Taglie di scarpe in Giappone
Le scarpe in Giappone si comprano guardando un numero solo, ed è il più onesto che ci sia: la lunghezza del piede in centimetri. Niente 39, 40, 41 da decifrare, niente tabelle americane con mezzi punti che non tornano mai.
Se il piede misura 26 centimetri, la vostra taglia è 26. Sembra la cosa più semplice, e per certi versi lo è, ma appena entrate in un negozio scoprite che c’è dell’altro: la larghezza, le taglie che spariscono oltre un certo numero, le ciabatte in cui il tallone resta fuori.
Sono dettagli banali, ma se non li sapete prima possono rovinarvi mezza giornata di shopping.
Indice
Come funziona il sistema
Una taglia 25.0 vuol dire che il piede è lungo 25 centimetri dal tallone alla punta. Le taglie salgono di mezzo centimetro alla volta, per cui trovate 24.0, 24.5, 25.0, 25.5 e così via, e qualche marca arriva persino a scarti più piccoli per una calzata precisa.
La cosa che spiazza molte persone la prima volta è un’altra: le taglie giapponesi sono unisex, e lo stesso numero indica la stessa lunghezza del piede sia per un uomo sia per una donna. Cambiano i modelli e gli scaffali, ma il 24.5 resta un 24.5 ovunque.
Per chi compra online e ha sempre litigato con le conversioni è una piccola liberazione: si misura il piede e si cerca il numero uguale.
Unica eccezione: nei negozi di moda, soprattutto sulle scarpe da donna più economiche, al posto dei centimetri trovate a volte le lettere S, M, L e LL. Di solito la S corrisponde a 22-22.5, la M a 23-23.5, la L a 24-24.5 e la LL a 25-25.5.
È una scala più grossolana, e lì la prova è d’obbligo.
| Taglia europea | Giappone (cm) | Nei negozi giapponesi |
|---|---|---|
| 35 | 22 – 22.5 | facile |
| 36 | 22.5 – 23 | facile |
| 37 | 23.5 | facile |
| 38 | 24 | facile |
| 39 | 24.5 – 25 | facile |
| 40 | 25 – 25.5 | da donna si fa dura, da uomo facile |
| 41 | 26 | da uomo facile |
| 42 | 26.5 | da uomo facile |
| 43 | 27.5 | da uomo facile |
| 44 | 28 | al limite: non tutti i negozi |
| 45 | 28.5 – 29 | difficile: grandi magazzini, catene grandi o online |
| 46 | 29.5 – 30 | difficile: grandi magazzini, catene grandi o online |
Conversione indicativa: tra una marca e l’altra cambia anche di mezzo numero. Il numero giusto resta la lunghezza del vostro piede in centimetri.
La larghezza conta
Qui casca il turista. In Giappone accanto alla lunghezza c’è quasi sempre una lettera che indica la larghezza, e ignorarla è l’errore più comune.
Le larghezze si esprimono con le lettere C, D, E, EE, EEE ed EEEE, che trovate scritte anche come 2E, 3E e 4E, e in Europa questo sistema non esiste. La lettera non misura quanto è largo il piede visto dall’alto, ma la circonferenza all’altezza delle dita.
Nelle tabelle giapponesi un piede da 25 centimetri in larghezza D ha una circonferenza di 237 millimetri, e ogni gradino aggiunge circa 6 millimetri: E arriva a 243, 2E a 249, 3E a 255 e così via. A me piace proprio perché è preciso: il Giappone dichiara nero su bianco cosa vuol dire ogni lettera, mentre altri Paesi la lasciano nel vago.
Un consiglio pratico: se la scarpa vi stringe anche con il numero giusto, spesso il problema è la larghezza, non la lunghezza. Provate lo stesso numero in una lettera più larga prima di salire di taglia.
| Lettera | Giro del piede | Calzata |
|---|---|---|
| C | 231 mm | stretta |
| D | 237 mm | medio stretta |
| E | 243 mm | media |
| 2E (EE) | 249 mm | medio larga, la più comune nelle marche giapponesi |
| 3E (EEE) | 255 mm | larga |
| 4E (EEEE) | 261 mm | molto larga |
Valori per un piede lungo 25 cm: ogni lettera aggiunge circa 6 mm di giro. Il giro si misura nel punto più largo, all’altezza delle dita.
Misurare il piede
Prima di partire, o prima di uscire per i negozi, misuratevi il piede con calma. Vi risparmia un sacco di prove inutili e vi mette in una botte di ferro anche se comprate online.
I passaggi sono pochi e non vi porteranno via più di cinque minuti:
- Tallone contro il muro, piede appoggiato su un foglio, matita dritta per disegnare il contorno.
- Lunghezza: dal tallone alla punta del dito più lungo. Quel numero in centimetri è la vostra taglia.
- Giro: un metro morbido attorno al punto più largo, all’altezza delle dita, vi dà la lettera della larghezza.
Misurate tutti e due i piedi, a fine giornata, e tenete il numero più grande.
- Appoggiate il piede su un foglio di carta contro un muro, con il tallone che tocca il battiscopa, e disegnate il contorno tenendo la matita dritta.
- Misurate in centimetri la distanza dal tallone alla punta del dito più lungo, che non sempre è l’alluce: quello è il vostro numero.
- Fatelo a fine giornata, quando il piede è leggermente più gonfio, così non scegliete una taglia troppo tirata.
- Misurate entrambi i piedi, perché quasi tutti li hanno leggermente diversi.
- Girate un metro morbido attorno alla parte larga del piede per farvi un’idea della circonferenza, che vi orienta sulla lettera della larghezza.
Ve lo dico sinceramente, questo piccolo lavoro fa la differenza: in negozio chiedete un numero e una larghezza precisi, invece di andare a tentativi.
Taglie grandi
Se calzate grande, mettetevi il cuore in pace: sarà una caccia. Le scarpe sopra i 25 centimetri per le donne e sopra i 28 per gli uomini sono molto difficili da trovare nei negozi giapponesi.
Il motivo è semplice: il piede medio qui è più corto, e i negozi tengono soprattutto le misure centrali. Chi porta un 28.5 o più si scontra spesso con commessi che, alla richiesta di un 30, rispondono di arrivare al massimo al 28.5.
Non è impossibile, ma dovete sapere dove cercare e avere pazienza. Io vi direi di puntare dritti sui grandi magazzini e sulle catene grosse invece di girare le boutique piccole, dove lo scaffale finisce presto.
E se avete già a casa un paio comodo in taglia forte, portatevelo dietro dall’inizio del viaggio: contare di comprarlo qui è un azzardo che a molti è costato giornate perse.
Piede piccolo
Il problema opposto esiste e se ne parla molto meno. Sotto una certa misura le scarpe da donna spariscono dagli scaffali normali, perché anche lì la produzione si concentra sulle taglie centrali.
La buona notizia è che c’è un indirizzo che risolve quasi sempre la faccenda. La catena Diana, presente in tutto il Giappone, tiene di solito misure dal 21 in giù, e il suo negozio di punta ha un piano intero dedicato alle taglie piccole.
Chi ha sempre faticato a trovare la propria misura lì trova finalmente scaffali pieni di modelli nel suo numero.
Dove comprare davvero
Le opzioni non mancano, basta scegliere il posto giusto in base al piede e al portafoglio. Ecco dove mando di solito chi mi chiede:
- ABC-Mart è la catena più diffusa, la trovate praticamente ovunque e tiene tante marche sportive in un colpo solo. C’è pure un negozio bandiera su quattro piani, ABC-Mart Grand Stage, con marche come Nike, Adidas e Vans e diversi modelli esclusivi giapponesi.
- I grandi magazzini come Mitsukoshi e Takashimaya coprono dalla misura piccola a quella grande e hanno un reparto scarpe serio, con commessi che vi misurano il piede sul momento.
- Diana, di cui vi ho appena parlato, resta il primo posto dove guardare per le taglie piccole.
- Le catene di moda veloce come Zara e H&M sono un’ancora di salvezza per chi calza grande, perché arrivano a misure che i negozi giapponesi spesso non tengono.
Sui prezzi state tranquilli: da ABC-Mart e simili si spende poco per un paio di sneakers, mentre nei grandi magazzini e sulle marche di pelletteria si sale parecchio. In generale una scarpa sportiva qui non è un salasso.
Un’ultima accortezza: ordinare scarpe dall’estero mentre siete qui è raramente una buona idea, perché la dogana sulle calzature è alta e vi ritrovate a pagare molto più del prezzo del negozio.
Le marche giapponesi
Se siete qui, un pensiero alle marche di casa fatelo, perché su comodità e calzata hanno poco da invidiare a nessuno. Asics è il marchio giapponese più conosciuto al mondo, soprattutto per il running, famoso per la tecnologia GEL che dà stabilità e assorbe i colpi nelle camminate lunghe.
Accanto ad Asics ci sono Onitsuka Tiger, con quelle linee retrò che piacciono tanto, Mizuno per lo sport e Moonstar per uno stile più classico.
Molte di queste marche pensano ai piedi giapponesi, spesso più larghi, e propongono versioni in larghezza 2E o 3E anche sui modelli di tutti i giorni. Se avete il piede largo e in Europa vi siete sempre sentiti stretti, provate qui una calzata 3E: capite cosa vi siete persi.
Ciabatte e taglia unica
Fuori dai negozi c’è un altro capitolo che tocca tutti. Nei ryokan, nei templi, in tante case e in certi ristoranti vi fanno togliere le scarpe e vi danno le ciabatte, quasi sempre in taglia unica.
Chi calza dal 27 in su lo scopre subito: il tallone resta a mezz’aria e si cammina con quel passo strascicato che qui fanno tutti. La taglia unica non va davvero bene a nessuno, ma la portano tutti allo stesso modo.
Non è un dramma, però se avete il piede grande e sapete di dormire in un ryokan, un paio di ciabatte pieghevoli nello zaino vi salva le serate.
Stesso discorso per i sandali tradizionali come geta e zori e per i calzini con l’alluce separato, i tabi: la misura è pensata su piedi più piccoli, quindi provateli prima di comprarli come souvenir da indossare davvero.
Il mio consiglio
Se dovessi dare una sola dritta, è questa: misuratevi il piede in centimetri prima di partire e segnatevi anche un’idea della larghezza. Con quei due numeri in tasca comprate scarpe in Giappone senza stress, in un ABC-Mart affollato come davanti a uno scaffale di Asics.
Chi calza nella media si troverà benissimo e tornerà a casa con un paio in più. Chi ha il piede molto grande o molto piccolo deve solo essere furbo su dove andare, e ora lo sapete.
Alla fine è un sistema più logico di quello europeo, e dopo un po’ vi verrà da chiedervi perché da noi continuiamo a complicarci la vita con quei numeri strani.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
