A 7197 metriIsola MiyakoA 7197 metri
Perfetta per appassionati di mare e sport acquatici.
©RW MobiMedia UK - ShutterstockUna spiaggia lunghissima sulla costa sud-ovest di Miyakojima, nella zona di Shimoji, con sabbia bianca e farinosa e un’acqua che passa dal verde chiaro al blu nel giro di pochi metri.
Yonaha Maehama è la spiaggia più conosciuta dell’isola, sette chilometri di battigia che guardano l’isola di Kurima, con il ponte che la collega visibile in fondo. Si viene qui per stare in acqua, camminare e guardare il tramonto, non per i pesci.
È il posto giusto se viaggiate con bambini piccoli, se volete una giornata di mare e basta, o se cercate un tratto di sabbia dove non incontrate nessuno per mezz’ora.
La prima cosa che colpisce non è tanto il bianco della sabbia, è il colore dell’acqua a venti metri da riva: si vede il fondo come in una piscina, e le fasce di verde e di azzurro cambiano man mano che il fondale scende. Il resto lo fa la lunghezza, perché la sabbia continua a perdita d’occhio in tutte e due le direzioni.

Per lo snorkeling non è la spiaggia giusta: qui sotto c’è sabbia, non corallo, e di pesci ne vedete pochissimi. Se avete in testa la barriera piena di colori, quella sta su altre spiagge dell’isola: a Maehama si viene per nuotare, e con maschera e boccaglio finireste per girare sopra un fondo bianco e vuoto.
La gente si concentra tutta nello stesso punto, cioè i cento metri davanti ai chioschi e all’albergo che sta sulla spiaggia. Basta prendere la sabbia e camminare cinque minuti verso destra o verso sinistra e vi trovate con la spiaggia praticamente vuota, stesso mare e stesso colore.
Di ombra naturale invece non ce n’è nemmeno un pezzetto, ed è la cosa che pesa di più. Non c’è un albero, non c’è una roccia, e la sabbia chiara rimanda su il sole insieme al riflesso dell’acqua. Senza ombrellone, gazebo o maglietta da mare, in estate ci state un’ora e poi scappate.
Detto tutto questo, per me resta la spiaggia più bella del Giappone, e il motivo è banale: il colore dell’acqua qui è così pieno da sembrare finto, e ce l’avete davanti per chilometri senza costruzioni addosso. Mantiene esattamente quello che promettono le foto, cosa che alle spiagge famose capita raramente.
Ci torno ogni volta che sono a Miyakojima, e quasi sempre verso sera: mi metto sul bordo dell’acqua con il ponte di Kurima a destra e resto lì finché il sole non va giù. Chi viene a trovarmi lo porto qui il primo giorno, così capisce subito perché si viene fino a Miyakojima.

Il momento sbagliato è il primo pomeriggio nei mesi caldi, quando davanti ai chioschi c’è la fila per le docce, le moto d’acqua vanno avanti e indietro e per stendere l’asciugamano vi tocca infilarvi tra gli ombrelloni.
La mattina presto è un’altra storia: sabbia liscia senza impronte, acqua ferma e due o tre persone in tutto. È anche il momento in cui il verde chiaro sul basso fondale si vede meglio, con il sole ancora basso alle spalle.
Il momento migliore però è la fine della giornata. Il sole cala dalla parte dell’isola di Kurima, il mare diventa dorato e il profilo dell’isola si scurisce. Mentre succede quasi tutti tornano in albergo, e con il cielo pulito ve lo guardate seduti sulla sabbia con pochissima gente intorno.
Il periodo per fare il bagno va dalla primavera all’autunno, con il mare più caldo e il colore più acceso dopo la fine della stagione delle piogge. In inverno non ci si entra ma la spiaggia rimane, e vederla vuota sotto il sole di gennaio ha il suo perché: tira vento, si cammina con la felpa e non c’è un’anima.
Il meteo qui pesa parecchio. Con il cielo coperto quel blu semplicemente sparisce e vi ritrovate davanti un mare grigio come tanti altri, per cui se avete più giorni sull’isola tenete Maehama per la giornata più limpida.
Con il vento da sud o da ovest il mare si alza e si increspa, l’acqua si intorbida un po’ vicino a riva e nuotare è meno divertente. In primavera c’è la gara di triathlon dell’isola che parte e arriva proprio da questa spiaggia, con più di mille partecipanti: in quei giorni l’isola è piena e di silenzio ne trovate poco.

Faticoso non lo è per niente, non ci sono scale né sentieri: dal piazzale si scende sulla sabbia e si è già in spiaggia, e chi ha il passeggino o problemi a camminare arriva all’acqua senza sforzo. L’unica fatica vera è il caldo.
La sabbia è finissima e chiara, si cammina scalzi senza bruciarsi come capita sulle spiagge scure, e non ci sono sassi né pezzi di corallo che tagliano i piedi.
Per i bambini è una delle spiagge più tranquille che conosco: l’acqua resta all’altezza delle ginocchia per un bel pezzo, le onde sono basse e il fondo è sabbia pulita. Nella stagione del bagno ci sono le reti contro le meduse e c’è chi sorveglia il mare.
Attenzione però a non fidarsi troppo dell’acqua bassa: più al largo il fondale scende all’improvviso e la corrente inizia a tirare, e con i più piccoli conviene restare nella fascia dove si tocca. I servizi sono essenziali ma ci sono tutti: bagni, spogliatoi e docce fredde.
Chi vuole muoversi trova canoe, tavole da sup, moto d’acqua e banana boat ai chioschi sulla sabbia, e nei mesi pieni il tratto di mare davanti al noleggio diventa trafficato. Il rumore dei motori però resta lì davanti e lungo il resto della riva non arriva.

Il punto da cui viene fuori la foto che avete in mente è l’estremità sud della spiaggia, quella verso il ponte: da lì prendete nella stessa inquadratura la curva bianca della battigia, il verde dell’acqua bassa e il ponte che va verso Kurima.
Se salite sull’isola di fronte e guardate indietro, la spiaggia si vede tutta intera come una lama bianca, ed è l’unico modo per capire davvero quanto è lunga. Il punto più comodo è il belvedere di Ryugujo sulla costa di Kurima che guarda verso Miyakojima: da lassù avete la spiaggia intera da una parte e il ponte dall’altra, con le fasce di colore dell’acqua bassa ancora più nette che dalla sabbia.
Le ore migliori sono le prime del mattino e l’ultima prima del tramonto, quando la luce è di lato e l’acqua tiene tutte le sue sfumature. A mezzogiorno con il sole a picco viene tutto slavato, bianco e piatto, ed è il motivo per cui certe foto di questa spiaggia deludono.
Nessuno fa la fila per scattare, c’è spazio in abbondanza e potete allontanarvi dai chioschi per avere sabbia pulita senza ombrelloni nell’inquadratura.
Maehama si regge su due cose: quel mare trasparente e chilometri di sabbia a disposizione. Non c’è niente da visitare, niente da scoprire, nessun pesce da guardare sott’acqua, e chi arriva pensando a una giornata di snorkeling se ne va deluso.
Se invece volete nuotare, camminare sulla sabbia per un’ora e aspettare il tramonto sulla riva, è la spiaggia che consiglio più di tutte in Giappone e vale il viaggio fino a Miyakojima. Portatevi l’ombra e sceglietevi la giornata giusta, perché con le nuvole vi perdete esattamente quello per cui siete venuti.
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Spiaggia Yonaha Maehama
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).