Una promoter sorridente in divisa al Tokyo Game Show, Tokyo.

Tokyo Game Show

Il Tokyo Game Show è uno di quegli eventi che, se vi piacciono i videogiochi, almeno una volta nella vita va visto dal vivo. Ogni settembre la fiera di Makuhari, appena fuori Tokyo, si riempie di stand enormi, file per provare giochi non ancora usciti, cosplayer, negozi di gadget e centinaia di migliaia di persone.
Detto così sembra una festa, e in parte lo è davvero. Però è anche una giornata faticosa, con regole precise sui biglietti e code che, se non ci arrivate preparati, rischiano di mangiarsi mezza visita. Qui trovate tutto quello che serve sapere prima di andarci: cos’è, come funzionano i biglietti, come arrivare, come gestire le file per le demo e quale giorno scegliere.

Cos’è il Tokyo Game Show

Il Tokyo Game Show, che tutti chiamano semplicemente TGS, è la più grande fiera di videogiochi del Giappone e una delle più importanti al mondo. Lo organizza la CESA, l’associazione giapponese dei produttori di videogiochi, insieme alla casa editrice Nikkei BP.
La prima edizione risale al 1996 e si tenne a Tokyo Big Sight, il grande centro fieristico sulla baia di Tokyo. Dall’autunno del 1997 la manifestazione si è spostata al Makuhari Messe, il polo espositivo di Chiba, ed è rimasta lì da allora.

Oggi i numeri sono enormi. Le edizioni più affollate hanno sfiorato i 300.000 visitatori complessivi e gli espositori ormai superano il migliaio, tra grandi case giapponesi, studi stranieri, sviluppatori indipendenti, produttori di PC da gaming, sedie, periferiche e perfino aziende che con i videogiochi c’entrano solo in parte.
Per chi arriva dall’estero la cosa che colpisce di più è il peso delle case giapponesi: Capcom, Square Enix, Sega, Atlus, Konami, Bandai Namco hanno stand grandi come palazzine, con decine di postazioni per provare i giochi e schermi giganti. Nintendo invece storicamente partecipa poco, quindi non andateci aspettandovi il nuovo Mario.

Business day e giorni pubblici

La fiera è divisa in due parti ben distinte, e capirle vi evita parecchi equivoci. I primi giorni sono i business day, riservati agli addetti ai lavori: giornalisti, sviluppatori, aziende, distributori. Seguono i giorni aperti al pubblico, che cadono sempre nel fine settimana e spesso si allungano con un giorno festivo.
Chi viaggia per turismo può entrare solo nei giorni pubblici. I pass business esistono in varie fasce, con lounge e servizi dedicati, ma costano decine di migliaia di yen, sono pensati per chi lavora nel settore e hanno un limite d’età.

Una donna in costume cosplay da coniglietta posa davanti a dei fotografi al Tokyo Game Show.
Una cosplayer si mette in posa per la folla di obiettivi. I piazzali d'asfalto riflettono molto il sole durante il giorno, preparate filtri adatti per le vostre lenti.
Un individuo in cosplay con parrucca rosa e costume blu accovacciato al Tokyo Game Show.
I figuranti sfruttano ogni angolo dell'area espositiva per esaltare i propri costumi. Spesso si abbassano a livello del suolo per permettere inquadrature più dinamiche.

Di solito vedo molte persone che scoprono questa divisione all’ultimo, magari dopo aver organizzato il viaggio sulle date complessive della fiera. Il mio consiglio è di controllare subito sul sito ufficiale quali sono i giorni aperti al pubblico di quell’edizione e costruire il resto del viaggio attorno a quelli.
Tenete presente anche che l’ultimo giorno la fiera chiude prima rispetto agli altri, e con lei chiudono prima l’ingresso e alcuni punti ristoro.

Biglietti e prezzi

Il biglietto base per i giorni pubblici è il biglietto giornaliero, che vale per un solo giorno preciso e costa intorno ai 3.000 yen. È obbligatorio dalle scuole medie in su, mentre i bambini delle elementari entrano gratis. Il prezzo resta abbastanza stabile da un’edizione all’altra, ma è sempre meglio controllarlo prima di partire.
Accanto a questo ci sono altre formule, che cambiano un po’ da un anno all’altro:

  • Il biglietto giornaliero semplice, che vi fa entrare in fila con tutti gli altri ed è la scelta della grande maggioranza dei visitatori.
  • Il fast ticket, che costa circa il doppio e vi dà l’ingresso prioritario più qualche gadget esclusivo: ha senso se volete essere tra i primi alle postazioni delle demo più richieste.
  • I pass premium su più giorni, molto più cari, con ingresso prioritario, una lounge riservata e merchandising dedicato, pensati per i fan più accaniti.
  • Il biglietto ridotto a metà prezzo per le persone con disabilità, che richiede di mostrare all’ingresso il documento che dà diritto allo sconto; l’eventuale accompagnatore paga il biglietto normale.

I biglietti fast e premium sono pochi e di solito si vendono prima con un’estrazione a sorte, poi con quello che resta in ordine di arrivo. Il giornaliero normale invece si trova più facilmente, ma nelle giornate più richieste può esaurirsi.
Nella zona dedicata alle famiglie, una hall separata con giochi per bambini, laboratori e personaggi, i ragazzi fino alle medie e i genitori che li accompagnano possono entrare gratis. Se viaggiate con figli piccoli è un dettaglio da non sottovalutare.

Comprare il biglietto

La regola più importante è una: il biglietto si compra prima. Nei giorni pubblici non contate sulla biglietteria in loco, perché i biglietti sono nominativi, legati a una data e venduti in anticipo.
Chi vive in Giappone li trova sui principali siti di biglietteria giapponesi, come Lawson Ticket, Ticket Pia o Asoview, e anche in alcune catene come Animate. Per chi arriva dall’estero, sul sito ufficiale c’è un canale dedicato ai visitatori stranieri, che accetta le carte di credito internazionali e non richiede un numero di telefono giapponese.

Il biglietto di solito è digitale e si mostra dallo smartphone. Siccome è nominativo, all’ingresso possono chiedervi un documento, per cui intestatelo sempre a chi entra davvero e portate il passaporto.
Vi consiglio di non aspettare le ultime settimane. I giornalieri escono in genere a metà estate e le prime mosse sui biglietti speciali avvengono ancora prima. Evitate invece i rivenditori non ufficiali: con il controllo del nome rischiate di restare fuori.

Come arrivare a Makuhari

Il Makuhari Messe si trova a Chiba, non a Tokyo, ma ci si arriva facilmente in treno. Dalla stazione di Tokyo si prende la JR Keiyo, e con il rapido in circa mezz’ora si scende alla stazione di Kaihin-Makuhari. Da lì si segue la folla fino ai padiglioni.
Sulla mappa la distanza tra stazione e fiera sembra poca, ma nei giorni del TGS dovete mettere in conto un quarto d’ora abbondante a piedi, più l’eventuale coda per entrare. Tenete presente anche che alla stazione di Tokyo il binario della Keiyo è lontanissimo dagli altri, con lunghi corridoi e tapis roulant, e il cambio da solo può richiedere dieci minuti buoni.

La Keiyo è la stessa linea che porta a Maihama, la stazione di Tokyo Disneyland, per cui nei weekend i treni sono già pieni prima ancora di arrivare alla fiera. Il ritorno è la parte peggiore: nell’ora di chiusura migliaia di persone si dirigono alla stessa stazione e spesso si fa la fila anche sul binario.
Se non vi interessa restare fino all’ultimo, uscire un’oretta prima vi risparmia parecchia calca. Chi dorme a Tokyo e vuole arrivare all’apertura deve alzarsi molto presto: in quel caso dormire vicino alla fiera, dove ci sono diversi grandi hotel, è una scelta sensata.

Code e demo

Il motivo per cui la maggior parte delle persone va al TGS è provare i giochi in anteprima, ed è anche la parte più frustrante. Per i titoli più attesi delle grandi case è normale fare da una a tre ore di fila per una demo che dura dieci o venti minuti.
Molti stand gestiscono le demo più richieste con i seiriken, dei biglietti numerati che danno un orario preciso per provare il gioco. Vengono distribuiti a inizio giornata e per i titoli più popolari finiscono nella prima ora, a volte in meno di quaranta minuti. Chi punta davvero a un gioco preciso si mette in fila all’alba, con i primi treni del mattino, mentre dormire in fila la notte prima è vietato.

Io vi direi di ragionare così:

  • Scegliete al massimo uno o due giochi che volete provare a tutti i costi e andate dritti a quegli stand appena entrati, senza fermarvi a guardare altro.
  • Controllate la sera prima i profili social ufficiali degli editori, perché spesso spiegano come gestiranno le demo e comunicano in tempo reale quando i biglietti numerati sono finiti.
  • Salvate mappa e lista sul telefono, perché con decine di migliaia di persone collegate insieme la connessione dentro i padiglioni diventa lentissima.
  • Accettate il resto della giornata, fatto di stand minori, palchi e gadget, perché molte delle scoperte più belle arrivano proprio da lì.

Ci sono poi le presentazioni sui palchi degli stand, con sviluppatori, doppiatori e ospiti. Durante questi eventi non si possono fare cori, applausi ritmati o salti, e in molti stand ci sono limiti su foto e video: guardate i cartelli o chiedete allo staff prima di filmare.

Indie e altre aree

La zona indie è quella che mi capita di consigliare più spesso a chi si lamenta delle code. Qui ci sono centinaia di piccoli studi, giapponesi e stranieri, spesso con lo sviluppatore in persona dietro al tavolo che vi spiega il gioco mentre lo provate. Le file sono corte o inesistenti e si possono provare dieci giochi nel tempo che altrove serve per uno solo.
Nella stessa logica rientrano gli spazi delle scuole di videogiochi, dove gli studenti mostrano i loro progetti. Non tutto è rifinito, ma trovate idee strane che nei grandi stand non vedrete mai.

Ci sono anche la zona dei PC da gaming e delle periferiche, con tastiere, monitor e sedie da provare, gli spazi dedicati agli esport e l’area dei negozi ufficiali. Il merchandising esclusivo delle grandi case è molto richiesto, e le code per comprarlo si formano già la mattina presto, a volte più lunghe di quelle delle demo.
Se il vostro obiettivo sono i gadget e non i giochi, andate subito ai negozi appena entrati e lasciate il resto a dopo. Alcuni articoli finiscono in poche ore.

Cosplay al TGS

Il cosplay è parte integrante del Tokyo Game Show, ma segue regole molto rigide, come quasi tutti gli eventi di questo tipo in Giappone. Non si può arrivare in costume, né uscire dalla fiera o tornare a casa vestiti da personaggio.
Chi vuole fare cosplay deve registrarsi all’apposito banco dentro la fiera, pagare una quota a parte, di solito tra i 2.000 e i 3.000 yen, che comprende spogliatoio e guardaroba, e cambiarsi lì. La quota si somma al biglietto d’ingresso, non lo sostituisce.

Le foto ai cosplayer si fanno solo nelle zone dedicate, e sempre chiedendo il permesso prima di scattare. Anche solo per guardare, secondo me vale la pena passarci: il livello dei costumi è altissimo e l’atmosfera è molto più rilassata rispetto al caos degli stand principali.

Una promoter sorridente tiene un volantino promozionale in mano durante il Tokyo Game Show a Tokyo.
Tra i padiglioni interni le hostess distribuiscono volantini sulle prossime uscite videoludiche. Prendeteli sempre, spesso nascondono codici per contenuti digitali in omaggio.
Una promoter in costume viola e bianco posa accanto a una statua di un robot al Tokyo Game Show.
Gli stand più grandi espongono sculture in scala e robot giganti affiancati dalle promoter. È il momento ideale per inquadrare da vicino i dettagli estetici del mecha design.

Cibo e cose da portare

Mangiare al TGS è una piccola sfida. Le aree ristoro sono quasi tutte food court all’aperto, fuori dai padiglioni, con posti a sedere limitati e file lunghe nelle ore centrali. Il trucco è semplice: pranzate prima delle 11.30 o dopo le 14.30, oppure mettete in borsa qualcosa da mangiare comprato al konbini, il minimarket giapponese, prima di arrivare.
Settembre in Giappone è ancora molto caldo e umido, e tra fila all’esterno, folla e padiglioni pieni si suda parecchio. L’acqua in bottiglia sigillata si può portare dentro e vi consiglio di farlo.

Prima di uscire di casa controllate di avere tutto:

  • Scarpe comode, perché passerete gran parte della giornata in piedi, tra corridoi, padiglioni e file.
  • Una batteria esterna per il telefono, dato che biglietto, mappa, foto e social vi prosciugano il cellulare già a metà giornata.
  • Un documento d’identità, che nel caso dei visitatori stranieri significa il passaporto.
  • Uno zainetto leggero e poco altro, perché all’ingresso controllano le borse e più roba avete più tempo ci mettete.
  • Un asciugamano piccolo o fazzoletti, utili soprattutto nelle ore di attesa all’aperto.

Sono invece vietati valigie e trolley con ruote, bastoni per selfie, oggetti lunghi più di mezzo metro e alcolici. Chi arriva direttamente dall’aeroporto o da un altro albergo deve lasciare i bagagli negli armadietti in stazione o in hotel.

Quale giorno scegliere

Tutti i giorni pubblici sono pieni, e il sabato e la domenica i padiglioni sono letteralmente stracolmi. Il giorno festivo, quando c’è, porta anche lui tanta gente, ma essendo l’ultimo chiude prima ed è l’occasione giusta per chi vuole girare con calma senza inseguire le demo.
Se avete una sola giornata a disposizione, io onestamente sceglierei in base a cosa volete fare. Chi punta a un gioco preciso deve arrivare all’alba in qualunque giorno, mentre chi vuole solo respirare l’atmosfera può presentarsi con calma a metà mattina, quando la ressa dell’apertura si è sciolta.

Due giorni di fila hanno senso solo se siete appassionati veri: il primo giorno si usa per le demo principali, il secondo per l’area indie, il cosplay e i negozi. Per chi è in Giappone in vacanza con altri programmi, una giornata basta e avanza.
Tenete poi presente che le principali presentazioni vengono trasmesse in diretta online. Se vi interessano solo gli annunci, li vedete comodamente dall’hotel.

Vale la pena?

Ve lo dico sinceramente: se andate al Tokyo Game Show con l’idea di provare tutti i giochi più attesi, tornerete a casa stanchi e delusi. Con un solo biglietto normale in mano riuscirete a provarne uno o due al massimo, sempre che vi alziate prestissimo.
Se invece lo vivete come una grande fiera da girare, con qualche obiettivo chiaro e tanta curiosità per gli stand minori, è una giornata che si ricorda. Ci sono pochi posti al mondo dove in poche ore potete vedere il nuovo gioco di una grande casa giapponese, parlare con uno sviluppatore indie di Osaka e passare in mezzo a cento cosplayer.

Io al posto vostro farei così: biglietto giornaliero comprato appena escono, un solo gioco da inseguire la mattina, pranzo presto, pomeriggio tra zona indie e cosplay, e treno del ritorno prima della chiusura. Poi, se vi è piaciuto, l’anno dopo vi prendete il fast ticket.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).