Lo Stadio nazionale del Giappone a Tokyo circondato dal verde di un parco urbano al tramonto.

Sendagaya

Sendagaya è una delle zone di Tokyo dove mi piace mandare chi ha già visto le cose più famose. Sta incastrata tra Shinjuku, Harajuku e il grande parco di Shinjuku Gyoen, eppure resta tranquilla, fatta di strade basse, uffici di marchi di moda e piccoli caffè.
Non c’è un monumento gigante da spuntare sulla lista, e va bene così: qui si viene per camminare senza fretta, tra uno stadio enorme e un santuario con un finto monte Fuji da scalare. Vi racconto come muovervi, quando passarci e cosa non aspettarvi.

Cosa vedere

Ristoranti

Quartieri vicini

La zona di Shinjuku Eset, ricca di luci a neon.
Persone attraversano la strada ad Omotesando.

Yotsuya

Location anime, fossato e ciliegi.

Ichigaya

Stazione, fossato e luoghi storici.

Incastrata tra i giganti

Appena usciti dalla stazione ve lo trovate davanti il Tokyo Metropolitan Gymnasium, e poco più in là spunta il National Stadium: due edifici enormi piantati in mezzo a un quartiere fatto di strade basse e palazzine.
È questa la comodità vera di Sendagaya, perché da qui si raggiunge a piedi parecchia roba:

  • Shinjuku Gyoen: uno dei parchi più belli della città, a pochi minuti verso nord.
  • Harajuku e Omotesando: con una passeggiata di un quarto d’ora circa.
  • Zona dei grattacieli: comoda se volete chiudere la giornata guardando la città dall’alto.

Io vi consiglio di non arrivarci per poi ripartire subito. Sendagaya rende al massimo come tappa da unire a qualcosa di più grande qui intorno.

Il palazzone davanti alla stazione

Quel blocco grigio con il tetto di metallo che vi trovate appena usciti è il Tokyo Metropolitan Gymnasium, disegnato da Fumihiko Maki: da fuori sembra una nave rovesciata ed è uno dei pezzi di architettura più fotografati della zona, anche solo girandoci intorno.
La cosa che quasi nessuno sa è che ci si può entrare. Dentro ci sono due piscine coperte, una da cinquanta metri, una sala pesi e una pista di atletica, e non sono riservate alle squadre: si presenta chiunque, anche chi passa di lì da turista.
Se avete un pomeriggio libero e vi va di fare due vasche in un impianto che ha ospitato le Olimpiadi, è una delle esperienze più strane e più facili di Tokyo.

Moda e caffè

Sendagaya vive di moda, ma non nel senso delle vetrine urlate. Qui hanno sede studi e marchi giapponesi conosciuti, come A Bathing Ape, e molti magazzini di vestiti tengono vendite dei campionari che diventano una piccola ressa di gente a caccia di occasioni.
Questo dà al quartiere un’aria particolare: persone che lavorano nel creativo, showroom che di solito stanno a porte chiuse, e negozietti che vendono una cosa sola fatta bene. Ce n’è persino uno che dice di essere il primo al mondo dedicato solo alle magliette bianche, giusto per capire il tipo.

Tra un ufficio e l’altro si infilano caffè piccoli, spesso con qualche pianta e pochi tavoli, dove la mattina trovate chi fa colazione con calma prima di andare al lavoro. I prezzi sono medio-alti, come ci si aspetta a due passi da Harajuku, ma niente di assurdo.
Secondo me questa zona dà il meglio di giorno, quando le strade si riempiono di persone che entrano ed escono dai negozi. La sera si spegne presto e torna a essere un quartiere residenziale silenzioso, quindi non aspettatevi vita notturna.

Il Fuji in miniatura

Il posto che mi resta più impresso qui è il santuario Hatonomori Hachiman, a un paio di minuti dalla stazione andando verso sud. Dentro c’è un fujizuka, cioè una copia in piccolo del monte Fuji, costruita alla fine del Settecento e riconosciuta come la più antica rimasta in piedi a Tokyo.
Alta circa sei metri, la si scala davvero: un sentierino passa tra le rocce e in un paio di minuti si arriva in cima. Serviva alla gente comune che non poteva permettersi il pellegrinaggio vero e saliva qui per avere la stessa benedizione. Le rocce che vi trovate sotto i piedi non sono lì per scena: sono pietra lavica portata dal Fuji vero, e in cima c’è una piccola cappella dedicata alla divinità della montagna.
Quello che lo rende raro è che si sale quando volete: quasi tutti gli altri fujizuka rimasti a Tokyo stanno dietro una cancellata e si aprono un giorno all’anno, questo no.

Sendagaya è anche il quartiere dello shogi, gli scacchi giapponesi: la sede della federazione sta a due passi, dalle parti della stazione, e nel recinto del santuario c’è una saletta a sei lati dedicata al gioco, con dentro un pezzo gigante donato dai professionisti. Non è un posto da grandi folle, ed è questa la parte che mi piace di più: entrate, salite il vostro finto Fuji, e in mezz’ora vi portate a casa un pezzo di Tokyo che quasi nessuno guarda.
Se vi state chiedendo se valga un viaggio a parte, vi dico di no. Ma se siete già dalle parti di Shinjuku Gyoen o dello stadio, farci due passi è la cosa che farei senza pensarci troppo.

Come arrivare

Da Shinjuku è questione di niente: prendete la linea Chuo-Sobu, quella dei treni gialli, e in due fermate siete a Sendagaya. La stazione è piccola e ha una sola linea, quindi ci si perde a fatica: appena fuori vi trovate davanti il Tokyo Metropolitan Gymnasium.
Il santuario Hatonomori Hachiman è cinque minuti a piedi verso sud, dentro le stradine.

Da Harajuku e Omotesando conviene farsela a piedi, un quarto d'ora scarso tra le vie tranquille. Chi punta dritto al National Stadium può invece usare la metro Oedo e scendere a Kokuritsu-kyogijo, che lascia proprio davanti allo stadio.

Informazioni utili

Nome: Sendagaya
Durata visita: Un paio d'ore con calma: mezz'ora basta per il santuario e la salita al fujizuka, il resto è passeggiata tra caffè e negozi.
Consigli utili: Sendagaya si spegne presto: passateci di giorno, quando showroom e caffè sono aperti, e incastratelo tra Shinjuku Gyoen e Harajuku. Tenete mezz'ora per il santuario, perché la salita al finto Fuji è la cosa che vi resterà.
Trasporti:
  • Stazione Sendagaya (JR Chuo-Sobu): a due passi dal Tokyo Metropolitan Gymnasium
  • Stazione Kokuritsu-kyogijo (metro Oedo): la più comoda per il National Stadium
  • Stazione Kita-sando (metro Fukutoshin): utile se arrivate dal lato di Harajuku

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Sendagaya

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).