Vista dall'interno del tempio Rurikoin di Kyoto su un giardino con aceri autunnali dai colori accesi.©Blanscape - Shutterstock

Tempio Rurikoin

Un tempio a Yase, nel nord di Kyoto, ai piedi del monte Hiei, dove la cosa per cui si va basta da sola: gli aceri del giardino che si vedono capovolti sul piano lucido di tre tavolini bassi.
Il Rurikoin non è un tempio antico pieno di statue e di incenso, è una villa di legno diventata tempio, con tre giardini di muschio e acqua che si guardano stando seduti sul tatami.
Ci vanno tutti quelli che fotografano, ma è il posto giusto anche per chi vuole stare fermo a guardare fuori da una finestra, e per chi a Kyoto ha già fatto il giro dei templi grandi e cerca qualcosa di diverso.

Cosa si vede

La stanza al piano di sopra è quella per cui si viene, e si capisce nel momento esatto in cui si sale l’ultimo gradino. Davanti alla finestra ci sono tre tavolini bassi, neri e tirati a lucido: sopra ci si vede il giardino intero, le foglie, i rami, la luce che passa in mezzo.
Non è un effetto che vi spiegano, è una cosa che sta lì e vi fa fare un passo indietro.

  • La sala al piano di sopra: i tre tavolini scuri con gli aceri rovesciati sul piano, e la stessa scena vera fuori dalla finestra a mezzo metro di distanza.
  • Il giardino Ruri: un tappeto di muschio che sale e scende, decine di aceri sopra e un filo d’acqua che cade da una pietra grande in fondo.
  • Il giardino Garyu: un laghetto con le pietre messe in modo da disegnare la schiena di un drago, si guarda dalla sala del tè.
  • Il viale d’ingresso in salita: gradini di pietra che curvano tra il muschio, un ponticello e l’acqua che si sente prima di vederla.
  • I corridoi di collegamento: il legno del pavimento è lucidissimo e rispecchia il verde delle finestre, è la parte che quasi tutti attraversano senza guardare.
  • La vecchia sauna di terra: una cupola bassa, spenta da tempo, che si guarda da fuori e basta.

Vi avviso subito su una cosa: la sala famosa è una sola, e le stanze che si visitano sono poche. Se in testa avete un grande salone, ridimensionate: è una fila di tavolini davanti a una finestra in una casa di campagna di lusso.
Il davanzale è chiuso e non ci si può arrivare sopra, per cui tutti guardano e fotografano dalla stessa distanza, da dietro i tavolini.

L’errore più comune è correre di sopra, scattare e ridiscendere verso l’uscita. Al piano di sotto c’è una stanza aperta sullo stesso giardino di muschio, con il tatami dove ci si siede per terra: da lì si vede la stessa cosa dal basso, con l’acqua che si sente e le persone che passano dietro senza disturbare.
Se cercate storia, statue di legno, campane e monaci che recitano, questo non è il posto: qui si guarda un giardino da dentro una casa, punto.

Ci torno ogni volta che capito a Kyoto nella settimana giusta, perché è l’unico posto della città dove mi siedo sul tatami davanti a una finestra e non ho nessuna voglia di alzarmi, e perché ogni volta il verde è di un tono diverso.

Quando andare

Ci sono due momenti e sono agli antipodi. Con gli aceri verdi il giardino ha un colore quasi finto, un verde chiaro che sul piano dei tavolini diventa una macchia unica, e in giro c’è molta meno gente.
Con le foglie rosse, verso la fine di novembre, il colpo d’occhio è più forte ma arriva mezza Kyoto: nelle settimane di punta si entra a scaglioni, dentro si cammina a passo d’uomo e per mettersi davanti alla finestra bisogna aspettare il proprio turno.

Il momento peggiore è la fascia centrale della giornata, da metà mattina fino a dopo pranzo, ed è anche il momento in cui la fila davanti all’ingresso è più lunga.
Nel tardo pomeriggio la pressione cala: resta meno luce, ma si riesce a stare seduti nella stanza di sotto senza che qualcuno vi passi davanti ogni dieci secondi. Nei giorni feriali si respira, il fine settimana in piena stagione rossa è un’altra cosa.

Con la pioggia non solo si può andare, ma secondo me è il momento migliore in assoluto: si sta quasi tutto il tempo al coperto, il muschio diventa di un verde scuro e lucido che con il sole non vedete mai, e le persone si dimezzano.
Il cielo coperto poi aiuta il piano dei tavolini, perché senza sole diretto la finestra non viene bruciata in foto e le foglie si vedono nitide anche sul legno.

Com'è dentro

Si comincia in salita, poi in casa si tolgono le scarpe e si gira in calzini per tutto il percorso.
Dentro si cammina su tatami e legno, si sale una scala di legno stretta per arrivare alla sala di sopra e poi si ridiscende: non è tanta fatica, ma è tutto a gradini e senza ascensore, per cui con un passeggino o una carrozzina non ci si muove.

Il giro è fatto per farvi sedere. Nella sala del tè si sta davanti al laghetto con una tazza di matcha e un dolcetto; in un’altra stanza c’è un tavolo lungo dove si ricalca un sutra con la penna, foglio già stampato, e nessuno vi mette fretta.
Consiglio spassionato: fatelo, anche se pensate che non vi interessi. È il momento in cui la testa si stacca dalla fotocamera e cominciate a sentire l’acqua fuori.

Il rumore è quello di una casa piena di gente che parla piano: scarpe in mano, calzini sul legno, i clic delle macchine fotografiche e ogni tanto qualcuno del tempio che invita ad andare avanti.
Portatevi calzini decenti, perché ve li guardano tutti, e mettete in conto che in autunno il legno è gelato sotto i piedi.

La foto migliore

Lo scatto che tutti conoscono si fa dalla sala di sopra, in ginocchio o seduti dietro i tavolini, tenendo la macchina bassa e vicina al piano: più si abbassa il punto di vista, più il legno sparisce e resta solo il giardino rovesciato.
La luce buona è quella della mattina, quando il verde entra dalla finestra di lato e non di fronte. Treppiedi e monopiedi non si possono usare, flash nemmeno.

La seconda foto, la mia preferita, è il corridoio preso dal basso, con il verde delle finestre riflesso sulle assi.
La terza è il laghetto dalla sala del tè, con le pietre e il muschio, meglio ancora se ha appena piovuto.

In breve

  • Il pezzo forte: la sala di sopra con il giardino rovesciato sul legno lucido dei tavolini.
  • Quando andare: la mattina presto o nel tardo pomeriggio, con gli aceri verdi per stare tranquilli, con le foglie rosse per il colore e tanta gente; la pioggia è un vantaggio.
  • Ideale per: chi fotografa, chi vuole stare seduto a guardare un giardino, chi ha già visto i templi grandi di Kyoto.
  • Atmosfera: casa di legno e tatami, voci basse, acqua che scorre fuori, spazi raccolti e pieni di persone nelle giornate di punta.

Conclusione

Qui si viene per una stanza e per un giardino, non per un tempio: chi ci arriva cercando altro torna indietro scontento, chi ci arriva sapendo cosa guarda esce contento. Vale la deviazione per il verde degli aceri sul legno scuro, che altrove in Giappone non trovo con questa forza.
Se odiate le file e volete vedere tanti posti in poco tempo, lasciate perdere e mettete altro in programma. Se invece vi piace stare fermi in un posto solo e guardarlo bene, è il posto per voi.

Come arrivare

Dal centro di Kyoto il modo più semplice è il treno Eiden da Demachiyanagi fino al capolinea di Yase-Hieizanguchi: dalla stazione si attraversa il fiume Takano e si cammina per circa 5-10 minuti lungo la strada che sale verso il tempio.
In alternativa i bus Kyoto Bus partono dalla stazione di Kyoto e da Demachiyanagi e fermano a Yase Ekimae, proprio vicino alla stazione. Non c'è parcheggio.

Informazioni utili

Nome: Tempio Rurikoin
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 10 alle 17
Costo a persona: Adulti: 2.000 yen - Studenti medie e superiori: 1.000 yen (con tessera studentesca)
Durata visita: Circa 1 ora, 1 ora e mezza se fate lo shakyo o vi fermate per il matcha
Giorni di chiusura: Aperto solo in alcuni periodi: di solito da metà aprile a fine maggio, da luglio a metà agosto e da inizio ottobre a metà dicembre. Nel resto dell'anno il tempio è chiuso.
Prenotazione: Nelle settimane di picco autunnale (circa da metà novembre a inizio dicembre) si entra solo su prenotazione. Il metodo cambia di anno in anno (nel 2026 con cartolina di andata e ritorno) e le richieste si chiudono già in estate: controllate il sito ufficiale con mesi di anticipo. Negli altri periodi si entra senza prenotare, facendo la fila.
Consigli utili: Se potete scegliere, andate in una delle aperture con gli aceri verdi (primavera o luglio) e in una giornata coperta o piovosa: il riflesso sui tavolini viene più nitido e c'è molta meno gente. Dopo la foto, scendete al piano di sotto e sedetevi sul tatami davanti al giardino.
Trasporti:
  • Stazione Yase-Hieizanguchi (Eizan Electric Railway, linea Eizan)
  • Fermata Yase Ekimae (Kyoto Bus 17 da Kyoto Station e Demachiyanagi)
Indirizzo: 55 Kamitakano Higashiyama, Sakyo Ward, Kyoto, 606-0067, Japan
Sito Internet: Tempio Rurikoin
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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