte del monte fa parte di un parco nazionale.

Fanno parte del gruppo vulcanico del monte Aso ben 5 montagne: l’Eboshi-dake (1337 metri di altezza), il Nishima-dake (1238 metri di altezza), il Neko-dake (1408 metri di altezza), il Taka-dake (1592 metri di altezza) Naka-dake (1216 metri d’altezza).

Lungo il perimetro del cratere del monte Naka-dake vi sono delle strutture dove per i turisti è possibile ammirare le attività vulcaniche. Queste sono state costruite dopo le eruzioni vulcaniche del 1958, 1979, e le ultime del 1989 e 1990.

Il monte Fuji

È un vulcano abbastanza vecchio, ha eruttato con regolarità tra i 200.000 e i 700.000 anni fa. Oggi il monte Fuji è considerato un vulcano addormentato, ma non spento tanto che alcuni vulcanologi ipotizzano una futura eruzione. Negli ultimi 2.200 anni ha avuto 10 eruzioni importanti tra cui quella del 781 d. C. e dell’864. L’ultima si ricorda nel 1707.

I vulcani sottomarini

Il Giappone conta anche molti vulcani sommersi come il vulcano sottomarino Ogasawara che eruttò nel luglio 2005. Alcuni eruttando potrebbero generare nuove isole. Il vulcano Fukutoko, eruttato nel gennaio 1986, ha generato un’isola a forma di mezzaluna che aveva raggiunto i 15 metri di altezza ma fu sommersa dall’oceano dopo tre mesi.

By: gnuckx

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By: dani

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