Una mano tiene in primo piano diverse tessere Welcome Suica rosse con fiori di ciliegio davanti a una scala mobile.

Welcome Suica

Welcome Suica è la carta che JR East ha pensato apposta per chi visita il Giappone da turista, ed è uno dei modi più semplici per muoversi senza pensieri dal primo giorno di viaggio. Funziona come una normale carta ricaricabile per treni, metro e autobus, ma si può usare anche per pagare nei konbini, ai distributori automatici e in tanti negozi.
Rispetto alla Suica classica ha alcune differenze precise: non c’è cauzione da versare, dura un periodo limitato e quello che resta sopra non viene restituito. Esiste anche una versione per iPhone che dura molto di più e si ricarica con la carta di credito, e per chi ha il telefono giusto è quella che consiglio.

Cos'è la Welcome Suica

La Welcome Suica è una carta prepagata a tecnologia IC, cioè senza contatto: la si appoggia al lettore del tornello o della cassa e il costo viene scalato in automatico. La emette JR East, la compagnia ferroviaria che gestisce i treni di Tokyo e di tutto il Giappone orientale, ed è riservata ai visitatori stranieri. Si riconosce subito perché la grafica è diversa da quella della Suica normale: è rosa, con i fiori di ciliegio.
Dentro la carta mettete dei soldi in yen e poi la usate finché c’è credito, ricaricandola quando serve. Non è un abbonamento e non è un pass a tempo con viaggi illimitati: pagate esattamente le corse che fate, alla stessa tariffa della Suica normale, che spesso è anche un po’ più bassa del biglietto di carta.

Marco Togni mostra una carta Suica davanti a una macchina per la ricarica dei biglietti in una stazione a Tokyo.
Le postazioni di ricarica rosa nelle stazioni della metropolitana permettono di aggiungere fondi alla carta in pochi secondi usando i contanti.
Una mano tiene in primo piano diverse tessere Welcome Suica rosse con fiori di ciliegio davanti a una scala mobile.
La versione pensata per i turisti si riconosce subito dai fiori di ciliegio rossi e bianchi e non richiede alcun deposito cauzionale iniziale.

Il vantaggio vero è che non dovete più capire ogni volta quanto costa arrivare da una stazione all’altra. Nelle grandi città giapponesi le linee sono di compagnie diverse e le mappe tariffarie sopra le biglietterie possono mettere in crisi chiunque, soprattutto nei primi giorni.
Con la carta entrate, uscite e basta, anche se cambiate compagnia a metà strada. Se il credito non basta per la corsa che avete fatto, il tornello si blocca e dovete andare alla macchinetta di ricarica che trovate sempre lì accanto, nella zona chiamata fare adjustment.

Marco Togni davanti alle macchinette automatiche per i biglietti ferroviari in una stazione di Tokyo.
Alzando lo sguardo sopra le biglietterie verdi si controllano le tariffe esatte, ma con il credito precaricato basta appoggiare la tessera al tornello.
Una macchina per la ricarica delle tessere IC di colore giallo nell'aeroporto di Narita.
Questi terminali gialli all'aeroporto di Narita offrono menù multilingue per gestire le operazioni di ricarica appena sbarcati dall'aereo.

Le differenze con la Suica normale

La Suica classica, quella che usano i giapponesi, richiede una cauzione di 500 yen, che vi viene restituita quando riconsegnate la carta, togliendo una piccola commissione dal credito residuo. In più resta valida per anni, a patto di usarla ogni tanto.
Con la Welcome Suica invece cambiano queste cose:

  • La Welcome Suica dura 28 giorni dalla data di acquisto, poi smette di funzionare e il credito rimasto si perde.
  • Il saldo residuo non viene rimborsato in nessun caso, nemmeno presentandosi allo sportello prima di partire.
  • Non dovete versare nessuna cauzione, quindi la carta in sé non vi costa nulla: tutto quello che pagate diventa credito.
  • La data di scadenza non è stampata sulla carta, ma su un foglietto chiamato reference paper che vi danno insieme alla carta al momento dell’acquisto.
  • Non si può registrare a nome vostro, per cui se la perdete non c’è modo di bloccarla e recuperare il credito.

Il foglietto con la scadenza conviene tenerlo nel portafoglio insieme alla carta. Non serve per passare dai tornelli, ma è l’unico modo per sapere fino a quando potete usarla, e se avete un problema allo sportello è la prima cosa che vi chiedono.

Dove si compra

Il punto più comodo per comprarla è l’aeroporto, appena atterrati. A Narita la trovate in tutti i terminal, sia nelle macchinette dedicate alla Welcome Suica sia negli uffici JR East Travel Service Center, quelli dove si cambiano anche i voucher dei pass ferroviari. A Haneda la vendono al Terminal 3, quello dei voli internazionali, vicino all’ingresso della monorotaia.
In città si trova negli uffici turistici di JR East nelle stazioni principali di Tokyo, come la stazione di Tokyo, Shinjuku, Shibuya, Ueno, Ikebukuro e Shinagawa. Nelle normali macchinette delle stazioni più piccole, invece, di solito non c’è, quindi non contate di trovarla sotto casa o vicino all’hotel.

Al momento dell’acquisto scegliete l’importo da caricare, che va da 1.000 a 10.000 yen in tagli da mille. La macchinetta ha le istruzioni in inglese e in altre lingue, e non chiede passaporto né dati personali per la versione da adulti.
Per una settimana a Tokyo girando molto in metro vi direi di partire con 3.000–5.000 yen a testa, e poi ricaricare se serve. Una corsa in metro dentro la città costa di solito sui 200–300 yen, e il treno dall’aeroporto al centro da solo può portarsi via una bella fetta del credito iniziale, soprattutto da Narita.

Un distributore di carta Welcome Suica situato all'interno dell'aeroporto di Narita con un individuo sullo sfondo.
Il distributore automatico dedicato nel terminal aeroportuale emette le tessere turistiche. Serve avere lo schermo impostato sulla lingua desiderata.
Cartello informativo per la carta Welcome Suica su cavalletto all'aeroporto di Narita con persone in fila sullo sfondo.
Seguite i cartelli informativi con i fiori stilizzati per individuare velocemente la coda corretta per l'acquisto prima di scendere ai binari.

La versione per bambini

La Welcome Suica esiste anche in versione bambino, con cui si paga la tariffa ridotta, che in Giappone è circa la metà di quella degli adulti. Vale per i bambini dai 6 anni fino alla fine di marzo dell’anno scolastico in cui compiono 12 anni, cioè finché fanno le elementari secondo il calendario giapponese. Sotto i 6 anni in genere viaggiano gratis accompagnati da un adulto.
Questa non si compra alle macchinette: bisogna andare allo sportello e mostrare il passaporto del bambino. Può farlo anche un genitore al posto suo, per cui non serve portare tutti allo sportello, basta avere il documento.

Mi capita spesso di vedere famiglie che comprano carte da adulto anche per i figli perché le trovano subito in macchinetta, e poi pagano il doppio a ogni corsa per tutto il viaggio. Se viaggiate con bambini, fate una coda in più allo sportello il primo giorno: sulla somma di tutti gli spostamenti la differenza si sente.

Come si ricarica

La carta fisica si ricarica solo in contanti, in yen. Non si possono usare carte di credito, nemmeno nelle macchinette che le accettano per comprare i biglietti normali, e questo sorprende parecchio chi arriva abituato a pagare tutto con il telefono.
Potete ricaricarla in quasi tutte le macchinette per biglietti delle stazioni, non solo quelle JR, e anche negli sportelli bancomat Seven Bank che trovate dentro i 7-Eleven. Alle macchinette basta appoggiare o inserire la carta, scegliere la voce charge, selezionare l’importo e inserire le banconote.

Il credito massimo che può stare sulla carta è di 20.000 yen, ma nella pratica non vi servirà mai arrivarci. Anzi, visto che il saldo non viene rimborsato, vi consiglio di ricaricare poco alla volta, mille o duemila yen per ricarica, invece di caricare una grossa cifra all’inizio.
Il saldo si legge in diversi modi:

  • Sul display del tornello: quando uscite vi mostra per un attimo il credito rimasto.
  • Sulle macchinette di ricarica: appena appoggiate la carta vi fanno vedere il saldo.
  • Sullo schermo della cassa nei konbini, dove spesso compare dopo il pagamento.

Dove si può usare

La Welcome Suica non vale solo a Tokyo e dintorni. Le carte IC giapponesi delle varie regioni sono collegate tra loro, quindi potete usarla anche sulle metro e sui treni di Osaka, Kyoto, Nagoya, Fukuoka, Sapporo e di molte altre città, dove le carte locali si chiamano in altro modo, ad esempio Icoca nella zona di Osaka e Kyoto. Va bene anche su buona parte degli autobus urbani delle grandi città.
Il limite da conoscere è uno solo: non potete fare un singolo viaggio in treno che parte nella zona di una carta e arriva nella zona di un’altra. Per esempio non potete passare il tornello a Tokyo e uscire a Osaka con la stessa corsa. Per gli spostamenti lunghi tra città diverse serve un biglietto normale, oppure il vostro pass ferroviario.

Fuori dai trasporti è utilissima per le spese piccole. La accettano tutti i konbini delle grandi catene, gran parte dei distributori automatici nelle stazioni e in strada, molte catene di ristoranti veloci, le farmacie e i drugstore, e spesso anche gli armadietti a moneta delle stazioni.
Dove la potete usare lo capite dal simbolo delle carte IC, che si trova vicino alla cassa o sul distributore. Nelle campagne, nei paesini e in certi bus locali invece non sempre è accettata, per cui un po’ di contanti in tasca è meglio tenerli comunque.

Marco Togni sorride davanti a un distributore automatico di bevande pieno di bottiglie e lattine a Tokyo.
La comodità del pagamento elettronico si estende ai distributori di bevande. Avvicino la carta al lettore blu per prendere un tè senza cercare monete.
Un distributore automatico in Giappone con grafica di una donna in kimono e carpe koi su fondo rosso.
Molte macchinette automatiche lungo le strade giapponesi presentano il pannello per il pagamento digitale proprio sotto le file di bottiglie illuminate.

Welcome Suica Mobile

Se avete un iPhone c’è anche la versione digitale, che si chiama Welcome Suica Mobile. È un’app gratuita di JR East che crea una Suica dentro il Wallet di Apple, senza registrazione: impostate solo una parola segreta che serve in caso di problemi, e dopo pochi minuti avete la carta pronta sul telefono e sull’Apple Watch.
Per pagare la corsa basta avvicinare il telefono al tornello, senza nemmeno sbloccarlo. Vale per i treni, la metro, gli autobus e i negozi, esattamente come la carta fisica.

Le differenze rispetto alla carta di plastica sono parecchio importanti, e secondo me rendono la versione mobile la scelta migliore per chi ha l’iPhone:

  • Dura 180 giorni dall’emissione invece di 28, quindi va bene anche per viaggi lunghi o per chi torna in Giappone dopo qualche mese.
  • Si ricarica con la carta di credito registrata su Apple Pay, direttamente dal telefono, oltre che in contanti alle macchinette.
  • Sulle linee Shinkansen di JR East, cioè quelle verso il nord e verso Kanazawa, potete salire sui posti non riservati usando il credito, senza comprare un biglietto a parte.
  • Dentro l’app trovate anche informazioni sui percorsi e sui trasporti, utili quando siete in giro.

Anche la versione digitale non prevede cauzione e non rimborsa il credito residuo, e il consiglio delle ricariche piccole vale lo stesso. Con alcune carte di credito straniere la ricarica può venire rifiutata per i blocchi di sicurezza della banca: se vi succede, provate un’altra carta di un circuito diverso prima di andare in panico.
Serve un iPhone abbastanza recente con una versione aggiornata di iOS. Su Android, invece, l’app non c’è e la Suica sul telefono funziona solo con i modelli venduti in Giappone, quindi chi ha Android deve andare sulla carta fisica.

Cartellone informativo in Giappone che promuove l'app Welcome Suica Mobile per turisti.
I cartelloni nelle stazioni pubblicizzano anche la versione digitale. Configurare l'applicazione sullo smartphone è un'alternativa alla tessera fisica.
Dito di una persona che tocca lo schermo di una cassa automatica per confermare un pagamento in Giappone.
Alle casse automatiche dei minimarket basta selezionare il pulsante blu sullo schermo touch e appoggiare il supporto magnetico per saldare la spesa.

Quale scegliere

La scelta dipende soprattutto dal telefono e dalla durata del viaggio. Vi direi di andare così:

  • Avete un iPhone recente: scaricate Welcome Suica Mobile prima di partire e attivatela appena arrivati, così uscite dall’aeroporto senza fare code alle macchinette.
  • Avete un Android o un iPhone vecchio e il viaggio dura meno di quattro settimane: prendete la Welcome Suica fisica in aeroporto o in una grande stazione di Tokyo.
  • Restate più di 28 giorni e non avete l’iPhone: la Welcome Suica scade a metà viaggio, quindi conviene la Suica normale con cauzione, se la trovate in vendita, oppure ricomprare una nuova Welcome Suica quando scade la prima.
  • Viaggiate con bambini: per loro serve la carta fisica da bambino, comprata allo sportello con il passaporto.

Con l’iPhone, tra l’altro, dal Wallet si può aggiungere anche una Suica normale, senza passare dall’app per turisti. Va bene lo stesso, ma la versione Welcome è fatta apposta per chi viene da fuori, con le istruzioni in inglese e la ricarica pensata per carte di credito straniere.

Welcome Suica e Japan Rail Pass

Molte persone pensano che con il Japan Rail Pass la carta IC non serva più. Non è così: il pass copre solo i treni JR, mentre la metro di Tokyo, le linee private e gli autobus si pagano a parte. Nella vita di tutti i giorni a Tokyo si prende la metro molto più spesso della linea JR, perciò la carta vi serve comunque.
Fate attenzione a non usare la Welcome Suica sui tornelli JR se volete viaggiare con il pass. Se appoggiate la carta, la corsa viene pagata con il credito anche se avevate il pass in tasca. Con il pass si passa dai tornelli normali inserendo il biglietto magnetico, oppure dallo sportello presidiato se il vostro pass è di altro tipo.

Lo stesso vale per i pass regionali e per i biglietti giornalieri della metro. In quei casi usate il pass per le linee incluse e tenete la Welcome Suica per tutto il resto, comprese le spese al konbini e le bottiglie d’acqua ai distributori, che d’estate a Tokyo diventano una spesa fissa.

L'ingresso del JR East Travel Service Center a Tokyo, con una porta a vetri e segnaletica informativa multilingue.
Gli uffici di assistenza della compagnia ferroviaria gestiscono l'emissione dei pass turistici e forniscono dettagli precisi sulle validità territoriali.
Un cartello informativo su un espositore in metallo che elenca le regole per l'acquisto dei pass ferroviari in Giappone.
Per ritirare le tessere speciali è tassativo presentare il passaporto originale in corso di validità. Le fotocopie o le foto sul telefono vengono rifiutate.

Errori da evitare

Gli sbagli che vedo fare più spesso sono quasi sempre gli stessi, e si evitano tutti con un po’ di attenzione:

  • Caricare 10.000 yen il primo giorno e poi ritrovarsi con metà del credito inutilizzato a fine viaggio, senza modo di riaverlo indietro.
  • Buttare via il foglietto con la scadenza e scoprire che la carta non funziona più proprio il giorno della partenza, magari al tornello del treno per l’aeroporto.
  • Tenere la carta nello stesso portafoglio di un’altra carta IC, ad esempio una vecchia Pasmo: il tornello legge male e si blocca, quindi conviene appoggiarne una sola.
  • Pensare di poterla ricaricare con la carta di credito alla macchinetta: con la versione fisica si paga solo in contanti.
  • Dimenticarsi che i treni lunghi tra regioni diverse non si possono fare con una sola passata di carta.

Per finire bene il credito, negli ultimi giorni ricaricate solo l’indispensabile e usate quello che rimane in aeroporto, tra il konbini, una bottiglia d’acqua e qualche dolcetto da portare a casa. Una delle cose che consiglio sempre è di controllare il saldo la sera prima della partenza: così sapete se dovete ricaricare mille yen per il treno verso l’aeroporto oppure se ve la cavate con quello che c’è.

Vale la pena?

Ve lo dico sinceramente: per un viaggio in Giappone di due o tre settimane la Welcome Suica è la carta che consiglio a chiunque, perché toglie di mezzo il pensiero dei biglietti e vi fa risparmiare tempo a ogni stazione. Non ci sono costi nascosti e pagate solo le corse che fate.
L’unico vero difetto è il credito che resta sulla carta e non torna indietro, ma è anche quello che si gestisce più facilmente.

Se fossi al vostro posto e avessi un iPhone, non ci penserei due volte e scaricherei Welcome Suica Mobile già da casa, prima di salire sull’aereo. Con un Android, invece, la carta rosa presa in aeroporto appena atterrati è la soluzione più semplice. Voi quale prendereste?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).