
Yutenji
Yutenji è una di quelle zone di Tokyo dove vengo apposta per rallentare. Sta a pochi minuti da Shibuya, ma appena esci dalla stazione il rumore si spegne e ti ritrovi tra case basse, botteghe e strade dove la gente fa la spesa.
Non c’è un grande monumento che ti chiama e non è il quartiere che finisce in cima agli itinerari: è un posto da camminare senza fretta, buono per una mezza giornata quando hai già visto le cose grosse e vuoi capire come si vive davvero qui.
Vi racconto cosa c’è nelle vie dei negozi, quando venirci e perché quel tempio mezzo nascosto tra le case merita il nome che ha dato a tutta la zona.
Indice
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Le vie dei negozi
Le due strade principali partono dai lati della stazione e si somigliano: strette e senza traffico, con le biciclette appoggiate ai muri e le insegne una attaccata all’altra. Quella che mi piace di più è la Sakae dori, centocinquanta metri di botteghe nate nel dopoguerra, dove in fila trovate il libraio, la farmacia, l’ambulatorio del dottore e un paio di posti dove si beve.
È questo il punto di Yutenji: non è una via messa in vetrina per chi passa, è la via dove il quartiere fa le sue cose. Se vi fermate a guardare vedete passare mezzo quartiere in mezz’ora: le mamme con il seggiolino, i vecchi con il carrellino della spesa, i ragazzi che escono da scuola.
Dopo il tramonto
Di giorno Yutenji è un quartiere tranquillo, fatto di famiglie con i bambini e persone che fanno la spesa. Le vie dei negozi attorno alla stazione mettono insieme più di cento tra botteghe, bar e ristoranti, con eventi come i concerti nel piazzale, il lancio dei fagioli con gli oni per il setsubun e la sfilata in maschera di Halloween.
La sera il quartiere cambia faccia. Lungo la via davanti alla stazione si è formato un gruppetto di negozi di abiti usati, e diversi di questi aprono nel tardo pomeriggio e restano accesi fino a tardi: è un giro più raccolto e meno turistico del vintage chiassoso di quartieri più conosciuti.
Una curiosità che mi diverte sempre: in una viuzza qui vicino c’è un vecchio locale di curry aperto da un appassionato di treni, dove il piatto arriva al tavolo su un trenino elettrico in miniatura, completo di suoni. Roba semplice e a prezzi bassi, ma i bambini impazziscono e anche gli adulti si mettono a sorridere.
Quando venirci
Se potete scegliere, venite verso la fine di marzo: nel recinto del tempio ci sono dei ciliegi, di solito in fiore tra fine marzo e i primi giorni di aprile, e qui l’hanami è una cosa senza folla, con la gente del posto che passa, guarda e tira avanti.
L’altro momento buono è agosto, quando la via dei negozi fa la sua festa serale e il quartiere si riversa fuori. Per il resto Yutenji è uguale a sé stesso tutto l’anno, e va benissimo così: non è un posto con stagioni da inseguire.
Il tempio e la storia
Il quartiere prende il nome dal tempio Yutenji, un po’ nascosto oltre le vie dei negozi e le case. Nasce a metà del periodo Edo attorno alla figura del monaco Yuten, molto legato alla famiglia Tokugawa, e questo spiega perché, per un tempio di zona, conserva costruzioni e oggetti donati da persone importanti dell’epoca.
La cosa che lo rende speciale è che è arrivato fino a oggi quasi intatto: è stato fondato attorno agli anni Venti del Settecento ed è riuscito a superare le guerre senza troppi danni, per cui si vede ancora il tempio buddhista com’era tre secoli fa. Nel recinto c’è anche una tomba legata alla storia di fantasmi di Kasane, resa famosa dal teatro kabuki, e chi ci tiene ci passa ancora. La sala dell’Amida la pagò una figlia adottiva dello shogun e il portone con i due guardiani di legno arrivò pochi anni dopo: stanno lì dagli anni Venti e Trenta del Settecento, e per un tempio di quartiere è roba grossa. Nel recinto riposa anche il monaco Yuten, e la sua tomba Tokyo la tutela come luogo storico. Il tumulo di Kasane, invece, lo vollero degli attori kabuki, che fecero portare qui la terra della tomba di famiglia dalla campagna.
Per me Yutenji rende al massimo in mezza giornata, magari attaccata ad altre due fermate vicine. Non aspettatevi grandi attrazioni né locali alla moda: venite qui per camminare piano, guardare come vive un pezzo di Tokyo lontano dalla folla e chiudere con un caffè in una bottega qualsiasi. A me piace proprio per questo.
Come arrivare
Da Shibuya sono tre fermate con la Tokyu Toyoko, sei o sette minuti, ma a Yutenji si fermano solo i treni locali: gli espressi passano dritti.
Se sbagliate treno scendete a Nakameguro e tornate indietro di una fermata, oppure fate i dieci minuti a piedi tra le case, che con il sole è la passeggiata migliore.
La stazione di Yutenji è piccolissima e le vie dei negozi partono da tutti e due i lati, quindi qualunque uscita va bene. Per il tempio prendete l'uscita est e camminate sette o otto minuti verso Komazawa dori.
Informazioni utili
- Stazione Yutenji (Tokyu Toyoko): ci fermano solo i treni locali
- Stazione Nakameguro (Tokyu Toyoko, Tokyo Metro Hibiya): a dieci minuti a piedi
Mappa
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Yutenji
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

