Eliminare la muffa

La muffa è un problema tanto fastidioso quanto frequente in molte case, soprattutto dopo la stagione umida e piovosa.
La muffa causata dalla condensa (e non da infiltrazioni accidentali) è caratterizzata da piccole macchie scure, specialmente concentrate negli angoli e sulle pareti rivolte a nord (soprattutto quelle poco isolate termicamente), oppure nei locali particolarmente soggetti all’ umidità, come ad esempio i bagni e le cucine.

Queste macchie hanno la capacità di proliferare col passare dei giorni, e proprio per questa ragione un intervento tempestivo è più che mai fondamentale.
I funghi che costituiscono le muffe sono antiestetici e possono arrivare ad essere dannosi anche per la salute, soprattutto in presenza di soggetti allergici.

Fase 1: prevenzione

Prima ancora di apprestarsi all’eliminazione della fastidiosa muffa, è bene sapere che esistono dei piccoli e semplici accorgimenti per non farla comparire, come ad esempio provvedere ad arieggiare bene tutte le stanze della casa anche nelle stagioni fredde, per permettere un corretto ricambio dell’aria.

Fase 2: eliminare la muffa

Prima di applicare qualsiasi pittura è necessario bonificare l’area soggetta alla muffa con appositi prodotti antimuffa a pennello o a spruzzo. Durante l’applicazione i locali vanno arieggiati.
Disinfestare la parete attaccata dalla muffa è di fondamentale importanza in quanto se si procede a pitturare semplicemente sopra di essa, la muffa sopravvivrà e prolifererà.
In commercio esistono prodotti da spruzzare direttamente sulla parte interessata. Se si tratta di muffa non stratificata, essa sparirà già dopo pochi minuti. In caso contrario l’operazione va ripetuta. Nei ferramenta è possibile acquistare validi prodotti antimuffa specifici a base di cloro. Nel caso non siate esperti, potete chiedere consiglio al venditore su come applicare correttamente il prodotto. I prodotti contenenti cloro sono molto efficaci nel combattere la muffa, grazie all’elevata capacità disinfettante di questo elemento chimico.
Nel corso dell’applicazione di questi prodotti è bene munirsi di guanti e tuta da lavoro resistente alle sostante corrosive, onde evitare contatto tra liquido e pelle o vestiti. Il cloro può inoltre rovinare oggetti in metallo e pavimenti, lasciando antiestetiche macchie indelebili, per cui è bene coprire il pavimento con teli in plastica e spostare eventuali mobili.
Con un intervento tempestivo, subito dopo aver notato la presenza della muffa, la parete torna immediatamente al suo aspetto originale, mentre nel caso di muffa persistente, potrebbe rendersi necessario ritinteggiare la parete.
Dopo aver atteso il tempo di posa del prodotto, si procede eliminando i residui per mezzo di una spatolina o carta vetrata, per poi passare al risciacquo della parete, irrorandola direttamente con un innaffiatoio o con spugne inzuppate di acqua pulita.

Fase 3: pittura

Dopo aver aspettato che il prodotto antimuffa sia penetrato nella parete (circa un paio di ore), e dopo aver lavato la zona interessata come descritto al punto precedente, occorre verificare con attenzione che non vi siano cedimenti nella vecchia pittura sottostante, infine si può passare alla pitturazione. Una buona idea è quella di aggiungere un apposito additivo antimuffa alla pittura murale, in modo tale da prevenirne la possibile formazione. È assai probabile che sulla parte precedentemente interessata dalla muffa si renda necessario dare un paio di mani di pittura.

Un’alternativa naturale ai prodotti chimici antimuffa

Oltre ai già citati prodotti antimuffa a base di sostanze corrosive come il cloro, esistono rimedi naturali ma altrettanto efficaci, come ad esempio l’aceto, che oltre ai suoi numerosi impieghi (culinari e non), può essere impiegato con successo per eliminare la muffa: basta versarlo direttamente sulla parte interessata, esattamente come si farebbe con il prodotto chimico. Questo sistema può andare bene nei casi di muffa non eccessiva e non troppo radicata, che richiederebbe invece un intervento più invasivo.
Un altro valido aiuto arriva dalla candeggina, sicuramente meno naturale dell’aceto, ma certamente meno invasiva dei prodotti antimuffa in commercio: anche in questo caso si osserva lo stesso tipo di applicazione, con la differenza di dover procedere allo sfregamento dell’intonaco macchiato con spugne imbevute di prodotto.