Bio-ralA 398 metri
Catena di supermercati bio.

Un negozio di dolci a Setagaya, nella zona di Shimokitazawa, dove i bignè hanno la faccia di Totoro e sono gli unici al mondo fatti con il via libera ufficiale dello Studio Ghibli. Shirohige’s Cream Puff Factory sta al piano terra di una casetta in mattoni in mezzo alle villette, ed è conosciuto proprio per quei bignè, che fanno a mano ogni mattina, e per i biscotti a tema.
C’è anche una seconda sede a Kichijoji, solo da asporto. Ci venite per un dolce da mangiare subito e per una foto che vi ricorderete, ma anche per portare a casa una scatola di biscotti per chi ama i film di Miyazaki.
La vera specialità è il bignè a forma di Totoro: pasta choux tonda con due orecchie, gli occhi e i baffi disegnati con il cioccolato e una piccola decorazione sulla testa che cambia colore a seconda del ripieno. Una foglia verde, un cappellino rosa, un pezzetto di marrone: è il modo per capire cosa c’è dentro senza chiederlo. Costano intorno ai 500–700 yen l’uno, i gusti stagionali qualcosa in più.
Oltre ai bignè la scelta è piccola, e quasi tutta a tema Ghibli:
Il bignè, quando lo prendete in mano, è più sodo di quanto sembri. La pasta è croccante fino al fondo e non si affloscia, mentre la crema è tanta, morbida e poco dolce: alla fine del primo non vi sentite pieni di zucchero, che con un dolce così carino non è scontato.
Tenete presente che è un dolce fresco, da mangiare in giornata. Se pensate di metterlo in valigia per farlo vedere a casa lasciate perdere, e anche girare tutto il pomeriggio con il sacchetto in mano non è una grande idea quando fa caldo.
Per i regali da riportare in Italia la risposta sono i biscotti: scatola rigida, leggera, con Totoro sopra, e dura abbastanza da arrivare intera.
I prezzi sono quelli di una buona pasticceria di Tokyo, nemmeno uno yen in più per il fatto che c’è Totoro. Un bignè fatto a mano, con la pasta di farina giapponese e la crema preparata in giornata, qui costa quanto un dolce qualsiasi in un caffè del centro.
Per due bignè a testa e una scatola di biscotti si spendono sui 2.000–3.000 yen. Ci torno ogni volta che qualcuno viene a trovarmi dall’Italia, perché con meno di quello che costa un pranzo veloce porto a casa un dolce buono davvero e un regalo che non sembra comprato all’aeroporto, e finora nessuno, grande o piccolo, ne è uscito deluso.
La casa sembra davvero uscita da un film di Miyazaki: mattoni chiari, piante rampicanti, finestre di legno e una sagoma di Totoro davanti alla porta, che è il primo posto dove si fermano tutti per la foto. Dentro il negozio ci stanno cinque o sei persone alla volta, con la vetrina dei bignè di fronte e intorno peluche, disegni e oggetti dei film appesi dappertutto.
Si entra, si guarda la vetrina, si sceglie e si esce: non c’è niente da girare. I bignè sono allineati uno accanto all’altro e fanno quasi tenerezza, il che rende difficile fermarsi a uno solo.
Al piano di sopra c’è Tolo Coffee & Bakery, un caffè con una gestione a parte, dove i bignè si possono mangiare seduti con qualcosa da bere. Al piano di sotto si compra da asporto, sopra ci si siede: se avete bambini o volete fare le foto con calma, il tavolo al primo piano è la scelta giusta, e il bignè lo pagate pochi spiccioli in più.
A Kichijoji invece la sede è grande come un corridoio, con un Totoro di legno all’ingresso, un peluche del Gattobus e qualche disegno originale alle pareti. Lì non ci si siede: comprate e mangiate in giro.
Vi avviso subito che i bignè finiscono. Li fanno in quantità limitata ogni giorno, e nel fine settimana o nelle vacanze giapponesi i gusti stagionali spariscono per primi, anche già nel primo pomeriggio.
La mattina presto trovate la vetrina piena e al massimo una piccola fila sul marciapiede. Nel pomeriggio del fine settimana c’è la coda fuori dalla porta, perché lo spazio dentro è quello che è, e chi arriva tardi può trovarsi solo con i gusti alla crema e al cioccolato.
Se ci tenete a un gusto preciso o vi servono tanti pezzi per un gruppo, si può prenotare per telefono o dal loro sito, scegliendo il negozio dove ritirare.
Le carte di credito non le prendono, per cui portatevi dietro i contanti. Il tax free non c’è, del resto con questi importi non avrebbe molto senso. I commessi sono gentili e abituati ai turisti: indicate il bignè nella vetrina, loro lo mettono in una scatolina con il ghiaccio e in un minuto siete di nuovo fuori.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi ama i film di Miyazaki, le famiglie con bambini e chi cerca un regalo per un appassionato di Ghibli
Atmosfera: casetta in mattoni tra le villette, Totoro dappertutto e un caffè al piano di sopra
Si viene qui per una cosa che esiste solo in questi due negozi, e il nome Ghibli non si paga a parte. Anche togliendogli la faccia di Totoro, il bignè regge il confronto con quelli delle pasticcerie serie, perché la pasta è friabile e la crema non stucca. Spostarsi fino a Setagaya, che pochi turisti mettono in programma, vale il tempo e i soldi per chi ama i film dello Studio Ghibli: a Tokyo un dolce più legato a quei film non c’è.
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Shiro-Hige’s Cream Puff Factory
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).