A 133 metriBeppu JigokuA 133 metri
Per ammirare la forza della natura in sorgenti termali naturali.

Un posto a Beppu, nella zona di Kannawa, dove si guarda un laghetto di acqua bollente color blu mare che fuma senza sosta tra alberi, ninfee e un piccolo santuario con i torii rossi. Si chiama Umi Jigoku, cioè l’inferno del mare, ed è il più grande e il più famoso dei jigoku di Beppu, le pozze termali troppo calde per farci il bagno che si vanno a vedere e basta.
Oltre all’acqua blu ci sono una pozza rossa, una serra con le ninfee giganti, un pediluvio e un negozio pieno di cose cotte al vapore. Se passate da Beppu anche per un giorno solo, questo è il primo da vedere, e piace pure ai bambini.
Umi Jigoku è un giardino grande, pieno di verde, con dentro diverse cose da vedere oltre alla pozza che tutti fotografano. Queste sono quelle per cui ci si ferma davvero:
Lo stagno blu dal vivo è ancora più bello che in foto, perché il colore cambia a seconda di quanto vapore c’è: in certi momenti la nuvola copre tutto e non si vede niente, poi arriva un soffio di vento e sotto compare quel turchese che sembra finto. Aspettate un minuto a bordo vasca prima di andarvene delusi.
La terrazza al secondo piano la salta quasi tutta la gente, che si ferma alla ringhiera in basso, fa la foto e torna verso l’uscita. Per me è il punto da cui lo stagno si capisce meglio, e la foto migliore si fa da lì.
Vi avviso subito che l’Akaike è piccola, una pozza da guardare in un momento. Se volete la versione vera, rossa e grande, dovete andare al Chinoike Jigoku, che è un’altra cosa.
Nel negozio vi consiglio il budino cotto al vapore delle sorgenti e le uova sode, che qui vengono cotte proprio dentro lo stagno blu. Mangiarli seduti fuori con il fumo davanti fa parte della visita.
Umi Jigoku mantiene quello che promette e anzi dà di più, perché non è solo una pozza colorata. È l’unico dei jigoku di Beppu dove viene voglia di camminare un po’, sedersi, mettere i piedi nell’acqua calda e fare il giro del giardino con calma, senza sentirsi in un parcheggio con una vasca in mezzo.
È il posto dove porto sempre chi viene a trovarmi a Beppu, perché la prima reazione davanti a quell’acqua blu che bolle è sempre la stessa: tutti zitti per un secondo, poi il telefono in mano.
La mattina presto è il momento giusto. Il giardino è quasi vuoto, si sentono solo il gorgoglio dell’acqua e i passi sulla ghiaia, e da maggio fino a inizio novembre le ninfee hanno i fiori aperti, che si chiudono con il passare delle ore.
Verso metà mattina arrivano i pullman dei gruppi organizzati e cambia tutto: alla ringhiera davanti allo stagno blu ci si mette in fila per la foto, e nel negozio si fa lo slalom tra i cestini.
L’inverno è la stagione che preferisco. Con l’aria fredda la nuvola di vapore diventa altissima, si sente il rumore dell’acqua che esce dalla terra e il giardino sparisce nel bianco per qualche secondo prima di ricomparire. In compenso il blu resta coperto più a lungo, per cui ci vuole un po’ di pazienza.
In estate è l’opposto: il fumo si vede poco, le ninfee sono al massimo, ma tra il sole e il calore delle pozze si suda anche solo stando fermi. Il fine settimana e i periodi di vacanza giapponesi sono i momenti peggiori per la folla.
Il giro è tutto in piano o quasi, con vialetti larghi e un piccolo ponte rosso vicino all’ingresso, e l’unico punto dove si sale un po’ è la zona del santuario. Con un passeggino o con una persona anziana si gira senza problemi, e il pediluvio si può usare anche in carrozzina.
Per il pediluvio portatevi un asciugamano piccolo, altrimenti ve ne dovete comprare uno al negozio. L’acqua è bella calda, vi consiglio di fermarvi lì alla fine del giro.
Con i bambini è il jigoku più adatto. Tra il fumo, le foglie giganti delle ninfee e le uova cotte nell’acqua bollente hanno sempre qualcosa da guardare, e il giardino è abbastanza grande da farli camminare senza doverli tenere per mano ogni secondo.
L’unica attenzione riguarda proprio l’acqua: la ringhiera c’è, ma con quasi cento gradi è meglio non lasciarli sporgere.
Tra tutti i jigoku di Beppu, questo è quello che dà di più: il colore dell’acqua non lo trovate da nessun’altra parte, e intorno c’è abbastanza da trasformare una foto veloce in una bella mattinata. Anche se siete di passaggio a Kyushu, vale la pena di allungare il giro fino a Beppu per questo, soprattutto d’inverno.
Non fa per chi odia la folla e può andarci solo a metà giornata, né per chi cerca un onsen dove fare il bagno: qui l’acqua si guarda, al massimo ci mettete dentro i piedi.
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Umi Jigoku
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).