Lounge in hotel

Entrare in una Executive Lounge è uno di quei piccoli “lusso quotidiano” che ti cambia il ritmo del viaggio.
E una volta che ci prendi gusto, è difficile tornare indietro.

Quando si parla di lounge negli hotel, però, molte persone immaginano la classica lounge al piano terra: quella bella, spesso scenografica, dove puoi sederti a bere qualcosa anche se non dormi lì. Qui invece parliamo dell’altra lounge. Quella riservata. Quella che ti fa sentire dentro a un’altra versione dell’hotel.

Due lounge diverse

La prima confusione che vedo fare spesso è che molti entrano in un hotel, vedono dei tavolini e pensano che quella sia l’unica lounge. Quella è spesso una lobby lounge o una tea lounge, aperta anche a chi passa da fuori. Di solito è all’ingresso, o comunque in una zona molto visibile, ed è un servizio a pagamento come un bar elegante qualsiasi.

La Executive Lounge (o Club Lounge, o con altri nomi a seconda della catena) è un’altra cosa: un’area esclusiva, accessibile solo a chi ha prenotato determinate camere, suite, o un certo livello di trattamento. Non è “un bar dell’hotel”. È un privilegio legato alla camera. E la differenza più grande la senti subito: meno persone, più silenzio, e una sensazione di “spazio protetto” che nel resto dell’hotel spesso non trovi.

Lounge elegante con lampade sospese e arredi lussuosi al Mandarin Oriental Bangkok.
La lobby lounge del Mandarin Oriental di Bangkok, accessibile a tutti.
Tavolo apparecchiato per il tè pomeridiano con vista sull'executive lounge di Singapore.
L'esclusiva Executive Lounge del Ritz Carlton di Singapore. Basta scegliere l’angolo giusto e la città diventa uno sfondo silenzioso.

Come si chiama

Il nome più comune è Executive Lounge, ma non fissatevi sul titolo. Ci sono hotel che la chiamano Club Lounge, Club InterContinental, Regency Club, e in alcune catene ha un nome dedicato che diventa quasi un marchio nel marchio. Un esempio classico è Shangri-La, dove spesso la trovate come Horizon Club.

Il punto non è il nome, ma la logica: accesso limitato, servizi inclusi, e una giornata scandita da “momenti” diversi, con cibo e bevande che cambiano.

Buffet con salumi e formaggi nell'executive lounge del Pan Pacific Orchard.
Il buffet dell’aperitivo è la prova del nove: se è curato qui, lo sarà ovunque. Salumi, formaggi e frutta come in un piccolo rito prima di uscire.
Buffet di colazione con pasticcini e dolci al Pan Pacific Orchard, Singapore.
La colazione in lounge ha un ritmo diverso: vassoi ordinati, pochi gesti, niente ressa. Ti alzi con calma e ti sembra di barare sulla giornata.

Chi può entrare

In genere entrate se avete:

  • una camera di categoria “club”, “executive”, “club level” o simili
  • una suite che include l’accesso
  • in alcuni casi, uno status alto nel programma fedeltà della catena (dipende dalle regole di quel marchio)

Quello che vi consiglio è non dare per scontato nulla solo perché la camera “suona importante”. A volte una Junior Suite non include la lounge, mentre una camera club sì. A volte l’accesso è incluso per due persone, e la terza paga. A volte i bambini hanno regole diverse. E a volte, in base alla tariffa, l’accesso non è compreso anche se la camera sarebbe “da lounge”.

Io quando prenoto guardo sempre quella riga specifica: “accesso lounge incluso” oppure no. Se non è scritto chiaramente, per me è un campanello d’allarme.

Cosa cambia davvero

La differenza vera non è “mangio gratis”. La differenza vera è che l’hotel diventa più semplice.

Se avete la lounge, spesso:

  • fate check-in e check-out in un ambiente più tranquillo (in alcuni hotel)
  • avete una base sempre pronta tra un’uscita e l’altra
  • potete rientrare stanchi e non dover decidere subito dove andare a mangiare
  • potete lavorare o organizzare la giornata senza il casino della hall
  • avete un servizio più personale, perché lo staff vi vede più volte al giorno

E questa cosa, ve lo dico sinceramente, è quella che mi fa impazzire delle lounge: ti tolgono micro-stress continui. Non è solo comodità, è proprio ritmo.

I momenti della giornata

La struttura classica, nella maggior parte degli hotel, è questa:

  • colazione
  • pomeriggio con tè, caffè e qualcosa di dolce
  • sera con drink e stuzzichini, a volte abbastanza sostanziosi da diventare una cena leggera

Quasi sempre è tutto a buffet. Però alcuni hotel fanno quella cosa bellissima: oltre al buffet, ti portano anche qualcosa dal menù. Magari a colazione puoi ordinare uova alla Benedict o altre preparazioni. Magari nel pomeriggio ci sono dolci “più seri” serviti al tavolo. Magari la sera arriva un piatto con assaggi curati.

Non è una regola fissa. Dipende dall’hotel e dal livello a cui giocano.

Interno dell'executive lounge dell'InterContinental the Strings Tokyo con vista sulla skyline di Tokyo al tramonto.
Tokyo al tramonto dietro la vetrata è un motivo valido per arrivare presto. In lounge i posti migliori finiscono in fretta, e non per caso.
Zona esterna dell'executive lounge al Pan Pacific Orchard con eleganti tende e divano.
La parte esterna di una lounge, quando presente, è quella che molti saltano, ma è la più piacevole. Ti siedi due minuti e la città diventa lontana, anche se sei in centro.

Colazione in lounge

In Asia, alcune delle migliori lounge che ho visto fanno colazioni che potrebbero tranquillamente essere vendute come brunch di alto livello.
L’unico problema è che non potete saperlo a priori al 100% se non avete già provato quell’hotel. E infatti io ormai ho imparato a gestire le aspettative: se la lounge è “solo tranquilla”, mi va bene lo stesso. Se è anche ricca, allora diventa un viaggio nel viaggio.

Afternoon tea

Questo è il momento più variabile di tutti, e soprattutto in Giappone si nota tantissimo.

Ci sono hotel dove il pomeriggio è il paradiso: dolci curati, salatini fatti bene, tè seri, atmosfera perfetta. Ti ci siedi un attimo e ti ritrovi che è passata un’ora senza accorgertene.

E poi ci sono hotel dove il pomeriggio delude. Magari perché ci sono pochi clienti e allora mettono fuori due cose simboliche. Magari perché si punta più sul “servizio presente” che sul buffet ricco. Oppure perché l’hotel considera l’afternoon tea un extra e non un punto forte della lounge.

Io lo dico sempre: in certe lounge, il pomeriggio è la parte più debole della giornata. Non è un dramma, ma se state pagando tanto per l’accesso, è giusto saperlo.

È importantissimo capire che “afternoon tea” è la parola che indica sia il momento del pomeriggio nelle executive lounge, sia quello che gli inglesi chiamano “il tè del pomeriggio” con moltissime mini porzioni dolci e salate.

Marco Togni elegante tiene un piatto di dolci nell'executive lounge di The Fullerton Hotel.
In lounge i dettagli raccontano l’hotel: dolci piccoli ma fatti bene, caffè servito come si deve, e quei tocchi “giocosi” che ti restano in mente.
Vassoio di dolcetti nell'executive lounge di The Fullerton Hotel a Singapore.
Il vassoio di pasticceria è quasi una vetrina in miniatura. Ti ritrovi a scegliere con attenzione, perché non vuoi sprecare un morso.

Cocktail serali

Questo è il momento che spesso fa davvero la differenza, soprattutto se vi piace rientrare presto.

Di solito trovate:

  • alcolici (vino, birra, cocktail base, a volte superalcolici di livello)
  • soft drink
  • snack caldi e freddi
  • qualcosa di più sostanzioso che può coprire una cena “leggera”

In alcune lounge, la sera è quasi una mini-cena. In altre è più da aperitivo. Il trucco è capire come vi piace vivere l’hotel: se la lounge serale è ricca e voi siete stanchi dopo una giornata in città, può diventare una cosa comodissima.

E sì, lo ammetto: le giornate passano che è un piacere quando avete lounge, magari poi bagno in piscina, giretto in città ecc.

Angolo bar con alcolici ed accessori da cocktail nell'executive suite a The Ritz-Carlton, Millenia Singapore.
Il momento dell'aperitivo è sempre magico.
Persona a un tavolo con dolci e bevande nella lounge di un hotel.
Dopo una giornata a mangiare e bere, un crollo è normale.

Buffet o menù

Quando una lounge abbina buffet e menù, di solito succede una di queste cose:

  • il buffet è “base”, ma il menù aggiunge quel piatto che ti fa sentire seguito
  • il buffet è già ricco e il menù è un dettaglio di classe
  • il menù è limitato ma ben fatto, giusto per alzare il livello

Io personalmente adoro quando a colazione c’è almeno una piccola parte ordinabile. Non per mangiare di più, ma perché cambia proprio la percezione: non sei in un “angolo privilegiato”, sei in un servizio pensato.

Il vero lusso

Il lusso, per me, è quando in lounge ti riconoscono.

Non intendo la cosa invadente, tipo “salve signor Togni, come sta oggi?”. Intendo quel riconoscimento discreto: sanno che preferisci quel tavolo, ricordano che prendi sempre il tè invece del caffè, capiscono se hai voglia di parlare o se vuoi stare in pace.

E quando trovi persone che lavorano lì con passione, senti proprio che vogliono farti stare bene. Può sembrare “finto”, ma spesso si incontrano persone che lavorano lì e che si capisce che hanno davvero piacere nel creare un ambiente piacevole.

Il mio problema

Il mio problema è che a volte rimango deluso, perché sono stato in alcune delle executive lounge più belle dell’Asia. E quando ne vedi di davvero alte, la soglia si alza. Non è colpa degli altri hotel, è proprio un effetto collaterale.

Tra le più indimenticabili, ve lo dico subito, ci metto queste:

  • Ritz-Carlton Shanghai e Ritz-Carlton Singapore: elegantissime e ricche di cibo e bevande
  • Fullerton Hotel a Singapore: piccola ma con cose deliziose e soprattutto staff estremamente caloroso

oltre a:

  • Executive lounge dell’Hotel Shilla a Seoul: grande e forse a volte troppo frequentata, ma con il miglior cibo di tutte le lounge in cui sia stato.
  • Mandarin Oriental Hotel: sono stato in varie executive lounge, tutte sempre di gran livello
  • Shangri-La: viene chiamato Horizon Club ed è sempre un piacere
Marco Togni a colazione nella club lounge al Centara Grand Hotel Osaka con vista sulla città.
Colazione con vista su Osaka e piatti curati: la lounge serve proprio a questo. Ti svegli e hai già un panorama davanti, senza fare fila da nessuna parte.
Marco Togni che cena nell'executive lounge dell'InterContinental the Strings Tokyo con vista sulla città.
La sera, cocktail e skyline di Tokyo sono la combo più semplice. Se scegli l’orario giusto, la lounge diventa il tuo bar privato sopra la città.

Gestire aspettative

Secondo me il modo migliore per godersi le lounge è entrare con l’idea giusta: non tutte sono “da film”, ma quasi tutte rendono la giornata più comoda.

Io mi regolo così:

  • se voglio soprattutto tranquillità, mi basta che sia silenziosa e ben gestita
  • se sto cercando anche qualità gastronomica, allora scelgo hotel dove so che la lounge è un punto forte
  • se viaggio tanto fuori dall’hotel, non prendo una stanza con la lounge compresa
  • se voglio “vivere l’hotel”, allora la lounge diventa una parte centrale del viaggio

Sembra una banalità, ma cambia tutto. Perché se vi aspettate sempre il massimo, finite per notare solo quello che manca.

Costi e valore

Il punto spinoso è questo: per avere la lounge spesso dovete prenotare stanze di un certo livello, e i costi possono essere elevati.

Qui ognuno ha la sua sensibilità, però io ragiono così: pagare di più ha senso solo se userete davvero la lounge. Se state fuori tutto il giorno e rientrate solo a notte fonda, magari non la sfruttate. Se invece vi piace alternare città e hotel, allora la lounge può diventare un valore reale.

Io guardo soprattutto tre cose:

  • quante colazioni “evito” di pagare a parte
  • quante sere posso fare un rientro leggero invece di uscire a cercare un posto
  • quanto mi interessa avere una base comoda per lavorare, organizzarmi, riposarmi

Non è un calcolo perfetto, ma aiuta a capire se state pagando un extra che userete davvero o solo un’etichetta.

Il giorno d’arrivo

Molti sottovalutano una cosa: il giorno del check-in.

A seconda dell’orario e delle regole dell’hotel, può capitare che:

  • arrivate prima e la lounge vi salva, perché vi sedete, bevete qualcosa e aspettate la camera senza stress
  • arrivate nel pomeriggio e vi fate subito tè e dolci, ed è come dire “ok, sono in vacanza”
  • arrivate la sera e avete giusto il tempo per un drink e due assaggi prima di andare a dormire

Ecco perché io dico sempre: una lounge si capisce davvero quando la vivi in più momenti, non solo “ci sono entrato una volta”.

Il giorno di partenza

Stesso discorso per il check-out.

Se partite tardi, la lounge può essere perfetta per:

  • fare un’ultima pausa dopo aver lasciato la camera
  • bere qualcosa e aspettare un taxi o un treno
  • mangiare un boccone senza dover cercare un bar all’ultimo

Qui però entrano le regole dell’hotel: alcuni sono super flessibili, altri più rigidi. Per questo io non mi innamoro mai “a prescindere”. Mi piace quando è un servizio che ti accompagna davvero, non solo una stanza con un buffet.

Regole e stile

Le lounge hanno sempre una parte di etichetta, anche se non è scritta.

In genere funziona bene ricordarsi queste cose:

  • parlare a bassa voce, perché la lounge è spesso un rifugio, non una sala eventi
  • non trasformarla in un set fotografico, soprattutto se ci sono altri ospiti che cercano privacy
  • non stare ore e ore a “occupare” un tavolo grande se siete da soli nei momenti pieni
  • fare attenzione al dress code quando c’è, soprattutto la sera

Io onestamente adoro questo lato “quieto” delle lounge. È uno dei pochi posti in hotel dove senti che il silenzio è parte dell’esperienza.

Bambini e famiglie

Qui dipende tantissimo dall’hotel.

Ci sono lounge molto family-friendly, con orari e regole elastiche. E ci sono lounge che, soprattutto la sera, diventano quasi “adulti only” nella pratica, magari perché il momento dei cocktail è pensato per essere tranquillo.

Se viaggiate con bambini, secondo me conviene:

  • verificare se i minori possono entrare sempre o solo in certe fasce orarie
  • capire se c’è una limitazione serale legata all’alcol
  • tenere conto che alcune lounge sono piccole: se siete in 4 o 5, l’esperienza cambia

Non è un giudizio, è proprio logistica. Una lounge piccola e silenziosa può diventare scomoda se avete un gruppo vivace e l’hotel non è impostato per quello.

Quando delude

Le delusioni tipiche, per come le vedo io, sono sempre le stesse:

  • lounge molto bella come spazio, ma buffet povero
  • pomeriggio quasi inesistente
  • sera con snack troppo leggeri, quindi non capisci mai se devi uscire a cena o no
  • troppa gente, che ammazza proprio l’idea di “rifugio”

Quella della folla è la più fastidiosa, perché non la risolvi tu. E qui torna il discorso: se la lounge è piena come un bar, perde una parte enorme del suo senso. Ma quasi mai le lounge di questo tipo hanno troppi clienti presenti.

Come scegliere

Se dovessi darvi un metodo semplice, io vi consiglio di scegliere una stanza con accesso alla lounge se prevedete di rientrare spesso in hotel e se state facendo un viaggio senza fretta. Non è adatta a chi esce al mattino presto dopo una colazione veloce fatta al volo e rientra la sera tardi.

Mentre è perfetta per chi se la prende con calma, magari torna il pomeriggio per un po’ di riposo, e poi la sera desidera fare un aperitivo tranquillo prima di uscire a cena.

Upgrade e offerte

A volte l’accesso lounge arriva tramite upgrade o pacchetti. Qui bisogna stare attenti, perché non è sempre uguale.

Può capitare che:

  • vi facciano un upgrade di camera ma senza lounge
  • vi diano lounge solo per una notte
  • vi includano lounge ma con limitazioni sugli orari o sui servizi

Io quando vedo una tariffa “club”, la considero una cosa distinta dalla camera in sé. Perché spesso è proprio la lounge che state comprando, non solo qualche metro quadro in più.

Marco Togni entusiasta in una suite di lusso al Ritz Carlton Singapore.
La suite è grande, sì, ma il punto è come ti fa muovere dentro: tutto a portata, niente ostacoli. È una comodità che noti dopo cinque minuti.
Stanza elegante con letti singoli in un hotel di lusso a Singapore
Quando ti ritrovi in accappatoio con un orsacchiotto, capisci che l’hotel ti ha conquistato. È quel lato leggero che rende il lusso meno rigido.

Una giornata tipo

Una delle cose che mi fa capire subito se una lounge “funziona” è quanto diventa naturale usarla.

Il ritmo ideale, per me, è:

  • colazione tranquilla e via
  • rientro nel pomeriggio per una pausa breve, anche solo un tè
  • doccia, magari piscina se c’è, e poi lounge serale per chiudere la giornata senza stress

Non lo fate per forza ogni giorno, però quando una lounge è fatta bene vi ritrovate a farlo senza pensarci. E quello è il segnale: non è un lusso ostentato, è un comfort che entra nel vostro modo di vivere il viaggio.

È un po’ come tornare a casa e avere sempre a disposizione un soggiorno con tutto quello che potete desiderare.

Il mio consiglio

Bisogna andarci per capire come funzionano le lounge. È una di quelle cose che sulla carta sembrano “ok, carino”, ma nella pratica cambiano proprio il modo in cui vi muovete.

Io vi direi questo: se volete provarla, fatelo in un hotel dove sapete già che vi piacerà stare anche dentro. Non scegliete una lounge come “optional” su un hotel che userete solo come dormitorio. Sceglietela quando avete voglia di sentirvi coccolati, di rallentare un po’, di vivere l’hotel come parte della vacanza.

E se poi il pomeriggio è deludente o il buffet non è quello che sognavate… pace. La cosa importante è capire se quell’idea di base, quella calma, quel rifugio, fa per voi. Perché quando fa per voi, vi giuro che diventa difficile non cercarla più.

Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).