Risparmiare comprando tecnologia in Giappone

Ogni volta che vado in Giappone ci sono sempre orde di persone che mi chiedono di acquistare qualche macchina fotografica, telecamera o altro oggetto tecnologico pensando che in Giappone costi poco.

Non so chi ha messo in giro questa voce, ma vi garantisco che in Giappone la tecnologia si paga cara. E poi non acquisterei nemmeno un panino per certi personaggi che non mi parlano per anni e poi in dodici secondi tentano di diventare miei amici e di propormi l’affare del secolo facendomi importare macchine fotografiche dal Giappone.

Detto questo, vediamo in dettaglio perché non conviene comprare tecnologia in Giappone.

Prezzi

I prezzi della tecnologia in Giappone sono più o meno identici o più cari di quelli che si trovano in Italia.
Non vi so dire il motivo, ma penso sia semplicemente perché se un oggetto è prodotto in Giappone non significa che fuori dal Giappone deve costare necessariamente molto di più.
Nei periodi in cui l’Euro è stato ai massimi storici sullo Yen, e cioè al cambio di 1:170, se si comprava tecnologia in Giappone qualcosina si risparmiava, ma si trattava sempre di un risparmio veramente basso.

Sicuramente il cugino di qualcuno è stato in Giappone e si è comprato una macchina fotografica digitale a 30 Euro mentre in Italia costa più di 1000euro, ma vi sfido a dimostrarlo.
Io vi posso garantire che nei negozi di tecnologia per quanto riguarda il materiale video-fotografico i prezzi non sono poi così vantaggiosi.

Se siete stranieri potete farvi rimborsare l’IVA, che però in Giappone è solo del 5%, quindi risparmiate ben poco.

Dogana

Non so chi l’abbia deciso, ma ogni stato e/o unione di stati ha una dogana.
Molte persone non tengono in considerazione questa cosa, ed è per questo che di tanto in tanto a qualcuno vengono fatti pagare un sacco di soldi.
Se tornate in Italia da un viaggio fuori dall’Unione Europea al vostro ritorno potreste essere perquisiti e se avete materiale che avete acquistato all’estero vi potrebbe venire imposto di pagare l’Iva, che ammonta al 20% dell’importo acquistato. Quindi se acquistate cose in Giappone va a finire che ci perdete.
Considerate che c’è un limite tollerato per le importazioni, per informazioni visitate il sito dell’Agenzia delle Dogane; per esempio è consentito importare oggetti fino ad un importo limite di qualche centinaio di euro, oltre che altri oggetti aggiuntivi.

I controlli alla dogana vengono fatti a campione, ciò significa che potrebbero passare 100 persone con 1 quintale di eroina a testa e non succede niente, passate voi che avete due macchine fotografiche in più e vi fanno pagare l’iva.

Ci sono molti “trucchi” per eludere i controlli doganali, ma siccome i doganieri sono molto svegli li conoscono tutti. I trucchi più famosi ed assurdi sono:

  • Avevo già queste cose prima di partire: se avete una macchina fotografica nessuno vi fa problemi, ma se avete molto materiale con voi, anche senza imballo originale, dovete dimostrare che veramente lo avevate alla vostra partenza. Per dimostrarlo o mostrate le fatture d’acquisto o mostrate una dichiarazione doganale che dev’essere fatta prima della vostra partenza negli uffici della dogana italiana.
  • Ho buttato gli scontrini: se comprate una macchina fotografica che costa 10mila euro ma dite di aver buttato gli scontrini e dite che costa solo 1000 così da ridurre l’Iva che dovete pagare vi potrebbe andare bene, ma anche no. Potrebbero venire fatti dei controlli sull’effettivo valore della vostra merce.
  • Doppi fondi, materiale nei calzini, ecc: i doganieri fanno il loro lavoro da tutta la vita, e prima c’erano altri doganieri che lo facevano da tutta la vita.

    Considerate che i doganieri principalmente vogliono fermare persone che importano materiale in grossa quantità, e droga. E’ quindi una battaglia tra due schieramenti molto preparati: i doganieri che sanno dove cercare le cose, e gli “spalloni” che si inventano da anni nuovi nascondigli. Se voi tornate dal Giappone e vi improvvisate spalloni vi state mettendo contro doganieri che sono al 100% più furbi di voi.

    Evitate di fare figuracce nascondendo materiale nei calzini, nelle scarpe, nei doppi fondi, nella “cerniera invisibile”, nella scatola di cioccolatini, ecc. I doganieri trovano tutto se vogliono.

  • “Ma dai, lo fanno tutti” o “fermate chi porta droga, non persone per bene“: sono due frasi abbastanza tipiche di chi si trova ad essere punito per aver importato qualcosa di troppo. Sono due frasi giuste e lecite, ma non valgono niente. I limiti di legge sono scritti, e purtroppo se venite presi dovete pagare.

    Spesso alla dogana potrebbero chiudere un occhio se avete poco di più del consentito, ma se non fosse così non potete usare scuse dicendo che avevano fermato un vostro amico con le stesse cose e a lui non han fatto pagare niente. Anche questa è una scusa che gira da quando esiste la dogana.

Tenete presente quindi che al vostro ritorno c’è sempre il rischio dogana. Chi importa spesso materiale fregandosene dei limiti e non pagando il dazio probabilmente non avrà problemi a pagare quanto dovuto se viene beccato una volta, ma questo potrebbe non valere per voi che per cercare un risparmio andrete in perdita.

Il mio consiglio è quindi quello di evitare di importare materiale illegalmente. Se poi trovate l’affare del secolo in Giappone o in altri stati asiatici acquistate e poi pagate l’IVA, ma se il risparmio che avete all’origine è basso sappiate che con il dazio doganale l’oggetto da voi acquistato potrebbe venirvi a costare molto di più.

Cellulari gratis

In Giappone spesso si vedono offerte per cellulari ad 1Yen, che corrisponde a meno di 1 centesimo di euro, cioè praticamente gratis.
Però non potete andare lì con un euro e portarvi a casa uno scatolone di Iphone, ma per ogni telefono che acquistate dovete fare un abbonamento di una durata variabile. Per farlo probabilmente vi viene richiesto il passaporto giapponese e solide garanzie che possiate pagare l’abbonamento.

Per esempio vi viene chiesto di pagare 30Euro al mese per due anni, con un po’ di chiamate ed e-mail comprese.

Materiale Usato

In quartieri come Akihabara o durante mercatini dell’usato si possono trovare offerte vantaggiose in Giappone, ma le stesse offerte si trovano anche in Italia.

Garanzia

Non so esattamente come funziona la garanzia per il materiale comprato in giro per il mondo e nessuno lo sa; ognuno ha la sua idea letta da qualche parte e nessuno sa bene come funziona.
Quando in Italia ho comprato una macchina fotografica con garanzia “Canon Europa” tutti mi dicevano che avrei avuto problemi in caso di guasto. Invece me l’hanno sostituita gratuitamente nel giro di pochi giorni, quindi diffidate da quelli che fanno i saputelli e invece non sanno niente. Quando scrivo qualcosa sul mio sito mi documento, magari ci sono errori ma sono fatti in buona fede, invece in giro c’è chi parla solo per far prendere aria alla bocca.
Sicuramente non mi fiderei a comprare cose troppo costose in Giappone, proprio per evitare problemi di garanzia.

Differenze di corrente

Molti dei prodotti di elettronica hanno nella presa un adattatore che consente di utilizzare sia la corrente giapponese a 100V sia quella italiana a 220V. Per verificare questo controllate sulla presa o sul trasformatore dell’apparecchio, se c’è scritto un valore in cui è compreso 220V (di solito c’è scritto 100V-240V) andate sul sicuro, altrimenti vi serve un trasformatore. Un problema di tutti gli apparecchi elettronici invece è l’attacco, ma è un problema facilmente risolvibile con un semplicissimo adattatore che costa un paio d’euro circa, ne trovate sia in Italia che in Giappone.

Mi sembra di avervi detto tutto e mi auguro di avervi fatto cambiare idea se stavate pensando di chiedermi di comprarvi qualcosa in Giappone.

Se vuoi puoi scrivermi a marco@marcotogni.it