Santuario ItsukishimaA 451 metri
Nell'isola di Miyajima, vicino Hiroshima.
©Pics3 - ShutterstockUn tempio buddhista a Miyajima, ai piedi del monte Misen, dove quasi tutti arrivano dopo aver visto il famoso santuario costruito sull’acqua e poi restano molto più di quanto avevano messo in conto. Il Daisho-in è una scalinata lunga con sale sparse su più livelli, centinaia di statue di pietra con i berretti di lana fatti a maglia, una grotta sotterranea con il soffitto coperto di lanterne e, girandosi indietro durante la salita, il mare e i tetti del paese.
Se avete mezza giornata sull’isola e volete qualcosa di diverso dalla foto al grande torii rosso nel mare, per me è il posto migliore di Miyajima.
Si entra da una porta di legno con i due guardiani ai lati, e da lì in poi è tutta salita: il tempio è costruito sul fianco della collina, per cui ogni sala sta su un livello diverso e si passa da una all’altra per gradini. La cosa che spiazza è la quantità di roba messa ovunque, ai lati dei gradini, negli angoli, dietro gli edifici.

La statua dagli undici volti stava nel santuario sull’acqua, l’Itsukushima, e l’hanno portata qui quando hanno separato templi buddhisti e santuari shintoisti: è il motivo per cui la parte buddhista dell’isola è finita quasi tutta dentro questo recinto. Del resto è anche il tempio più antico di Miyajima e uno dei più importanti della scuola buddhista Shingon: la tradizione lo lega a Kukai, il fondatore della scuola, che nell’806 si sarebbe ritirato in meditazione sul monte Misen.
Vi avviso subito: se salite dritti per la scalinata guardando avanti, del Daisho-in non vedete quasi niente. Le cose belle stanno in basso e di lato, i jizo minuscoli infilati fra le radici, le tre scimmiette, i tanuki di pietra, i dodici animali dello zodiaco in fila. Chi arriva con la fretta di spuntare la tappa fa la salita di corsa e si perde il novanta per cento.
Il corridoio sotto la sala del Kannon è buio davvero, non in penombra: se gli spazi stretti e chiusi vi mettono a disagio, saltatelo e non perdete nulla del resto.
Questo poi non è un posto per chi fa fatica a camminare. Non ci sono rampe, si sale e si scende in continuazione, con il passeggino è una guerra e in certi tratti il corrimano manca.
Quello che dà, però, è molto più di quello che promette dall’esterno. Da fuori sembra un tempio di quartiere con una scalinata davanti, dentro è un posto in cui si continua a girare l’angolo e trovare un’altra cosa.
Quando porto qualcuno a Miyajima, il santuario sull’acqua è la tappa che tutti si aspettano, ma il posto dove poi ci fermiamo davvero è questo: ci si mette a guardare le facce delle statue una per una e il tempo passa senza che nessuno guardi l’orologio.

La mattina presto è il momento migliore. La gente che sbarca sull’isola punta tutta verso il santuario e la strada dei negozi, per cui qui potete trovarvi da soli con il rumore delle ruote di metallo e i cervi che gironzolano davanti alla porta.
Dalla metà della mattinata in poi arrivano i gruppi, ma non è mai la ressa che si vede giù al santuario: anche quando c’è più gente si cammina normalmente e non si fa la fila per entrare da nessuna parte.
L’autunno è il momento in cui questo posto dà il meglio di sé. La collina intorno è piena di aceri, e quando diventano rossi si vedono insieme il tetto delle sale, le foglie e il mare dietro, una combinazione che sull’isola non trovate altrove. In quel periodo l’isola intera si riempie e il fine settimana è da evitare se potete scegliere.
La primavera è più tranquilla e più verde, l’estate è la stagione peggiore: la scalinata è quasi tutta al sole, si suda parecchio e le zanzare fra gli alberi si fanno sentire.
Con la pioggia invece ci si sta benissimo, perché metà delle cose sono al coperto e la grotta è sotto terra. La pietra bagnata scurisce, le facce delle statue vengono fuori meglio e la gente si dimezza.
Mettetevi scarpe comode, non è un consiglio generico. Dalla porta d’ingresso alla sala in alto non c’è un tratto in piano, e i gradini di pietra sono alti e irregolari, di quelli che ti fanno guardare dove metti i piedi invece che il panorama.
Non è una salita da montagna, ma se avete già camminato tutto il giorno per l’isola la sentite nelle gambe. Fate una sosta a metà scalinata.
Nelle sale si entra scalzi, le scarpe si lasciano all’ingresso: se avete gli stivali o le scarpe da trekking allacciate fino in cima, mettete in conto di slacciarle e riallacciarle più volte.
Dal retro del tempio parte anche il sentiero per la cima del monte Misen, e si vede: chi passa con lo zaino e i bastoncini attraversa l’area del tempio e tira dritto. Se non avete intenzione di salire, è solo un dettaglio da sapere per non infilarvi nel sentiero sbagliato.

Per il panorama c’è un punto solo, e quasi tutti se lo perdono perché sono concentrati sulla salita: arrivati in cima alla scalinata principale, giratevi. Da lì si vedono i tetti del paese, il braccio di mare e la costa di fronte, incorniciati dalla porta e dagli alberi ai lati. Con il cielo pulito si distingue la terraferma dall’altra parte.
L’altra foto da fare è ravvicinata e va fatta in basso, nel giardino dei rakan: due o tre statue con i berretti colorati, prese all’altezza del viso e non dall’alto. Con la luce piatta delle giornate coperte vengono meglio, perché il sole pieno fa ombre dure sulla pietra e le facce si perdono.
Dentro le sale e nella grotta si sta zitti e si scatta con discrezione: è un tempio in attività, ci sono riti e gente che prega davvero, non un museo.

Qui non si viene per un singolo edificio da fotografare, perché nessuna delle sale, presa da sola, è il monumento della vita. Si viene per la somma: la salita, le facce di pietra una diversa dall’altra, le lanterne della grotta e il mare che compare quando ti volti. Vale la deviazione anche se avete poche ore sull’isola, ed è la cosa che ricorderete meglio di Miyajima insieme al torii. L’unico caso in cui lascerei perdere è se avete problemi a fare le scale: senza la salita, di questo posto resta molto poco.
Dal molo dei traghetti di Miyajima seguite il lungomare o la via dei negozi verso il santuario di Itsukushima, circa 15-20 minuti a piedi. Dal santuario prendete la stradina in leggera salita verso le pendici del monte Misen: in 5-10 minuti siete alla porta del tempio.
Se scendete dal Misen a piedi lungo il sentiero Daisho-in, il percorso finisce proprio dentro il tempio.
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Tempio Daisho-in
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Tempio Daisho-in - lì vicino trovate:
Nell'isola di Miyajima, vicino Hiroshima.
A 546 metriVicino al santuario Itsukushima.
A 590 metriAccogliente caffè.
A 609 metriIl Santuario Hokoku.
A 771 metriOstriche favolose.
A 788 metriFantastiche ostriche.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).