Shitennoji

Shitennō-ji è un complesso di templi buddisti situati nella città di Osaka, considerato il più importante sito buddista di tutta la città. Un’antica tradizione accompagna da secoli questo luogo, come testimoniato dalle diverse celebrazioni che si tengono annualmente, tra cui il Doya-Doya, il Shoryoe ed il Shitennoji Wasso.

Cenni storici

Il complesso fu realizzato verso la fine del VI secolo, per volere del principe ereditario Umayado, figlio dell’imperatore Yomei. Si narra che Umayado fosse già particolarmente dotato fin da bambino: pare infatti fosse in grado di ascoltare e comprendere dieci persone che si rivolgessero a lui contemporaneamente e che fosse in grado di predire il futuro. Inoltre era particolarmente competente nelle dottrine cinesi. Dopo essersi convertito al buddhismo e aver preso parte alla guerra contro i nobili di fede shintoista, si impegnò affinché il buddismo diventasse a tutti gli effetti la religione di stato dell’impero. Nel corso della decisiva e vittoriosa battaglia di Shigisan egli invocò l’aiuto delle divinità buddiste note come i Quattro Re Celesti. La battaglia aveva visti coinvolti il clan Soga e il Clan Monobe: la Soga, rappresentata dal principe Shotoku, spingeva affinché il Giappone adottasse il buddismo come religione ufficiale, mentre il clan Monobe era sostenitore dell’antica tradizione shintoista.
Dopo la fine della battaglia, la zia divenne l’imperatrice Suiko e Umayado fu nominato reggente. Per celebrare questi successi ordinò la costruzione del complesso di Shitennō-ji dedicato ai quattro re, che divenne il primo complesso buddista fatto costruire per volere dello stato. Il luogo designato per la costruzione su l’altopiano Uemachi-daichi, corrispondente all’attuale quartiere Tennōji-ku di Osaka, non lontano dal porto, che all’epoca si trovava nella vicina Asuka-kyō, un modo per affermare la potenza dell’impero e la fede religiosa anche a coloro che arrivavano dal mare.
L’incarico per la realizzazione del tempio fu affidato ad un’impresa koreana chiamata Kongō Gumi, che si seguito si trasferì in Giappone in pianta stabile e realizzò altre opere, come ad esempio il castello di Osaka ed il tempio Hōryū-ji a Nara.
Oltre al complesso religioso, il principe fece costruire altri edifici che ospitassero quattro istituzioni, al fine di contribuire all’innalzamento del livello di civilizzazione del paese: il Kyōden-in (Istituto per la religione e l’istruzione), l’Hiden-in (istituto di assistenza sociale), il Ryōbyō-in (ospedale), ed il Seiyaku-in (farmacia).

Caratteristiche del complesso sacro

Nonostante le varie ricostruzioni avvenute nel corso dei secoli, la struttura e la collocazione dei templi sono rimaste inalterate.
Il complesso comprende una pagoda a cinque piani, il tempio principale, un padiglione dorato all’interno del quale è conservata un’immagine del Buddha, una sala di lettura, un corridoio coperto, tre cancelli di accesso e un portale d’ingresso che secondo la tradizione buddista dà accesso alla Pura Terra dell’Ovest.
Il tempio era stato costruito non lontano dalla baia di Osaka, una posizione strategica per dimostrare a tutti coloro che venivano dal mare la potenza e la prosperità del Giappone.
All’interno dell’edificio principale sono presenti dipinti, oggetti preziosi e mostre a tema.
I giardini intorno al tempio sono liberamente accessibili ai visitatori, ma l’accesso al recinto interno e al giardino è a pagamento. Nel cortile di ghiaia del recinto interno sorge una grande pagoda a cinque piani (i cinque livelli rappresentano i cinque elementi, ossia terra, aria, fuoco, acqua e cielo) all’interno della quale è possibile accedere, e la Sala Principale (Kondo), che ospita una statua della divinità Kannon.
Il giardino Gokuraku-Jodo è stato progettato sulla base delle descrizioni della Pura Terra dell’Ovest della tradizione buddista.
Il cancello di Deva ospita le due statue dei Ni O (Re benevolenti), una coppia di protettori che fanno la guardia all’ingresso di templi buddisti giapponesi, uno su ciascun lato del cancello. Il loro sguardo minaccioso servirebbe a tenere lontani gli spiriti maligni e i ladri. I nomi delle figure deriverebbero dai suoni emessi dalla loro bocca. La figura a bocca aperta è chiamata Agyo, un nome che deriva dal fatto che sta pronunciando il suono “ah”, che significa nascita. L’altra figura, Ungyo, è così chiamata in quanto sta pronunciando un “un” o “om”, che significa morte.

Mappa

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Nome: Shitennoji



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