A 138 metriChina Town a YokohamaA 138 metri
La China Town più grande del Giappone.
Situato ad appena 10 minuti dal centro di Yokohama, il quartiere di Chinatown è un luogo dalle forti radici storiche e dove ancora si respirano le atmosfere di un tempo, lontano dalle luci al neon delle zone moderne della città. Ci sono tanti piccoli luoghi che hanno plasmato la cultura della Chinatown di Yokohama nel corso dei decenni ma senza dubbio tra quelli che più hanno influenzato questa zona c’è il tempio Kanteibyo, fondato nel 1862 e divenuto il centro spirituale di rilievo del quartiere, nonché luogo di ritrovo della comunità locale cinese.
Il tempio Kanteibyo è dedicato al famoso generale cinese Guan Yu, protagonista dello storico romanzo “Il Romanzo dei Tre Regni” in cui è descritto come impavido, leale, potente e saggio. Una figura simbolica, divenuta per molti immigrati cinesi in Giappone un’àncora a cui aggrapparsi, un legame con la terra lasciata alle spalle, nonché una sorta di divinità da pregare per avere più successo in campo finanziario. Oggi che le cose sono più semplici per gli immigrati, Guan Yu è divenuto il protettore degli uomini d’affari e degli imprenditori.
Nel corso degli anni il tempio Kanteibyo è stato distrutto più volte da terremoti, bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e incendi, ma la struttura è sempre stata ricostruita nella sua posizione originale, il cuore di Chinatown, all’incrocio in cui convergono i viali che conducono alle quattro porte principali del quartiere.
Guan Yu non è l’unico a essere venerato qui: accanto a lui, nella sala principale, sono allineate altre quattro divinità, ognuna con la sua specialità. C’è Yu Huang Shangdi, il dio supremo del pantheon cinese, a cui si chiedono pace e serenità, e Di Mu Niangniang, la dea della terra, invocata soprattutto per la salute e per i parti sereni.
Completano il gruppo Guanyin, la dea della compassione, il cui culto è stato portato qui dal tempio Sensoji di Asakusa, e Fude Zhengshen, la divinità che protegge ricchezza e patrimonio. Ecco perché davanti a ogni statua vedrete persone diverse fermarsi con richieste diverse: al Kanteibyo non si prega un dio solo, ma tutti e cinque in fila.
Come avviene spesso nei luoghi di culto cinesi, la figura del drago è ricorrente all’interno del tempio, a partire dall’ingresso: date un’occhiata ai quattro dragoni dipinti sul vetro sul tetto della porta d’accesso e quelli scalfiti sulle scalinate.
Superata la porta, scorgerete invece due statue in pietra raffiguranti i due cani guardiani del tempio: le sculture sono fatte con pietre importate da Taiwan ma intagliate in Giappone.
Salendo le scale si raggiunge la sala principale del tempio, che ospita al centro la statua di Guan Yu, che ha un volto dall’espressione forte, resa ancora più decisa e austera da barba e baffi. Di fronte al generale troverete probabilmente qualche persona intenta a richiedere fortuna negli affari e negli investimenti. Volgete lo sguardo verso il soffitto per perdervi tra i mille dettagli e ornamenti colorati in tradizionale stile cinese. Una particolarità del tempio Kanteibyo è la sua realizzazione secondo le regole del Feng Shui, un’antica pratica cinese che ricerca l’armonia nell’arredo delle case o nella disposizione di edifici e oggetti per far sì che l’energia positiva non venga “bloccata”. Vi consiglio dunque di provare a passeggiare per il tempio e provare ad incanalare l’energia che avvertite.
Approfittate della visita per addentrarvi tra i vicoli del quartiere, incantarvi di fronte ai suoi scorci colorati e suggestivi e curiosare alle vetrine delle piccole botteghe e dei ristorantini affollati.
La preghiera qui segue un rito tutto cinese, molto diverso da quello a cui vi avranno abituato i templi giapponesi. Si parte con un mazzetto di cinque bastoncini d’incenso: li accendete e ne lasciate uno in ciascuno dei bracieri numerati che trovate nel cortile, procedendo in ordine, perché ogni braciere corrisponde a una divinità.
Solo dopo si entra nella sala principale, dove ci si inginocchia sul cuscino, si fanno tre inchini e si dicono ad alta voce nome, indirizzo e data di nascita prima di formulare la richiesta: senza le vostre generalità il dio non saprebbe a chi rispondere.
Se volete andare fino in fondo, provate anche l’oracolo cinese: si estrae un bastoncino di bambù e poi si lasciano cadere a terra due mezzelune di legno, la cui posizione conferma o smentisce il responso.
Il tempio Kanteibyo è il maggiore centro delle celebrazioni del Capodanno Cinese, un momento in cui turisti e residenti si ritrovano in questo luogo sacro per invocare fortuna e successo nel nuovo anno. Nei giorni del Capodanno cinese il cortile si riempie di fumo d’incenso e di gente in fila fino a tarda sera, mentre nel quartiere sfilano le danze del leone e del drago tra petardi e tamburi. Se capitate a Yokohama in quel periodo mettete in conto parecchia attesa per entrare nella sala principale, ma è anche il momento in cui il tempio è più vivo.
Un secondo appuntamento importante è il compleanno di Guan Yu, che il tempio festeggia in estate con cerimonie e cortei per le vie di Chinatown.
Il tempio si trova dentro la Chinatown di Yokohama, quindi qualunque strada facciate arriverete comunque passando sotto una delle porte colorate del quartiere. Dalla stazione di Motomachi-Chukagai bastano cinque minuti a piedi: entrate nel quartiere e percorrete la via principale, poi scendete sulla parallela Kanteibyo-dori, la strada che porta il nome del tempio e lo annuncia con le sue lanterne rosse.
Se arrivate con i treni JR scendete invece a Ishikawacho e attraversate Chinatown in senso opposto, una decina di minuti buoni con le soste per curiosare tra le botteghe.
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Tempio Kanteibyo
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).