Quartiere Xintiandi

Xintiandi è un quartiere pedonale della città di Shanghai, caratterizzato da ristoranti, caffè, negozi e molte abitazioni in pietra in tipico stile architettonico cinese, dette shikumen, restaurate ed adibite alle più svariate attività.
La maggior parte dei bar e ristoranti dispongono di posti a sedere sia al coperto e all’aperto, tanto che la zona è una delle più amate e frequentate dai turisti in cerca di un’oasi tranquilla dove passeggiare e ammirare un angolo di autentica Cina. Particolarmente vivace anche la vita notturna, sia nei giorni feriali che nei fine settimana.

Situato nel centro della città di Shanghai, Xintiandi è diventata una delle attrazioni principali della città, un esempio unico di coesistenza di vecchie abitazioni e realtà commerciali e culturali alla moda.
Se all’esterno gli shikumen conservano ancora il fascino di altri tempi, al loro interno essi sono stati completamente riconvertiti in gallerie d’arte, bar, negozi e ristoranti.
Camminare per le strade di Xintiandi significa trovarsi sospesi tra atmosfere anni ’20 e 21° secolo.

Dal punto di vista storico, Xintiandi è anche il luogo dove ha avuto luogo il primo congresso del Partito Comunista Cinese. Nelle vicinanze si trovano anche la Shikumen Open House Museum e il sito del Governo Provvisorio della Repubblica di Corea, quando la Corea era una colonia giapponese.
La riqualificazione di Xintiandi è avvenuta su progetto di Benjamin T. Wood e Nikken Sekkei International.

Il quartiere è stato definito come il luogo dove “ieri e domani si incontrano oggi a Shanghai’ ed è diventato negli ultimi anni il luogo migliore per apprezzare la storia e la vita moderna di Shanghai, oltre ad essere un popolare luogo di incontro per i cittadini locali e i visitatori stranieri.

Shikumen

Con il termine shikumen si suole descrivere uno stile architettonico che unisce elementi occidentali e cinesi.
Generalmente una casa shikumen è una struttura di due o al massimo tre piani, simile alle case a schiera tipiche dei paesi anglosassoni. Le abitazioni comprendono un cortile interno, utile a garantire una migliore illuminazione e ventilazione delle stanze, ma al tempo stesso connesso a problemi di infiltrazione di acqua piovana e proliferazione di vegetazione spontanea.
Ogni abitazione è contigua all’altra, a formare stretti vicoli chiamati Longtang, i cui ingressi sono solitamente sormontati da archi in pietra.
Lo shikumen fa la sua comparsa verso la metà del 1800, interessante mix architettonico che fonde elementi cinesi e occidentali. Nei primi anni del 1900, questo tipo di abitazione era una delle più diffuse a Shanghai. Tuttavia, con lo sviluppo della città, lo shikumen si è avviato ad una progressiva scomparsa, in quanto non riusciva più a soddisfare le esigenze residenziali di molte persone. Nel 1997 si decise così di procedere a salvare le abitazioni rimaste e di coinvolgerle in un progetto di riqualificazione che le risparmiasse dalla demolizione.

Ogni grande città del mondo ha i propri edifici rappresentativi, che ne riflettono la storia e la cultura locale, e che in molti casi diventano anche rinomate attrazioni turistiche. Xintiandi è stato concepito proprio in questa ottica, conservando le abitazioni tradizionali ma al tempo stesso rendendole commercialmente appetibili.

I due blocchi

L’area è divisa in due parti: il blocco sud e il blocco nord. Il blocco sud consiste principalmente in architetture moderne, mentre il blocco nord conserva a pieno lo stile architettonico dei vecchi shikumen.
Il blocco sud, esteso su circa 25mila metri quadrati, ospita varie realtà dedicate allo shopping, divertimento e tempo libero, con ristoranti di tutto il mondo, boutique, cinema e centri fitness.
Il blocco nord ospita soprattutto ristoranti con cucine etniche da tutto il mondo, ospitati all’interno degli shikumen.
A segnare la linea di demarcazione tra i due blocchi è Xingye Lu, il sito del primo congresso del Partito Comunista Cinese.

Come arrivare

Metropolitana: South Huangpi Road Station (linea 1) e Xintiandi Station (linea 10)
Bus: n. 146 o n. 781

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