A 98 metriNakauA 98 metri
Ottimo fast food di cibo giapponese.

Un caffè di specialità a Ginza dove al bancone trovate sempre una decina di chicchi diversi, molti presi da lotti premiati nelle gare internazionali e tutti a tostatura chiara. X coffee Ginza è piccolo e moderno e non ha niente della classica caffetteria giapponese con il legno scuro e le tazze di porcellana.
Ci si viene per il caffè filtro fatto a mano e per i caffè latte preparati con chicchi pregiati, con un paio di dolci da accompagnare. È il posto giusto se il caffè vi appassiona e volete assaggiare origini che altrove non trovate, o se siete curiosi di sentire cosa diventa una tazza quando il chicco è di questo livello.
Si ordina in un modo diverso dal solito. Prima di scegliere vi fanno annusare i chicchi: c’è la fila dei barattoli, li aprite uno per uno e decidete col naso prima ancora di leggere la descrizione. Poi scegliete come berlo, filtro o latte, e il prezzo cambia in base al chicco.
Sono quasi tutti caffè monorigine da Etiopia, Kenya, Colombia, Panama e Brasile, con qualche Geisha tra quelli più cari.
Se siete abituati all’espresso italiano o al caffè scuro e amaro dei vecchi locali giapponesi, vi avviso subito: qui la tazza è acidula, fruttata, a volte sembra quasi un tè. Un Kenya può sapere di ribes nero, un Etiopia di frutta tropicale, e non è un difetto della tostatura, è proprio quello che si cerca.
Anche il latte cambia faccia. Con una tostatura chiara non sentite il cioccolato e la nocciola del cappuccino di casa, ma una nota di frutta che resta sotto il latte anche dopo qualche sorso. Se non sapete quale chicco regge meglio, chiedete al bancone: hanno sempre un consiglio su quale dei dieci dà il meglio col latte.
Mettete in conto tra 1.000 e 2.500 yen a testa, a seconda del chicco e se prendete anche un dolce. Per un caffè è caro, inutile girarci intorno. Ma qui non state pagando una bevanda qualunque: i chicchi sono di quelli che di solito si comprano a peso d’oro e si preparano a casa con la bilancia, e il più economico della lista è già un caffè di livello altissimo.
Quando ho voglia di assaggiare un’origine che non ho mai provato è il primo posto che mi viene in mente, perché in una tazza sola sento un chicco da gara che altrimenti dovrei comprarmi in sacchetto senza sapere se mi piace.
L’interno sembra più una galleria d’arte che un bar. Pareti, banconi e stoviglie sono in bianco e nero, con qualche dettaglio argentato, e la luce è fredda, da negozio di design. È un ambiente molto Ginza, pulito e quasi severo, dove la cosa più colorata della stanza è quello che avete nel bicchiere.
I posti a sedere sono pochissimi, tra qualche sgabello al bancone e un paio di tavolini. Ci si siede per il tempo di una tazza, non per aprire il portatile e restare tutto il pomeriggio.
Il locale è un po’ defilato rispetto alle vie dei grandi negozi, e si sente. Entra chi lo cercava apposta: appassionati con la macchina fotografica, gente del quartiere che prende il caffè da portare via, qualche straniero con la lista dei caffè di specialità di Tokyo sul telefono.
Nel fine settimana, quando Ginza si riempie, può capitare di trovare tutti i posti occupati e di dover aspettare o ripiegare su un bicchiere da asporto. Si paga con carta, con le carte dei trasporti e con le app di pagamento tramite codice QR, per cui non serve passare dal bancomat.
Chi sta al bancone sa di cosa parla, e si vede da come racconta ogni chicco: da dove viene, che lavorazione ha avuto, cosa aspettarsi in bocca. Se arrivate senza idee chiare vi guidano con calma, vi propongono due o tre chicchi diversi e vi spiegano la differenza, senza mai mettervi a disagio se di caffè di specialità non sapete niente.
Le note di gusto scritte accanto a ogni chicco, del tipo frutta rossa, melone o zucchero di canna, non sono parole messe lì a caso. Bevendo le ritrovate davvero, ed è un bell’esercizio confrontare quello che c’è scritto con quello che sentite.
Il mio consiglio è di non prendere il primo della lista. Annusate tutto, fatevi raccontare i due chicchi che vi incuriosiscono di più e lasciatevi tentare da quello più strano, magari un’origine che non avete mai sentito nominare.
Se siete in due, ordinate due chicchi diversi e scambiatevi le tazze: è il modo più veloce per capire quanto possono essere lontani due caffè fatti con lo stesso metodo, nello stesso posto, a pochi minuti di distanza.
Pro:
Contro:
Ideale per: appassionati di caffè che vogliono provare origini nuove
Da ordinare: un filtro col chicco più insolito della lista, più la cheesecake al matcha
Atmosfera: bianco e nero da galleria, luce fredda, pochi sgabelli
Se il caffè per voi è più di una scusa per sedervi, a Tokyo questo è uno dei posti dove passare almeno una volta. Uscendo resta in bocca il profumo del chicco che avete scelto annusando, e la voglia di tornare per provare quello accanto.
Dieci origini sul bancone vogliono dire dieci caffè diversi, e ogni volta la lista cambia un po’. Fermatevi, aprite i barattoli e fidatevi del naso: a Ginza non c’è modo migliore di bere un caffè.
La stazione più comoda è Ginza-itchome della linea Yurakucho: il locale è nel quartiere di Ginza 2-chome, a uno o due minuti a piedi dalle uscite. È al piano terra del Ginza Land Building, con la vetrata che dà sulla strada.
Se arrivate dalla stazione di Ginza o state già girando per i negozi di Chuo-dori, mettete in conto circa 5 minuti a piedi verso nord-est, nelle vie più tranquille alle spalle del viale.
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X coffee Ginza
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A 98 metriOttimo fast food di cibo giapponese.
A 111 metriRamen vegetariano e vegano.
A 118 metriUna catena, con sede principale a Ginza.
Alta pasticceria e dolci al piatto.
Caffè premium e panetteria Princi.
A 175 metriFantastica catena di ristoranti di ramen.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).