A 15886 metriTempio RyozenjiA 15886 metri
L'inizio e la fine del pellegrinaggio.

Un tratto di mare a Naruto, sulla punta di Shikoku, dove due volte al giorno l’acqua comincia a girare su se stessa e forma dei vortici che nei giorni buoni arrivano a venti metri di diametro. Il vortice di Naruto si guarda da tre posizioni diverse: dai battelli che ci passano accanto, da una passerella con il pavimento di vetro dentro il ponte sopra lo stretto e dai punti panoramici sulla collina.
Fa per chi vuole vedere una cosa della natura che in Giappone non c’è da nessun’altra parte, e per chi viaggia con ragazzi che dopo tre templi non ne possono più. La condizione è una sola: arrivare con la marea giusta.
Da una parte c’è Shikoku, dall’altra l’isola di Awaji, in mezzo uno stretto largo poco più di un chilometro, con il ponte Onaruto che lo attraversa. Le cose da fare sono queste:
Vi avviso subito che il vortice unico, perfetto, a spirale come nei disegni, non esiste. Quello che succede è più interessante: l’acqua dello stretto corre come un fiume in piena, si vede la linea dove la corrente veloce incontra quella lenta, e lungo quella linea si aprono vortici uno dopo l’altro, la maggior parte piccoli, qualcuno grande, che durano pochi secondi e si richiudono.
Dal battello si sente il rumore dell’acqua che ribolle, gli spruzzi arrivano in coperta e ogni tanto la barca si inclina mentre il capitano la tiene ferma a pochi metri da un gorgo. È la parte che fa gridare la gente.
La passerella è un’altra cosa. Ai lati c’è una rete metallica, il vento entra pieno e sopra la testa passa l’autostrada, per cui il rumore delle macchine vi accompagna fino in fondo.
Le finestre nel pavimento lungo il percorso servono ad abituarsi: sulle prime lastre gli adulti camminano sui bordi, i bambini ci saltano sopra. Nella sala panoramica, quando la marea è quella giusta, i vortici si formano proprio sotto il vetro e da lassù si capisce la forma della corrente meglio che dal battello.
L’Aqua Eddy è quello che si avvicina di più, ma balla parecchio, e chi soffre il mal di mare scende verde. La sala sott’acqua è curiosa: vedete soprattutto bolle e acqua che corre di traverso, non una spirale disegnata.
Se non avete lo stomaco forte, prendete il battello grande o la pastiglia prima di salire.
Dal lato di Awaji partono anche due battelli più grandi fatti a imitazione dei velieri di una volta, uno bianco e uno nero, con gli alberi così alti che quando passano sotto il ponte sembra che debbano toccarlo.
Lo stretto di Naruto ha una delle correnti di marea più forti del mondo, sulla stessa lista dello stretto di Messina, e quando ce l’avete davanti vi rendete conto che non è una frase da depliant: l’acqua va più veloce di una bicicletta.
Quando ho ospiti che hanno già visto abbastanza templi e castelli è qui che li porto, perché è l’unico posto dove il programma della giornata lo decide il mare, e nel momento in cui il battello punta verso il primo vortice nessuno guarda più il telefono. Ci torno volentieri anche da solo in primavera, per salire sulla collina e guardare lo stretto che si mette in moto.
Il mare qui ha i suoi appuntamenti: ci sono due alte maree e due basse maree al giorno, e i vortici si vedono bene nell’ora e mezza prima e dopo ciascuna. Nelle ore in mezzo lo stretto è quasi liscio, i battelli fanno il giro lo stesso e sotto il vetro della passerella c’è solo acqua blu.
Per questo il mio consiglio più concreto è controllare la tabella delle maree del giorno prima di muovervi e organizzare tutto il resto intorno a quella. Chi arriva a caso rischia di fare il giro completo e tornare a casa dicendo che era solo mare.
Anche la stagione cambia molto. In primavera, tra marzo e aprile, e in autunno ci sono le maree più forti dell’anno, e con la luna piena o nuova i vortici diventano grandi davvero.
Nei giorni di picco primaverili il parco si riempie, ai battelli si fa la fila e nella sala panoramica la gente si stringe intorno alle lastre di vetro aspettando il gorgo successivo. Nei giorni feriali si sta molto più larghi.
D’inverno i vortici ci sono comunque, ma sulla passerella il vento taglia la faccia: berretto e giacca pesante, anche se in città sembra una giornata mite. Con il mare mosso il battello piccolo diventa una prova di resistenza, meglio ripiegare su quello grande.
In estate il sole picchia sul ponte scoperto dei battelli e sui sentieri della collina, e lì l’ombra è poca.
Se potete, fate tutte e due le cose, possibilmente nello stesso picco di marea o in due picchi diversi della stessa giornata. Il battello vi mette dentro il rumore e gli spruzzi, la passerella vi fa capire dall’alto come si muove l’acqua: sono due esperienze che non si sostituiscono.
Dovendo scegliere, con i ragazzi o con chi ha voglia di un po’ di adrenalina scelgo il battello. Con persone anziane o con chi soffre il mare, la passerella.
Fatica ce n’è poca, ma non zero. La passerella è in piano, però i 450 metri vanno fatti anche al ritorno, sempre controvento da una parte o dall’altra.
Sulla collina del parco ci sono salite e scalini tra un punto panoramico e l’altro; la scala mobile di Eska Hill vi risparmia la parte più ripida, mentre il sentiero che da Senjojiki scende verso il mare va poi rifatto in salita.
Per le foto, dal battello è difficile: la barca si muove, gli spruzzi bagnano l’obiettivo e il vortice si chiude prima che lo abbiate inquadrato. Conviene girare un video e scegliere il fotogramma dopo.
L’immagine con i vortici e il ponte insieme si fa da Senjojiki, con il sole alle spalle nel pomeriggio. Dalla sala panoramica viene bene la foto dritta verso il basso attraverso il vetro, con le scarpe nell’inquadratura: se c’è gente, aspettate il vostro turno sulla lastra.
Qui non si viene per un monumento, si viene per un fenomeno che dura poche ore al giorno e che nessun edificio può sostituire. Se azzeccate la marea è uno dei ricordi più forti che vi porterete via dal Giappone, e vale la pena spostarsi fino a Shikoku anche solo per questo.
Se invece non avete modo di incastrare la giornata con la tabella delle maree, lasciate perdere: arrivare con il mare fermo significa fare un giro in barca su un tratto di mare come tanti.
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Vortici di Naruto
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).