L'edificio El Dorado a Waseda a Tokyo con la sua complessa facciata decorata sotto un cielo azzurro con nuvole.

Waseda El Dorado

Un condominio a Waseda, accanto all’università, con la facciata piena di facce, figure di donna, piastrelle a squame che cambiano colore con la luce e ringhiere in ferro battuto a forma di foglia. Si chiama Waseda El Dorado: dentro ci abita gente normale e nei giri turistici di Tokyo non ci passa nessuno.
Non vale un viaggio apposta, ma se siete in zona vi consiglio caldamente di fermarvi. Si guarda la facciata dal marciapiede e poi si entra fino all’atrio, che è la parte più bella. È per chi ha un debole per l’architettura strana e per chi, dopo i soliti templi, ha voglia di vedere qualcosa di diverso.

Cosa si vede

Da fuori sembra una torta decorata messa in mezzo ai palazzi grigi di Waseda. In tutto l’edificio non c’è una piastrella uguale all’altra, e non trovate niente di preso da un catalogo: persino gli oblò dei balconi sono fatti su misura. L’ha disegnato l’architetto che in Giappone chiamano il Gaudí giapponese, e insieme a lui ci ha lavorato un gruppo di artisti e artigiani che decoravano un po’ come gli veniva.
Il bello è che non è un museo. Ai piani superiori ci sono appartamenti in affitto e al piano terra ci sono un negozio di antiquariato, una galleria e un parrucchiere, tutti con le vetrine dentro questi muri pieni di curve.

Veduta dal basso della facciata decorata con mosaici colorati e un busto di donna sull'edificio Waseda El Dorado a Tokyo.
Guardando la facciata dal basso si nota subito il netto distacco stilistico rispetto ai palazzi vicini. Le piastrelle ceramiche creano geometrie complesse fino all'ultimo piano.
Marco Togni si scatta un selfie all'interno, al piano terra, presso El Dorado a Waseda, circondato da vetrate e decorazioni.
Mi scatto una foto dal basso per inquadrare i riflessi del soffitto. La vetrata colorata alle mie spalle proietta una luce intensa che taglia le zone d'ombra negli angoli.
  • La facciata: muri bianchi senza uno spigolo dritto, coperti di piastrelle lucide a squame che al sole diventano color arcobaleno, con facce e figure femminili in rilievo sparse ovunque.
  • L’angolo tondo con la torretta: invece di fare lo spigolo il palazzo gira l’angolo con un’unica curva, e in cima c’è una torretta rotonda che sembra un piccolo osservatorio.
  • I balconi: le ringhiere in ferro battuto hanno la forma delle foglie di ninfea, e se alzate la testa vedete che è decorato anche il sotto dei balconi.
  • Il corridoio d’ingresso: passato il cancello in ferro battuto trovate un pavimento a mosaico, un soffitto a onde, pareti con rigonfiamenti tondi e lampade appese, e il corridoio vi porta avanti facendo una curva a esse.
  • Le cassette della posta: su ognuna c’è in rilievo di rame un animale dello zodiaco cinese, tanto che viene voglia di cercare il proprio.
  • L’atrio con la mano: dal soffitto scende una grande mano di legno che punta verso il basso, e dietro c’è una vetrata colorata con il sole, il cielo e i fiori di loto.
Un bassorilievo in ceramica blu di una maschera demoniaca incastonato in un muro a mosaico a Waseda El Dorado, Tokyo.
Un volto grottesco in ceramica blu cobalto emerge dalla parete esterna. I rilievi smaltati riflettono la luce del sole evidenziando le irregolarità del mosaico circostante.
Ingresso dell'edificio El Dorado a Waseda caratterizzato da un pavimento a mosaico con volto grottesco e pareti decorate.
L'accesso è sorvegliato da una creatura stilizzata incastonata nel pavimento in pietra. Fate attenzione ai dettagli del mosaico prima di varcare la porta a vetri principale.

Fino all’atrio si entra senza problemi, poi ci si ferma. Subito a destra della mano c’è la porta con la serratura automatica che porta ai piani, e da lì in poi comincia la casa di chi ci vive. È il limite giusto: la parte che si può vedere è anche la più ricca, perché il corridoio e l’atrio sono dove gli artisti hanno esagerato di più.
L’atrio non è grande. In tre persone è già pieno, e quando arriva qualcuno che rientra con la spesa bisogna spostarsi per farlo passare.

La luce nel corridoio d’ingresso è bassa, arriva dalle lampade e dal colore della vetrata in fondo. Io la trovo la parte migliore, però chi è sensibile ai posti chiusi e un po’ bui può sentirsi a disagio, perché con il soffitto che si muove e le pareti gonfie sembra di camminare dentro un corpo.
Se cercate una cosa da fare per riempire la mattinata, qui restate delusi: è un palazzo da guardare con calma e da scoprire nei dettagli, non ci sono sale né percorsi. Anche chi odia il kitsch potrebbe storcere il naso, perché qui l’eccesso è voluto.

Rispetto a quello che promettono le foto dà molto di più. In foto sembra un palazzo stravagante e basta, mentre davanti ai muri vi rendete conto che ogni centimetro è stato lavorato a mano, e più guardate più cose trovate.
Ci passo ogni volta che sono dalle parti di Waseda, anche solo per rientrare nell’atrio e guardare la mano sotto la vetrata. Trovo sempre qualcosa che la volta prima mi era sfuggito, una faccia infilata tra le piastrelle o un animale sulle cassette che non avevo notato.

Dettaglio di un mosaico decorativo composto da frammenti di ceramica a pois rossi presso El Dorado a Waseda.
Sotto la cornice in cemento poroso si sviluppa una trama di tessere semicircolari. I frammenti bianchi a pois rossi mostrano la tecnica di recupero dei materiali usata qui.
Una mano tocca una decorazione in ceramica raffigurante un volto di donna su una parete a mosaico blu presso El Dorado a W...
Qui appoggio la mano sulla figura femminile dai motivi policromi. Toccare queste superfici permette di percepire le crepe naturali tra le tessere blu incastonate nell'intonaco.

Quando andare

Andateci di giorno e possibilmente con il sole. Le piastrelle della facciata sono fatte apposta per brillare e con la luce diretta cambiano colore mentre vi spostate sul marciapiede. Anche la vetrata dell’atrio si accende solo con luce.
Con il cielo coperto la facciata perde molto e diventa quasi bianca, però il corridoio resta uguale. Nelle giornate di pioggia, quindi, potete concentrarvi sull’interno.

La facciata decorata a pois rossi di El Dorado a Waseda affiancata da un cartello stradale di stop e divieto di sosta.
I rilievi circolari rossi contrastano con la rigida geometria della segnaletica stradale. Questo edificio trasforma un incrocio di quartiere in uno spazio espositivo all'aperto.
Facciata riccamente decorata dell'edificio El Dorado a Waseda a Tokyo con mosaici e vetrate sagomate sotto un cielo azzurro.
Le finestre irregolari e gli stucchi in rilievo rompono la monotonia urbana di Shinjuku. Osservate le ombre proiettate dai decori per cogliere la profondità della struttura.

Folla vera non ce n’è. Al massimo trovate un paio di appassionati di architettura con la macchina fotografica al collo o qualche studente dell’università che si ferma a guardare.
Io eviterei le prime ore del mattino e la sera, quando chi abita nel palazzo esce per andare al lavoro o rientra a casa. A metà mattina o nel primo pomeriggio siete più liberi di stare nell’atrio senza sentirvi di troppo.

Le stagioni non cambiano niente. Qui non ci sono alberi da vedere fioriti o con le foglie rosse, e il palazzo è lo stesso a gennaio e ad agosto.

Dettaglio a Waseda El Dorado con un pattern ripetuto che raffigura illustrazioni stilizzate di bambini con palloncini.
Il rivestimento presenta figure infantili con palloncini su fondo granuloso. La piccola scritta Uki Uki si confonde tra le texture ripetitive di questa bizzarra carta da parati.
Cassette delle lettere a El Dorado a Waseda decorate con figure in rilievo degli animali dello zodiaco in metallo.
Le cassette della posta sono sculture in metallo ossidato raffiguranti gli animali dello zodiaco. Ogni scompartimento unisce la banale ricezione postale alla ricerca artistica.

La foto migliore

Per avere tutto l’edificio nell’inquadratura dovete attraversare e mettervi sul marciapiede di fronte. Da lì prendete l’angolo tondo con la torretta in cima e i balconi a foglia uno sopra l’altro, mentre da sotto il palazzo vedete solo pezzi di muro.
Per i dettagli vale il contrario: avvicinatevi alle piastrelle e alle facce vicino all’ingresso, dove i rilievi sono ad altezza d’occhio e si vedono bene le squame colorate.

Dentro, la foto che fanno tutti è quella dal corridoio verso la mano, con la vetrata colorata dietro. Non c’è una fila, ma se c’è già qualcuno aspettate che finisca, perché l’atrio non basta per due gruppi.
All’ingresso un cartello chiede di fare le foto in fretta e di lasciare spazio agli altri, e le regole sono quelle di qualsiasi condominio. Parlate a bassa voce, perché nel corridoio ogni rumore rimbomba fino ai piani. Non mettetevi davanti alla porta automatica e non inquadrate chi entra o esce. Se passa un residente, fatevi da parte e salutate con un cenno: ricordatevi che siete a casa sua.

Marco Togni posa all'interno, al piano terra di El Dorado a Waseda, accanto a una scultura di mano in legno.
Sotto i fiori di loto di vetro scatto un'altra foto davanti alla mano in legno. In questi spazi ridotti i dettagli scultorei si sovrappongono riempiendo completamente la visuale.
Una grande mano di legno scolpita all'interno, al piano terra a El Dorado a Waseda, con vetrate colorate sullo sfondo.
Il legno scuro della grande mano levigata spicca contro i motivi floreali delle finestre. Il pavimento irregolare in pietra scura completa il design ricercato del piano terra.

In breve

  • Il pezzo forte: la mano di legno che scende dal soffitto davanti alla vetrata colorata, e una facciata dove non si ripete niente.
  • Quando andare: di giorno con il sole, lontano dalle ore in cui i residenti escono o rientrano.
  • Ideale per: chi è già dalle parti di Waseda e ama l’architettura bizzarra.
  • Atmosfera: silenzio da condominio, luce bassa nel corridoio, qualche curioso con la macchina fotografica.
Una scultura in legno a forma di mano sospesa all'interno, al piano terra di El Dorado a Waseda.
La mano anatomica poggia su un esile supporto metallico. Alzate lo sguardo per notare le vetrate verdi e gialle che filtrano la luce illuminando i mosaici neutri sulle pareti.
Dettaglio di un mosaico multicolore composto da piccole tessere quadrate situato all'ingresso a Waseda El Dorado a Tokyo.
Una spessa cornice in stucco ruvido delimita un preciso mosaico geometrico. Le tessere quadrate verdi e oro risaltano tra le sfumature scure all'ingresso della struttura.
Dettaglio della porta in ferro battuto finemente lavorata con decorazioni a spirale presso El Dorado a Waseda a Tokyo.
Il cancello in ferro battuto è forgiato con volute circolari pesanti. Il metallo scuro si stacca cromaticamente dalle ceramiche verdi, anticipando i decori degli interni.
Dettaglio di piastrelle blu e decorazioni floreali dipinte sulla parete esterna di El Dorado a Waseda a Tokyo.
Tra le geometrie del cobalto spiccano frammenti dipinti con fiori e paesaggi marini. Avvicinatevi per notare come le giunture irregolari leghino materiali di scarto differenti.

Conclusione

Qui non ci si viene per un monumento, ma per un palazzo in cui la gente vive davvero e che è stato decorato come un’opera d’arte, dal pavimento alle cassette della posta. Se siete a Waseda o nei dintorni la deviazione la dovete fare, perché a Tokyo non trovate nient’altro di così fatto a mano. Se invece siete a Tokyo per pochi giorni e questo quartiere non è nel vostro giro, non stravolgete i programmi per venire fin qui: vi resterebbe il dubbio di aver speso male il tempo, anche se il palazzo è bellissimo.

Informazioni utili

Nome: Waseda El Dorado
Orario: Lunedì - Martedì: dalle 12 alle 19; Mercoledì: chiuso; Giovedì - Domenica: dalle 12 alle 19
Indirizzo: Japan, 〒162-0041 Tokyo, Shinjuku City, Wasedatsurumakichō, 517 ドラード和世陀 103
Sito Internet: Waseda El Dorado
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).