Cibo Halal

Il termine “halal” indica qualsiasi azione che un musulmano è autorizzato a compiere e che, nel caso del cibo, si traduce con quegli alimenti che è consentito mangiare. Al contrario, quando ci si riferisce a qualcosa di vietato, si utilizza il termine “haram”. Il concetto include dunque il comportamento, il modo di parlare, l’abbigliamento, la condotta e le norme in materia di alimentazione.

I principi essenziali che regolano i concetti di halal e haram provengono da Qur’an e Hadeeth, rispettivamente il Libro Sacro dell’Islam e la raccolta di detti e gesti attribuiti al Profeta Mohammed.

Oggi nel mondo ci sono circa 2 miliardi di musulmani, tanto che il mercato legato al commercio degli alimenti halal raggiunge numeri da capogiro. Poiché il numero dei consumatori di cibo halal è in continua crescita, molte aziende americane, ad esempio, stanno estendendo la loro certificazione halal dai prodotti di esportazione a quelli nazionali.

Il concetto alla base di halal

Gli alimenti sono sostanze necessarie per la vita dell’uomo, tali da garantire quei processi mediante i quali l’organismo cresce, si riproduce e si mantiene in salute.
Nella mentalità musulmana, si ritiene che la purezza di corpo e anima dipenda fortemente dal cibo che si consuma e pertanto per raggiungere tale purezza occorre prestare attenzione al tipo di alimenti che si decide di assumere, con particolare attenzione al loro processo di preparazione.
L’obiettivo resta quello di compiacere Allah e seguire i suoi precetti così come esposti nei testi sacri. Alcuni versi del Corano riguardano infatti il cibo.

Gli alimenti halal (sia di origine animale che vegetale) devono:

  • Apportare principi nutritivi utili all’organismo
  • Essere masticabili e digeribili
  • Non contenere sostanze tossiche

Alimenti vietati (haram)

  • Carne di maiale ed i suoi derivati
  • Alcol e sostanze inebrianti
  • Tutte le carni macellate senza tenere conto dei principi halal
  • Tutto ciò che è potenzialmente dannoso per la salute

La carne

Fatta eccezione per alcune carni specifiche (maiale in primis), tutte le carni sono generalmente halal, a condizione che vengano rispettati determinati principi legati alla macellazione, principi che si possono riassumere come segue:

  • deve essere garantito il benessere degli animali
  • gli animali devono arrivare vivi al macello
  • i macellai musulmani devono pronunciare il nome di Dio prima di procedere con la macellazione
  • la macellazione deve evitare inutili sofferenze all’animale
  • il sangue dell’animale è considerato haram e deve essere eliminato
  • la carne deve essere manipolata con cura al fine di evitare contaminazioni con elementi haram

Il benessere degli animali

Uno dei punti chiave relativi alla carne è quello legato al benessere dell’animale. Nel caso delle pecore, vengono dati loro acqua e fieno per calmarle prima della macellazione.
Un altro aspetto riguarda l’aver cura di evitare che gli animali assistano alla macellazione dei loro simili, evitare di affilare il coltello di fronte all’animale prima di ucciderlo.
Si tratta di un’etica mirata ad eliminare ogni possibile fonte di stress per l’animale e di garantire inoltre una qualità di carne migliore.

Al macello

Gli animali devono essere vivi presso il macello. Lo scopo è in questo caso legato alla sicurezza alimentare, poiché macellare animali già morti potrebbe comportare dei rischi per il consumo umano.
La macellazione deve essere eseguita evitando sofferenze inutili all’animale, ad esempio tagliando quei vasi sanguigni principali che garantiscono una morte veloce e il più possibile indolore.
Il sangue in eccesso che può rimanere nella carcassa è dannoso in quanto provoca il deterioramento della carne: per questo motivo la carcassa deve essere lasciata a dissanguare prima di subire ulteriori lavorazioni.
E’ importante che la carne halal non venga in alcun modo a contatto con prodotti haram, che la renderebbero automaticamente haram.
Anche il trasporto e la logistica sono stati valutati e controllati per assicurare l’assenza di contaminazione incrociata.

L’importanza dell’etichetta

Ogni buon musulmano attento a consumare solo cibo halal, dovrebbe controllare sempre le etichette degli alimenti, in quanto tra gli ingredienti potrebbero celarsi alcune componenti haram.
A volte molti ingredienti vietati come l’alcol, gli enzimi, i grassi e la gelatina non sono dichiarati esplicitamente, ma si nascondono tra i condimenti, i formaggi, gomme da masticare e gelati.

Mashbooh

Questo termine indica un gruppo di beni di consumo costituito da ingredienti che sono dubbi o discutibili, come ad esempio: grassi animali e proteine, antiossidanti, prodotti caseari, enzimi, aromi, gelatina ecc.
In presenza di tali sostanze, un buon musulmano dovrebbe fare una ricerca più approfondita ed informarsi presso il produttore per capire se esse derivino da fonti di origine animale o meno, e nel qual caso, se l’animale sia stato macellato correttamente o meno.

Halal di primo tipo

Secondo alcuni, recitare la formula “Bismillāh al-Raĥmān al-Raĥīm” (In nome di Dio Clemente Misericordioso”) prima di consumare i pasti renderebbe la carne permessa, anche quella normalmente considerata come haram. Questa linea è considerata tuttavia inaccettabile dalla stragrande maggioranza dei musulmani.

Halal di secondo tipo

Coloro che aderiscono a questa categoria ritengono che recitare la formula “Bismillāh al-Raĥmān al-Raĥīm” renda qualsiasi cibo consentito. Anche questo atteggiamento è considerato avverso ai principi islamici e osteggiato da quasi tutti i musulmani.

Critiche ad halal

Nonostante halal prescriva una macellazione che, almeno sulla carta, dovrebbe risparmiare inutili sofferenze all’animale, molti gruppi di animalisti sono fortemente critici, soprattutto in relazione al fatto che gli animali sono costretti a rimanere coscienti durante il proprio dissanguamento senza venire preventivamente storditi.

Certificazione

In materia di alimentazione, igiene e salute, affermare che un prodotto è halal significa che si tratta del prodotto di un’azione conforme alle norme etiche ed igienico sanitarie, della legge e della dottrina dell’Islam, cioè della Sharia’a.
Per ottenere la Certificazione Halal di un prodotto, occorre certificare tutta la catena coinvolta nella sua produzione: le fasi di approvvigionamento delle materie prime, i processi di trasformazione, la logistica interna e lo stoccaggio, il trasporto fino al raggiungimento della destinazione.