Depressione dopo un viaggio

Quando si parte per un viaggio si hanno solitamente aspettative molto alte e per questo si tende a stressarsi, nel desiderio che tutto vada come previsto e che la vacanza risulti perfetta sotto ogni punto di vista.

Nel caso delle feste annuali (Natale, Pasqua, primo dell’anno ecc.), un numero considerevole di persone può provare ansia e frustrazione, specialmente coloro che non possono contare su una rete di amici o famigliare con cui condividere l’evento o anche coloro che hanno vissuto esperienze negative nel corso di festività passate.
Anche per chi non è affetto da depressione clinica, le vacanze possono essere stressanti e spesso deludenti.

Nel caso del Natale, ad esempio, lo stress si lega agli eventi cui si sa già di dover andare incontro, come cene e feste, oltre che al temuto scambio di doni, per il quale occorre spesso muoversi in anticipo onde evitare di ridursi all’ultimo, e che scatena l’ansia di trovare il regalo giusto per ogni persona. Sempre il Natale, inoltre, arriva in un momento dell’anno in cui le giornate sono corte, il che può contribuire ulteriormente a peggiorare l’umore.

La vacanza perfetta non esiste

Le vacanze non vanno mai idealizzate: quando si progetta un viaggio nel minimo dettaglio, cercando di prevedere ogni possibile imprevisto, il rischio di una grande delusione è particolarmente alto. Quando si arriva a destinazione, poi, si è spesso pervasi da un senso di delusione e si tende a guardare tutto con occhio critico, magari facendo confronti tra ciò che ci era stato prospettato dall’agenza di viaggi e ciò che si ha davanti agli occhi all’arrivo, due mondi che non sempre coincidono. Ecco che l’entusiasmo iniziale lascia così spazio a un senso di insoddisfazione in grado di trasformare la vacanza in una specie di tortura.
Un altro importante aspetto da considerare è il fatto che le vacanze non sono un antidoto e non cancellano mesi di tensioni accumulate a casa e in ufficio, pertanto non bisogna aspettarsi di diventare felici e spensierati tutto d’un tratto. Per evitare delusioni, basta considerarle per quello che sono: un momento di stacco durante il quale ci si riposa, ci si rigenera e si trovano nuove energie.

Come combattere la depressione durante un viaggio

  • Fare attività fisica: basta anche una lunga camminata, che si può facilmente mettere in pratica in qualsiasi luogo ci si trovi.
  • Ridimensionare la proprie aspettative, evitando che le proiezioni mentali sulla vacanza perfetta rovinino il viaggio.
  • Assicurarsi di dormire bene e di curare l’alimentazione.
  • Non dimenticare il riposo: un viaggio comporta anche una buona dose di stanchezza, poiché si espone l’organismo ad un cambio repentino di abitudini e orari, senza contare i mezzi di trasporto, che talvolta prevedono spostamenti lunghi e stancanti, anch’essi fonte di stress e potenziali amici della depressione da vacanza. In linea di massima, più ci si allontana, più si corre il rischio di disturbi vari, tra cui il jet lag e i disturbi intestinali legati al cambiamento di alimentazione. Un viaggio, oltre che a permettere di vedere posti nuovi, deve essere anche un’occasione per rilassarsi e riposarsi.

Depressione post vacanza

L’altra faccia dello stress da vacanza è la cosiddetta sindrome da rientro, legata allo shock di dover passare da un ambiente di relax e svago alla routine della vita di tutti i giorni.
Quello che pochi sanno, è che i più colpiti sono proprio i delusi dalla villeggiatura (secondo uno studio dell’OMS questa patologia può arrivare a colpire anche il 50% dei vacanzieri), coloro che hanno passato un intero anno aspettando la partenza e non hanno trovato l’idillio sperato: la metà delle persone rientrate da un viaggio accusa sintomi di ansia, frustrazione, delusione e aggressività.
Per ovviare a tutto ciò si possono mettere in pratica alcuni consigli, come ad esempio quello di prendersi il tempo necessario per tornare gradualmente alle proprie attività, oltre a quello di curare l’alimentazione, cercando di rimettere “in riga” un organismo viziato magari da qualche peccato di gola in più concessosi durante la vacanza, privilegiando ad esempio frutta, verdura, bevendo molta acqua ed evitando di esagerare con gli eccitanti come the e caffè.

Come combattere la depressione durante le festività

  • Programmare un’uscita a teatro o qualsiasi altro spettacolo: durante le festività ogni città propone sempre un calendario di eventi musicali e artistici. In alternativa, optare per un film al cinema, cercando di coinvolgere un conoscente che magari non abbia fatto programmi.
  • Dedicarsi a visite culturali: spesso si tende a ignorare le bellezze artistiche e culturali della propria città, nell’ottica che si avrà sempre tempo per visitare. Ecco una buona occasione per evitare di rinchiudersi in casa e abbracciare un’esperienza diversa e appagante: musei, gallerie ecc.
  • Concedersi una gita fuori porta, magari in una località termale o in un agriturismo, dove ritemprarsi e dedicare del tempo a se’ stessi.
  • Rompere la routine: se a compromettere l’umore è la routine cui si sa di dovere andare incontro (cenoni, apertivi ecc.), provare ad organizzarli in una maniera diversa, magari sostituendo la cena a casa dei parenti con una cena al ristorante, oppure scegliendo di andare al cinema anziché giocare a tombola ecc.. Le persone spesso si sentono in dovere di mantenere vive certe tradizioni, solo per accontentare i parenti più tradizionalisti, mentre nulla vieta di dare il via ad una nuova tradizione, rompendo gli schemi e proponendo qualcosa di diverso e alternativo.
  • Fare volontariato: uno dei modi migliori per dimenticare la propria solitudine e sentirsi utili è quello di aiutare i più bisognosi, offrendosi come volontari presso associazioni e ospedali.
  • Stare a contatto con la natura aiuta a superare la chiusura nei confronti del mondo e di ciò che ci circonda; anche occuparsi di piante e animali ci fa sentire importanti, e la sensazione di essere indispensabili ci consente di mettere da parte lo stato depressivo, spingendoci a ritrovare interesse ed energia.

Cos’è la depressione

La depressione è un disturbo dell’umore che colpisce ben 15 persone su 100, in modo particolare i soggetti tra i 25 e i 44 anni di età.
Se da un lato tutti sperimentano qualche giornata storta, dall’altro la depressione clinica è qualcosa di più profondo e radicato, che porta a non provare più alcun interesse per ciò che prima era considerato interessante e ci faceva stare bene.
Chi si “ammala” di depressione può facilmente soffrirne più volte nell’arco della vita: tuttavia, mentre nei primi episodi l’evento scatenante è facilmente individuabile, nelle ricadute esso diventa meno riconoscibile, in quanto spesso si tratta di una serie di eventi “interni” all’individuo.
La persona depressa si sente svuotata e impotente di fronte alla vita e alle persone, totalmente priva di energie per dedicarsi a qualsiasi attività fisica o mentale. Tutto appare come un fallimento, per il quale spesso ci si sente responsabili.
In accompagnamento a questo malessere emotivo si possono presentare altri sintomi come una diminuzione significativa dell’appetito e del peso corporeo, disturbi del sonno, incapacità di concentrarsi e di prendere decisioni.
La caratteristica principale dei sintomi depressivi è la pervasività: sono presenti tutti i giorni per quasi tutto il giorno per almeno 15 giorni.
Purtroppo la depressione è difficile da curare, in quanto il soggetto è spesso sfiduciato e restio ad accettare ogni cura.

Perché si diventa depressi

Le ricerche hanno individuato due cause principali: la predisposizione genetica e il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze possono portare ad una maggiore vulnerabilità acquisita alla malattia. Il fattore scatenante è spesso qualche evento importante o stressante (un lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro ecc.) oppure un evento positivo ma sempre valutato come perdita (ad esempio la laurea, in cui si perde lo status di studente ecc.).

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