Siam 77
Un ristorante thailandese sul fiume Chao Phraya, nella parte nord di Bangkok già verso Nonthaburi, dove i gamberoni di fiume arrivano grossi come un avambraccio e cuociono sulla brace sotto i vostri occhi. Siam 77 sta in una vecchia casa di legno sull’acqua, lontano dai giri turistici. Oltre ai gamberoni in cucina fanno piatti thailandesi di casa: curry, pesce, zuppe piccanti e mango con riso glutinoso.
È il posto per una cena lunga con gli amici o per una serata al tramonto in coppia, quando avete voglia di vedere una Bangkok diversa da quella dei centri commerciali.
Piatti e prezzi
Si viene qui per i gamberoni alla griglia, e sedersi senza ordinarli sarebbe un peccato. Prima ancora di entrare si sente l’odore della brace: una signora apre i gamberi a metà e li mette sui carboni accesi, li gira quando il guscio prende colore e la polpa diventa bianca. Arrivano in tavola in un piatto bianco, due mezzi gamberi per volta, con tre ciotoline di salse accanto.
Il resto del menu è cucina thailandese di tutti i giorni, quella che le famiglie del posto ordinano per dividere al centro del tavolo.
- Gamberoni di fiume alla brace: aperti a metà e grigliati sul carbone, con la polpa dolce e la testa da non buttare.
- Pesce fritto con salsa di pesce: cernia o branzino fritti interi, croccanti fuori, da condire con la salsa della casa.
- Tom yam: la zuppa piccante e acidula con citronella, lime e peperoncino, forte già dal primo cucchiaio.
- Curry di vongole: un curry denso e speziato, da mangiare con il riso bianco.
- Pesce saltato con la pasta di curry: pezzi di pesce in una pasta rossa piccante, più asciutto di un curry in brodo.
- Riso glutinoso al mango: il classico dolce thailandese, con latte di cocco sopra e mango maturo a fette.
Il pezzo forte dei gamberi è la testa. Dentro c’è un grasso arancione cremoso, un po’ come quello dei ricci di mare, che va raccolto con il cucchiaino e mescolato al riso. Se vi limitate alla coda vi perdete metà del piatto.
La polpa è soda ma non gommosa, e ha un sapore dolce che la salsa piccante tira fuori bene. Fra le tre salse quella verde è la più forte: aglio, peperoncino e lime, con un piccante che si sente davvero. Chi non regge il piccante thailandese faccia attenzione anche con il tom yam, perché non lo addolciscono per gli stranieri.
Il resto del menu non è tutto allo stesso livello dei gamberi. Ci sono piatti buoni e altri semplicemente corretti, per cui la cosa giusta è ordinare un paio di contorni e lasciare ai gamberoni la scena.
Sul conto pesano i gamberoni, che si pagano a pezzo e costano in base alla grandezza. In due, con un paio di gamberi grandi, qualche piatto da dividere e da bere, si va sugli 800–1.500 baht a testa. Per Bangkok è medio-alto, ma gamberi di fiume così grandi e così freschi non si trovano a ogni angolo.
Quando torno a Bangkok è il primo nome che mi viene in mente per una cena di pesce, perché quella brace e quelle teste da svuotare non le ritrovo uguali da nessun’altra parte.
Com'è dentro
L’esterno vi dice subito che posto è: una parete di lamiera ondulata color ruggine, il tetto scuro e un’insegna di legno chiaro con il nome del locale e la scritta Home & Restaurant. Alla base ci sono un sacco di piante e due seggioline di legno, come davanti a una casa privata.
Varcata la porta sembra la casa di una nonna thailandese di tanti anni fa. Le pareti sono di assi di legno invecchiato, piene di vecchie fotografie incorniciate, e il pavimento è un parquet lucido su cui stanno tavoli e sedie di legno bianco.
In una stanza c’è uno scaffale carico di prodotti da forno e una vetrinetta d’epoca in legno piena di oggetti, con un lampadario classico che illumina tutto. Un lato della sala è aperto sul giardino e sul fiume.
La casa ha più piani. Al piano terra non c’è l’aria condizionata e si mangia con la brezza del fiume, mentre ai piani di sopra ci sono le sale fresche, comode nei mesi più caldi. Il posto più ambito è il padiglione che si allunga sull’acqua: da lì si vedono le barche passare e il ponte Rama V sopra la testa.
Atmosfera e servizio
Intorno ai tavoli ci sono soprattutto famiglie thailandesi, gruppi di amici e coppie, pochissimi stranieri. Si sta a tavola a lungo, un piatto dopo l’altro, mentre il cielo sopra il Chao Phraya diventa arancione e poi viola.
Nel fine settimana c’è musica dal vivo. Il momento migliore è quando la luce cala sull’acqua e dalla brace arrivano i primi gamberi.
Il personale è gentile e veloce, i piatti escono senza lunghe attese e se avete dubbi su cosa ordinare vi aiutano volentieri. Per sgusciare i gamberoni portano anche gli attrezzi giusti, cosa che con un guscio così duro serve.
La signora della griglia per me è la persona che fa la serata: sta lì davanti ai carboni, sorride a chi si ferma a guardare e controlla i gamberi uno per uno. Ci si sente ospiti in una casa thailandese, non clienti di un ristorante per turisti.
Il locale è infilato in fondo a un vicolo stretto sotto il ponte, e la prima volta può sembrare di aver sbagliato strada. È fuori dal centro: conviene metterlo in programma come serata a sé, non come tappa veloce tra un giro e l’altro.
In breve
Pro:
- gamberoni di fiume enormi, grigliati sul carbone davanti a voi
- casa di legno d’epoca affacciata sul Chao Phraya, con il padiglione sull’acqua
- clientela quasi tutta thailandese e personale cordiale
Contro:
- fuori centro, in fondo a un vicolo sotto il ponte
- i piatti di contorno non sono all’altezza dei gamberi
Ideale per: una cena lenta al tramonto, in coppia o in gruppo
Atmosfera: legno invecchiato, foto d’epoca alle pareti, fiume e brace
Da ordinare: almeno un gamberone a testa, senza lasciare la testa nel piatto
Conclusione
Bangkok ha migliaia di posti dove mangiare bene, ma pochi vi mettono a tavola sull’acqua con la brace accesa a pochi passi. Quello che resta in testa è il fumo dei carboni, le barche che passano sotto il padiglione e il ponte che si illumina quando arriva il buio.
Prendete i gamberoni, sporcatevi le mani, assaggiate la salsa verde e non guardate l’orologio: andateci con tutta la sera libera.

Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Mi piace viaggiare, in particolare in Asia e non solo, e scoprire cibi, posti e culture. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
