Krispy KremeA 35 metri
Catena di ciambelle americane glassate.

Una catena di bisteccherie sparse per Tokyo, dove la carne arriva su una piastra di ghisa che sfrigola ancora e la cottura la finite voi al tavolo, un pezzo alla volta.
Da Steak Lodge si mangiano tagli di manzo spessi, dalla coppa al cappello del prete, ma in lista ci sono anche pollo, agnello e canguro, sempre accompagnati da verdure saltate.
È il posto giusto quando avete fame vera e zero voglia di cerimonie: scegliete la grammatura che volete, mangiate con le bacchette e in mezz’ora avete finito. Anche da soli, senza sentirvi fuori posto.
Il menu si regge su pochi tagli di carne, proposti in tutte le grammature da 200 grammi in su. Nessun hamburger, nessun piatto di pasta a fare da riempitivo.
Sotto la carne ci sono sempre le verdure saltate, e al posto del mais potete farvi mettere i broccoli. In certi giorni del mese i broccoli si prendono a volontà, il che per una bisteccheria è una stranezza simpatica.
Vi avviso subito che la carne arriva praticamente cruda e già tagliata a bocconi, e se la lasciate cuocere tutta insieme sulla piastra rovente diventa stopposa. Si cuociono due o tre pezzi alla volta, si mangia, si ripete.
Il rich steak non si scioglie in bocca: è carne che si mastica, e chi cerca la marezzatura del wagyu resta deluso. Sul tavolo ci sono salsa di cipolla di Awaji, salsa all’aglio, sale grosso, pepe nero, wasabi vero e un sale e pepe affumicato che secondo me è il migliore dei sei.
Con 200 grammi e poco altro si sta sui 1.500 yen; salendo a 300 grammi con riso e zuppa si arriva sui 2.000–2.500 yen, e per i tagli più grossi si superano i 3.000 yen a testa. A pranzo il set con riso d’orzo e zuppa è compreso nel prezzo, ed è il momento in cui si spende meno.
Per quello che portano in tavola è economico sul serio, e non nel senso triste del termine: la carne passa a lungo a bassa temperatura prima di finire sulla piastra, e si sente nella morbidezza di tagli che a quel prezzo di solito sono gomma.
Quando ho voglia di carne rossa senza spendere una cifra è uno dei primi nomi che mi vengono in mente, perché con poco più di 2.000 yen mangio 300 grammi di ribeye con le verdure, che altrove pago il doppio.
Legno ovunque, travi a vista, cartelli di legno appesi: l’idea è la baita di montagna, e per una volta il tema è portato avanti fino in fondo invece di fermarsi all’insegna.
I posti sono soprattutto al bancone, con qualche tavolo dove capita. Si sta stretti, e l’olio che salta dalla piastra è un rischio concreto per una camicia chiara: per questo vi danno un grembiule di carta, e mettetelo.
A mezzogiorno c’è da aspettare fuori, e la fila scorre perché nessuno si attarda: si ordina, si cuoce, si paga. Il servizio è sveglio e, se è la prima volta, vi spiegano come muovervi con la piastra senza farvi sentire turisti.
La cosa che mi piace di più di questi locali è che una donna sola al bancone non è un’eccezione. Si mangia con le bacchette, davanti a un piatto che sembra più una cena di casa che una bistecca all’americana.
La piastra di ghisa tiene il calore a lungo, ed è quello il trucco di tutto il posto: non è un cuoco a decidere la cottura per voi, la decidete voi pezzo per pezzo. Chi la vuole al sangue la tira via subito, chi la vuole ben cotta la lascia giù qualche secondo in più.
Il riso è con l’orzo, e in alcune versioni trovate il riso integrale germogliato. Non è una scelta da ristorante salutista: sta bene con la carne, assorbe il fondo di salsa e non è appiccicoso come il riso bianco.
Le verdure non sono il contorno triste di fianco. Sono saltate al momento, croccanti, e mangiate insieme alla carne trasformano la bistecca in un pasto completo.
L’idea dichiarata è proprio questa, carne e verdure nello stesso piatto, e per me è il motivo per cui Steak Lodge vale la deviazione rispetto alle altre bisteccherie a prezzo basso di Tokyo.
Se cercate una cena lunga, con il vino che accompagna e due ore di chiacchiere, non è il posto: qui si mangia in venti minuti e la piastra non aspetta. Il vino al bicchiere c’è, costa poco, ma resta un contorno.
Uscite con l’odore di carne alla piastra addosso, giacca compresa. È il prezzo della piastra al tavolo e non c’è modo di evitarlo.
Niente trancio intero da tagliare col coltello, e chi se lo aspetta all’americana storcerà il naso. Il canguro poi è una scommessa: se non siete curiosi restate sul manzo.
Ultima cosa pratica: le carte e i pagamenti elettronici li prendono senza problemi, cosa non scontata nelle bisteccherie a basso costo.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi ha fame vera a pranzo, mangia da solo e vuole carne senza spendere una fortuna
Atmosfera: baita di legno in mezzo alla città, bancone affollato, ritmo svelto
Quando andarci: fuori dall’ora di punta, se non volete aspettare in strada
Quello che mi porto via da Steak Lodge non è un taglio in particolare, è il rumore: la piastra che sfrigola davanti a voi e la mano che decide da sola quando togliere il pezzo. Se ci passate una volta sola prendete l’harami, il diaframma, e provatelo con tutti i condimenti del tavolo uno dopo l’altro.
Sedetevi al bancone, dove la piastra vi arriva davanti ancora fumante e vedete il locale lavorare a pieno ritmo. Carne e verdure fatte così bene a Tokyo si trovano raramente: andateci affamati, vi resterà in testa per un bel po’.
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Steak Lodge Shibuya
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).