A 103 metriShinsekaiA 103 metri
Zona con atmosfera retrò.
©Malcolm Fairman - ShutterstockUna torre panoramica piantata in mezzo a Shinsekai, il quartiere di Osaka con le insegne al neon una sopra l’altra e i locali di kushikatsu aperti fino a tardi: la parte migliore non sono i piani chiusi ma la passerella all’aperto che le gira intorno in cima.
Il Tsutenkaku lo conoscono tutti per il Billiken, il dio della fortuna a cui si toccano i piedi, e per la luce colorata sulla punta che annuncia il tempo del giorno dopo. Si sale per vedere Osaka tutt’intorno, dal porto ai monti dietro la città, e per guardare dall’alto la strada che ci passa sotto.
È il posto giusto se è la prima volta a Osaka, se girate con bambini o se volete la vista dall’alto con le luci accese.
La visita sale per piani, e ognuno è una cosa diversa: non è una torre dove arrivi su, guardi fuori e scendi.
Dalla passerella in alto ogni lato guarda una città diversa: a ovest c’è il porto con la ruota panoramica, a est la pianura di Higashi-Osaka che finisce contro il monte Ikoma, a sud-est gli alberi dello zoo di Tennoji e l’Abeno Harukas, un muro grigio che sale sopra tutto il resto. A nord la strada punta dritta verso i palazzi di Namba.
Il piano delle luci, per me, è la parte più debole di tutte: si attraversa e si va avanti, perché lì lo spettacolo è dentro e non fuori. Il posto dove si sta di più è sopra, all’aperto.
Vi avviso subito su due cose. La prima: per arrivare alla passerella all’aperto si fanno le scale, non c’è altro modo, e con un passeggino o le gambe stanche quella parte salta. La seconda: la coda si fa sottoterra, in un corridoio chiuso senza niente da guardare, e nel fine settimana a metà giornata si sta lì fermi parecchio.
Aggiungo la cosa che ridimensiona di più le aspettative: questa non è una torre alta. Siamo intorno ai cento metri, e vedere poco lontano l’Abeno Harukas che fa tre volte tanto lo ricorda in fretta. Ma è proprio per questo che la vista è così bella: siete abbastanza bassi da distinguere i tetti, le insegne, le macchine, la gente che cammina, e non solo un tappeto di luci lontano.
Ci torno ogni volta che ho qualcuno in visita a Osaka e ci vado al calare del sole, perché da quella passerella si vede la città accendersi pezzo per pezzo mentre sotto le insegne di Shinsekai si accavallano tutte insieme, e non conosco un altro punto in Giappone dove il quartiere e la torre stiano così attaccati.
Il momento buono è l’ora prima del tramonto: salite con la luce, restate sopra il tempo che serve e quando riscendete la strada è già accesa. Così prendete le due versioni della città con una salita sola.
La mattina presto nei giorni feriali la torre è quasi vuota e si cammina sulla passerella senza aspettare il turno alla punta di vetro. Da evitare il sabato e la domenica a metà giornata, quando l’attesa diventa lunga e sopra si sta gomito a gomito.
I periodi peggiori in assoluto sono le vacanze di primavera, l’estate delle vacanze scolastiche e i giorni intorno a capodanno: lì la fila non si smaltisce mai. L’autunno è la stagione più tranquilla, e con l’aria pulita l’Ikoma si stacca netto all’orizzonte.
Il vento conta più di quanto sembri. Se tira forte o c’è nebbia fitta la parte all’aperto la chiudono, e restano solo i piani con i vetri: a quel punto avete visto metà del posto.
D’estate mettete in conto il caldo, perché sulla passerella non c’è un centimetro d’ombra e il metallo scotta. Con il cielo coperto basso, invece, lasciate perdere: la vista lunga sparisce e resta solo il quartiere sotto.
Si parte dal sotterraneo e si sale in due tempi, con un cambio di ascensore a metà strada. Nella cabina che porta in cima l’addetta vi dice di guardare in alto e non in basso, perché sul soffitto c’è un cielo stellato dove compare il Billiken: è una cosa da niente, ma la fanno con il sorriso e con quattro parole in inglese per chi non capisce.
Il personale qui è una delle cose migliori, sempre attento, e non vi lasciano mai in mezzo senza capire dove andare.
La torre si gira camminando più di quanto immaginate: oltre ai piani in alto, il giro completo tocca anche il terzo piano con il caffè e il modellino della vecchia Shinsekai, quando la torre era un’altra (la prima l’hanno smontata durante la guerra per recuperarne l’acciaio), poi il soffitto dipinto con i pavoni all’ingresso e i negozi del sotterraneo.
Chi vuole solo la vista e via può tagliare tutto e fermarsi ai due piani in alto. Chi ha bambini, invece, qui ci resta il doppio del previsto, tra lo scivolo, le macchinette dei gadget e i negozi delle marche di dolciumi.
Sulle vertigini bisogna essere onesti: la passerella all’aperto ha il fondo grigliato e sotto i piedi si vede il vuoto anche prima di arrivare al pavimento di vetro. Chi ha paura dell’altezza non ci arriva nemmeno alla punta, e non è una battuta: gente che si ferma a metà e torna indietro se ne vede.

La foto che tutti vogliono non si fa dalla torre ma dalla strada che ci passa davanti, guardando verso l’alto con le insegne che si stringono ai due lati e la struttura di acciaio in fondo alla prospettiva. Mettetevi in mezzo alla via pedonale, all’altezza delle facciate decorate, e aspettate che si accendano le luci.
Il momento giusto è quando il cielo è ancora blu scuro e i neon sono già accesi: la torre si stacca sul fondo e le insegne non bruciano l’immagine.
Sulla stessa strada ci sono le facciate che rendono Shinsekai riconoscibile: un lottatore di sumo gigante attaccato a un edificio, un Billiken dorato seduto davanti a un ingresso, cartelli tridimensionali grandi come una stanza. In mezzo passano i go-kart con i turisti travestiti, e il rumore che fanno lo sentite prima di vederli.
Dall’alto, invece, il punto migliore è la punta di vetro rivolta verso nord, con la strada che scende dritta e le luci in fila. Di giorno lì sopra si fa un po’ di attesa per avere il posto libero, di sera un po’ meno.

Il tempo che chiede lo restituisce tutto, e la deviazione la fate per una cosa sola: stare all’aperto a novanta metri sopra un quartiere che di notte sembra acceso al doppio della potenza, senza un vetro davanti. La vista larga la trovate più in alto e più pulita altrove in città, ma è un’altra cosa.
Se avete paura dell’altezza o non potete fare le scale, sappiate in partenza che vi perdete la parte per cui si viene. A tutti gli altri dico di andarci, e di mettere in conto di restare sopra più del previsto.
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Tsutenkaku
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).