Fioritura dei ciliegi di Senbonzakura HitomeA 19957 metri
Filare sull'argine, fiume e cime innevate.
©bead lookpud - ShutterstockUn parco nel bosco sulle montagne di Zao, in territorio di Shiroishi, dove più di cento volpi girano libere e chi entra cammina dentro il loro recinto, senza vetri e senza gabbie di mezzo. Il Villaggio delle volpi di Zao è conosciuto per questo, e per i mantelli diversi che si vedono tutti insieme: rosse, argentate, bianche artiche.
C’è anche un piccolo santuario in cima alla salita, con le statue delle volpi e quelle vere che dormono lungo il viale.
È il posto giusto se state girando il Tohoku e volete staccare dai templi con qualcosa di completamente diverso, se viaggiate con bambini abbastanza grandi da stare alle regole, o se volete portarvi a casa foto di animali che in Italia non fate da nessuna parte.
La parte principale è un pezzo di bosco recintato in pendenza, con sentieri di terra battuta, muretti di sasso, casette di legno e cataste dove le volpi si infilano a dormire. Si entra da un doppio cancello, uno alla volta, e da quel momento in poi sono loro che decidono se avvicinarsi o ignorarvi.

Vi avviso subito: le volpi sono animali notturni e di pomeriggio la maggior parte è un mucchietto di pelo immobile all’ombra. La mattina è tutta un’altra storia, si muovono, camminano nei sentieri, si azzuffano, salgono sui muretti.
E non è un posto dove si accarezzano le volpi. Nella zona a libertà si guarda e si fotografa, niente carezze e niente cibo dalle mani, perché mordono e non stanno scherzando. Le coccole si fanno solo nell’area al coperto, con gli esemplari selezionati.
L’odore è forte, di ammoniaca e di animale, e lì vicino c’è anche un allevamento di maiali che dà una mano. Vi resta addosso sul giubbotto per un po’, mettetevi qualcosa che potete lavare.
Ultima avvertenza onesta: le volpi sono tante e in mezzo a loro ci sono i litigi, gli strilli acuti che sembrano un bambino, e qualche coda spelacchiata. Se vi immaginavate un posto tutto morbido e silenzioso, questo è un recinto pieno di animali veri, con le loro gerarchie.
Detto tutto questo, è uno dei posti con animali a cui tengo di più in Giappone, perché stare fermi mentre una volpe argentata vi passa a venti centimetri dalle scarpe senza degnarvi di uno sguardo con lo zoo non c’entra niente.
Ci torno d’inverno, con la neve alta, e ci porto sempre chi viene a trovarmi dall’Italia e ama gli animali: qui le volpi fanno la loro vita, non uno spettacolo messo su per chi guarda.
Andateci la mattina, il prima possibile. Le volpi sono attive, la luce nel bosco è buona e i pullman turistici non sono ancora arrivati.
Tra mezzogiorno e il primo pomeriggio è il momento peggiore: parcheggi pieni, la pedana del cibo circondata da tre file di persone e le volpi che a quel punto si sono già sistemate a dormire. Nei giorni feriali si respira, nel fine settimana e nei ponti si cammina a passo d’uomo.
La stagione cambia parecchio. Da ottobre in avanti le volpi mettono il pelo invernale e diventano il doppio di volume, con la coda che sembra finta: da lì fino a fine inverno è il periodo in cui la gente viene apposta per le foto. D’estate hanno il pelo corto, sembrano cani magri e stanno spiaccicate all’ombra, e con il caldo l’odore è peggiore.
Tra fine aprile e giugno ci sono i cuccioli, che insieme alla neve sono il richiamo più forte dell’anno.
I primi giorni di novembre, con le foglie rosse intorno, il posto si riempie come poche altre volte: se potete scegliete un altro periodo.
La pioggia non rovina la visita, anzi: c’è molta meno gente, il bosco si fa scuro e le volpi si muovono comunque. In compenso il terreno diventa fango vero, per cui scarpe chiuse con la suola che tiene, non ballerine.
Il giro è tutto all’aperto e in salita, con gradini di terra e sassi, passaggi stretti e niente asfalto. Non è una passeggiata faticosa, ma la parte verso il santuario si sale, e con il ghiaccio d’inverno bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Passeggini e carrozzine qui non ci vanno.
Guardate anche in basso mentre camminate, perché le volpi fanno i loro bisogni dove capita e nessuno fa in tempo a pulire.
Le regole all’ingresso sembrano tante e invece hanno tutte un perché: non accovacciarsi (se ti abbassi diventi un loro pari e ti arrivano addosso), niente cordini, sciarpe o portachiavi che pendono dallo zaino, niente cibo in mano o in tasca, borse chiuse. Tutto quello che dondola o cade viene interpretato come una cosa da rubare, e quando una volpe decide di prendertela non c’è trattativa.
Vi danno una mantella da mettere sopra i vestiti, perché il pelo e la terra si attaccano e perché le volpi in libertà non hanno un gran rispetto per chi sta fermo.
Con i bambini si può, ma serve un adulto per ogni bambino piccolo: chi ha due figli sotto i sei anni e un solo adulto qui fa fatica. Il recinto delle capre e dei conigli vicino all’ingresso è la valvola di sfogo quando la pazienza per le volpi finisce in fretta.

La foto che tutti cercano si fa nella zona a libertà, con le volpi sui muretti di sasso o sedute sui tetti delle casette di legno: stanno più in alto di voi, immobili, e vi guardano dall’alto. Mettetevi in basso rispetto a loro e aspettate, senza inseguirle.
L’altro punto forte è il viale del santuario con i torii rossi in fila e una volpe addormentata in mezzo ai gradini. Lì la fila non esiste, perché quasi tutti restano nella parte bassa attorno alla pedana del cibo.
Sulla pedana, invece, si aspetta il proprio turno. È più una scena da guardare che un posto da cui fotografare: venti volpi tutte con il muso in su che aspettano sono uno spettacolo, ma è anche il punto dove ci sono più gomiti che animali.
Per le volpi bianche sulla neve serve un giorno di neve fresca, ed è l’unico caso in cui vi consiglio di scommettere sul meteo e partire quando lo dà brutto.

Qui non si viene per un parco curato né per un santuario: si viene per una cosa sola, muoversi dentro allo spazio di cento volpi senza niente di mezzo, e questa cosa non la trovate da nessun’altra parte in Giappone. Il resto è spartano, puzza e si gira in fretta, per cui chi cerca un’attrazione comoda e pulita farà meglio a lasciar perdere. Se invece gli animali vi interessano davvero, è il tipo di posto per cui si allunga un itinerario di trecento chilometri senza pentirsene, e la deviazione si ripaga tutta.
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Zao Fox Village
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Filare sull'argine, fiume e cime innevate.
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A 37043 metriKaiten sushi molto economico

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).