Due wagashi a Tsuruya Yoshinobu serviti su piatti neri all'interno della sede di Nihonbashi.

Tsuruya Yoshinobu

Una catena storica di wagashi, i dolci tradizionali giapponesi, nata a Kyoto più di due secoli fa e con negozi tra Kyoto, Tokyo e i grandi magazzini di mezzo Giappone. Tsuruya Yoshinobu è conosciuta soprattutto per i classici da regalo a base di anko, la crema di fagioli azuki, e per i dolcetti di riso profumati allo yuzu.
Nelle sedi con la sala da tè ci sono anche i dolci freschi di stagione da mangiare col matcha, e a Kyoto e Nihonbashi li preparano davanti a voi. Fa per chi ama i dolci giapponesi, per chi vuole portare a casa un regalo che faccia bella figura e per chi cerca una pausa calma nel pomeriggio.

Dolci e prezzi

Da Tsuruya Yoshinobu ci sono due mondi. Da una parte i dolci confezionati, quelli che si comprano per regalarli e che durano qualche giorno o qualche settimana. Dall’altra i namagashi, i dolci freschi a forma di fiore o di foglia che cambiano con le stagioni e vanno mangiati in giornata.
Questi sono quelli che prendo più spesso:

  • Kyokanze: un rotolo di anko a grani avvolto in un impasto di farina di riso cotto al vapore, con la spirale che ricorda le onde dell’acqua
  • Yumochi: piccoli bocconi di mochi morbidissimi, profumati allo yuzu e coperti da una polvere di zucchero wasanbon
  • Tsubara tsubara: sembra un dorayaki, ma l’impasto è umido e un po’ gommoso come un mochi, con dentro anko a grani
  • Namagashi di stagione con matcha: il dolce fresco del momento, modellato a mano, servito con una ciotola di tè verde
  • Kohakuto: bastoncini di gelatina di zucchero colorati come gessetti, croccanti fuori e morbidi dentro, con aromi come gelsomino, camomilla e lavanda
  • Anmitsu e dolci freddi a base di azuki: gelatina, fagioli e sciroppo, da mangiare seduti nelle sale da tè
Marco Togni mostra un wagashi fatto a mano presso la sede di Nihonbashi di Tsuruya Yoshinobu.
Mostro il dolce appena preparato al bancone di Nihonbashi. I colori accesi del wagashi risaltano sul piattino nero laccato. Mangiarlo subito garantisce la consistenza perfetta.
Wagashi fatti a mano serviti con tè matcha presso il negozio Tsuruya Yoshinobu a Nihonbashi.
I dolci tradizionali accompagnano sempre una ciotola di matcha. Usate la piccola spatola in legno per tagliare il wagashi in piccole porzioni prima di consumarlo.

Il Kyokanze è il dolce che spiega meglio la casa. L’anko si sbriciola appena lo mordete e sa proprio di fagiolo, con una dolcezza bassa: se vi piacciono i dolci belli carichi di zucchero vi sembrerà quasi piatto, mentre con un tè caldo accanto ha tutto un altro senso.
Lo Yumochi è la cosa più facile da far assaggiare a chi non ha mai mangiato un wagashi. Lo yuzu si sente subito ma non copre tutto, e la consistenza è così morbida che si scioglie in due morsi.

Nei namagashi la differenza la fa l’impasto, liscio e fresco, e chi torna in periodi diversi trova sempre un dolce nuovo.
Sulla Tsubara tsubara vi avviso subito: chi si aspetta il classico dorayaki soffice resta spiazzato, perché la pasta è elastica e si tira un po’ sotto i denti. Per me è proprio il suo punto forte.
I kohakuto invece sono per chi ama le cose belle da vedere. Gli aromi di fiori non piacciono a tutti: se siete tipi da anko e matcha restate sui classici.

Sui prezzi siamo in una fascia media, più alta di un dolce da konbini ma giusta per un nome di questo livello. Seduti in sala da tè, con un dolce fresco e il matcha, si spendono sui 1.500–2.000 yen a persona. I dolci singoli costano poche centinaia di yen, mentre una scatola da regalo con Kyokanze e Yumochi sta sui 1.500–3.500 yen a seconda di quanti pezzi.
Quando devo portare qualcosa a una cena a casa di amici giapponesi è la prima scatola che compro, perché con meno di 3.000 yen arrivo con un dolce che tutti riconoscono e che nessuno lascia nel piatto.

Wagashi preparato a mano su un piatto nero nel negozio Tsuruya Yoshinobu a Nihonbashi.
I filamenti di pasta di fagioli decorano l'esterno di questo dolce. La presentazione su ceramica scura serve a far risaltare le sfumature degli ingredienti stagionali.
Un menu illustrato di wagashi a Tsuruya Yoshinobu tenuto in mano mostra quattro tipi di dolci tradizionali con descrizioni.
Il menu al bancone riporta foto, nomi e ingredienti in lingua inglese. Chiedete al personale quali varianti stagionali sono disponibili nel mese della vostra visita.

Kyoto e Nishijin

La sede principale sta a Nishijin, il quartiere dei tessitori di Kyoto, dentro una vecchia casa di legno in stile machiya rimessa a nuovo. Al piano terra c’è il negozio, con le vetrine di legno antico piene di scatole e dolci freschi. Al primo piano c’è la sala da tè, affacciata su un piccolo giardino interno con le pietre e il muschio.
Lassù c’è anche il Kayu Chaya, un bancone da sei posti dove un pasticcere prepara i namagashi a un metro da voi. Si sceglie tra due dolci di stagione e si guarda tutta la lavorazione, dalla pallina di impasto al fiore finito, mentre il pasticcere spiega cosa sta facendo e quali strumenti usa. Poi il dolce arriva sul piattino insieme al matcha, e ci si ferma una quarantina di minuti in tutto.

Dà il meglio di sé quando ci salite dopo aver girato i templi del centro e vi sedete a guardare il giardino senza fretta.
Si paga anche con carta di credito e con le app più diffuse, cosa che nei posti così tradizionali non è scontata.

Alla stazione di Kyoto c’è invece Irodori, il marchio più moderno della casa, con una sala da tè e i dolci da portare via. Qui trovate i kohakuto, le yokan aromatizzate al tè tostato o al matcha e, da mangiare seduti, parfait, granite e la zuppa dolce di azuki con il mochi abbrustolito. È il posto giusto se avete mezz’ora prima del treno e volete togliervi la voglia di dolce senza andare fino a Nishijin.

Tokyo e Nihonbashi

A Tokyo la sede più completa è il Tokyo Mise di Nihonbashi, al piano terra di Coredo Muromachi 3: c’è il negozio, c’è una sala da tè con anmitsu e dolci freddi e c’è anche qui il Kayu Chaya, con il pasticcere al bancone. Sempre a Nihonbashi lo trovate anche nei piani interrati dei grandi magazzini Mitsukoshi e Takashimaya, in mezzo agli altri banchi di dolci, con Kyokanze, Yumochi, yokan e una selezione di namagashi del giorno.
Sono i banchi dove passo quando mi serve un regalo all’ultimo momento in centro. La scelta è più ridotta rispetto a Kyoto, ma i classici ci sono sempre.

A Toranomon Hills c’è un negozio che mette insieme i dolci della casa e quelli di Irodori, per cui lì si trovano anche i kohakuto senza passare da Kyoto. Anche questo è un posto da acquisti: niente sala da tè, si compra e si va.
Il resto della rete sono banchi nei grandi magazzini, tra il Kanto e il Kansai. Se volete l’esperienza seduti con il pasticcere davanti, le sedi sono solo due: Nishijin a Kyoto e il Tokyo Mise di Nihonbashi.

Quando e per chi

Per chi deve portare dolci in Italia, la cosa da guardare è la scadenza. I namagashi vanno mangiati il giorno stesso, il Kyokanze regge un paio di settimane e le yokan di Irodori durano mesi: sono quelle da mettere in valigia.
Le forme dei dolci freschi seguono il calendario: in primavera trovate fiori di ciliegio, in estate ortensie e gelatine, in autunno foglie rosse.

In sala da tè a Kyoto trovate soprattutto persone sole o in coppia, qualche signora del quartiere e pochi turisti che sanno dove andare. Non è un posto per bambini che hanno bisogno di muoversi: si sta seduti composti davanti al dolce e alla ciotola di matcha, e si viene per quello.

In breve

Pro:

  • namagashi preparati a mano davanti a voi a Kyoto e Nihonbashi
  • dolci da regalo riconosciuti da tutti in Giappone
  • dolcezza misurata, sapore di azuki netto

Contro:

  • nei banchi dei grandi magazzini la scelta è più corta
  • chi ama i dolci molto zuccherati può trovarli poco decisi

Ideale per: regali da portare a una famiglia giapponese e una pausa col matcha a Kyoto

Atmosfera: legno antico, giardino interno, silenzio e tazze di tè

Da ordinare: Kyokanze e Yumochi da portare via, dolce di stagione al bancone

Conclusione

Quello che mi resta in testa di Tsuruya Yoshinobu è il rumore: al bancone di Nishijin non c’è musica, si sente solo la spatola di legno che passa sull’impasto e il pasticcere che parla piano. Salite di sopra, chiedete il dolce di stagione e guardate come gira la pallina di anko tra le dita, perché quel gesto lo capite solo da vicino.
Il primo morso arriva dopo aver visto nascere il dolce, ed è questo che lo rende diverso da qualsiasi wagashi preso da una scatola. Di posti dove un dolce viene fatto davanti a voi con questa calma, in Giappone, ne trovate pochissimi: andateci.

Informazioni utili

Nome: Tsuruya Yoshinobu Tubara Cafe Honten
Orario: Lunedì: dalle 11 alle 17:30; Martedì - Mercoledì: chiuso; Giovedì - Domenica: dalle 11 alle 17:30
Indirizzo: 340-5 Nishifunahashichō, Kamigyo Ward, Kyoto, 602-8434, Japan
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Tsuruya Yoshinobu Tubara Cafe Honten

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Nome: Tsuruya Yoshinobu Irodori Kyoto Hachijoguchi
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 10 alle 20; Sabato - Domenica: dalle 9:30 alle 20:30
Indirizzo: Japan, 〒600-8215 Kyoto, Shimogyo Ward, Higashishiokōjichō, 8−3 JR京都駅八条口1Fアスティロード内
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Nome: Tsuruya Yoshinobu Toranomon Hills
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 10:30 alle 19:30; Sabato: dalle 11 alle 19; Domenica: chiuso
Indirizzo: Japan, 〒105-0001 Tokyo, Minato City, Toranomon, 1-chōme−17−1 Toranomon Hills Business Tower, 1F
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).