Flatiron Building

Oggi quello che sorprende di più del Flatiron Building è proprio la sua forma singolare, simile a un ferro da stiro (da qui il nome “Flat-Iron”, ovvero ferro da stiro), ma quando fu completato, nel 1902, colpì i newyorchesi per le sue dimensioni: al termine dei lavori il Flatiron Building era il grattacielo più alto di New York.

Oggi la sua altezza di quasi 90 metri sembra irrisoria rispetto ai grattacieli che lo circondano, eppure con la sua sagoma particolare e inconfondibile il Flatiron ha conquistato il cuore di tutti, guadagnandosi comparsate in varie pubblicità, serie televisive e film. Ma vederlo solo sullo schermo non gli fa onore, quindi se vi trovate a New York incamminatevi da Union Square verso nord sulla Broadway e addentratevi nel Flatiron District, il quartiere che prende il nome proprio dall’edificio, e poco dopo vi ritroverete proprio davanti a questo gioiello architettonico.

Il Flatiron Building oggi

Oggi il Flatiron Building è un’icona della città ed è uno degli edifici più immortalati da fotografi e turisti. All’interno ci sono appartamenti e uffici di società pubblicitarie che godono di una bellissima vista sulla città e sulle sue attrazioni, tra cui l’Empire State Building.  Ma anche l’interno l’edificio presenta alcune caratteristiche alquanto bizzarre: le toilette delle donne si trovano ai piani dispari, mentre quelle degli uomini ai piani di numero pari e l’ascensore che parte dal piano terra arriva solo fino al 20° piano, così per raggiungere il 21° e ultimo piano si deve uscire e prendere un secondo ascensore.

Tra un’attrazione e l’altra non potete non fermarvi almeno un istante a scattare una foto al Flatiron Building e già che siete in zona potete approfittarne per fare una passeggiata nel frenetico quartiere Flatiron. Essendo in centro a Manhanttan e frequentato principalmente da uomini d’affari, inevitabilmente le strade sono molto affollate, ma se volete ritagliarvi qualche attimo di tranquillità, fate una pausa nell’incantevole Madison Square Park; se il tempo lo consente, prendete uno spuntino o un pranzo da asporto e sedetevi nel parco, godendovi la vista sullo splendido Flatiron Building.

Curiosità

Il Flatiron è un edificio ricco di stranezze e aneddoti curiosi che non fanno altro che accrescere il fascino di questo luogo. Eccovene alcuni:

  • nel Flatiron Prow Art Space, il negozio situato alla base del Flatiron, vengono continuamente allestite delle mostre d’arte molto interessanti;
  • i primi ascensori erano ad acqua e per questo erano molto lenti; si racconta che per arrivare in cima all’edificio si perdeva circa mezz’ora;
  • il 21° piano è stato aggiunto tre anni dopo il termine dei lavori e questo sarebbe il motivo per cui l’ascensore che parte dal piano terra arriva solo fino al 20° piano;
  • la vista al 20° piano è bella solo se…si resta seduti! Infatti in questo piano le finestre restano praticamente all’altezza del petto quindi basta alzarsi in piedi per non vedere più nulla;
  • quando il Flatiron fu completato non c’erano toilette per le donne e quando furono aggiunte in seguito si decise di posizionarle su piani diversi da quelle degli uomini e questo è il motivo per cui oggi le toilette sono a piani alterni;
  • in passato il Flatiron era un’attrazione turistica così popolare che la società di autobus turistici Seeing New York effettuava tour per la città con partenze dall’edificio ad ogni ora, sette giorni alla settimana;
  • i newyorchesi temevano che crollasse. Quando fu costruito, per via della sua insolita forma esile e della struttura in acciaio, i newyorchesi pensavano che non avrebbe retto a lungo;
  • la costruzione fu molto rapida. Ogni settimana veniva completato un piano e una volta montata la struttura interna in acciaio il Flatiron Building venne completato in soli 4 mesi.

Galleria Foto


Mappa:

Nome: Flatiron Building


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La storia

Il nome originale dell’edificio era Fuller Building, dal nome della compagnia che l’aveva commissionato per trasferirci la propria sede.  La sua forma triangolare non è stata una scelta iniziale voluta, ma fu in un certo senso obbligata dal fatto che l’edificio sorge proprio all’incrocio tra due strade e quindi l’architetto Daniel Burnham ovviò al problema con una struttura assottigliata su un lato. Il risultato fu una costruzione molto elegante con dettagli classici molto comuni all’epoca ed in effetti il progetto di Burnham si ispirava alle colonne greche: suddiviso in tre parti, la base è di pietra calcarea per dare sostegno al grattacielo, mentre salendo si lascia spazio alla terracotta; infine la parte superiore, corrispondente al capitello di una colonna, è ricco di dettagli e decori.

Ma al di là della sua forma, e del suo stile classico, il Flatiron Building era un edificio rivoluzionario: fu il primo grattacielo ad essere costruito con la struttura interna in acciaio e spianò la strada a tutte le costruzioni che vennero in seguito. Era inoltre dotato di molte comodità, non comuni all’epoca, come una centrale di riscaldamento e l’ascensore.

Dal termine dei lavori il Flatiron Building è stato subito amato dai cittadini, ma ha creato non poche perplessità tra gli architetti e i critici che lo hanno pesantemente criticato per la sua forma, definita simile ad una fetta di torta, una nave o una navicella spaziale; c’è chi lo ha apertamente definito una mostruosità e chi lo ha giudicato inadatto a stare nel centro di Manhattan.

Oltre a far sorridere per il suo aspetto il Flatiron diede vita anche a situazioni imbarazzanti simili a quelle ritratte anche dal mondo del cinema: chi non ricorda la scena in cui a Marilyn Monroe si alza il vestito bianco per il passaggio della metropolitana? La forma del Flatiron faceva sì che si formassero delle correnti d’aria molto forti che alzavano le gonne delle passanti e non era raro vedere gli uomini appostarsi sulla 23rd Street per guardare le gambe delle donne; lo slang americano “23 Skidoo”, usato della polizia per ammonire i guardoni, è nato proprio da questi fatti e oggi è entrato a far parte del linguaggio comune americano. Ma le donne non erano le uniche “vittime” del vento: anche tanti uomini perdevano il proprio cappello e per questo, alla fermata della metropolitana sulla 23rd Street è dipinto un cappello che vola.