IchitakaA 499 metri
Pesce fresco, cinghiale e pizza.

Una spiaggia piccola sulla costa nord di Iriomote, dietro al villaggio di Sumiyoshi, dove alla sabbia si arriva scendendo per un sentierino stretto in mezzo alla giungla e in spiaggia si trova pochissima gente. La spiaggia di Mimikiri è conosciuta per l’acqua trasparente, per le rocce scure mangiate dal mare e per la barriera corallina che comincia a poche bracciate dalla riva.
È il posto giusto per chi a Iriomote cerca un pezzo di mare senza bar, ombrelloni e gruppi in gita, e non si fa problemi a infangarsi un po’ le scarpe per arrivarci.
Il primo contatto con la spiaggia non è il mare ma il verde: dalla strada si scende a piedi tra alberi, felci e rami bassi, e per un tratto la luce arriva a macchie. Poi la vegetazione si apre di colpo e davanti c’è il mare, con quel colore che su Iriomote sembra ritoccato e invece è vero.
Mimikiri non è una spiaggia da passeggiata lunga: la sabbia è una striscia corta chiusa dalle rocce, e il bello sta proprio lì, in quello spazio raccolto dove la giungla arriva quasi fino all’acqua.
Il sentiero è la parte da prendere sul serio. È stretto, in certi punti scivoloso, e dopo la pioggia diventa una pista di fango: con le infradito si arriva, ma male, e con le scarpe chiuse o i sandali da trekking è tutta un’altra storia. Un’altra cosa che torna utile è guardarsi indietro mentre si scende e ricordarsi da dove si è sbucati, perché al ritorno, tra tutto quel verde, l’imbocco del sentiero non salta all’occhio.
In spiaggia non c’è niente: niente bagni, niente docce, niente chioschi, nessuno che affitta attrezzatura. Quello che vi serve lo portate da casa, acqua compresa, e quello che portate ve lo riportate via.
Le rocce e i coralli vogliono le scarpette da scoglio. Camminare a piedi nudi nell’acqua bassa qui è un modo sicuro per tagliarsi, e vale anche per la camminata verso Hoshizuna, che sulla carta sembra una passeggiata e in realtà è un continuo mettere i piedi tra sassi e pezzi di corallo.
Se viaggiate con bambini piccoli o con qualcuno che fa fatica a camminare, questa spiaggia non fa per voi: meglio Hoshizuna, che ha i servizi e un ingresso in acqua più semplice.
Quello che Mimikiri promette in foto lo mantiene tutto, anzi di più, perché in foto non si sente il silenzio. Qui manca proprio il rumore di fondo delle spiagge attrezzate: niente musica, niente voci, solo le onde sulle rocce e gli uccelli dalla giungla alle spalle.
Il nome, a quanto si racconta sull’isola, vuol dire più o meno taglia-orecchie e verrebbe da una punizione di tanto tempo fa, cosa che guardando il posto oggi fa quasi ridere.
Ci torno ogni volta che sono a Iriomote e ci porto chi viene con me, perché è la spiaggia dove si capisce meglio com’è fatta quest’isola: esci dalla foresta e ti trovi il corallo sotto i piedi, senza niente in mezzo.
Il momento da scegliere con più attenzione è la marea, più ancora dell’ora del giorno. Con la bassa marea l’acqua si ritira, le rocce escono fuori e si può fare il giro verso Hoshizuna camminando; con l’alta la spiaggia si restringe e resta giusto la striscia sotto gli alberi, però per fare snorkeling si nuota più comodi sopra i coralli senza grattarsi la pancia.
Prima di partire guardate la tabella delle maree, che sull’isola si trova ovunque, e decidete in base a cosa volete fare.
La mattina presto la luce entra bassa dal mare, l’acqua è più ferma e sulla sabbia ci sono solo le orme dei granchi. Verso sera invece i colori si scaldano e le rocce diventano quasi nere contro il cielo: è il momento che preferisco, con l’accortezza di risalire il sentiero finché si vede ancora qualcosa, oppure di avere una torcia buona se volete restare per le stelle.
Nelle ore centrali d’estate il sole picchia forte e sulla sabbia l’ombra è quella poca che fanno gli alberi sul fondo: cappello e crema solare non sono un optional.
Per la stagione, da tarda primavera a inizio autunno il mare è caldo e l’acqua è al massimo della trasparenza. L’estate è anche il periodo dei tifoni: quando ne passa uno vicino il mare si gonfia per giorni e la spiaggia diventa un posto da guardare, non da fare il bagno.
In inverno il vento si fa sentire e l’acqua è fresca, ma per una camminata sulle rocce e un’ora seduti a guardare il mare ci si sta bene lo stesso.
Anche nel pieno dell’estate, quando le spiagge famose dell’isola si riempiono, qui si trovano poche persone sparse e magari nessuno per un’ora intera, perché chi non conosce il sentiero passa oltre senza saperlo.
La barriera vicino alla riva è il motivo per cui molti scendono fin qui con maschera e pinne nello zaino. Sotto la superficie ci sono coralli, pesci colorati e quella trasparenza per cui anche a qualche metro di profondità si vede il fondo nitido.
Entrate in acqua dalla sabbia e non dalle rocce, e muovetevi piano sopra i coralli: sono vivi, si rompono con niente e tagliano.
La parte che va detta chiaramente è la sicurezza. Questa spiaggia non ha bagnini, non ha boe e non c’è nessuno che vi vede se qualcosa va storto, quindi le regole le fate voi.
Non andate mai da soli, restate dentro la barriera e non spingetevi verso il bordo esterno, dove il fondo scende e il mare si muove in modo diverso. Con il mare mosso o il vento forte lasciate perdere lo snorkeling e godetevi la spiaggia da asciutti.
Anche la camminata verso Hoshizuna ha le sue regole: si parte quando la marea sta scendendo, non quando sta per risalire, altrimenti rischiate di trovarvi con l’acqua che cresce a metà strada. Il telefono va in una busta stagna e le scarpette restano ai piedi per tutto il tragitto.
Nella giungla del sentiero, poi, i rami e le foglie sono pieni di insetti: un po’ di repellente prima di scendere vi evita di passare la serata a grattarvi.
Mimikiri dà il meglio a chi accetta le sue condizioni: un sentiero fangoso, niente servizi, la marea da controllare e il mare da rispettare. In cambio c’è una spiaggia dove giungla, rocce e corallo stanno tutti nello stesso colpo d’occhio, e questo sull’isola non lo trovate così a portata di mano da nessun’altra parte.
Se siete a Iriomote vale la pena di scendere fin qui, anche solo per una mattina. Se invece cercate la spiaggia comoda con bagno, doccia e ingresso in acqua facile per i bambini, fermatevi a Hoshizuna e non ve ne pentirete.
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spiaggia Mimikiri
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).