Mister DonutA 382 metri
Deliziose ciambelle.
©Ilona Bradacova - ShutterstockUna strada di botteghe in discesa a Yanaka, nella parte nord di Tokyo: in cima c’è una scalinata e da lassù si vede tutta la via sotto, con le insegne colorate, le tende dei negozi e i cavi della luce che tagliano il cielo.
Yanaka Ginza è conosciuta per questo affaccio dall’alto e per una fila di negozi di quartiere rimasti come stavano, con le macellerie che friggono, i dolci, le ceramiche e roba a tema gatto dappertutto.
Ci venite se volete mangiare qualcosa in piedi camminando poco, se vi piace curiosare nelle botteghe o se, dopo i grandi templi e i grattacieli, volete vedere com’è fatta la Tokyo bassa.
Il punto da cui parte tutto è la scalinata che porta giù verso i negozi: trentasei gradini larghi e poco ripidi, con la strada che si apre dritta davanti. Da lassù si vedono i tetti bassi uno dopo l’altro, le tende delle botteghe e il groviglio di fili elettrici che passa da una parte all’altra della via.
Poi si scende, si passa sotto il portale di metallo con il nome scritto sopra e per i centosettanta metri successivi si cammina su una pavimentazione a blocchi di due colori, con una sessantina di negozi appiccicati uno all’altro.
La prima cosa da mettere in conto è la misura: da un’estremità della via si vede già l’altra, per cui chi immagina un mercato grande dove perdersi tra i banchi rimane spiazzato. Il gusto sta nel fermarsi ogni dieci passi, non nel percorso.
Seconda cosa: di gatti vivi non ne trovate quasi più. Quelli che vedete sono di legno sui tetti, di ceramica sulle mensole, stampati sulle tazze e sui tovaglioli, e se siete venuti qui per accarezzare qualcuno che dorme sui gradini vi tocca accontentarvi delle statue.
Terza: la strada è stretta e i negozi chiedono di non mangiare mentre si cammina, ma di fermarsi davanti alla bottega e portarsi via l’immondizia, perché di cestini in giro non ce ne sono. Nessuno vi sgrida, però con la gente che passa a venti centimetri e un pezzo di fritto in mano si capisce da soli il motivo.
Quando qualcuno viene a trovarmi dall’Italia lo porto qui prima ancora che nei posti famosi, perché in una strada sola si capisce com’è fatto un quartiere di Tokyo meglio che girando i monumenti: il macellaio che frigge, la signora che compra le verdure, il negozio di tè con la bilancia sul bancone e i turisti tutti insieme sullo stesso marciapiede. È uno dei pochi posti in città dove le botteghe vecchie stanno ancora in piedi facendo il loro mestiere e non solo da scenografia per le foto.

Il momento più comodo è la mattina inoltrata o il primo pomeriggio nei giorni feriali: i negozi hanno le tende fuori, la gente c’è ma si cammina normale e davanti alle macellerie ci sono due o tre persone in coda.
Il fine settimana cambia tutto. Si scende la scalinata e ci si ritrova in fila indiana, con il tappo che si forma in fondo ai gradini e davanti ai banchi del fritto, dove la coda occupa mezza carreggiata e gli altri passano in mezzo di traverso.
Di primo mattino trovate le saracinesche ancora abbassate e vi restano solo la discesa, i cavi elettrici e le insegne: è bello da fotografare, ma metà del motivo per cui si viene qui non c’è.
Il tardo pomeriggio è il momento con più vita, con le fritture che escono calde e la scalinata piena di gente ferma a guardare in basso.
Le stagioni contano meno di quanto pensiate, perché qui il paesaggio sono i negozi e non gli alberi. D’estate però la via è aperta e senza ombra, con la pavimentazione che rimanda il caldo addosso: in quelle giornate il giro si fa corto e si finisce a cercare un posto dove sedersi.
Con la pioggia invece il problema non è bagnarsi, sono gli ombrelli: in una via dove ci si sfiora già senza, diventano una specie di sport di contatto.
La fatica è tutta nei gradini all’inizio, che si fanno senza accorgersene. Il resto è pianeggiante e si cammina bene, solo che lo spazio è poco e ci si sposta al ritmo di chi sta davanti.
Con un passeggino o una carrozzina la scalinata è l’unico punto scomodo davvero: la via in sé è percorribile, ma nelle ore piene diventa una gimcana tra code e ceste di merce appoggiate fuori dai negozi.
Le botteghe dentro sono minuscole, con due o tre clienti sono già piene, e molta gente compra dalla soglia e riparte. Nessuno vi mette fretta, anzi: i negozianti sono abituati agli stranieri, fanno vedere le cose, vi spiegano a gesti cosa c’è dentro la polpetta e si capisce tutto benissimo lo stesso.
Se cercate i gatti di legno guardate in alto: quasi tutti stanno sui tetti e sopra le insegne, e la gente ci passa sotto senza notarli. Trovarli tutti e sette non riesce quasi a nessuno, però è il gioco migliore da fare qui con i bambini.
Il punto principale si capisce subito: in cima alla scalinata, di spalle alla strada da cui si arriva, con la via che scende e il portale in basso a chiudere l’inquadratura. Mettetevi sul lato, non al centro dei gradini, perché al centro c’è sempre qualcuno che sale.
L’altra inquadratura che consiglio è quella opposta, dal basso verso i gradini, con le insegne dei negozi ai due lati che si stringono verso l’alto: viene meglio la mattina, quando la luce prende la strada di taglio e non c’è ancora la folla.
Sul tramonto vi avviso, perché è il motivo per cui in tanti salgono fin qui e molti ci restano male: ai lati della scalinata sono cresciuti palazzi alti che tagliano buona parte del cielo, e il sole basso in fondo alla via, quello delle foto di una volta, ormai lo vedete solo a pezzi. La scena dall’alto resta, il sole dentro l’inquadratura no.
Qui non si viene per un monumento, si viene per una strada e per quello che ci succede dentro: le botteghe aperte sul marciapiede, la polpetta mangiata davanti al macellaio, i gatti di legno sui tetti e la discesa che mette tutto in un colpo d’occhio solo. Vale la deviazione anche se non state facendo il giro di Yanaka, perché tra un fritto, una ciambella a coda di gatto e la vista dai gradini vi portate a casa un pezzo di Tokyo che nei quartieri dei grattacieli non trovate.
Se cercate un grande mercato dove passare il pomeriggio o vi aspettate il tramonto pieno in fondo alla via, mettete in conto una mezza delusione. Se invece vi basta camminare lentamente e mangiare due cose in piedi, è uno dei giri più belli che si facciano a Tokyo con così poco sforzo.
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Yanaka Ginza
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Yanaka Ginza - lì vicino trovate:
Deliziose ciambelle.
A 490 metriStorico e poco turistico.
A 522 metriBuon sushi economico, stando in piedi.
A 533 metriGrande magazzino.
A 536 metriFast food con hamburger, giapponese.
Antiche tombe, ciliegi e gatti.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).