A 287 metriTokyo Metropolitan GymnasiumA 287 metri
Complesso futuristico costruito nel 1954.

Uno stadio in pieno centro a Tokyo, nel verde di Meiji Jingu Gaien tra Shinjuku e Harajuku, dove ci si può sedere in mezzo a quasi settantamila persone oppure scendere a bordo campo quando è vuoto. Lo Stadio Nazionale Giapponese è quello delle Olimpiadi di Tokyo e dei Mondiali di atletica, e lo riconoscete da lontano per le fasce di legno che gli girano tutto intorno.
Dentro si vedono pista, spogliatoi e tribune, e al quinto piano c’è un camminamento con la vista sui grattacieli di Shinjuku. Ci venite se seguite lo sport, ma anche con i bambini, che qui corrono sulla pista delle finali olimpiche.
Quando non c’è un evento lo stadio si vede con il tour, e il giro si fa da soli: si segue il percorso con i cartelli anche in inglese e ci si ferma dove si vuole, con il personale in giro se serve una mano. Queste sono le tappe.
Vi avviso subito che le vetrine sono poche: torce, podio, firme e poco altro. Chi si aspetta un museo dello sport pieno di cimeli e filmati resta deluso, perché il tour si fa per i posti dove si mette piede e non per quello che c’è in esposizione.
Da bordo campo invece la faccenda cambia. In tv sembra un anello di tribune come tanti, da giù vi rendete conto di quanto è enorme, con gli spalti che salgono su tre livelli fino al tetto.
Guardate anche i sedili: sono di cinque colori della terra mischiati a mosaico, più chiari in alto e più scuri in basso, e servono a non far notare i posti vuoti quando lo stadio non è esaurito.
Il legno si capisce solo avvicinandosi. Da fuori le gronde sembrano fasce scure tutte uguali, dalla terrazza e dal camminamento distinguete i listelli uno per uno: sono cedro e larice arrivati da tutte le quarantasette prefetture del Giappone, messi distanziati per far passare l’aria.
Si cammina parecchio e si cambia piano più di una volta, tra corridoi interni, scale e la discesa verso il prato. Scarpe comode, soprattutto se dopo volete fare tutto il giro del camminamento, dove sotto il sole di ombra ce n’è poca.
Il tour promette di farvi sentire atleti e, tra la corsetta davanti alla telecamera e la foto sul podio, un po’ da gita scolastica lo è. Poi però vi ritrovate seduti sulle panche degli spogliatoi o in piedi sulla pista, e anche l’adulto più scettico tira fuori il telefono.
Ci porto chi viene a trovarmi dall’Italia con figli che giocano a calcio o fanno atletica, perché a quell’età mettere i piedi sulla pista delle finali olimpiche, dopo averla vista in tv, non ha bisogno di spiegazioni.
D’estate lo stadio è un forno. Non c’è aria condizionata da nessuna parte, nemmeno nei bagni, e il tetto fa ombra sugli spalti ma l’aria ferma resta: per le partite di luglio e agosto portatevi acqua, un asciugamano e un ventaglio.
Le serate di primavera e d’autunno sono le più piacevoli per stare seduti ore in tribuna, con le luci accese sul campo e il cielo che si scurisce sopra l’apertura del tetto.
Dal camminamento la stagione conta. Verso fine novembre dall’alto si vedono i ginkgo del viale di Gaien diventati gialli, mentre il Fuji compare nelle giornate limpide e fredde d’inverno, meglio al mattino, quando l’aria non è ancora velata.
Con il cielo coperto lassù restano i grattacieli di Shinjuku e poco altro.
Con la pioggia fate attenzione al posto. Il tetto forma un anello e lascia il centro scoperto: le prime file del primo livello e le ultime del terzo si bagnano, e quando tira vento l’acqua entra anche in una parte delle tribune alte. Un poncho in borsa non pesa niente.
Il tour invece è a turni con un numero limitato di persone, per cui a bordo campo non c’è mai la calca e le foto davanti agli armadietti si fanno senza nessuno che vi mette fretta.
Ai Mondiali di atletica di Tokyo ero in tribuna, e l’atletica dal vivo in uno stadio così non ha niente a che vedere con quella in tv. Le gare vanno avanti in contemporanea, i salti da una parte e le corse dall’altra, e non sapete mai dove guardare.
Con sessantamila e passa persone intorno, quando parte una finale o qualcuno tenta un record il boato arriva da tutti i lati insieme e lo sentite nello stomaco prima che nelle orecchie. È la cosa per cui questo posto va visto almeno una volta con un evento vero, non solo vuoto con il tour.
Il posto cambia molto quello che vedete. Dal primo livello si è attaccati alla pista e si distinguono le facce degli atleti; il secondo sta a metà altezza e mette tutto il campo davanti in modo ordinato.
Il terzo è parecchio ripido, e chi soffre un po’ di vertigini se ne accorge scendendo le scale verso la propria fila. Da lassù si vede bene tutto, però i volti non si riconoscono e i tempi sui tabelloni si leggono a fatica.
I sedili sono di plastica e stretti, con poco spazio tra una fila e l’altra: per andare in bagno fate alzare mezza fila. Se potete scegliete il posto sul corridoio e portatevi un cuscinetto sottile, perché dopo qualche ora schiena e sedere protestano.
Prima dell’inizio i punti ristoro dei piani bassi sono presi d’assalto e qualche prodotto finisce, mentre ai piani alti si fa meno coda. Si entra con cibo e bevande propri, e con uno stadio pieno è la scelta più tranquilla.
A fine evento la gente scende tutta insieme e ai cancelli si cammina a passo d’uomo per un bel pezzo. Se non avete fretta restate seduti qualche minuto a guardare lo stadio che si svuota, e uscite quando le rampe si sono liberate.
Oltre all’atletica qui giocano la nazionale di calcio e quella di rugby, si disputano la finale della Coppa dell’Imperatore e le ultime partite del torneo nazionale di calcio delle scuole superiori, che in Giappone riempie le tribune come una partita di serie A, e ci sono i grandi concerti.
Guardate il calendario quando organizzate il viaggio: una serata qui dentro, anche per uno sport che non seguite, vi fa capire quanto i giapponesi sanno fare il tifo tutti insieme, con i cori coordinati e il silenzio assoluto un attimo prima della partenza.
Qui non si viene per ammirare un edificio, per quanto le gronde di legno facciano la loro figura: si viene per stare dove il Giappone fa lo sport più grosso, seduti su una poltroncina di plastica al terzo livello oppure in piedi sul prato a bordo pista. Se amate il calcio, il rugby o l’atletica la deviazione vale tutta, e se durante il vostro viaggio c’è un evento organizzate la serata intorno a quello. Chi dello sport non sa che farsene e cerca solo una vista sulla città trova di meglio in cima ai grattacieli di Shinjuku, e può lasciarlo fuori dal giro senza rimpianti.
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Stadio Nazionale Giapponese
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).