Ultimo treno in Giappone
L’ultimo treno in Giappone è un orario da tenere a mente ogni volta che uscite la sera. Metro e ferrovie non vanno avanti tutta la notte: più o meno verso mezzanotte le stazioni cominciano a svuotarsi e poco dopo chiudono proprio.
In giapponese si chiama shuden, e chi vive qui lo tiene d’occhio quasi come l’orario di lavoro. Vi spiego a che ora passa l’ultimo treno a Tokyo e nelle altre città, come controllarlo senza ansia e cosa fare se lo perdete. Le alternative ci sono, e non sono tutte care.
Indice
A che ora passa
A Tokyo l’ultimo treno parte in genere tra mezzanotte e l’una, ma non c’è un orario unico per tutta la città. La Yamanote, la linea circolare di JR che passa da Shinjuku, Shibuya, Tokyo e Ueno, è tra le ultime a fermarsi: dopo mezzanotte e mezza ci sono ancora treni, e alcuni arrivano a destinazione verso l’una. Le linee della metropolitana chiudono nella stessa fascia, spesso con qualche minuto di anticipo.
Il mattino dopo il primo treno, lo shihatsu, riparte tra le quattro e mezza e le cinque. Quindi il buco senza treni dura circa quattro ore: meno di quanto si pensa, ma abbastanza da rovinarvi la notte se non avete un piano.
Fuori da Tokyo gli orari si anticipano. A Kyoto la metropolitana chiude poco prima di mezzanotte, e nelle città piccole o nelle zone di campagna l’ultimo treno può partire anche verso le undici, a volte prima.
C’è poi una differenza tra giorni feriali e festivi. In Giappone il sabato, la domenica e i giorni di festa hanno un orario a parte, e l’ultimo treno può cambiare di qualche minuto. Non è mai uno stravolgimento, ma è proprio quel margine a fregarvi quando arrivate al binario di corsa.
Il problema dei cambi
L’errore più comune è guardare solo l’ultimo treno della prima linea. Se per tornare in hotel dovete cambiare, l’orario che conta davvero è quello della coincidenza, e spesso è più presto. Per esempio, potete prendere l’ultima metro verso Shibuya e arrivare comunque dopo la partenza dell’ultimo treno della linea privata che vi porta in periferia.
Le compagnie ferroviarie pubblicano tabelle apposta con le ultime coincidenze tra linee diverse, e questo vi fa capire quanto sia un problema sentito. Tenete anche conto che nelle stazioni grandi, come Shinjuku, passare da una compagnia all’altra può voler dire dieci minuti a piedi tra corridoi e scale.
C’è anche un’altra trappola, che riguarda soprattutto le linee lunghe. L’ultima corsa spesso non arriva fino al capolinea: si ferma a metà percorso, in una stazione dove c’è il deposito. Sul tabellone il treno c’è e parte davvero, ma se la vostra fermata è oltre vi ritrovate a piedi in una stazione di periferia, in piena notte.
Anche sulla Yamanote, che è circolare, gli ultimi treni finiscono il servizio in stazioni come Ikebukuro, Osaki o Shinagawa senza fare tutto il giro. Leggete sempre la destinazione scritta sul treno, non solo il nome della linea.
Come controllarlo
Quando esco a cena a Shinjuku o Shibuya, a metà serata do sempre un’occhiata all’ultimo treno. Ci vogliono trenta secondi e ci si evitano tante corse. Gli strumenti sono quelli di sempre, basta usarli nel modo giusto:
- Su Google Maps, nelle indicazioni con i mezzi pubblici, al posto di partenza o arrivo potete scegliere l’opzione ultimo, che vi calcola direttamente l’ultima combinazione possibile per arrivare a destinazione.
- App giapponesi come Navitime o Japan Transit Planner: hanno una ricerca apposta per l’ultimo treno e di solito tengono conto meglio dei cambi e delle corse che si fermano a metà.
- Nelle stazioni: gli orari sono appesi vicino ai tornelli e sui binari, e le ultime corse sono spesso segnate con un colore diverso; se avete dubbi, il personale sa rispondere anche solo mostrando il nome della stazione scritto sul telefono.
- Sveglia sul telefono: mettetela almeno mezz’ora prima dell’ultima partenza utile, perché al tavolo di un izakaya il tempo passa molto più veloce di quanto credete.
Contate anche il tempo per arrivare in stazione e trovare il binario giusto. Nei quartieri grandi l’ingresso della metro che vi serve può essere a dieci minuti dal locale, e tra la folla del venerdì sera ci si mette di più.
Com’è l’ultimo treno
Le ultime corse sono piene, soprattutto il venerdì e prima dei giorni festivi. Dentro trovate impiegati di ritorno dalle cene con i colleghi, studenti, gente che dorme in piedi appoggiata alla porta e qualcuno che ha bevuto decisamente troppo.
L’aria sa di alcol, si sta schiacciati come nell’ora di punta del mattino, ma di solito tutto resta tranquillo e silenzioso. Se avete valigie grandi o siete stanchi morti, mettete in conto che forse non troverete posto a sedere.
Negli ultimi minuti in stazione gli annunci si fanno più insistenti, e il personale ripete che sta per partire l’ultimo treno verso questa o quella direzione. Dopo l’ultima corsa le stazioni chiudono davvero: abbassano le serrande e il personale accompagna gentilmente fuori chi è rimasto dentro.
Dormire in stazione non è previsto e non è visto di buon occhio. Chi pensa di aspettare il primo treno su una panchina del binario deve cambiare idea subito.
Taxi e app
Il taxi è la soluzione più semplice se perdete l’ultimo treno, ma non la più economica. Dalle dieci di sera alle cinque del mattino in tutto il Giappone c’è la tariffa notturna, circa il 20% in più: il tassametro scatta più spesso, quindi la differenza la sentite soprattutto sulle tratte lunghe.
Per spostamenti dentro il centro di Tokyo, per esempio tra quartieri vicini sulla Yamanote, si resta di solito su qualche migliaio di yen. Se invece dovete andare in periferia o in un’altra città, il conto può arrivare facilmente a cifre che vi pagano una notte in hotel.
Subito dopo l’ultimo treno, davanti alle stazioni più grandi si formano code lunghe per il taxi, soprattutto a Shinjuku, Shibuya e Roppongi nel fine settimana. A me piace proprio l’app GO per questo motivo: il taxi lo chiamate dal telefono e ve lo vedete arrivare, invece di aspettare in fila al posteggio.
GO è in inglese e accetta carte di credito straniere, e la registrazione si fa anche senza un numero giapponese. Scaricatela prima di partire, non all’una di notte con il telefono al 10%. Se siete in tre o quattro, dividendo la corsa il taxi diventa spesso la scelta più sensata anche per tratte medie.
Autobus notturni
Pochi lo sanno, ma a Tokyo esistono autobus espressi notturni pensati apposta per chi perde l’ultimo treno. Partono soprattutto da Shinjuku e Shibuya, dalle fermate del lato ovest delle stazioni, e portano verso le città dormitorio lungo le linee private, fino in provincia di Kanagawa o Saitama.
Hanno però dei limiti precisi. Molti viaggiano solo nei giorni feriali e restano fermi nel fine settimana, a Capodanno e nei giorni di festa di metà agosto. Il biglietto costa parecchio più di un autobus normale, anche se resta sotto il prezzo di un taxi per la stessa distanza.
Sono una soluzione soprattutto per chi abita in periferia, e per un turista che dorme in centro servono raramente. Vale la pena ricordare anche un’altra regola: dopo le undici di sera molti autobus di linea normali applicano la tariffa notturna, che di solito è il doppio del biglietto normale.
Dove aspettare l’alba
Se casa o hotel sono lontani, a volte la cosa migliore è restare dove siete e aspettare il primo treno. Nei quartieri grandi i posti aperti tutta la notte sono tanti:
- Internet café e manga café: con cabine chiuse a chiave dove ci si sdraia su un materassino, prese per il telefono e a volte la doccia; con i pacchetti notte si spende di solito tra i 2.000 e i 3.000 yen, qualcosa in più nel weekend e nelle zone più richieste come Shibuya.
- Karaoke aperti fino al mattino, con tariffe forfettarie per la notte: sono ideali se siete in gruppo e avete ancora voglia di festeggiare, molto meno se volete dormire, perché i divanetti sono stretti e dalle stanze accanto la musica si sente.
- Capsule hotel e saune con sala relax, che hanno tariffe apposta per chi entra a notte fonda, più o meno tra i 4.000 e i 6.000 yen, bagno caldo compreso; molti però accettano solo uomini, quindi controllate prima di presentarvi.
- Fast food e family restaurant aperti 24 ore, dove si può stare seduti con un caffè, ma non sono posti dove dormire e il personale può svegliarvi se crollate sul tavolo.
- Bar e izakaya aperti fino al mattino, che a Shinjuku, Shibuya e Roppongi non mancano, e per chi vuole tirare fino all’alba sono spesso la scelta più naturale.
Per gli internet café a Tokyo c’è una regola da sapere: per usare le cabine private chiedono un documento, e per chi viene da fuori vale il passaporto. Se lo avete lasciato in hotel, rischiate di non entrare. Negli hotel normali invece, soprattutto business hotel, dopo mezzanotte a volte si trovano camere libere a prezzi più bassi, e un controllo veloce sulle app di prenotazione può valere la pena.
Tornare a piedi
Tokyo di notte è una città sicura, e tornare a piedi è un’opzione reale più spesso di quanto si pensi. Le stazioni della Yamanote sono vicine tra loro, spesso a uno o due chilometri, e da Shibuya a Shinjuku per esempio si cammina circa un’ora.
Lungo la strada ci sono sempre konbini aperti, dove comprare acqua, usare il bagno e ricaricare il telefono con una batteria portatile. Io onestamente, se l’hotel è a due o tre fermate e la serata è piacevole, il taxi non lo prendo nemmeno.
Qualche attenzione però serve. A Kabukicho, la zona dei locali notturni di Shinjuku, e a Roppongi, di notte ci sono procacciatori che fermano i passanti per portarli in bar dove il conto finale può essere carissimo: non seguite nessuno, anche se è gentile e parla inglese. D’estate l’afa resta forte anche di notte, mentre d’inverno fa freddo davvero, quindi camminare per un’ora ha senso solo se siete vestiti in modo adatto.
Errori da evitare
Chi arriva in Giappone per la prima volta tende a sbagliare sempre le stesse cose, e sono tutte evitabili:
- Pensare che la metro vada tutta la notte come in alcune città europee o a New York: qui non succede, se non in rarissime occasioni speciali come certe notti di Capodanno, e anche lì solo su alcune linee.
- Controllare l’orario una volta a inizio serata e poi dimenticarsene, senza considerare che ci vuole tempo per pagare, uscire dal locale e raggiungere il binario.
- Fidarsi del treno giusto con la destinazione sbagliata, cioè salire sull’ultima corsa senza guardare dove termina il servizio.
- Scegliere un alloggio lontano dalle linee principali per risparmiare, per poi spendere ogni sera la differenza in taxi.
- Uscire senza passaporto sperando di finire la notte in un internet café.
Sull’ultimo punto dell’alloggio insisto molto. A chi mi chiede dove dormire a Tokyo consiglio spesso un hotel vicino a una stazione della Yamanote o di una linea della metro centrale, proprio perché così anche perdere l’ultimo treno diventa un problema da poco.
Il mio consiglio
Ve lo dico sinceramente: perdere l’ultimo treno a Tokyo non è una tragedia, e a volte da una notte così nascono i ricordi migliori del viaggio. Il vero guaio è perderlo senza sapere cosa fare, stanchi e con il telefono scarico, davanti a una stazione con le serrande abbassate.
Io farei così. Controllate l’ultimo treno a metà serata, puntate la sveglia, e se decidete di restare fuori fatelo sapendo già se chiamerete un taxi, entrerete in un karaoke o tornerete a piedi. E se alla fine la serata va meglio del previsto… beh, alle cinque il primo treno riparte, e sarà pieno di gente nella vostra stessa situazione.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
