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Valle spettacolare in autunno.
L’azienda automobilistica Suzuki è oggi una delle maggiori compagnie giapponesi produttrici di auto e moto e sin dalle sue origini risalenti agli inizi del 1900 è profondamente legata alla città di Hamamatsu, dove si trova la fabbrica storica della Suzuki.
Oggi gli impianti originali sono stati in parte trasformati in un museo aperto al pubblico e visitabile gratuitamente, permettendo così a tutti gli appassionati di conoscere la storia della compagnia e ammirare alcuni dei modelli che ne hanno contribuito al suo successo, con uno sguardo anche al futuro rappresentato dalle ultime innovazioni nel settore automobilistico.
Il percorso di visita del museo comincia al terzo piano dove si ripercorrono le tappe principali della storia della compagnia attraverso la mostra “The History of Suzuki Manufacturing” in cui ci si trova a passare attraverso la riproduzione dell’ingresso originale della storica fabbrica. Da qui si viene catapultati nel passato, con un’esposizione dei telai prodotti dalla Suzuki, dai primi modelli fino a quelli più recenti; accanto si possono ammirare anche vari veicoli a due e quattro ruote, con tanto di pannelli informativi che illustrano i maggiori successi della compagnia e le invenzioni che hanno portato una svolta nel settore automobilistico. Se vi sembra strano trovare dei telai in un museo dell’automobile, è proprio da lì che è cominciato tutto: Michio Suzuki fondò l’azienda nel 1909 come fabbrica di telai per l’industria tessile di Hamamatsu, e solo nel dopoguerra quell’esperienza meccanica venne riconvertita nei motori e nelle automobili. Non a caso il percorso del terzo piano si apre proprio con il telaio brevettato dal fondatore.
Da qui la visita prosegue al secondo piano dove è allestita la mostra “Suzuki Creations”, nella quale si può approfondire meglio il processo di costruzione di un veicolo, a partire dalla progettazione fino all’introduzione sul mercato internazionale: si possono apprendere anche vari dettagli e informazioni sulla compagnia e i numeri relativi alla sua presenza in vari paesi nel mondo. Un pizzico di divertimento è dato dai quiz interattivi che permettono di giocare e provare ad indovinare alcuni dati sulla Suzuki. In questo piano è presente anche una piccola sala cinema 3D in cui i visitatori possono vedere un piccolo documentario girato all’interno degli impianti di produzione della Suzuki in cui si mostra il processo di produzione e assemblaggio dei modelli dell’azienda con uno sguardo maggiormente realistico.
Infine sempre sullo stesso piano c’è una sezione dedicata alla città di Hamamatsu che viene rappresentata attraverso le sue tradizioni, i festival e i prodotti artigianali e gastronomici locali.
La visita termina al primo piano, dove è situata la hall di ingresso, il negozio del museo e uno showroom che ospita i nuovi prodotti della Suzuki: moto e automobili sono esposte in questo piano e a differenza degli altri modelli della collezione si possono toccare ed è consentito salire a bordo.
Prima di uscire, fate tappa al negozio del museo per curiosare tra gli scaffali ricolmi di souvenir e gadget della Suzuki introvabili altrove.
Il pezzo forte del terzo piano sono i modelli originali restaurati, molti dei quali difficilmente si vedono altrove. C’è la Power Free del 1952, il motorino ausiliario da montare sulla bicicletta con cui la Suzuki entrò nel mondo dei motori, e poco più avanti la Suzulight SS, la prima automobile prodotta dall’azienda.
Da lì in poi sfilano le kei car che hanno fatto la storia della compagnia, dalla Fronte 360 alla Alto, insieme al primo Jimny del 1970, il piccolo fuoristrada a trazione integrale permanente nato in formato kei. Non mancano le due ruote, con le moto Katana e i mezzi da competizione schierati in fila.
I pannelli informativi delle sale sono tradotti in inglese e anche il filmato del cinema 3D può essere proiettato in versione inglese, se lo chiedete quando arrivate: un dettaglio che rende il percorso comprensibile anche a chi non mastica il giapponese.
Il museo si trova a sud della città, proprio di fronte alla sede centrale della Suzuki. Dalla stazione di Hamamatsu prendete la JR Tokaido Main Line e scendete dopo appena cinque minuti alla stazione di Takatsuka, poi proseguite a piedi verso nord per una decina di minuti.
In alternativa, dall'uscita nord della stazione di Hamamatsu parte un autobus Entetsu (linea 12) che ferma a Suzuki-guchi, a cinque minuti a piedi dall'ingresso; in taxi dalla stazione ci vogliono circa 10 minuti.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).