Turisti sulla terrazza panoramica di Unkai Terrace a Tomamu con il sole alto sopra un mare di nuvole.©Shawn.ccf - Shutterstock

Unkai Terrace

Una terrazza panoramica in cima a una montagna dell’Hokkaido, a Tomamu, dove nelle mattine giuste le nuvole stanno sotto i vostri piedi e riempiono tutta la valle fino alle creste dietro. L’Unkai Terrace è un insieme di passerelle, panchine sospese e pedane di legno buttate sul vuoto, con un caffè in cima e un panorama che va dai monti dell’Hidaka alla pianura del Tokachi.
Ci si sale prima che faccia giorno, e va detto subito: è il posto giusto per chi non ha problemi ad alzarsi al buio e accetta di giocarsi la mattina sul meteo, perché le nuvole non ci sono tutti i giorni.

Cosa si vede

Siete a 1.088 metri, su un crinale ripulito e attrezzato con una serie di punti di osservazione sparsi lungo il pendio, tutti diversi tra loro. L’idea è che non ci sia un unico belvedere ma sette modi diversi di guardare la stessa cosa, e in effetti si passa da uno all’altro camminando.

  • Cloud Walk: la passerella a forma di nuvola che esce dal pendio e apre la vista su poco più di mezzo giro d’orizzonte. È il punto dove si capisce meglio quanto è larga la valle sotto.
  • Cloud Pool: una rete tesa come un’amaca gigante, a forma di nuvola, su cui ci si sdraia. Sotto la rete si vede il vuoto, ed è il motivo per cui qui c’è sempre la coda più lunga di tutte.
  • Sky Wedge: una pedana di legno a punta, come la prua di una nave. Da lì davanti non c’è più niente: solo cielo, montagne e, se è la mattina giusta, il bianco che si muove.
  • Cloud Bar: un bancone di legno con gli sgabelli, affacciato sulla valle. Ci si siede con qualcosa di caldo in mano e si guarda avanti, è la cosa più semplice e forse la migliore.
  • Contour Bench: una gradonata di legno lunga centodiciassette metri che segue le curve del terreno. Serve anche da tribuna quando arriva l’alba.
  • Cloud Round: panchine appese a una struttura curva, con specchi intorno, nel punto più in alto di tutti. Da qui si vede più lontano che da qualsiasi altra parte.

Poi c’è l’edificio principale, tre piani di legno con la terrazza sul tetto, il caffè con i dolci e le bevande a tema nuvola, un negozietto e una cassetta della posta blu da cui si spediscono cartoline in tutto il mondo. C’è anche un sentiero che si stacca dal piazzale e sale verso la cima vera della montagna.

Due cose che vi tornano utili prima di andarci. La prima: il mare di nuvole si forma circa quattro mattine su dieci, il resto delle volte trovate un bel panorama di montagne e basta, che è comunque un bel panorama ma non è quello delle foto. La seconda: quando il sole comincia a scaldare, il bianco si abbassa e si scioglie in fretta, quindi chi arriva quando la luce è già alta rischia di vedere la fine dello spettacolo invece dell’inizio.
Aggiungo una terza: la gente si ammassa quasi tutta sulla rete, mentre il bancone e la pedana a prua restano molto più liberi e la vista da lì è esattamente la stessa. Se avete poco tempo e tanta fila davanti, saltate la rete senza rimpianti.

Il posto mantiene quello che promette, e lo mantiene in un modo che non si ripete mai uguale: non è un panorama fisso da guardare cinque minuti, è una cosa che si muove. Il bianco scavalca la cresta da una parte, avanza, copre la valle, sale fino a inghiottire la passerella e poi si apre di nuovo. Nel giro di mezz’ora cambia tre volte e nessuno riesce a smettere di guardarlo.
Ci torno per quello. Non per la foto, che quella ce l’ho già: ci torno perché mi piace stare seduto al bancone con le mani intorno a una tazza e vedere se quel giorno arriva o no, e quando arriva non c’è nessuno che parla.

Quando andare

Il momento è uno solo: prima dell’alba, con il buio. Le condizioni che creano le nuvole in valle si sciolgono man mano che la giornata si scalda, per cui chi ci sale a mattinata inoltrata trova un altro posto, più anonimo, con la stessa vista di qualsiasi montagna.
La differenza tra arrivare presto e arrivare con comodo è netta: presto vi prendete il passaggio dal blu scuro all’arancione sulle creste, dopo vi prendete solo il sole.

Le probabilità migliori sono nelle mattine di inizio e piena estate, quando l’umidità e lo sbalzo di temperatura fanno il loro lavoro; a settembre il bianco si vede un po’ meno, ma l’aria è più limpida e i colori dell’alba sono più netti. Nei giorni di pioggia vera e di vento forte non c’è partita: sopra si è dentro una nebbia lattiginosa in cui non si distingue nemmeno la passerella a venti metri.
Ci sono anche mattine in cui si finisce dentro la nuvola invece che sopra, ed è un’esperienza a metà: bella per cinque minuti, poi si guarda il bianco e basta.

Nei fine settimana e nelle settimane di vacanza giapponesi la fila per salire diventa una cosa seria, con centinaia di persone in piedi al freddo nel buio prima che si apra. Nei giorni feriali si respira parecchio di più, si cammina senza gomitate e ci si siede dove si vuole.
Consiglio spassionato: se il vostro programma ve lo permette, tenetevi due mattine di fila. Con una sola mattina state scommettendo tutto su un lancio di dadi, con due la faccenda cambia parecchio.

Freddo e scarpe

Qui sopra fa freddo davvero, anche in agosto. In valle possono esserci quasi trenta gradi e sul crinale se ne trovano dieci o dodici, con punte più basse quando c’è vento, e il vento c’è. Salire in maglietta è l’errore classico: si resiste un quarto d’ora e poi si scende, arrabbiati, senza aver visto niente.
Portatevi qualcosa di pesante da infilare sopra, una giacca a vento e i pantaloni lunghi. Non è esagerazione: è la differenza tra restare un’ora e restare dieci minuti.

I punti panoramici sono sparpagliati lungo il pendio e per vederli tutti si cammina in salita e in discesa, su terra battuta, ghiaia e scalini di legno. Niente di duro, ma non è una passeggiata piatta: con le infradito o le scarpe buone ve ne pentite, soprattutto se ha piovuto e la terra è molle.
Con il passeggino è scomodo in più punti, e chi ha problemi a camminare farebbe meglio a fermarsi nella zona dell’edificio principale, dove la vista c’è comunque ed è tutto in piano. I bambini reggono bene se li coprite come si deve, e la rete a forma di nuvola è la cosa su cui vogliono salire tutti.

La foto migliore

Il punto forte è la pedana a prua di nave: inquadrando dall’inizio della pedana, senza far entrare il terreno, restano solo il legno, il bianco e le montagne, ed è la foto che vi porterete a casa. Dal bancone di legno viene bene la stessa scena in versione più tranquilla, con le tazze in primo piano.
Sulla rete-amaca la fila si fa eccome, e per la foto di qualcuno sdraiato sopra si aspetta parecchio. Se dovete scegliere, scegliete la pedana.

Il momento è quello subito prima che il sole esca dalle creste, quando il bianco è ancora azzurrino e poi diventa rosa nel giro di due minuti. Dopo, con la luce piena, il contrasto si appiattisce e le foto vengono tutte uguali.
Un’avvertenza da chi ci ha provato: con il cellulare l’ampiezza della cosa non viene fuori. Se avete una macchina fotografica con un grandangolo, questo è il giorno giusto per portarla.

In breve

  • Il pezzo forte: le nuvole che scavalcano la cresta e riempiono la valle sotto di voi, viste dalle pedane sospese.
  • Quando andare: al buio, prima che sorga il sole; mattine d’estate per le probabilità migliori, meglio in settimana che nel fine settimana.
  • Ideale per: chi si alza presto senza lamentarsi, chi ama la montagna e la fotografia, chi ha due mattine da giocarsi.
  • Atmosfera: freddo, vento, tanta gente in silenzio con il cappuccio in testa e l’odore di caffè che arriva dal chiosco.

Conclusione

Si viene qui per una cosa sola, che dura poco e non è garantita, e proprio per questo quando succede è di un altro livello rispetto a qualsiasi belvedere di montagna: nessun posto in Giappone vi mette il cielo sotto i piedi in quel modo. Vale la deviazione, anche lunga, a patto che accettiate le regole del gioco — sveglia nel buio, freddo pungente, fila, e una probabilità concreta di trovare solo un bel panorama qualunque. Se odiate alzarvi presto, se avete una sola mattina e non sopportate l’idea di sprecarla, o se vi aspettate un posto tranquillo dove sedervi con calma, lasciate perdere e andate altrove: qui si vince e si perde, e chi non se la sente di perdere farebbe meglio a non giocare.

Informazioni utili

Nome: Unkai Terrace
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 4:30 alle 8
Indirizzo: Nakatomamu, Shimukappu, Yufutsu District, Hokkaido 079-2204, Japan
Sito Internet: Unkai Terrace
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).