A 2678 metriSantuario SumiyoshiA 2678 metri
Un grande santuario ad Osaka.

Un giardino botanico nel parco di Nagai, a sud di Osaka, che quando fa buio si riempie di luci, suoni e opere che reagiscono a chi passa, al vento e perfino agli uccelli. È il teamLab Botanical Garden, un teamLab tutto all’aperto: niente sale chiuse e specchi, si cammina tra alberi veri, uova luminose da spingere e un lago con i colori che si riflettono sull’acqua.
Per me è una delle serate più belle che si possano passare a Osaka. È perfetto per chi ha già visto i teamLab di Tokyo e vuole qualcosa di diverso, per le coppie e per chi ha bambini che hanno bisogno di correre dopo una giornata di musei e negozi.
Di giorno qui c’è il normale giardino botanico del parco, con prati, un lago grande e boschetti di alberi diversi. Di sera le stesse piante diventano la tela: le opere sono sparse lungo i vialetti e non c’è un percorso obbligato, scegliete voi da che parte andare e dove tornare.
Queste sono le cose che non vanno saltate:
Il bosco di eucalipti è la parte che fa impazzire tutti, grandi e piccoli. Ci si infila in mezzo alle uova, le si spinge con le spalle, si guarda il colore che corre avanti tra i tronchi, ed è lì che si ferma più gente.
Le sculture degli uccelli sono invece la cosa più bella da guardare senza fare niente: vi consiglio di mettervi sulla riva un po’ di lato, lontano dal gruppetto davanti, e lasciarle cambiare per qualche minuto, perché la figura non si ripete mai uguale.
Un paio di cose da sapere prima. Se arrivate dai teamLab di Tokyo e vi aspettate stanze piene di specchi e proiezioni su tutte le pareti, qui le opere sono meno e più distanziate, e tra una e l’altra si cammina al buio nel verde. Il principio poi è quasi sempre lo stesso, luce che risponde a chi si avvicina: chi cerca effetti sempre nuovi a ogni angolo dopo un po’ può trovarlo ripetitivo.
Vi avviso anche che alcune opere legate ai fiori ci sono solo in certe stagioni, come le aiuole di nemophile illuminate in primavera o il campo di girasoli d’estate, per cui la serata non è mai identica da un periodo all’altro.
Quello che conta davvero è che qui la tecnologia si mescola a quello che c’è già: il profumo delle piante che cambia da un bosco all’altro, la musica bassa che accompagna i vialetti, il vento che muove le uova e fa cambiare le colonne. Al chiuso tutto è pensato fino all’ultimo dettaglio, qui una parte la fa la serata.
Ci porto chi viene a trovarmi e ha già visto teamLab Planets a Tokyo, perché è il confronto che fa capire meglio cosa succede quando le stesse idee escono all’aperto, e ogni volta che torno con una stagione diversa trovo un giardino cambiato.
Il momento migliore è la primavera inoltrata o l’autunno, quando la sera si sta bene con una giacca leggera e si ha voglia di camminare. D’estate l’umidità di Osaka non molla neanche dopo il tramonto e nei boschi le zanzare sono tante; in compenso c’è il campo di girasoli.
Una serata con un po’ di vento dà il meglio alle colonne e alle uova degli eucalipti, che si muovono da sole anche quando non c’è nessuno a spingerle. Con la pioggia invece lasciate perdere: è tutto all’aperto, non c’è un tetto sotto cui ripararsi e i vialetti bagnati al buio non sono piacevoli.
Nel fine settimana e durante le vacanze giapponesi all’ingresso si forma la fila e il bosco di eucalipti diventa una specie di festa per famiglie, con bambini che corrono ovunque. Il giardino però si mangia la gente: appena ci si allontana dall’ingresso i gruppi si spargono e davanti al lago si trova sempre un pezzo di riva libero.
In un giorno feriale la differenza si sente, soprattutto verso la fine della serata, quando in certi boschetti restano poche coppie e si sente solo la musica.
Il terreno è quasi tutto in piano, senza scalinate, però si cammina parecchio: il giardino misura ventiquattro ettari e le opere sono distribuite su una buona parte. Le salite non ci sono, la stanchezza arriva dalle gambe a fine giro.
I vialetti sono volutamente poco illuminati e in certi tratti non si vede bene dove si mettono i piedi. Scarpe chiuse e comode, niente sandali e niente tacchi: in mezzo agli eucalipti si cammina sulla terra e tra le radici.
D’estate e a inizio autunno portate l’antizanzare e i pantaloni lunghi, perché nei boschi pungono davvero. Nei mesi freddi invece la sera all’aperto è gelida e ci si ferma meno volentieri davanti alle opere.
Con i bambini è una serata facile: possono toccare quasi tutto, spingere le uova e correre senza che nessuno li sgridi. I più piccoli nei tratti bui vanno tenuti per mano, e sul lago conviene stare vicini alla riva insieme a loro.
La foto più bella si fa sulla riva del lago davanti alle sculture degli uccelli, abbastanza lontano da prendere anche il riflesso nell’acqua. Davanti c’è sempre un po’ di gente, ma spostandosi lungo la riva l’inquadratura libera si trova senza aspettare.
Nel bosco di eucalipti funziona bene la sagoma scura di una persona davanti alle uova accese, con i tronchi dietro. Il buio rende le foto con il telefono meno nitide del solito, ma i contorni delle persone contro la luce vengono benissimo.
Qui non si viene per contare le opere, che sono meno di quelle di Tokyo, ma per camminare di sera dentro un giardino vero che reagisce a voi, al vento e alla stagione. Per questo, anche se state a Osaka solo qualche giorno e il parco è fuori dal centro, vale la pena dedicarci una serata.
Non fa per chi odia camminare al buio, per chi cerca ambienti costruiti apposta con effetti ovunque, né per chi capita a Osaka nel pieno dell’estate e sopporta male umidità e zanzare.
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teamLab Botanical Garden
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A 3386 metriPasticceria discreta.
A 3855 metriUn grande negozio di elettronica.
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Deliziose ciambelle.
A 3927 metriOttima catena di okonomiyaki.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).