Veduta di una tipica strada storica del quartiere Yanaka a Tokyo con negozi e persone che camminano.©Ilona Bradacova - Shutterstock

Yanaka Ginza

Una strada di botteghe in discesa a Yanaka, nella parte nord di Tokyo: in cima c’è una scalinata e da lassù si vede tutta la via sotto, con le insegne colorate, le tende dei negozi e i cavi della luce che tagliano il cielo.
Yanaka Ginza è conosciuta per questo affaccio dall’alto e per una fila di negozi di quartiere rimasti come stavano, con le macellerie che friggono, i dolci, le ceramiche e roba a tema gatto dappertutto.
Ci venite se volete mangiare qualcosa in piedi camminando poco, se vi piace curiosare nelle botteghe o se, dopo i grandi templi e i grattacieli, volete vedere com’è fatta la Tokyo bassa.

Cosa si vede

Il punto da cui parte tutto è la scalinata che porta giù verso i negozi: trentasei gradini larghi e poco ripidi, con la strada che si apre dritta davanti. Da lassù si vedono i tetti bassi uno dopo l’altro, le tende delle botteghe e il groviglio di fili elettrici che passa da una parte all’altra della via.
Poi si scende, si passa sotto il portale di metallo con il nome scritto sopra e per i centosettanta metri successivi si cammina su una pavimentazione a blocchi di due colori, con una sessantina di negozi appiccicati uno all’altro.

  • Yuyake dandan: la scalinata in cima alla via, il posto da cui si guarda tutto dall’alto e dove la gente si ferma in piedi a fine giornata.
  • Il portale d’ingresso: l’arco di metallo con l’insegna all’imbocco della discesa, il primo colpo d’occhio sulla strada e sulle insegne.
  • Niku no Suzuki e Niku no Sato: due macellerie a pochi metri una dall’altra, tutte e due friggono la loro menchi katsu, una polpetta di carne impanata che si mangia in mano e che si sente nell’aria da metà strada.
  • I sette gatti di legno: statue a grandezza naturale sparse tra i tetti e gli ingressi, una sul tetto della bottega di sake, due davanti al negozio di tè.
  • I negozi a tema gatti: ceste e scaffali fuori dalla porta con borse, tazze, bacchette e peluche, tutto con il muso di un gatto sopra.
  • Yanaka Shippoya: ciambelle al forno fatte a forma di coda di gatto, una quindicina di gusti, e sono il dolce più facile da portarsi in giro.
L'ingresso del quartiere Yanaka Ginza a Tokyo con i suoi edifici bassi, insegne colorate e una strada pavimentata.
L'insegna principale segna l'inizio della via commerciale sotto una fitta rete di cavi elettrici. Arrivate la mattina presto per scattare fotografie senza la folla attorno.
Esposizione di gadget e accessori a tema gatto davanti a un negozio nel quartiere di Yanaka Ginza a Tokyo.
I negozi a tema felino offrono decine di gadget e borse in tessuto. Fate attenzione agli spazi stretti tra le ceste quando vi fermate a cercare un souvenir particolare.

La prima cosa da mettere in conto è la misura: da un’estremità della via si vede già l’altra, per cui chi immagina un mercato grande dove perdersi tra i banchi rimane spiazzato. Il gusto sta nel fermarsi ogni dieci passi, non nel percorso.
Seconda cosa: di gatti vivi non ne trovate quasi più. Quelli che vedete sono di legno sui tetti, di ceramica sulle mensole, stampati sulle tazze e sui tovaglioli, e se siete venuti qui per accarezzare qualcuno che dorme sui gradini vi tocca accontentarvi delle statue.
Terza: la strada è stretta e i negozi chiedono di non mangiare mentre si cammina, ma di fermarsi davanti alla bottega e portarsi via l’immondizia, perché di cestini in giro non ce ne sono. Nessuno vi sgrida, però con la gente che passa a venti centimetri e un pezzo di fritto in mano si capisce da soli il motivo.

Quando qualcuno viene a trovarmi dall’Italia lo porto qui prima ancora che nei posti famosi, perché in una strada sola si capisce com’è fatto un quartiere di Tokyo meglio che girando i monumenti: il macellaio che frigge, la signora che compra le verdure, il negozio di tè con la bilancia sul bancone e i turisti tutti insieme sullo stesso marciapiede. È uno dei pochi posti in città dove le botteghe vecchie stanno ancora in piedi facendo il loro mestiere e non solo da scenografia per le foto.

Quando andare

Il momento più comodo è la mattina inoltrata o il primo pomeriggio nei giorni feriali: i negozi hanno le tende fuori, la gente c’è ma si cammina normale e davanti alle macellerie ci sono due o tre persone in coda.
Il fine settimana cambia tutto. Si scende la scalinata e ci si ritrova in fila indiana, con il tappo che si forma in fondo ai gradini e davanti ai banchi del fritto, dove la coda occupa mezza carreggiata e gli altri passano in mezzo di traverso.

Di primo mattino trovate le saracinesche ancora abbassate e vi restano solo la discesa, i cavi elettrici e le insegne: è bello da fotografare, ma metà del motivo per cui si viene qui non c’è.
Il tardo pomeriggio è il momento con più vita, con le fritture che escono calde e la scalinata piena di gente ferma a guardare in basso.

Le stagioni contano meno di quanto pensiate, perché qui il paesaggio sono i negozi e non gli alberi. D’estate però la via è aperta e senza ombra, con la pavimentazione che rimanda il caldo addosso: in quelle giornate il giro si fa corto e si finisce a cercare un posto dove sedersi.
Con la pioggia invece il problema non è bagnarsi, sono gli ombrelli: in una via dove ci si sfiora già senza, diventano una specie di sport di contatto.

Come si cammina

La fatica è tutta nei gradini all’inizio, che si fanno senza accorgersene. Il resto è pianeggiante e si cammina bene, solo che lo spazio è poco e ci si sposta al ritmo di chi sta davanti.
Con un passeggino o una carrozzina la scalinata è l’unico punto scomodo davvero: la via in sé è percorribile, ma nelle ore piene diventa una gimcana tra code e ceste di merce appoggiate fuori dai negozi.

Le botteghe dentro sono minuscole, con due o tre clienti sono già piene, e molta gente compra dalla soglia e riparte. Nessuno vi mette fretta, anzi: i negozianti sono abituati agli stranieri, fanno vedere le cose, vi spiegano a gesti cosa c’è dentro la polpetta e si capisce tutto benissimo lo stesso.
Se cercate i gatti di legno guardate in alto: quasi tutti stanno sui tetti e sopra le insegne, e la gente ci passa sotto senza notarli. Trovarli tutti e sette non riesce quasi a nessuno, però è il gioco migliore da fare qui con i bambini.

La foto migliore

Il punto principale si capisce subito: in cima alla scalinata, di spalle alla strada da cui si arriva, con la via che scende e il portale in basso a chiudere l’inquadratura. Mettetevi sul lato, non al centro dei gradini, perché al centro c’è sempre qualcuno che sale.
L’altra inquadratura che consiglio è quella opposta, dal basso verso i gradini, con le insegne dei negozi ai due lati che si stringono verso l’alto: viene meglio la mattina, quando la luce prende la strada di taglio e non c’è ancora la folla.

Sul tramonto vi avviso, perché è il motivo per cui in tanti salgono fin qui e molti ci restano male: ai lati della scalinata sono cresciuti palazzi alti che tagliano buona parte del cielo, e il sole basso in fondo alla via, quello delle foto di una volta, ormai lo vedete solo a pezzi. La scena dall’alto resta, il sole dentro l’inquadratura no.

In breve

  • Il pezzo forte: la vista dall’alto dei gradini sulla via di negozi, e le due macellerie che friggono.
  • Quando andare: giorni feriali a metà mattina per girare tranquilli, tardo pomeriggio per la via viva; sabato e domenica si procede a passo d’uomo.
  • Ideale per: chi ha un’ora libera, chi vuole mangiare qualcosa in piedi, chi viaggia con bambini, chi cerca la Tokyo delle botteghe.
  • Atmosfera: strada stretta in discesa, insegne una attaccata all’altra, odore di fritto, chiacchiere dei negozianti e gente che si ferma ogni due passi.

Conclusione

Qui non si viene per un monumento, si viene per una strada e per quello che ci succede dentro: le botteghe aperte sul marciapiede, la polpetta mangiata davanti al macellaio, i gatti di legno sui tetti e la discesa che mette tutto in un colpo d’occhio solo. Vale la deviazione anche se non state facendo il giro di Yanaka, perché tra un fritto, una ciambella a coda di gatto e la vista dai gradini vi portate a casa un pezzo di Tokyo che nei quartieri dei grattacieli non trovate.
Se cercate un grande mercato dove passare il pomeriggio o vi aspettate il tramonto pieno in fondo alla via, mettete in conto una mezza delusione. Se invece vi basta camminare lentamente e mangiare due cose in piedi, è uno dei giri più belli che si facciano a Tokyo con così poco sforzo.

Informazioni utili

Nome: Yanaka Ginza
Indirizzo: 3-chōme-13-1 Yanaka, Taito City, Tokyo 110-0001, Japan
Sito Internet: Yanaka Ginza
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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