A 4951 metriCastello di TakamatsuA 4951 metri
Con un fossato di acqua di mare.
Soprannominata “l’isola dei demoni”, Megijima è una piccola isola dalla storia leggendaria. Nel famoso racconto popolare giapponese Momotaro il giovane protagonista visita Megijima per sconfiggere gli orchi che terrorizzano gli abitanti, ma l’isola è da sempre anche una piccola oasi di natura, dominata da montagne ricoperte di foreste e abitata da circa 100 persone raccolte in un unico villaggio, abbracciato da coltivazioni e boschi.
Lunga 4 km e larga appena 1 km, Megijima è una tappa perfetta per un’escursione giornaliera da Takamatsu e i suoi paesaggi idilliaci l’hanno resa una delle cornici della Triennale di Setouchi.
Salire sulla vetta più alta di Megijima non regala soltanto panorami straordinari: vicino alla cima si trova un tunnel di grotte legate alla leggenda popolare di Momotaro. Si narra infatti che all’interno di queste grotte vivessero gli orchi che terrorizzavano i villaggi e oggi sono diventate una vera e propria attrattiva turistica, tanto che per ricreare l’atmosfera della storia nelle grotte sono state allestite statue di orchi che danno vita ad alcune scene della fiaba.
La fama di isola dei demoni non è antica quanto la fiaba: è arrivata poco più di un secolo fa, quando uno studioso locale esplorò il grande tunnel scavato nella collina e sostenne che quello fosse il covo degli orchi di Momotaro. L’idea piacque subito e da allora l’isola non se l’è più tolta di dosso: insegne, souvenir e perfino il terminal dei traghetti giocano con i demoni della leggenda.
Sull’origine vera delle grotte i dubbi restano, perché il tunnel è chiaramente scavato dall’uomo: l’ipotesi più accreditata è che fosse un rifugio di pirati del Mare Interno, in una posizione perfetta per controllare le rotte davanti a Takamatsu. Vero o no, salire fin lassù con questa storia in testa rende la visita molto più divertente.
A pochi passi dalle grotte si può raggiungere la cima del monte, dove è collocato un parco con piattaforma di osservazione che offre una vista a 360° sul Mare Interno di Seto e sulle isole vicine.
Proprio in questo parco si concentrano migliaia di alberi di ciliegio che agli inizi di aprile sbocciano colorando questo luogo di delicate tonalità rosa: è uno dei punti preferiti dagli abitanti per il tradizionale hanami.
Il villaggio dell’isola si estende a ridosso del porto e regala atmosfere tipiche di un piccolo borgo, con i vicoli stretti che si fanno strada tra storiche case in legno e alte mura in pietra che proteggono il centro abitato dal vento e dalle tempeste del mare. Il terminal dei traghetti rappresenta una delle strutture più moderne dell’isola e al suo interno è collocato un ufficio di informazione turistica in cui richiedere mappe di Megijima, noleggiare biciclette e acquistare qualche souvenir e snack. Sempre in questa struttura è allestita una mostra riguardante la leggenda di Momotaro che può essere utile se siete curiosi di approfondire l’epilogo della fiaba. Quelle mura hanno anche un nome: si chiamano oote e in diversi punti arrivano a tre o quattro metri di altezza, tirate su con pietre a secco per fermare il vento gelido che d’inverno arriva dal mare. Camminando nel villaggio vi ritroverete spesso stretti tra due muri, con i tetti delle case che spuntano appena sopra: è l’immagine più caratteristica di Megijima e non si trova quasi da nessun’altra parte nel Mare Interno.
Nei mesi estivi tanti abitanti delle città si rifugiano su questa piccola isola per sfuggire al caldo ed immergersi nella natura, tra passeggiate nel verde e un tuffo in mare. Non lontano dal porto si estende la spiaggia di Megijima, bagnata da acque calme e cristalline, ideali per una nuotata; sul lungomare si alternano ristorantini e locande tradizionali per chi vuole fare uno spuntino o fermarsi a dormire la notte in un contesto autentico e tranquillo. Per gli appassionati di attività all’aperto Megijima è una meta che vale la pena visitare nella bella stagione: l’isola offre campeggi, crociere in barca, tour di trekking e pesca.
Se capitate a Megijima nel primo weekend di agosto potreste incrociare la grande festa del santuario Sumiyoshi, che l’isola celebra a estati alterne dandosi il cambio con la vicina Ogijima. Il protagonista è il taikodai, il pesante carro dei tamburi portato a spalla per i vicoli del villaggio, con un ragazzo di quindici anni seduto sopra che non smette di suonare.
Il finale è la parte che resta impressa: il carro viene portato fino alla spiaggia e poi dentro l’acqua, tra spruzzi e cori, in mezzo a tutto il paese. Per una manciata di ore un’isola da cento abitanti si riempie di gente e di rumore.
Ogni tre anni si rinnova l’appuntamento con la Triennale di Setouchi, un festival d’arte molto rinomato in Giappone e che ha come centro dell’evento la città di Takamatsu e le vicine isole. Megijima è una delle location del festival e chi la visita durante le sessioni della rassegna ha l’occasione di ammirare diverse installazioni artistiche all’aperto o esposte in alcuni edifici, che si aggiungono ad altri capolavori rimasti in via permanente dalle scorse edizioni. Le opere esposte all’aperto sono visibili in ogni momento dell’anno, mentre quelle collocati all’interno degli edifici sono accessibili per la visita soltanto durante le varie sessioni del festival in programma.
Uno degli aspetti più belli dei progetti artistici di Megijima è il fatto che puntano a dar nuova vita ad edifici abbandonati. È il caso ad esempio di “Mecon” un progetto dell’artista Shinro Ohtake allestito in una scuola elementare abbandonata e che punta ad aggiungere sculture e altri pezzi d’arte ad ogni triennale. Merita una visita anche “Island Theater Megi” di Yoda, che ha trasformato un vecchio magazzino in un teatro vintage ispirato alla pop-art americana: è un capolavoro interattivo in cui sia i film che il teatro stesso sono considerati opere d’arte. L’opera che vi accoglie però è un’altra: appena scesi dal traghetto è difficile non notare la fila di gabbiani metallici piantati sul molo, il “Seagull Parking Lot” di Takahito Kimura. Ogni gabbiano gira su sé stesso seguendo il vento, così che tutti finiscono per guardare nella stessa direzione: è un’opera permanente ed è diventata l’immagine simbolo dell’isola.
Megijima si raggiunge solo via mare: il traghetto Meon parte dal porto di Takamatsu, praticamente accanto alla stazione JR, e in 20 minuti vi lascia al porto dell'isola. La biglietteria è nell'edificio in mattoni rossi sul lato mare del porto e la corsa costa 370 yen a tratta.
Le partenze sono sei al giorno, con corse in più nei mesi estivi: prima di salire alle grotte controllate l'orario dell'ultimo rientro, perché il traghetto è l'unico collegamento con la terraferma.
Dal porto di Megijima il villaggio e la spiaggia si girano a piedi in pochi minuti, mentre per le grotte in cima al monte serve una salita di 30-45 minuti.
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Isola Megijima
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A 4951 metriCon un fossato di acqua di mare.
A 7236 metriNella città di Takamatsu.
A 19288 metriImportante centro culturale.
A 25987 metriNell'omonima città.
A 31669 metriAntico teatro di kabuki.
A 31846 metriUn vero gioiello architettonico.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).