A 31 metriHermes a GinzaA 31 metri
di Renzo Piano.
Uno spazio moderno e creativo, pieno di installazioni interattive, mostre temporanee e angoli dove fermarsi: un mix tra arte, natura e tecnologia, pensato per sorprendere ogni volta in modo diverso, perché i programmi cambiano di continuo.
Anni fa, al suo posto, il Sony Building era tra le attrazioni più conosciute di Tokyo: entrando qua si entrava in una specie di “museo del futuro” dove la Sony mostrava i propri oggetti prima che venissero messi in commercio. Ricordo per esempio di aver provato con largo anticipo una nuova Playstation ed aver accarezzato un cane robot.
Il Sony Park non ha porte né vetrine al piano terra: la strada entra dentro e si passa da un lato all’altro dell’isolato quasi senza accorgersi di essere in un edificio. Sopra e sotto ci sono cinque piani fuori terra e tre livelli interrati, cuciti insieme da una promenade verticale di scale, rampe e terrazzini che si salgono e si scendono liberamente.
La scelta più curiosa è l’altezza: la costruzione è volutamente più bassa dei vicini, circa la metà dei palazzi che la circondano, così il cielo di Ginza resta in vista invece di essere chiuso da un altro grattacielo. La facciata a griglia di acciaio fa il resto, perché lascia passare lo sguardo da fuori a dentro e viceversa.
Il parco si affaccia sull'incrocio di Sukiyabashi, uno dei più riconoscibili di Ginza: se arrivate in metropolitana alla stazione di Ginza prendete l'uscita B9, che vi porta dritti nei livelli interrati senza mettere il naso fuori. Quel passaggio sotterraneo è utilizzabile dalle 8 alle 22.
Se invece scendete a Yurakucho, uscite dall'uscita centrale e camminate cinque minuti verso sud lungo Sotobori-dori.
Una volta arrivati non dovete cercare nessuna porta: il piano terra è aperto sulla strada su più lati e si entra e si esce liberamente, come in una piazza.
Questo posto è su MarcoMaps
Sony Park
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Qui non troverete negozi fissi né una collezione permanente: ogni piano ospita programmi a rotazione che cambiano nel giro di poche settimane, tra mostre, pop-up, installazioni e progetti costruiti insieme a musicisti e artisti giapponesi. Vuol dire che il Sony Park che vedete voi non sarà quello che troverà chi ci passa il mese dopo.
È anche il motivo per cui ha senso tornarci più volte: se a Tokyo ci restate a lungo, fateci un salto una seconda volta per vedere cosa è cambiato. Le attività occupano di solito sia i piani alti sia quelli interrati, e capita che una stessa mostra vi faccia girare tutto l’edificio.
Del palazzo del 1966 disegnato da Yoshinobu Ashihara non è rimasto quasi nulla in piedi, ma diversi pezzi sono stati recuperati e rimessi dentro al nuovo edificio: travi, pilastri e soprattutto il muro di piastrelle blu, oggi visibile nel passaggio tra i livelli interrati. Anche l’ossatura originale sopravvive nella parte che si collega al corridoio della metropolitana.
Pure l’idea della salita a spirale arriva da lì: il vecchio Sony Building era organizzato su otto piani a chiocciola pensati per prolungare il ginbura, la passeggiata per Ginza a cui Akio Morita teneva moltissimo. Se avete in testa il posto di una volta, è lì che lo ritrovate.
Scendendo fino in fondo, al terzo livello interrato, si arriva a 1/2, che in giapponese si legge Nibun no Ichi: piatti di ispirazione occidentale con contaminazioni prese un po’ da mezzo mondo, serviti in un ambiente informale dove si può mangiare anche una cosa sola senza cerimonie. Non si prenota, ci si presenta e basta.
È l’unico spazio fisso di tutto il parco, quindi è il posto giusto per spezzare una giornata di shopping a Ginza, dove le alternative tranquille costano quasi sempre parecchio.
Sony Park - lì vicino trovate:
A 31 metridi Renzo Piano.
Colazioni sostanziose.
A 59 metriPasticceria discreta.
Caviale e champagne al bancone.
A 69 metriFarmacia.
Cucina greca e piatti condivisi.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).