Postazione con stampante multifunzione e scaffali pieni di riviste in un minimarket a Tokyo.©Hiroshi-Mori-Stock - Shutterstock

Stampare in Giappone

Stampare in Giappone è molto più semplice di quanto sembra, e la soluzione ce l’avete a pochi minuti a piedi da dove dormite: il konbini, cioè il minimarket aperto praticamente sempre. Dentro quasi ogni negozio c’è una macchina grigia che stampa, fotocopia, scansiona e manda fax, e per usarla non servono un computer né un negozio di fotocopie.
Bastano un’app scaricata prima di partire, qualche moneta in tasca e cinque minuti, e si spende pochissimo: gli unici intoppi veri sono il pagamento e la durata dei file caricati, che la prima volta fanno perdere dieci minuti. Alla fine è una di quelle piccole comodità giapponesi che poi vi mancano quando tornate a casa.

Perché conviene il konbini

La macchina multifunzione del konbini si chiama multicopy machine e la trovate in 7-Eleven, FamilyMart, Lawson e nelle altre catene, quasi sempre vicino all’ingresso o in fondo, accanto al bancomat. All’interno della stessa catena la macchina è identica in tutto il Giappone: stesso schermo, stessi formati di carta, stessi prezzi.
Questo vuol dire che se imparate a usarla una volta a Tokyo, la stessa procedura vi salva a Osaka, in un paese di montagna o all’aeroporto. Stampa fino al formato A3, fa fronte-retro, legge chiavette e schede di memoria, e si usa senza bisogno di nessuno.

Per un viaggiatore i casi tipici sono sempre gli stessi: la carta d’imbarco che la compagnia aerea vuole su carta, la prenotazione di un ryokan che chiede la conferma stampata, un modulo da firmare, i documenti per l’ufficio immigrazione. Io onestamente ci finisco anche per motivi molto più banali, tipo stampare un itinerario o una mappa che sul telefono non si legge bene.

L'app di 7-Eleven

Se non avete una chiavetta USB, il modo più rapido è l’app di 7-Eleven per la stampa, quella chiamata kantan netprint. Si scarica gratis, non chiede di registrarsi e non serve un indirizzo giapponese: caricate il file dal telefono, l’app vi restituisce un codice QR, e quel codice lo mostrate al lettore della macchina in negozio.
Il vantaggio grosso è proprio questo: non dovete navigare nei menu in giapponese, perché il QR porta già con sé il file, il formato e il colore che avete scelto.

I passaggi, in ordine, sono pochi:

  • Scaricate l’app prima di uscire dall’albergo e caricate i file mentre siete ancora sul wifi, perché il caricamento su rete mobile con documenti pesanti è lento.
  • Scegliete dentro l’app il formato carta, il bianco e nero o il colore e se volete il fronte-retro: quello che impostate lì è quello che esce dalla macchina.
  • Aspettate che l’app confermi la registrazione del file e vi mostri il codice QR o il numero di prenotazione di otto cifre.
  • In negozio, dal menu della macchina scegliete la stampa da netprint, avvicinate il telefono al lettore QR e controllate anteprima e prezzo sullo schermo.
  • Inserite le monete o passate la carta prepagata, e solo a quel punto premete il tasto di stampa.

Il numero di prenotazione è l’alternativa al QR, e vale la pena segnarselo: se lo schermo del telefono fa i capricci sotto il lettore, lo digitate a mano e risolvete in dieci secondi. L’app accetta PDF, foto, Word, Excel e PowerPoint, il che la rende la strada più comoda se avete un allegato arrivato per email.

Quanto restano i file

Il file caricato non resta lì per sempre, ed è la cosa che coglie di sorpresa chi si porta avanti col lavoro. Con l’app senza registrazione la validità è breve: il documento sparisce dal server entro la fine del giorno successivo, poi va ricaricato da capo.
Ci sono anche dei limiti sulla quantità: si caricano pochi file per volta e ogni file deve stare sotto una decina di megabyte. Per un paio di pagine di PDF non ve ne accorgerete mai, per un libretto con foto ad alta risoluzione invece sì.

Se dovete stampare la stessa cosa più volte, o volete caricare oggi e stampare fra una settimana, esiste la versione con account della stessa famiglia di servizi, che tiene i file per circa un mese. Vi consiglio di aprirlo solo se vivete qui o se state per affrontare un mese di scartoffie; per un viaggio, la versione senza registrazione basta e avanza.

Fate tutto da soli

Il personale del konbini di solito non vi aiuta con la macchina. Non è scortesia, è proprio come è organizzato il lavoro lì dentro, con una o due persone alla cassa che non possono lasciare il banco per spiegarvi come si carica un PDF.
Quindi arrivate preparati: file già caricati, formato già scelto, monete già in tasca. Il commesso lo chiamate quando la macchina si inceppa, finisce la carta o si mangia i soldi, e in quei casi interviene subito.

C’è anche una questione di buona educazione. La macchina è spesso una sola per negozio e la usano anche i residenti per cose serie, dai certificati comunali ai documenti di lavoro.
Se vedete qualcuno in attesa dietro di voi, evitate di piazzarvi lì a sfogliare il telefono cercando il file giusto: meglio farsi da parte, sistemare tutto con calma e rimettersi in coda.

Stampare dalla chiavetta

Con una chiavetta USB o una scheda SD il giro è ancora più diretto, ma c’è una regola che vi risparmia un viaggio a vuoto: dalla chiavetta la macchina stampa PDF e immagini, non i file di Office. Word, Excel e PowerPoint vanno convertiti in PDF prima, dal computer o dal telefono.
Lo sportellino dove si infila la chiavetta sta sul fianco della macchina, dietro una copertura che si apre a scatto. Dopo la stampa lo schermo vi dice quando potete togliere il supporto: aspettate quel messaggio, altrimenti rischiate di estrarre a metà trasferimento.

I formati di carta da usare sono quelli standard giapponesi, A4 e B5 per i documenti normali, B4 e A3 quando serve grande. Un PDF impostato su formato Lettera all’americana esce rimpicciolito e storto, e ve ne accorgete solo col foglio in mano.

Quanto si spende

I prezzi sono uguali in tutto il paese e sono bassi, davvero tra le cose meno care che farete in Giappone. Una fotocopia in bianco e nero sta sui 10 yen a pagina, una stampa fatta dal telefono o dal cloud sui 20, il colore sui 50–60 yen a foglio, e sale se passate al formato grande.
Le foto su carta fotografica formato piccolo costano intorno ai 40 yen a scatto, la scansione sui 30 yen a foglio. Per dare un’idea concreta: un fascicolo di venti pagine in bianco e nero ve la cavate con poche centinaia di yen, meno di un caffè al bar.

Il colore in stampa cloud è la voce che pesa di più, e se dovete stampare molte pagine a colori chiedetevi se servono davvero a colori. In ogni caso controllate a schermo il totale prima di pagare: la macchina lo mostra sempre in grande insieme all’anteprima.

Come si paga

Qui c’è la trappola che fa arrabbiare più gente, e ve lo dico subito perché è il consiglio più utile di tutto l’articolo: alla macchina di 7-Eleven le banconote non entrano. Non esiste proprio la fessura per i biglietti, si paga solo con le monete da 10, 50, 100 e 500 yen, mentre i pezzi da uno e da cinque yen non li accetta.
L’alternativa è la carta prepagata Nanaco, quella del gruppo 7-Eleven, che si appoggia sul lettore e scala l’importo. Nelle macchine di Lawson e FamilyMart invece il biglietto da mille yen si può inserire, e questo cambia parecchio se avete solo carta in tasca.

La mossa furba è semplice: prima di stampare, comprate qualcosa in cassa pagando in contanti e vi ritrovate il resto in monete. Se invece dovete stampare un fascicolo lungo, pagate con la prepagata, così non state lì a infilare monete da cento yen una dopo l’altra.
Le carte di credito alla macchina non le date per scontate: per le stampe il giro normale restano monete e prepagata. La Nanaco si richiede direttamente alla cassa di qualunque 7-Eleven, e lì la ricaricate in contanti anche con le banconote: è il modo più semplice per aggirare il limite delle monete se pensate di stampare spesso durante il viaggio.

Lawson e FamilyMart

Le altre due grandi catene usano un sistema diverso ma con la stessa logica. Si chiama network print: caricate il file sul sito o sull’app, ricevete un numero utente, e quel numero lo digitate sulla macchina in negozio per ritirare le vostre stampe.
Esiste anche l’app che manda i file direttamente alla macchina via wifi, senza passare da un server: comoda se siete già lì davanti e volete stampare al volo un PDF che avete sul telefono.

Quando siete in giro e volete la cosa più rapida, entrate nel konbini più vicino e usate il sistema di quella catena. Non ha molto senso attraversare due quartieri per una catena specifica: i prezzi si somigliano e la qualità di stampa pure.
L’unica differenza che io terrei d’occhio è quella del pagamento, perché avere le monete giuste o meno decide se ve la cavate in tre minuti.

Il menu della macchina

Lo schermo ha un tasto per cambiare lingua e l’inglese c’è, insieme ad altre lingue asiatiche. La versione in lingua straniera però è più asciutta di quella giapponese e alcune funzioni le trovate solo nel menu originale, quindi vi direi di usare il percorso col codice QR ogni volta che potete: salta quasi tutti i passaggi.
Se vi tocca navigare, le voci principali sono sempre nello stesso ordine: la copia normale, la stampa da supporto o da rete, le foto, la scansione, il fax e i servizi amministrativi.

L’ordine delle operazioni è fisso e non si scappa: prima scegliete, poi pagate, poi si stampa. I fogli escono da un vassoio laterale, e se avete stampato più documenti controllate di aver ritirato tutto prima di andarvene.
Se vi serve la ricevuta, c’è un tasto apposta sullo schermo alla fine: stampa un foglietto con l’importo, utile per chi mette le spese a rimborso.

Scansioni, fax e certificati

La stessa macchina scansiona, e per chi viaggia è una funzione da ricordare: appoggiate il documento sul vetro e vi portate via il file in PDF o JPEG, salvato su chiavetta oppure direttamente sul telefono tramite l’app della catena. Arriva fino al formato A3, quindi ci passate anche una mappa grande o un modulo lungo.
Mi capita di consigliarla a chi deve mandare per email la copia di un documento e non si fida della foto storta fatta col telefono.

Il fax, che in Giappone è ancora vivo e vegeto negli uffici, parte da queste macchine con una cifra intorno ai cinquanta yen a pagina per l’interno del paese. Verso l’estero non tutte le catene lo fanno, e dove si può il costo sale parecchio: se dovete spedire fuori dal Giappone, informatevi prima invece di piantarvi davanti alla macchina.
C’è poi tutta la parte di certificati comunali, che riguarda chi vive qui e ha la tessera My Number: dal konbini si tirano fuori certificati di residenza e simili senza passare dal municipio.

Foto e foto tessera

La stampa delle foto è la funzione che consiglio più spesso a chi viaggia con la famiglia. Formato piccolo tipo quelle di una volta, carta lucida vera, qualità più che dignitosa per pochi spiccioli a scatto: se avete un bambino che vuole il ricordo da attaccare al diario, o volete lasciare una stampa a qualcuno che avete conosciuto, si fa in cinque minuti.
Esiste anche il formato più grande, che costa circa due volte e mezzo quello piccolo, e la stampa su carta adesiva.

Le foto tessera sono l’altra cosa da sapere, perché in Giappone ne servono in continuazione, dalle pratiche di visto agli abbonamenti. Con un’app che sistema misure e sfondo e poi passando dalla macchina del konbini, un foglio di foto tessera viene intorno ai duecento-trecento yen, cioè molto meno di una cabina automatica per foto.
Ve lo dico sinceramente: il risultato non è un ritratto da studio, ma per un modulo va benissimo e vi evita di girare a cercare la cabina.

Quando il konbini non basta

Il minimarket copre quasi tutto, ma non è il posto giusto per lavori seri. Se vi serve un poster grande, una rilegatura, dei biglietti da visita o cinquanta copie fascicolate, la catena di riferimento in Giappone è Kinko’s, che nelle grandi città ha sedi in zone come Shinjuku, Shibuya e Ginza, spesso aperte fino a tardi.
Lì trovate macchine self service per la copia e il formato grande, plastificazione, postazioni con computer da usare a tempo, e personale che invece vi aiuta se glielo chiedete.

I costi salgono di livello, naturalmente: una stampa su formato poster parte da qualche migliaio di yen e la rilegatura si paga a parte. Per chi viaggia ci sono anche tre alternative comode:

  • Molti hotel di catena hanno una stampante nella sala comune o alla reception, spesso gratis per poche pagine, e vale sempre la pena chiedere prima di uscire.
  • Gli spazi di coworking a giornata includono quasi sempre stampa e scansione nel prezzo di ingresso, comodi se dovete lavorare qualche ora.
  • Negli aeroporti internazionali ci sono postazioni di stampa vicino ai banchi del check-in, care ma salvavita per una carta d’imbarco dell’ultimo minuto.

Errori da evitare

Le cose che vedo andare storte sono sempre le stesse, e si evitano tutte in partenza:

  • Arrivare alla macchina con il file ancora da caricare e la connessione lenta: caricate in albergo, dove il wifi regge.
  • Presentarsi da 7-Eleven con le sole banconote, quando lì entrano solo monete e carta prepagata.
  • Portare un documento Word su chiavetta pensando di stamparlo: dalla chiavetta passano PDF e immagini, il resto va convertito prima.
  • Caricare il file un giorno e presentarsi tre giorni dopo, quando la versione senza registrazione l’ha già cancellato.
  • Impostare il formato sbagliato e accorgersene a stampa fatta, perché i soldi non tornano indietro.

Un’ultima accortezza che riguarda la privacy: se stampate documenti personali, controllate il vassoio e riprendete tutto, comprese le pagine di prova. Le macchine stanno in mezzo al negozio, con la gente che passa a mezzo metro.

Il mio consiglio

Se dovessi scegliere una sola strada da imparare, prenderei l’app di 7-Eleven e la userei sempre: file caricato dal divano, codice QR, macchina, monete, fatto. Tutto il resto, chiavetta compresa, lo tengo come piano B.
E diciamocelo, avere una macchina che stampa a due passi da casa anche alle tre di notte è un lusso a cui ci si abitua in fretta. Voi cosa avete bisogno di stampare, in viaggio?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).